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mercoledì 28 ottobre 2026

Il doppio stato, figlio non del liberalismo, ma della doppiezza togliattana e del compromesso armato

In Italia c'è un giudice che arresta e un giudice che ha diritto di veto sull'arresto. Ci è stato sempre presentato tutto questo come una forma di pluralismo liberale, invece sarebbe più corretto parlare di doppio stato. Per i liberali la società è plurale, ma lo stato è uno solo, i marxisti invece non credono nella neutralità dello stato, per loro lo stato è espressione della classe dominante, ma se i comunisti entrano dentro lo stato allora lo stato riflette il conflitto di classe, fino a portare questo conflitto al cuore dello stato. Quindi il doppio stato non può esistere in eterno, lo stato comunista convive con lo stato liberale all'interno della stessa struttura fino a quando non può liberarsi dello stato liberale, nel frattempo fa di tutto per ostacolare la vita dello stato liberale. Spesso in Italia si parla di guerra tra fascisti e antifascisti, questo è stato durante la seconda guerra mondiale, sconfitto il fascismo, il conflitto è tra comunisti e liberali, i cattolici hanno fatto da arbitro e pacere, ma nei momenti topici si sono sempre schierati con lo stato liberale, cosa faranno ora che si riattiva lo scontro tra lo stato comunista che ora è islamico-comunista e lo stato liberale?

martedì 27 ottobre 2026

La sinistra antidemocratica dentro la democrazia e i suoi alleati islamicorivoluzionari

La democrazia vive in uno stato di accerchiamento. Da una parte c'è chi la attacca accusandola di aver tradito essa stessa da sola la democrazia, come dei Giuda per trenta denari, i politici eletti democraticamente, eccoli lì, tradirebbero il loro mandato e il popolo vendendosi agli imprenditori, che nella versione demomarxista della democrazia sono una classe estranea che non meriterebbe nemmeno la cittadinanza, quindi per difendere la democrazia dai suoi rappresentanti e dalla morsa coi capitalisti, sarebbe necessario dare il potere alla magistratura, la quale dovrebbe avere l'arbitrio di togliere ogni diritto politico e mandato parlamentare ("poltrona" nel linguaggio che già Mussolini usava) al politico indagato. Questo in Italia non è ammesso in realtà perchè c'è una parvenza di liberalismo nella nostra costituzione e legislatura, ma grazie al potere d'influenza e di intimidazione mediatico di fatto avviene, con i politici indagati che prontamente si dimettono, abbandonati spesso dai loro stessi compagni di partito. 

Ci sarebbe poi l'attacco alla demcrazia dei filo-terroristi pro-pal, con tutte le implicazioni internazionali e le coperture del mondo accademico, mediatico, intellettuale in generale, politico, questo però è un attacco nello specifico al potere esecutivo, al governo, ma è molto di più anche di un attacco alla democrazia, è un attacco agli italiani, è un attacco all'occidente liberale, è una convergenza tra malati mentali, giovani immigrati di seconda generazione ingrati, aristocrazia intellettuale che odia gli italiani, terrorismo palestinese e filo-iraniano, complicità delle piattaforme social, sinistra politica, stati stranieri, ma più che lo stato, comunque sotto attacco, in primis le forze dell'ordine, sotto attacco è il popolo italiano e la sua libertà, quindi la democrazia in senso lato e patriottico, non solo formale, che comunque va difeso.

Ma ecco tornando all'attacco alla democrazia, è concentrico, così che dall'altro lato si esprime l'avversione aristocratica alla democrazia, l'aristocratico moderno non è più monarchico, il titolo di nobile non glielo dà più il Re ma se lo autodà in quanto appartenente alla classe dirigente dello stato repubblicano, ai vertici dello stato spesso ci arriva per nomina o influenza dei partiti, dal mondo accademico agli ospedali, dall'alta amministrazione a forse anche le forze armate, dalle aziende di stato alla Rai, fino ai senatori a vita. Per Togliatti i partiti sono la democrazia che si organizza, per cui il popolo, che in Italia non crede più nei partiti, secondo questa visione non è democratico, a detta di questa logica, al quale si aggiunge il fatto che durante il ventennio fascista, a godere di sostegno non era nè l'ideologia fascista ne' il partito fascista, ma Mussolini in persona. Da qui discendono tutta una serie di astrusità per cui la democrazia non deve avere leader, allo stesso tempo la sovranità popolare va limitata e incanalata nei partiti, mentre il vero sovrano è la costituzione scritta in primis da comunisti e cattolici, con il marginale contributo delle altre forze antifasciste, blindata da presidente e giudici della corte costituzionale, che mettono il governo nel suo recinto. I principali partiti per 40 anni sono stati espressione o della chiesa Cattolica o dell'Unione Sovietica, gli altri partiti non avevano la stessa capacità finanziaria-mediatica-organizzativa- territoriale, ma alla fine la maggior parte di loro la Dc li ha scelti come alleati, isolando il Pci e l'Msi. Il tentativo del Pci di fare un governo con la Dc inducendola a estromettere gli alleati socialisti riformisti, liberali e repubblicani alla fine degli anni 70 non funziona perchè la Dc, dopo aver usato il Pci per sconfiggere le brigate rosse, non si fida e mantiene le storiche alleanze, allora i comunisti di Berlinguer rimangono con un pugno di mosche in mano, ma la Dc non sta meglio, il cattolicesimo è in profonda crisi in Italia, il referendum su divorzio e aborto sono un trauma per la chiesa, mentre Berlinguer con un colpo di coda riesce a far soppravivere il Pci nonostante la crisi dell'Unione Sovietica e la conseguente rottura con essa che interrompe i finanziamenti al suo partito. Berlinguer è il primo leader mondiale a capire che l'Unione Sovietica è in crisi, non la abbandona certo per sposare la liberaldemocrazia, si avvicina invece alla Cina postmaoista di Deng Xiaoping, un altro comunista rassicurante come lui e alle prese con il rischio estinzione, alla fine arriveranno piazza Tiennamen da una parte e tangentopoli dall'altra per mettere in chiaro le cose, ma nel frattempo Berlinguer si avvicina anche alla Cuba di Fidel Castro, ai peronisti argentini, ai sanguinari sandinisti del Nicaragua, ma sopratutto ai gesuiti sudamericani cattocomunisti della teologia della liberazione, inoltre porta avanti una politica di penetrazione nei partiti socialisti europei nella linea dell'eurocomunismo, l'idea è di portare i partiti socialisti europei in rotta di collisione con l'America senza mai rompere formalmente con la Nato, d'altronde i soldati americani di stanza in Europa sono utili idioti per Berlinguer, coprono le spese militari dell'Europa così che la sinistra europea può parlare di pace, sanità, scuola a spese della Nato, fomentando i movimenti pacifisti, inoltre Berlinguer in maniera molto originale è il primo marxista a sposare le tesi ecologiste, ma allo stesso tempo rilancia l'operaismo sostenendo gli operai in sciopero alla Fiat e lanciando il referendum sulla scala mobile, questi ultimi due sono sconfitte totali con la maggioranza degli operai che non aderisce più agli scioperi e alla lotta di classe e il referendum sulla scala mobile che viene sconfitto alle urne. Persa la classe operaia, a questo punto Berlinguer punta tutto sulla questione morale, che si divide in due tronconi. Da una parte l'attacco alla Dc, raccogliendo la bandiera dei costumi morali, di uno stile di vita austero, denunciando l'ipocrisia dei democristiani ipocriti, austeri in pubblico ma non in privato, corrotti, in generale l'attacco al consumismo, alle merci, con toni pauperisti inediti nel mondo marxista, ma riallacciandosi al Marx giovanile, di fatto questo lo aliena ancora di più alla classe operaia, che non capisce la svolta ecologista, antiproduttivista, l'astio verso l'Unione Sovietica e l'allacciamento con il terzomondismo, ma li aliena anche i ceti medi produttivi che guardano sempre più al Psi più o meno per gli stessi motivi degli operai tranne quello dell' Urss, ma sfonda tra i cattolici di estrema sinistra e la sinistra Dc, spaccando la Dc, sfonda tra i giovani delusi o pentiti dalla lotta armata, parlando di "nostri figli da recuperare", archiviando totalmente il Pci amendoliano che detestava i movimenti studenteschi, apre al mondo femminista, altro tallone d'Achille del Pci, per questo c'è chi lo accusa di aver abbandonato il conflitto capitale-lavoro sposando un liberalismo da diritti civili, della società civile, niente di tutto questo, Berlinguer vuole estendere il conflitto, motore della storia per un marxista, su altri piani, considerando anche in questo senso esaurita la spinta propulsiva del conflitto capitale-lavoro, ora il conflitto per una società comunista inizia a diventare, come diventerà sempre di più in futuro, donne-uomini, giovani-anziani, pur tenendosi un pezzo di vecchia base operaia, intellettuali-commercianti, sud-nord (e qui l'errore gravissimo tradendo la classe operaia comunista del nord), sud-nord anche a livello mondiale, stile di vita austero-edonismo, eurocomunismo-America reganiana. Tutto questo a prima vista può sembrare un assembramento senza capo ne' coda di un leader disperato finito in cul de sac dopo il fallito compromesso storico, in realtà ha messo le basi alla soppravvivenza della sinistra postcomunista per altri 40 anni, non certo la sua vittoria, ma comunque un colpo di coda geniale per tenere in vita Frankestein. Però i suoi figli della Fgci, per sconfiggere la Dc e il Psi hanno dovuto aspettare la caduta dell'Unione Sovietica, quando è esplosa la voglia di tutti quelli che si turavano il naso votando Dc in chiave anticomunista di liberarsi anche della Dc ora che pensavano che non c'era più il comunismo, ma sopratutto la scelta della grande imprenditoria italiana di puntare sul Pci, che ora si presentava come Pds, cambiando nome e però così smentendo che ogni legame col mondo sovietico era stato già rotto, infatti che motivo c'era di cambiare nome se era vero quello che diceva Berlinguer che il Pci non c'entrava più nulla coll'Unione Sovietica? Tra l'altro quello di cambiare nome e fare una operazione di trasformismo è quello che suggeriscono i vecchi sovietici a tutti i partiti fratelli dopo la caduta dell'impero. Ad ogni modo la grande borghesia italiana sembrava preferire i comunisti al vecchiopentapartito e in seguito a Forza Italia, forse credendo che i comunisti fossero diventati liberali o forse perchè in fondo avevano in comune il concetto di capitalismo di stato, mentre Berlusconi che si presenta per fermare tutto questo parla di stato liberale, privatizzazioni, non guarda alla Cina come la Fiat, ma all'America. Ma nel prossimo articolo vedremo meglio l'ingresso in campo di Berlusconi di fronte ad una sinistra inorridita, irridente, demonizzante, ma torneremo anche sul lascito di Berlinguer alla sinistra comunista, che vivrà di rendita per anni, all'eredità del suo odio per Craxi e il partito socialista frutto anche della sua suicida sinergia col postfascista Scalfari.

Ma torniamo ai due attacchi concentrici alla democrazia dell'inizio di questo articolo, il camaleonte Pci-Pds-Ds-Pd ha cavalcato tutti e due gli attacchi, prima ha cavalcato l'attacco alla democrazia partitocratica, dimenticando di essere la prima espressione della partitocrazia, fingendo di dimenticare, così ha eliminato gli altri partiti fondatori della democrazia cavalcando il populismo, poi ha attaccato la democrazia del popolo sovrano, ponendosi come difensore della costituzione, ma a questo punto si era privato del centro, avendolo eliminato prima con tangentopoli e in seguito purgando Renzi e Calenda, in un senso o nell'altro però il Pd non è più credibile, mentre la destra sovranista-conservatrice della Meloni va alla conquista del centro.

sabato 24 ottobre 2026

Una vera democrazia difende la sua autorità

Non ho sentito una parola spesa per quel soldato della democrazia con la testa spaccata e la faccia insanguinata a Milano, quel poliziotto che continuava a dirigere i suoi uomini affrontando lo sciame di piccoli terroristi e seminatori del caos diretti in maniera social e disorganica dagli eredi di Toni Negri, quel professore universitario di Padova condannato per terrorismo negli anni 80, ma accolto in Francia per fare il professore universitario a Parigi e difeso dal Eugenio Scalfari, non ho sentito una parola da tutto quello sciame mediatico di sociologi, pubblicisti, psicologi, preti, magistrati rossi, non ho sentito una parola da tutta questa aristocrazia di uno stato che è democratico, ma che è retto da una costituzione a parole liberale ma nella forma e in parte nella sostanza comunista e dall'altra parte è democratico nelle sue rappresentanze elette dal popolo e nei suoi strati mediobassi, ma è comunista nei suoi strati dirigenziali, corte costituzionale, giudici, alte cariche dello stato, organi accademici, purtroppo forse alte cariche delle forze armate, e non sentiremo mai una parola da loro, così come dai suoi giullari. L'Italia è una democrazia da difendere, ma è retta da una costituzione che non la difende, è progressiva verso il comunismo, come diceva esplicitamente Togliatti, ma una vera Democrazia non ha paura di affermare la sua autorità.

C'è un'alleanza tra i lumpen sfascia tutto e l'aristocrazia contemporanea, un attacco dall'alto e dal basso contro la democrazia, per fermare l'affermazione compiuta della democrazia. Sconfitto il fascismo 80 anni fa, è ora di chiudere i conti col comunismo.

mercoledì 21 ottobre 2026

Terroristi, ladri e delinquenti coccolati e viziati dalla sinistra

Partiamo da un presupposto. Le cause delle violenze di sabato a Milano dove un'orda di bambini viziati ha saccheggiato, rapinato telefonini, scarpe, vestiti, evidentemente non erano alla ricerca del pane, così poveri e affamati quindi non sono, volevano solo beni e merci gratis, volevano solo spaccare vetrine per mettersi in vetrina, filmarsi e fare likes sui social. Perciò e non per altro hanno terrorizzato commessi che guadagnano mille euro al mese, perchè non hanno voglia di studiare, anche perchè qualche sociologo criptomarxista, ma più alla Toni Negri che altro, ricordate il cattivo maestro del 77, gli ha detto che studiare non serve a nulla, che non hanno futuro, perchè il paese che li ospita è cattivo, colonialista, capitalista e razzista ed è la causa dei loro mali, allora perchè mai studiare la letteratura italiana, la filosofia occidentale, la storia d'Italia e dell'occidente, perchè integrarsi. Ho persino sentito dire che la causa è che gli adulti, ovviamente occidentali, perchè hanno devastato il pianeta e deforestato, me li immagino questi piccoli acefali crucciarsi per l'Amazzonia tra una rapina ai loro coetanei e l'altra. Ho sentito anche la più alta carica dello stato dire che non dobbiamo essere indifferenti ai giovani, ecco cominci a non essere indifferente a tutti quei giovani che per strada vengono rapinati da queste bestie, cominci a parlare di tutti quei giovani italiani che studiano, lavorano, amano il proprio paese invece di dare tutta questa visibilità a questi piccoli criminali buoni a nulla. Io ho un blog sul calcio oltre a questo, con me collabora un ragazzino di 14 anni che sabato come sempre mi ha mandato un articolo, invece di andare in piazza a tirare pietre ai poliziotti, che poi è tentato omicidio. Ma di lui nessuno parla, eppure vive nel quartiere Barona di Milano, ultraperiferico, di certo non la sinistra, no invece senti i preti parlare di solitudine riferita a questi gruppettari social che tutto sono tranne che soli, ma si muovono in branco. Ma il massimo dell'idiozia l'ho sentito da un presunto psicologo che ha detto che la colpa è di questa società occidentale che gli insegnerebbe solo il culto del vil denaro, in realtà caro mio il culto del vil denaro glielo insegnano i rappers marocchini, loro fratelli maggiori, a cui questi credono ciecamente. Ma forse l'apice dell'annullamento di ogni pensiero serio è stato quando questo pseudopsicologo da salotto televisivo ha detto che il culto della violenza glielo insegna Trump e le sue guerre, ma basterebbe un po' di sale in zucca per capire che questi delinquenti emulano la violenza di Hamas e dei palestinesi e inneggiano al sette ottobre. E qui vediamo a chi li organizza, li compatta, gli dà una veste sociale e politica, e li ha scelti come base sociale, pro-pal che gli dicono che vivono in un paese complice di un genocidio dei loro fratelli arabi, antagonisti che gli dicono che la colpa è degli imprenditori che tra mille sacrifici e vessati dalla burocrazia tirano avanti, ma non solo, è evidente che stati stranieri e nemici dell'Italia come la Russia e l'Iran, con sullo sfondo la Cina. fomentano e fanno da collante sui siti e sui social a questi neoindottrinati dove influencers filo-russi e filo-iraniani proliferano da 20 anni nell'inerzia e nella passività dell'occidente. E poi c'è il braccio politico e non-violento di questi neofiti del terrorismo, sinistra rosso-verde, ecogretini, il Pd, pacifisti che condannano i cosidetti metodi ma dicono che questa teppaglia ha ragione, riprendendo le tesi a forma di slogan a facile presa dei siti e dei social sopradetti, ma non dimentichiamo i preti di strada che ti dicono che non serve la repressione ma serve l'educazione, ecco come li hanno educati al carcere Beccaria questi preti negli ultimi 20 anni? Direi non con grandi risultati. Sul sindaco di Milano invece stendiamo un velo pietoso, Milano non merita un inetto del genere. Come tutti quelli che alla nostra città stuprata dicono che però aveva la minigonna.

Memorandum per i partiti di sinistra: se pensate che questi nullafacenti compiuti 18 anni diventano la vostra nuova base elettorale una volta che i decrepiti del 68 ci lasciano e una volta scoperto che i gay e le donne non vi votano, scoprirete che questi non votano e non gli interessa nemmeno prendere la cittadinanza italiana, altro che ius soli.

lunedì 19 ottobre 2026

Il modus operandi del braccio politico del terrorismo/ parte quarta

Riprendendo dall'articolo precedente, vediamo perchè le classi lavoratrici occidentali non aderiscono alle idee di Marx all'inizio del secolo scorso, intanto perchè abbiamo visto cadere l'idea della sovrastruttura del pensiero marxista, i politici liberali e conservatori non sono un riflesso ideologico degli interessi di classe, quindi nemmeno la nazione è sovrastruttura, come per primo capirà nel mondo leninista Stalin e poi Gramsci, ma sopratutto perchè cade un'altra tesi della filosofia marxista, quella più psicologica, quella dell'alienazione dell'operaio urbanizzato. Nell'idea antiscientifica del pensatore tedesco l'operaio inglese è uno sradicato dalle campagne, costretto a venire a vivere in città dalla rivoluzione industriale lavorando nelle fabbriche, dove sarebbe perso senza più la sua comunità rurale o le sue competenze artigiane e facendo un lavoro monotono e facile che anche una scimmia a sua detta saprebbe fare. Niente di tutto questo avviene nella realtà, il lavoro in fabbrica comporta delle competenze tecniche che non tutti sono in grado di assolvere, l'operaio non è affatto alienato ma già dall'800 si organizza in sindacati e associazioni dimostrando una solidarietà di classe e una capacità di fare comunità superiore alle altri classi sociali, ma anche al di fuori dell'ambito lavorativo. Gli operai in città infatti fanno comunità, si ritrovano al pub e allo stadio, nell'urbe inoltre trovano una socialità più ricca e variegata, possono affermare la loro individualità più che nelle asfittiche comunità rurali, ma difendono i loro interessi organizzandosi senza aspettare che lo facciano per loro gli intellettuali comunisti, al contempo non si sentono affatto alienati ma parte di un processo produttivo che porta progresso e benessere a tutta la nazione, ad essere alienato invero è l'intellettuale che ha abbandonato la religione ma allo stesso tempo si vede spodestato dalla figura dello scienziato e dal prevalere della tecnica nel mondo moderno. Il vero alienato è Marx, un tedesco esiliato in Inghilterra, un filosofo che odia i filosofi e tutta la storia della filosofia occidentale, salva solo Hegel, ma lo vuole rovesciare, un ebreo che odia gli ebrei, un figlio di un commerciante che odia i commercianti, ma questo suo stato di disadattamento lo trasmette sulla classe operaia, che invece è perfettamente integrata nella società. 

Marx allora, già vedendo questo processo storico negli ultimi anni della sua vita che frantuma le sue tesi, s'inventa la teoria della "falsa coscienza", all'operaio avrebbero fatto il lavaggio del cervello, in fondo in questo senso ridà una certa utilità al lavoro culturale e alla battaglia ideologica, ma in un certo altro senso umilia ancora sè stesso considerando che i popoli occidentali ascoltano le ideologie dei filosofi conservatori e liberali e non le sue. Perciò Lenin riprende questo e ridà importanza alla battaglia ideologica e ridando importanza alla figura del rivoluzionario di professione, che deve educare il popolo però con la dittatura del partito, ma allo stesso tempo il russo porta tutto su un piano religioso e morale accusando gli operai occidentali di aver tradito la rivoluzione comunista per il "panem et circensem", per un pugno di trenta denari di salario in più, insomam dei giuda, ma a questo però il bolscevico ci accompagna una nuova tesi pseudoscientifica, quella dell'imperialismo come fase suprema del capitalismo, che ancora oggi trova credito negli ambienti di sinistra e cattolici. Il profitto del capitalismo anglosassone sarebbe frutto dello sfruttamento delle colonie e dei popoli colonizzati, in questo modo potrebbe essere spartito con le classi lavoratrici della nazione che diventano così da classe rivoluzionaria e antagonista, dei piccoli borghesi complici dello sfruttamento. Si tratta anche questa di una tesi totalmente infondata e antistorica, le colonie inglesi sono state nella realtà un salasso per il contribuente britannico e al massimo hanno arricchito qualche commerciante di spezie, non certo gli industriali, ma sopratutto hanno portato benessere, sviluppo, diritti civili e libertà nelle caste inferiori dei paesi colonizzati, al più togliendo potere alle caste superiori dei paesi colonizzati, di cui Gandhi era un perfetto rappresentante, non a caso, oltre a tutto il mondo clericale locale.

Nel prossimo articolo vedremo come hanno reagito invece le altri ali del marxismo all'evidenza dei fatti, rispetto agli eventi del primo 900 e di come si sono sviluppati questi percorsi, quello leninista e quello invece socialdemocratico, nel corso del secolo scorso per arrivare poi ai nostri giorni.

lunedì 12 ottobre 2026

Il modus operandi del braccio politico del terrorismo/ parte terza

Riprendendo dall'articolo precedente, vediamo come la politica di Lenin non sorge solo dal trauma legato alla vicenda del fratello maggiore, ma anche dal trauma collettivo dei marxisti nel scoprire che le teorie di Marx non erano scientifiche. Uno dei cardini della pseudoscienza di Marx consiste infatti nella sua tesi che il socialismo sarebbe approdato solo in un paese a capitalismo avanzato, cioè l'Inghilterra, dove da una parte il capitalismo avrebbe dovuto diventare monopolistico con la concentrazione massima di capitali e dall'altra parte l'esercito della classe operaia avrebbe dovuto aderire alle idee comuniste prendendo il potere violentemente sotto la guida degli intellettuali marxisti. Nulla di tutto ciò avviene nel paese anglosassone, anzi possiamo dire che avviene il contrario. Sul piano politico, che Marx considerava una sovrastruttura degli interessi economici di classe, sono i liberali e conservatori che per per Marx erano solo esecutori degli interessi dei capitalisti, ad istituire le leggi in favore degli interessi della classe operaia, ma sopratutto dall'altra parte la classe operaia non aderisce al comunismo, anzi, rifiuta l'internazionalismo proletario ed è patriottica, sopratutto durante la prima guerra mondiale, quando Lenin cerca di scatenare la guerra civile in ogni paese secondo l'idea del disfattismo rivoluzionario per cui i proletari coscritti negli eserciti in armi avrebbero dovuto rivolgersi contro il proprio paese invece di combattere per esso, cosa che non avviene sopratutto in Inghilterra, ma di fatto in quasi tutti i paesi tranne la Russia. Tutto ciò dimostra una sola cosa insieme, le teorie di Marx erano solo teorie e non scienza, il pensiero di Marx è smentito dai fatti e dalla storia, così come la sua teoria della storia dell'umanità come storia di lotta di classe tra gli sfruttatori e gli sfruttati, tra i padroni e gli schiavi. 

Vedremo nel prossimo articolo perchè le classi operaie dei paesi avanzati non hanno aderito al marxismo e come i marxisti reagiscono in ordine sparso a questo trauma e come Lenin resuscita il marxismo da una parte spostandolo dal piano presuntamente scientifico ad un piano messianico religioso e dall'altra costruendo una nuova pseudo scienza.


domenica 11 ottobre 2026

Il modus operandi del braccio politico del terrorismo/ parte seconda

Riprendendo l'articolo precedente, possiamo individuare nel mondo d'ispirazione marxista la nascita di un centro interno da Lenin in poi. Lenin, figlio di quella piccola nobiltà intellettuale spaventata dai progetti di modernizzazione e riforme dello Zar, la sua traiettoria è segnata dalla traumatica vicenda famigliare legata al fratello maggiore, un rivoluzionario populista che aveva visto il suo messianismo infrangersi contro il popolo contadino russo che lo aveva rifiutato, rifugiatosi in seguito come tanti della sua generazione e del suo movimento nel terrorismo individuale, era finito impiccato dallo Zar. Da qui nasce l'idea del fratello minore Lenin di un centro tra l'azione politica e sindacale democratico-popolare e la via armata, dove la via politica deve essere solo uno strumento e la via violenta non deve limitarsi al terrorismo individuale ed esemplare ma ad un'organizzazione armata, ma sopratutto e questo è l'essenziale, tutto ciò deve essere guidato e legato dal centro in maniera talvolta anche invisibile, il centro, il partito dei rivoluzionari di professione, intellettuali che devono formare la dottrina, screditare tutte le tesi diverse e diffondere il verbo attraverso i mezzi di comunicazione di massa che iniziano a diffondersi, guidando tutto il movimento complessivo. Vedremo nel prossimo articolo come le tesi di Lenin non sono solo influenzate dalla sua vicenda famigliare e dalla storia russa, ma anche dal trauma che il mondo marxista ha vissuto all'inizio del novecento, quando le tesi presuntamente scientifiche di Marx si sono scontrante con la realtà e la storia in divenire e come Lenin ha resuscitato il marxismo da una parte facendone una religione e dall'altra creando una nuova pseudoscienza, in seguito vedremo come nella sinistra contemporanea il filo non si è mai interrotto, ma si sono solo tagliate alcune ramificazioni come per esempio lo stalinismo.

giovedì 8 ottobre 2026

Il modus operandi del braccio politico del terrorismo

Ogni organizzazione armata e terroristica si accompagna ad un braccio non-violento, che agisce sul piano politico e dei diritti civili, era così per l'Ira in Irlanda dove operava parallelamente il Sinn Fein, è stato così con le brigate rosse in Italia, è così con il terrorismo islamico e palestinese, la linea consiste nel sottrarsi dal piano pratico dell'organizzazione armata, per agire su piani diversi, portando avanti però le stesse finalità dissociandole sul piano pratico dal partito armato ma orientandole per lo stesso fine su altri piani, politici, culturali, giuridici, storici. 

Tutto si muove sul binario della legittimazione-delegittimazione, non viene legittimata la pratica dell'estremismo, ma su tutti gli altri piani sì, giuridico, storico, politico, culturale, geopolitico, dall'altra parte verso il nemico invece la delegittimazione è totale, ad ogni livello, su tutti i piani. 

La dissociazione dei piani inoltre è fondamentale tanto quanto mantenere invisibile la effettiva correlazione tra i piani, così come mantenere visibile la falsa equidistanza tra le due parti apertamente contrapposte mantenendo una distanza formale dall'estremismo. 

E' necessario invece all'interno del proprio campo mantenere un centro che si dissoci dai legami con gli elementi fattivi dell'estremismo ma non tutti gli altri elementi dell'estremismo, ma al contempo invece mantenga ogni legame con l'ala moderata sul piano fattivo ma viceversa non su tutto il resto, dove chiaramente gli elementi fattivi dell'estremismo sono altri e diversi dagli elementi fattivi dell'ala moderata, così come i rispettivi tutto il resto. 

Quindi non si sostiene l'attività pratica dell'estremismo, ma si sostengono le finalità, l'identità politica, culturale, geopolitica, dall'altra parte invece si sostiene l'attività pratica dell'ala moderata, ma non le finalità, l'identità culturale, politica, geopolitica, rendendole così un guscio vuoto buono solo a ingrossare le fila. 

In questo modo chi sta in mezzo all'interno della sinistra tra l'ala estremista e l'ala moderata vince sempre e si mantiene sempre al potere, quanto meno all'interno della propria parte, se non raggiunge del tutto il potere politico, cosa che per fortuna in democrazia non succede quasi mai. L'ala moderata può vincere sul piano politico, ma è stata esautorata e delegittimata sul piano culturale e della sua reale identità agli occhi dei sostenitori del campo, l'ala estremista al contrario è stata delegittimata sul suo piano pratico e ha bisogno di legittimazione politica, però non è stata delegittimata dal centro interno sul piano culturale e delle finalità, questa è la differenza. Qualunque due delle ali prevalgano e dovessero raggiungere il potere, una coi suoi metodi e l'altra coi suoi, avranno bisogno di chi sta in mezzo e detiene l'egemonia culturale. E' chiaro però che l'identità politica e culturale di chi sta in mezzo propende tutta verso l'ala estremista.

Per questo all'interno di una coalizione larga di sinistra, l'ala moderata non conterà mai nulla, ma sarà solo portatrice d'acqua, d'altro canto l'ala radical-estremista non avrà mai il potere politico e centrale di direzione, ma conterà sul piano degli obbiettivi e del riconoscimento avendo voce in capitolo.

Sullo sfondo rimane sempre l'opzione violenta e antidemocratica della presa del palazzo, che la sinistra non abbondonerà mai nella profonda convinzione di appartenere ad una minoranza progressista in un mondo reazionario, che sia attraverso azioni giudiziarie o esautorando la sovranità popolare attraverso organi sovranazionali o quanto altro, così come sempre la legittimazione su altri piani del terrorismo.


mercoledì 7 ottobre 2026

7 ottobre, la strage degli ebrei subito rimossa o usata contro gli ebrei

Tre anni fa Hamas invase Israele per fare una strage di innocenti e rapire donne, anziane e bambini, chi ha lo stomaco e il cuore per vedere i filmati di cosa hanno fatto queste bestie fanatiche dell'Islam può reperirlo in rete, ma da subito c'è stato un processo di rimozione e parallelamente ribaltamento, da una parte la sinistra un minuto dopo la mattanza scendeva in piazza preventivamente contro la guerra di risposta di Israele, dall'altro un vecchio trucco della propaganda leninista, la contestualizzazione, le vittime non erano più vittime, ma "coloni", "occupanti", una chiara delegittimazione del diritto a esistere di Israele e del suo popolo spacciata per critica al governo israeliano. Un meccanismo in tre passaggi, la condanna dei metodi di Hamas, ma al contempo dandogli una legittimazione storica, per riconoscergli lo status di soggetto politico e non di bestie sanguinarie, parallelamente la delegittimazione spacciata per critica verso il nemico israeliano, infine la terza fase già vista ai tempi delle brigate rosse e dopo l'11 settembre, l'accusa agli apparati di non aver contrastato il terrorismo per cui le vittime del terrorismo ricadono sullo stato aggredito. Tre passaggi tipici della propaganda e della disinformazione di stampo russo, ripetuta a pappagallo da quelli che Lenin chiamava utili idioti occidentali, da sempre avvolti nella bandiera del pacifismo.

giovedì 1 ottobre 2026

La sinistra vuole accoglienza illimitata e senza regole nelle periferie e frontiere chiuse in centro

La sinistra per anni ha bollato di razzismo gli abitanti delle periferie delle città che si sentivano invasi dagli immigrati, ma come, non accogliete tra di voi questi fratelli, incuranti del fatto che questi immigrati spesso delinquevano, si comportavano da padroni, da colonizzatori, ma ora il destino gli ha riservato una sorte analoga, la sinistra trova invaso il suo quartier generale, i centri storici urbani, da stranieri che usano la città come uno strumento, distruggono l'identità di quartiere, alzano il costo della vita grazie al loro potere d'acquisto, così come gli immigrati che si sono riversati nelle periferie hanno fatto concorrenza sleale sui salari agli autoctoni, il destino a volte è beffardo, ma forse che hanno capito che l'immigrazione non comporta solo benefici e va governata? No, continuano a dare dei razzisti agli abitanti delle periferie che non vogliono l'accoglienza illimitata in stile Merkel nei loro quartieri, mentre loro portano avanti le crociate contro l'overturism e gli airnb. Non era più di buon senso capire che l'afflusso di stranieri in un paese va governato? No, si continua con accoglienza illimitata per chi invade le periferie e xenofobia verso l'immigrazione nel centro. Non saranno un po' stronzi? Direi quantomeno ipocriti.

mercoledì 30 settembre 2026

Il vero mondo alla rovescia

Vannacci parla di mondo alla rovescia, ma spesso parla di cose superflue, di cose fuorvianti, rende l'irrilevante  rilevante, svia il pensiero della gente, il vero mondo alla rovescia invece sono i leninisti che si fanno chiamare democratici, il vero mondo alla rovescia è un papa costretto alle dimissioni e al silenzio dalla sua stessa chiesa per eleggere un papa peronista che disprezza il suo popolo storico, gli italiani, il vero mondo alla rovescia è l'ebreo che viene accusato di genocidio e nazismo, il vero mondo alla rovescia è la decrescita spacciata per progresso, il vero mondo alla rovescia è  il razzismo alla rovescia spacciato per antirazzismo, il vero mondo alla rovescia è la pseudoscienza ciarlatana spacciata per scienza, il vero mondo alla rovescia è anche una neodestra che fa il gioco della sinistra filocinese e vuole restaurare l'Unione Sovietica.

sabato 12 settembre 2026

La sinistra getta via la bandiera Lgbt, è ora che la destra la raccolga

Contrordine compagni, la bandiera lgbt non serve più alla causa del potere degli intellettuali di sinistra, non porta voti come si pensava, crea inimicizia coi nuovi padroni islamici, non è consona al neopopulismo di sinistra, Ocasio-cortez e la sua corte di aristocratici ispanici ha sentenziato, le pecore eseguono all'istante, abbiamo bisogno di una nuova base sociale ed elettorale, fatta di immigrati retrogradi islamici, dobbiamo disperatamente cercare di recuperare qualche voto popolare e provinciale, allora le pecore si adeguano subito. Ma è proprio questo il momento che la destra colga la grande occasione, i gay, le lesbiche, le minoranze sessuali, le donne, abbandonate dalla sinistra che ora è tutto burka&guerra ai ricchi e al ceto medio devono trovare un nuovo porto, così i diritti civili hanno l'occasione di ritornare a casa, la casa della destra liberale, la sua casa storica, tornando ad essere coniugati in questo senso, come storicamente sono sempre stati, prima che la sinistra postroschista e posterzomondista li coniugasse a suo favore, per poi gettare la bandiera quando non serve più ai loro fini.

martedì 8 settembre 2026

L'odio razzista dell'artistocrazia europea verso il maschio bianco della working class e middle class

L'affermazione elettorale del partito dell'alleanza per la Germania nelle regioni dell'Est, ex DDR, ha scatenato tutto l'odio profondo e razzista delle aristocrazie europee verso il maschio bianco della working class e middle class, questo odio di classe e razziale, nascosto sotto una coltre di sovrastruttura ideologica e politica antinazista e antirazzista, ridipinge bene la volontà reazionaria contro l'età moderna e industriale delle intellighenzie e delle aristocrazie antinazionali, ma tradisce anche una enorme miopia e superficialità di analisi. Questo nuovo partito emergente ha infatti il consenso di metà del popolo tedesco e forse anche più, quindi ben più trasversale e non certo catalogabile in ristretti concetti stereotipati di genere, di classe e generazionali e nemmeno territoriale, visto il vasto consenso anche all'ovest. In questo partito convive tutta la Germania viva e reale unendo anime diversissime tra loro, c'è l'ovest liberale e atlantista, che si ribella all'invasione islamica per i diritti dei gay e delle donne, che si ribella all'indottrinamento di stato della woke culture, così come la Germania dell'Est più conservatrice e cristiana, che si ribella all'invasione islamica per difendere le proprie tradizioni, si ribella alle teorie gender imposte ai bambini perchè non vuole vedere i propri figli di nuovo intruppati dal totalitarismo che hanno già vissuto, c'è una Germania che si ribella ai deliri ecologisti difendendo lo sviluppo economico, c'è insomma un popolo, trasversale, interclassista, intergenerazionale, senza distinzioni di genere, deriso e umiliato da una elite sradicata e presuntuosa, da una intellighenzia masochista e nichilista. Questo è quello che ci dice ciò che dice dal sommerso, dal profondo, che sbaraglia la superficialità delle etichette dei senza identità. E' il popolo che avanza democraticamente, con tutte le sue diversità e contraddizioni, con tutte le sue particolarità sono i popoli europei e occidentali nelle loro diversità e coi loro dilemmi irrisolti che emergono contro il nulla universale al servizio degli imperi stranieri islamici, asiatici, neoottomani e i vecchi imperi clericali sovranazionali. E' un sommovimento inedito quanto storicamente radicato che spazza via tutto ciò che è vacuo, annichilito ed estraniato.

giovedì 3 settembre 2026

I popoli occidentali si stanno svegliando dal loro torpore suicida

C'è una sacra alleanza di tutti gli sconfitti dalla storia e dalla civiltà democratico-borghese e liberale che tentano di riportare indietro la lancetta del tempo, rigorosamente presentandosi come una nuova modernità, un nuovo progresso, e facendo leva su alcuni aspetti della società liberale per ritorcerglieli contro. Le vecchie aristocrazie terriere europee, la corrente cattolica dei gesuiti, i chierici e gli intellettuali ideologizzati ossessionati dal potere di ogni tipo, i postleninisti e post maoisti ecologizzati, l'islam in particolare sciita, i nostalgici degli imperi del passato (sovietico, ottomano, cinese, etc etc), sono focalizzati da un unico obbiettivo, distruggere l'occidente come lo abbiamo conosciuto dalla nascita della scienza moderna e dalla scoperta dell'America in poi e sono uniti solo da questo collante. Per questo scopo si servono di tutto ciò che ha inventato e storicamente prodotto l'occidente moderno per usarlo contro di esso, ma una cosa rifiutano totalmente: la democrazia occidentale. Negli ultimi anni si è tentato anche un attacco senza precedenti alla civiltà moderna occidentale, infatti attraverso soprattutto il riferimento ecologista è finita sotto il bersaglio e in maniera inedita anche la superiorità scientifica, tecnologica dell'occidente, accusata di distruggere il pianeta, c'è anche chi si spinge a mettere in discussione la medicina occidentale e l'ultimo punto estremo sono i terrapiattisti. La green economy è stato un attacco che si pensava definitivo tramite l'alleanza tra la Cina e la sinistra verde europea, ma è fallito miseramente e ha riscontrato invece un risveglio e una prima controffensiva dei popoli europei e occidentali rispetto alla loro diffusa vocazione al suicidio a all'autoannichilimento riscontrato negli ultimi decenni.

La partita è ancora aperta, la sacra alleanza antioccidente con i suoi cavalli di troia sucidal è ovviamente divisa al suo interno, ognuno vuole restaurare il suo passato in competizione con l'altro, mentre i cavalli di troia vogliono solo l'autocancellazione. Molta gente qui sta aprendo gli occhi, molti sono in mezzo al guado e sono ambigui e ambivalenti, il confronto finale è tra democrazia liberale e dittatura o una di queste dittature. Però dietro la foglia di fico dell'antifascismo e dell'antirazzismo molti che anelano la distruzione dell'occidente democratico e vogliono instaurare la loro dittatura o servire l'invasione di atre dittature mettono la maschera democratica e confondono le acque, mentre altri dall'altra parte ondeggiano tra il campo occidentale e antioccidentale.


sabato 15 agosto 2026

L'ecologismo, una forma di anticapitalismo più estrema e integralista del marxismo

Marx, più che un rivoluzionario, era un evoluzionario, la sua idea di approdo al socialismo infatti non nasceva dalla volontà di distruggere la civiltà precedente, Marx al contrario vedeva il socialismo e il comunismo come un prodotto storico progressivo dell'età capitalistica, senza di essa per lui non poteva esserci socialismo e comunismo per come lo vedeva lui. Oggi invece siamo di fronte ad un anticapitalismo completamente distruttivo, i movimenti ecologisti, la cancel culture, non hanno una filosofia della storia come il marxismo, sono totalmente antistorici e quindi nichilisti, vogliono distruggere la storia. La loro tesi è un processo sommario, manicheo e schematico totale a tutta la storia dell'occidente dalla scoperta dell'America in poi, mentre Marx al contrario apparteneva a questa storia. La totale dissociazione dalla storia moderna occidentale in questo movimento regressivo non si limita come nel marxismo a mettere in discussione lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, in questo nuovo anticapitalismo integralista e totalitario si mette sotto processo l'intera storia occidentale, quindi come mai visto prima in maniera del tutto inedita anche la scienza occidentale, la medicina occidentale, i progressi tecnologici, la rivoluzione industriale, in generale tutto ciò che nel bene e nel male l'occidente ha prodotto nell'età moderna. Il culmine più alto di questo movimento distruttivo sono infatti i terrapiattisti. 

giovedì 6 agosto 2026

L'epoca in cui viviamo

Più di 400mila soldati americani morirono per liberare l'Europa dal nazionalsocialismo tedesco, ormai dimenticati, oggi invece si parla solo della bomba atomica sul Giappone, si criminalizzano gli Stati Uniti su ogni cosa ma si legittima la bomba atomica dell'Iran. La sinistra ecologista vuole negarci il nucleare a scopi civili, ma legittima la bomba nucleare a scopi militari del regime degli Ayatollah. Viviamo in un'epoca in cui i nichilisti si fanno chiamare progressisti, in cui l'autodistruzione è chiamata salvezza del pianeta, viviamo in un'epoca di rovesciamento passando per una fase intermedia di parificazione e mettere tutto sullo stesso piano, viviamo in un'epoca di convergenza tra estrema sinistra e estrema destra, ma anche di personaggi ambigui che non sanno se essere conservatori o essere oggettivi alleati dell'estrema sinistra, così come di riformisti votati alla sottomissione verso l''estremismo e la radicalizzazione, è questa un'epoca di trapasso, da una parte le ideologie e le religioni che venerano la morte, dall'altra chi vuole innervare e irrorare la vita. Questa è l'epoca in cui viviamo, chi si presenta come netto è in realtà ambiguo, chi si presenta come moderato è in realtà netto e solido. 

domenica 2 agosto 2026

Cinici propagandisti illudono gli immigrati di trovare l'eldorado in Europa

Parlando con diversi immigrati negli ultimi anni e chiedendo loro cosa gli avesse spinti a venire in Europa ho avuto sempre la stessa risposta: Qui credevamo di trovare una vita facile, credevamo che gli europei erano tutti ricchi, che appena arrivati avremmo avuto una casa e un lavoro lautamente retribuito e saremmo diventati ricchi in poco tempo. Ma chi gli ha raccontato questa favola cinica e criminale? Le fonti sono diverse. Intanto i governi dei paesi d'origine, corrotti e incapaci di creare sviluppo economico nonostante le enormi risorse di cui dispongono, scaricano così il malcontento dei loro giovani, nati da un boom demografico dovuto al crollo della mortalità infantile, grazie alla medicina e scienza occidentale che si è diffusa in questi paesi, al mancato controllo delle nascite. Ma ci sono altri vettori che lavorano a quella che ormai chiunque dotato di buon senso non chiama più immigrazione, ma vera e propria invasione. In parte il Vaticano di sponda gesuita, che considerato ormai irreversibile l'abbandono dei fedeli europei, punta quindi sulla conversione degli immigrati africani, già educati nelle missioni gesuite in loco. Per un discorso analogo le sinistre europee, convinte ormai di essere una minoranza irreversibile e che sperano di trovare nuovi elettori negli immigrati di seconda generazione. Non da ultimo la fratellanza mussulmana, che punta a islamizzare l'Europa. Si è creata così una convergenza tra il Vaticano gesuita, la fratellanza mussulmana e la sinistra ecologista e anticapitalista, uniti dal nemico comune, l'occidente liberaldemocratico basato su una economia di mercato, la libertà individuale, la sovranità delle nazioni, la libertà di parola e di espressione, la democrazia.

giovedì 23 luglio 2026

La mancanza di empatia umana della sinistra verso il gioielliere e i poliziotti

Un gioielliere viene condannato all'età di 72 anni a 14 anni di carcere per aver inseguito e sparato a tre rapinatori che erano entrati mascherati nel suo negozio, incatenando la figlia e minacciando e aggredendo la moglie con coltelli e pistole. Quello che mi ha stupito e risalta in questa vicenda è la totale mancanza di empatia umana nei confronti di questo gioielliere ed essere umano da parte della sinistra, sia a livello politico, che culturale, che giudiziario, ma sopratutto umano. Non ho sentito nessun esponente di questa parte nemmeno provare a mettersi nei panni di questa persona e del suo dramma. Nessun esponente di sinistra ha provato a sentire, empatizzare, provare quello che ha provato quest'uomo. Tutta l'empatia e l'immedesimazione è andata verso i banditi e ladri.

L'altro giorno a Bologna i cittadini hanno chiamato la Polizia perchè un uomo da ore dava in escandescenze, terrorizzando il quartiere, l'uomo all'arrivo dei poliziotti li ha aggrediti mordendone letteralmente uno, dopo essere stato immobilizzato ha perso la vita, per cause ancora da ricostruire, probabilmente un arresto cardiaco. Anche in questo caso non si è sentita una parola di empatia e inclusione umana da parte della sinistra verso i poliziotti, il loro lavoro di strada che li porta a dovere confrontarsi con casi come questi tutti i giorni, africani e nordafricani che danno in escandescenza, aggrediscono i passanti, terrorizzano la comunità, a volte la falciano con la loro auto come successo poco tempo fa non molto lontano da Bologna. La donna che è morta in questo episodio appena raccontato, non ha ricevuto nessuna empatia, nessuna inclusione, nessuna solidarietà da parte della sinistra.

sabato 6 giugno 2026

Caro affitti a Milano, le vere cause

Negli ultimi anni il costo degli affitti dei monolocali e dei bilocali a Milano è aumentato vertiginosamente, stiamo parlando di zone periferiche e semiperiferiche, è forse il problema che ci attanaglia principalmente in questa città, un qualcosa che interessa la cittadinanza più delle piste ciclabili e degli alberi. Ma quali sono le cause? Come sempre quando si parla di problemi economici c'è chi ci riporta ad una ricerca del capro espiatorio da addittare, ma è sempre stato così nella storia, le cause dell'inflazione e del caro vita in Germania negli anni 20 c'è chi le imputò agli ebrei, oggi si accusa l'afflusso di supericchi stranieri che sono venuti a vivere in città negli ultimi anni. Anche l'ebreo era accusato di essere un supericco estraneo alla comunità. Ma facciamoci una domanda: Un supericco che viene a vivere a Milano secondo voi va a vivere in un monolocale o un bilocale periferico in città in affitto? Datevi voi una risposta.  Certo si può sempre creare un effetto domino, ma allora le cause sono anche altre, molteplici, senza cercare capri espiatori. Intanto bisogna dire che molti di questo di tipo di appartamenti sono affittati da proprietari che in questo modo si finanziano il mutuo della loro casa, quindi essendo aumentati i mutui in questi anni, a causa dell'aumento dei tassi di interesse, con il fine di comprimere il potere d'acquisto dei ceti medi per contrastare l'inflazione, i piccoli proprietari si rivalgono sugli affittuari per compensare il costo del mutuo della loro casa. Questa è una causa più concreta e sopratutto più attuale. Certo, c'è anche il fatto che c'è una forte domanda da parte di studenti universitari fuori sede con forte potere d'acquisto, una offerta diminuita dal fatto che molti di questi appartamenti sono stati convertiti in affitti brevi, ma questa domanda c'era già prima, questa offerta non è tale nella sua misura da convertire in tale modo l'aumento dei prezzi. Diciamo allora che non bisogna cercare capri espiatori, le cause sono molteplici, ma c'è chi dovrebbe assumersi le sue responsabilità e non sviare l'opinione pubblica nella caccia al colpevole.

lunedì 1 giugno 2026

Le ideologie politiche, tra surrogato ateo della religione e pseudoscienza

Il secolo ventesimo ha visto l'irrompere delle ideologie politiche, un substrato che ha significato una causa di vita per miliardi di persone nel mondo, esse si sono poste in una sorta di intersezione, da una parte sono state un surrogato della religione, in un momento storico in cui molti perdevano la fede nelle due grandi religioni dell'occidente, il cristianesimo e l'ebraismo, dall'altra sono state una pseudoscienza per molti che non avevano nessuna cultura scientifica, ma avevano bisogno di una parvenza scientifica alla loro nuova fede, in un mondo sempre più pervaso dalla scienza, ma in questo modo sostituendosi con una cattiva scienza che pretende di sostituire la fede. Questo cortocircuito, lo scontro tra la perdita di fede e la mancanza di una vera cultura scientifica, ha creato le ideologie politiche, in particolare il marxismo e tutte le loro derivazioni. A fronte di un conflitto completamente inventato, quello tra scienza e fede, i veri scienziati infatti non si sono mai messi in conflitto con la fede, che invece possono tranquillamente convivere, nasce l'ideologia politica, la propria opinione diventa allora scienza per autodecreto, in quanto tale diventa religione essendo pretesa di verità cristallizzata e immutata. Ma non è ne' scienza ne' religione, è appunto ideologia politica, falsa scienza e surrogato della religione. Della scienza prende la pretesa di verità, senza averla certificata, della religione prende il fanatismo e gli adepti, senza il mistero e il senso della creazione.

venerdì 8 maggio 2026

La regressione all'età di sei anni del mondo gretino

Quando parliamo del fenomeno incarnato da Greta Thunberg dobbiamo capire che ci troviamo di fronte a qualcosa che in parte si ricollega e riprende il filo di alcuni fenomeni del passato, ma che è qualcosa di totalmente nuovo. Dobbiamo partire da un punto fermo: Greta Thunberg rappresenta una serie di persone che è regredita all'età di sei anni. Proprio così. Non è la solita ventenne occidentale che si sente in colpa per essere occidentale perchè le hanno detto che l'occidente colonialista ha fatto solo del male e quindi odia sè stessa, Greta Thunberg non ha nessun senso di colpa e non si odia, Greta si ama, perchè è mentalmente una bambina di sei anni, quindi completamente innocente, incapace di aver fatto male. Sono solo gli adulti bianchi ad essere colpevoli. Greta Thunberg è la figlia dei pioneri che è stata rapita dagli indiani d'America, le hanno resettato il cervello e ora non è più un occidentale, non è un occidentale che odia sè stessa, non è proprio più occidentale. Non si ribella alle vecchie generazioni, ne è estranea, ne è il giudice spietato che emette la sentenza di condanna. Qui non stiamo parlando nemmeno della solita cattiva storiografia leninista e terzomondista gesuitica per cui il colonialismo sarebbe frutto solo di interessi economici, lei ha sei anni, non pensa a queste questioni, la causa del colonialismo è solo la cattiveria, i bianchi sono cattivi e i popoli non occidentali sono i buoni. Tutto qui, ha sei anni, non va oltre questi schematismi, è una favoletta per bambini che si può diffondere sui social con post di tre righe, Greta Thunberg mica legge libri di storia o di economia, Greta Thunberg, non vuole studiare, non vuole lavorare, vuole solo fama e successo senza lottare per averlo ed essere adulata dagli adulti. Greta inoltre rappresenta una generazione di ingrati che beneficiano di tutto quello che hanno fatto e prodotto le passate generazioni occidentali odiandole e infatti non vi rinuncia affatto, non è quel tipo di persona che va a fare la missionaria in Africa rinunciando a tutto, non ci pensa nemmeno, a lei piace andare in barca a vela, avere il suo telefonino così via, la fama sui social, non va a vivere in una capanna, gode di tutto il benessere, la libertà, la democrazia dell'occidente, ma non è ipocrisia o schizofrenia, lo considera un risarcimento che le vecchie generazioni cattive le devono dare, che lei però vuole condividere redistribuendolo con i popoli non occidentali portandoli in occidente. Infatti lei non vuole condannare tutto il mondo alla rivoluzione green dove in Europa torneremo a vivere come nel mondo primitivo, il resto del mondo invece per lei deve continuare a svilupparsi eccome, altro che green, anche inquinando, usufruendo di tutta la scienza, la tecnologia e tutto quello che è stato inventato dal genio occidentale.


giovedì 16 aprile 2026

Il nulla di sinistra che occupa gli spazi lasciati vuoti da chi ha eliminato

Negli anni 90-00 la sinistra radicale si rifaceva in larga misura ad una storia da difendere, che veniva rigettata da gran parte della sinistra, per questo quei uomini e quelle donne erano derisi come vetero e dinosauri dalla sinistra neoriformista come da quella neomassimalista, ma in questo senso era la loro radicalità, era nelle radici, nella storia. La sinistra "radicale" o meglio quella cosa che oggi occupa lo spazio della sinistra radicale degli anni 90-00 è invece una sinistra che rifiuta la storia, non la studia ma la processa in maniera manichea e sommaria, è un rivoluzionarismo vuoto che rifiuta ogni identità storica, nazionale, religiosa, etnica, il suo radicalismo non è nel difendere le radici ma nel suo voler cancellare la storia e ogni forma di identità, finendo col diventare succube delle identità straniere. Hanno rinnegato il socialismo reale, ma non sono diventati ne' liberali, ne' socialdemocratici, ne' conservatori, sono il nulla di sinistra che avanza e si sottomette all'islam, al regime cinese e alla tecnocrazia.

domenica 12 aprile 2026

L'esplosione degli esperti di geopolitica, rigorosamente indignati

L'opinione pubblica europea è terrorizzata dai media, scenari apocalittici dei nuovi rivolgimenti in medioriente, tutti si svegliano la mattina e si scoprono esperti di geopolitica, scoppierà la terza guerra mondiale domani mattina e io indosso la faccia preoccupata giusta, ora sanno che esiste un paese chiamato Iran, ma non sanno che prima si chiamava Persia e che dal 1979 c'è un regime che sta destabilizzando il medioriente e non solo, ma la guerra sembra iniziata ieri con l'intervento americano, una mattina mi son svegliato. Israele ora è il colpevole di tutto, ancora con questi ebrei, dicono, accusano l'America di agire solo per interessi economici, come se questo fosse un peccato e non potesse avere anche conseguenze benefiche sulla libertà del popolo persiano, ma sono solo preoccupati dalle ripercussioni economiche della guerra sulle loro tasche, della sorte del popolo persiano oppresso e delle loro donne massacrate dal regime non gliene frega nulla, cosa vogliono pure queste qua, non sono neanche palestinesi, quindi chi se ne frega. Le femministe nostrane pensano solo al patriarcato bianco, occidentale e cristiano, i gay di sinistra se ne fregano dei gay persiani impiccati, ma Trump è cattivo perchè fa solo i suoi interessi, è l'indignazione selettiva, il buonismo arrabbiato, a targhe alterne, condannare da una parte e contestualizzare dall'altra, sono grotteschi, ma sono tanti e pericolosi.

venerdì 3 aprile 2026

Trump apre la trattativa con la Cina a modo suo, la guerra geopolitica sulle risorse energetiche e la religione ecologista

Oltre agli obbiettivi di breve-medio termine precedentemente elencati del conflitto in corso in mediooriente, cioè colpire il sistema nucleare iraniano e il suo apparato militare consolidando gli accordi di Abramo che isolano l'Iran nella regione convergendo Israele con i paesi sunniti, oltre ai motivi ideologici-religiosi-sociali sempre già elencati, c'è ovviamente l'obbiettivo di fondo della strategia di Trump, bloccare le fonti energetiche petrolifere della Cina, cioè il Venezuela e l'Iran, per presentarsi all'incontro con Xi Jinping previsto a maggio da posizione di maggiore forza rispetto al quasi monopolio della Cina sulle terre rare. Sia la Cina che gli Usa sanno che c'è bisogno di diversificare e che in futuro ci sarà bisogno di tutte le fonti di energia, solo l'Europa rossoverde con una strategia suicida ha puntato tutto sull'economia green, in nome di una vera e propria nuova religione basata sull'odio per la società industriale e dei consumi di massa, l'odio sullo sviluppo economico e la produzione vasta di merci, contrapponendovi una idea di un mercato ristretto di consumi di nicchia concentrato nei grandi centri urbani globali rigorosamente eco e made in Cina, la contemporanea deurbanizzazione delle masse, in nome di un modello di sottosviluppo basato sull'eliminazione di ogni bisogno consumistico, di basso consumo energetico, nel nome della salvezza del pianeta e della nuova dea natura, di una economia a kilometro zero, mentre nei centri urbani le elites con potere d'acquisto potranno godere dei benefici della globalizzazione delle merci di nicchia e della costosa ed ad alto consumo energetico economia green. La guerra di Trump va in buona parte contro gli interessi economici americani e infatti non è ben vista dalla parte isolazionista dell'elettorato, che vorrebbe un accordo con la Cina e abbandonare l'Europa a sè stessa, va anche vista oltre alle ragioni già elencate come un tentativo americano di salvare l'Europa da sè stessa e dal suo suicidio fatto di dipendenza dalla Cina, islamizzazione, sradicamento della cultura giudaico-cristiano, fanatismo ecologista.

lunedì 23 marzo 2026

Un voto al referendum sulla giustizia non nel merito, ma per altri ragioni, vediamo quali

La sinistra è riuscita a politicizzare il voto al referendum sulla riforma della giustizia e questa strategia ha pagato. Non ci vuole molto a capire che la maggior parte delle persone che ha votato per il No, lo ha fatto per colpire la Meloni e non nel merito del quesito, esattamente come nel precedente referendum proposto da Renzi. Il sud si è vendicato della Meloni per aver abolito il reddito di cittadinanza, Toscana ed Emilia hanno votato per motivi ideologici, basta che gli dici ci sono i fascisti e loro ti seguono, qualcuno chiamava gli emiliani teste quadre. Il benessere ce l'hanno, ma hanno bisogno dell'ideologia, come cantava Giovanni Lindo Ferretti, un quarto al benessere, un quarto al piacere, un quarto all'ideologia e l'ultimo quarto se li porta tutti via. Lombardia e Veneto invece votano nettamente per la riforma, per il sì, ma con la importantissima eccezione di Milano città (già la provincia è diverso), il centro urbano vota nettamente No, addirittura al 58%. Ma attenzione, con la significativa eccezione del centro storico milanese, che vota sì. Alla fine ha vinto chi ne ha fatto un referendum sulla Meloni, così che chi l'aveva votata è in parte rimasto a casa un po' perchè la Meloni non ha voluto da par sua farne un referendum su di sè e gli oppositori invece si sono tutti mobilitati. Personalmente mi spiace perchè la Premier, non la conosco di persona, ma la vedo come una persona generosa, onesta e una che crede ancora nella nazione Italia ed è questo il punto dolente, seppur nobile. La sinistra infatti vuole abolire l'Italia per entrare nel nuovo impero macroniano europeo o farsi assorbire nella nuova Eurabia, il sud odia l'Italia e ci sta solo se gli danno i soldi, se glieli tolgono vota contro l'Italia. Milano invece è ormai una città globalista di radical-chic, napoletani benestanti che vengono a spadroneggiare e islamici che vengono a comandare, invece il lombardo-veneto lo ha sostenuta, perche è questo è il grande paradosso. Il risorgimento italiano patriottico nasce in Lombardia e in Veneto contro l'impero austriaco per riunire la penisola, ma il resto d'Italia lo ha sempre osteggiato, allora i lombardi e i veneti se vedono una che crede ancora in questo progetto che loro hanno inventato un po' la appoggiano, ma, attenzione, allo stesso tempo non sono più fessi e capiscono che ormai è ora anche di fare i propri interessi. I lombardi dell'800 hanno fatto il risorgimento, ma i loro bisnipoti si sono ricreduti, quindi ora, che fare? Riprovarci ancora con la Meloni o tornare alla Lega delle origini che già aveva capito? Intanto con la loro grande generosità i lombardo-veneti hanno dato ancora un credito alla patriota Meloni, ma forse è l'ultima volta. Spiace per lei ma non per quella Italia di faziosi, rancorosi e fanatici.

domenica 22 marzo 2026

Non è un conflitto per interessi economici, è una guerra di civiltà

L'azione congiunta Usa-Israele contro il regime islamico dei Pasdaran ha tutta una serie di obbiettivi. Vediamo quali. L'obbiettivo minimo è colpire e menomare il programma nucleare verso la bomba atomica e l'apparato militare iraniano. Questo dovrebbe portare ad una serie di conseguenze, ma intanto rimane l'obbiettivo minimo, che sta permettendo di rendere innocuo per almeno dieci anni la minaccia degli Ayatollah. La prima conseguenza comunque dovrebbe essere limitare i tentacoli terroristici nell'area mediorientale del regime, cioè Hamas a Gaza, Hezbollah in Libano e gli Houthi. Il secondo obbiettivo è mettere di fronte ad una scelta precisa l'ambiguità dell'Unione Europea, o con l'Iran o con gli Stati Uniti. Diversi analisti in questo senso affermano che l'intervento americano-israeliano sarebbe contro gli interessi economici europei, ma non si capisce proprio perchè comprare petrolio principalmente dall'Iran sarebbe nel nostro interesse e comprarlo dagli americani sarebbe contro il nostro interesse. Dietro gli interessi economici si nascondono in realtà interessi più alti, esistenziali e di ordinamento, che si configurano nella fascinazione verso il mondo islamico da parte delle classi dirigenti europee dagli anni 70 ad oggi e in contemporanea il loro odio verso la società dei consumi di massa, verso l'individualismo di massa, la democratizzazione dei consumi e della libertà individuale, il diritto delle donne di fare quello che vogliono del loro corpo, anche merce e strumento di lavoro se lo vogliono liberamente, la libertà di espressione del proprio io e di parola, il potere del privato e della sua sfera, su tutti i piani, il particolare e le differenze. Tutto questo odio verso queste cose è un collante verso la convergenza in atto tra la sinistra, l'islamismo, l'ecologismo, un certo femminismo subordinato e sottomesso, compostati in un involucro fanatico e totalizzante. 

Vi è anche un odio filosofico verso quello che è la distinzione tra corpo e spirito, base della cultura occidentale, nell'idea invece olistica e orientale della ricerca di un tutto che si tiene. Gli occidentali infatti sono sempre stati materialisti fuori e spiritualisti dentro, gli orientali e gli antioccidentali (compresi ovviamente e in primis gli occidentali che odiano l'occidente) invece sono privi di anima e spirito o lo cercano nel corpo, nella materia, sono spirituali fuori e materialisti dentro, cioè gusci vuoti. Sono macchine senza anima che cercano disperatamente uno spirito nella materia. Le filosofie orientali pretendono di risolvere i problemi esistenziali degli essere umani con l'esercizio fisico, intanto l'orrore per la mercificazione dei corpi, per il consumismo, nasconde in realtà una reale mancanza di spiritualità, l'odio verso l'individualismo nasconde l'odio verso la democrazia effettiva e non orientata dai gruppi, dalla politica e dalle chiese, l'odio aristocratico verso il potere di acquisto delle masse. Un grande capitalista democratico come Ford diceva che il suo obbiettivo era pagare gli operai tanto quanto potessero permettersi di comprare i prodotti che producevano materialmente, il capitalismo miope e cinesizzato di oggi invece porta avanti una politica miope dei bassi salari, che alla lunga sta portando ad un mercato sempre più di nicchia e molto costoso ed a un risorgere dell'anticapitalismo.

Tornando al conflitto epocale in corso, un altro obbiettivo è consolidare gli accordi di Abramo, che stanno isolando l'Iran e la sua minaccia alleando l'occidente e Israele con gli altri paesi islamici della regione, isolando anche ulteriormente l'Europa social-islamica, lanciando un ponte (forse velleitario) verso la Russia, storicamente divisa tra l'autocratismo orientale e l'occidente, dando infine e non da ultimo un monito alla Cina.

Per quanto riguarda gli interessi nazionali italiani, sul piano economico non è la nostra guerra, l'Italia infatti importa in minima parte petrolio dall'Iran, da questo punto di base è perfetto l'atteggiamento di neutralità del governo Meloni, ma su tutti gli altri piani è chiaro che ci si aspetta dal governo una chiara presa di posizione valoriale, contro l'Iran e a favore degli Usa e di Israele, per tutto quello detto prima.

Non ci siamo certo dimenticati di una altro obbiettivo di questa operazione, eliminare tutti i principali dirigenti politici, militari, clericali di questo regime orrendo, creando così le condizioni per una guerra interna al regime per la lotta di successione e sopratutto le condizioni di una rivolta popolare per arrivare alla democrazia e alla libertà o perlomeno ad un cambio di regime che se non la libertà politica dia almeno la libertà nei costumi e nella società, alle donne, ai gay, al popolo persiano, come era già nella Persia degli anni '60.

venerdì 20 marzo 2026

Ci lascia Bossi, l'ultimo leader del movimento operaio lombardo

E' morto Umberto Bossi. E' stato l'ultimo grande leader del movimento operaio lombardo, sì perchè il partito comunista italiano ebbe due grandi scissioni che ne hanno segnato la storia e minato l'unità che per decenni era stata difesa con le unghie e con i denti, le ha avute tra gli anni 80 e 90. La prima fu quella della lega lombarda, la seconda fu quella di rifondazione comunista. Il mio sogno giovanile infatti, era stato quello di una alleanza tra rifondazione e la lega, ma questo non fu mai possibile perchè all'interno di rifondazione c'erano anche elementi della estrema sinistra movimentista erede della stagione degli anni 70, e non solo pezzi di Pci, mentre la lega non trovando sponda a sinistra si alleò con Berlusconi. Dopo la temporanea rottura tra Berlusconi e Bossi a metà anni 90 però ci fu un passeggero riavvicinamento tra il carroccio e la sinistra, ma non con gli altri scissionisti del prc, bensì con il partitone, nel frattempo ridenominatosi in maniera ironica democratici di sinistra. L'alleanza tra D'alema e Bossi però non andò in porto, così che il partito padano inaugurò una stagione non più federalista ma secessionista, in beata solitudine, mentre il pds trovò una parziale alleanza proprio con rifondazione. Ma erano proprio le due basi di questi due rispettivi partiti scissionisti a maldegirire il rapporto con la vecchia casa madre trasformista, così che anche rifondazione poi ruppe facendo cadere il governo Prodi. La lega invece riprese l'alleanza con Berlusconi, memorabile la visita in canottiera di Bossi nella villa del magnate milanese, che sanciva la convergenza tra l'imprenditoria lombarda più moderna con la classe operaia di quella regione. Intanto il partitone se la giocò male con tutti e due gli scissionisti, pretendendo una egemonia e una sovranità totale tipica della mentalità leninista di usare gli alleati come utili idioti. 

Inoltre, le divergenze tra Milano e il resto della Lombardia sono sempre state un punto dolente, se poi aggiungiamo che lo stesso Berlusconi era maldigerito da una parte della borghesia  milanese, quella radical-chic, la scomposizione di quello che poteva essere un fronte unito è stata cosa fatta. La regione più produttiva d'Italia si è così divisa e scomposta in tre fronti, i milanesi berlusconiani, i milanesi antiberlusconiani e il resto leghista. E così l'Italia della burocrazia, del vittimismo, della furbizia, dell'immobilismo, delle congreghe, ha prevalso. Berlusconi non è riuscito a completare la sua rivoluzione liberale, Rifondazione si è attorcigliata nelle sue contraddizioni interne, la lega è finita col tentare una carta nazionale con il nuovo segretario Salvini, comunque meritevole nella sua lotta contro l'islamizzazione del paese, ma contradditoria nel suo occhieggiare a Putin, il principale alleato dell'Iran islamico, mentre il partitone è finito in tatticismi politici buoni solo ad occupare gli spazi lasciati vuoti nel bacino elettorale. Infatti prima Renzi ha provato a occupare il vuoto lasciato al centro dal declino di Berlusconi, poi Schlein ha provato ad occupare il vuoto all'estrema sinistra, ma nel frattempo già occupato dal Movimento 5 stelle e e dalla galassia dei partitini, quindi vuoto non era a dire il vero. Perciò in questo se Renzi si è dimostrato un bravo professionista della politica, perchè lo spazio inizialmente c'era, ma poi rioccupato dalla Meloni, la Schlein si è dimostrata una dilettante allo sbaraglio e questo partito vive una crisi d'identità dove non sa se stare col socialismo o col liberalismo.

Ma tornando a Bossi, che ci ha lasciato, possiamo veramente dire che è stato un grande leader della classe operaia lombarda, forse l'ultimo leader comunista, per certi versi, della Lombardia, un mondo che forse non c'è più, o che forse deve reinventarsi, ricomponendo a cominciare quella frattura con il capoluogo, una città che ha sempre fatto dell'accoglienza la sua forza, ma in passato senza farsi soverchiare e stravolgere nella sua stessa identità, oggi?

Ho fin qui bypassato volutamente il tema però stringente del rapporto tra la lega e le inchieste giudiziare, questo partito ben donde cavalcò tangentopoli per fa esplodere il suo consenso, questa fu la leva ma anche la sua rovina a posteriori, perchè chi di giustizialismo ferisce di giustizialismo perisce, la fretta di stravincere creò le precondizioni del suo stratracollo, ma Salvini ha resuscitato questo partito cambiando l'agenda, però snaturandone l'identità conseguendo fratture interne. Il futuro di questa comunità che ha ormai radici storiche profonde, allora potrebbe stare in un ritorno alle origini ma senza buttare a mare quanto di buon fatto da Salvini, un ponte lanciato verso quel sud che vuole crescere, la lotta contro l'islamizzazione, e magari trovando una terza tematica nuova che ad oggi non sappiamo, ma sicuramente ricongiungendo Milano col resto del suo territorio.

giovedì 12 marzo 2026

A sinistra si fatica ancora a condannare le foibe, a destra la condanna delle leggi razziali è un dato di fatto

In Italia al giorno d'oggi i due principali partiti in competizione nell'arena politica non provengono da storie democratiche e liberali. Da una parte, a sinistra, il Partito Democratico è in larga misura l'erede del partito comunista italiano, che nacque nel 1921 come sezione dell'internazionale comunista con il fine di instaurare una dittatura filo-sovietica nel nostro paese, dall'altra parte Fratelli d'Italia è erede del Movimento sociale italiano, fondato da una parte dei reduci della dittatura fascista. Ambedue accusano l'altro di non essere sinceramente democratici e di non aver mai reciso i legami con il proprio passato, ambedue in parte con buone ragioni così come esagerazioni anche. Da una parte gli eredi del Pci, come patente di democraticità rivendicano l'appartenenza alla resistenza partigiana contro il fascismo durante la seconda guerra mondiale, ma sappiamo che questa appartenenza era strutturata come veicolo verso il trapasso alla dittatura comunista, cosa che non avvenne solo in seguito al patto di Yalta, nel quale il leader sovietico Stalin concordò con le potenze anglo-americane le rispettive sfere di geoinfluenza lasciando l'Italia nel campo atlantico, in cambio i partiti atlantisti accettarono che il partito comunista guidato da Togliatti ricevesse comunque cospicui finanziamenti dall'Urss, deponendo però le armi. Il movimento sociale invece fece fin da subito una precisa scelta di campo atlantica e dalla parte delle democrazie occidentali, ma non ruppe con il proprio passato fino agli anni '90, quando l'allora leader Gianfranco Fini alfine condannò la dittatura, l'alleanza con Hitler e le leggi razziali contro gli ebrei. Nel frattempo il partito comunista negli anni '70 si era opposto al risorgere della lotta armata all'interno del movimento operaio, ma rinunciò solo dopo la caduta dell'Unione Sovietica al comunismo, essendo venuti meno i finanziamenti da quel paese che ne permettevano la capillare propaganda e penetrazione nei gangli della società e dello stato. Una penetrazione che gli consentì comunque all'inizio degli anni '90 un colpo di coda andando a colpire altrettanto i finanziamenti degli altri partiti storici attraverso una azione giudiziaria-mediatica ancora oggi da studiare e capire. La discesa in campo di Berlusconi creò un centro diverso dai due contendenti rimasti sul campo, così come l'emergere di un partito territoriale come la lega nord, ma la nuova legge elettorale dei primi anni 90 di tendenza maggioritaria portò al creare due poli contrapposti, formati da due coalizioni molto litigiose al loro interno, una guidata da Berlusconi e una dagli eredi del Pci. Il declino di Berlusconi negli anni dieci ha creato un vuoto politico-elettorale enorme al centro, prima il Pd guidato da Renzi ha provato a riempirlo, ma Renzi ha dovuto soccombere all'opposizione interna che invece puntava su una nuova polarizzazione radicale e quindi all'alleanza con i grillini, quindi è soppraggiunta la Meloni, che lo ha riempito traghettando ulteriormente gli eredi del Msi verso posizioni di conservatorismo democratico centrista. Tornando quindi alla nostra digressione iniziale, si vede non a caso come oggi a sinistra si fatica ancora a condannare crimini storici come le foibe, si parla poco di cosa è stato il comunismo nel '900, mentre dall'altra parte si è arrivati ad un punto di non ritorno verso la condanna delle leggi razziali antiebraiche, a sinistra intanto si torna a parlare di uscita dalla Nato e si guarda alla Cina e all'Islam politico, mentre a destra ormai ci si pone in una ottica e collocazione fermamente atlantista e occidentale, al punto che la Meloni oggi è il pontiere che cerca di ricomporre la frattura tra America e Europa, mentre la sinistra italiana alimenta forsennatamente questa frattura, tornando a toni da antiimperialismo e antisionismo da anni '70, che si credevano relegate alle sue parti oltranziste e nostalgiche. Questa è quindi la situazione odierna, vedremo se la sinistra continuerà in questa deriva e la destra in questa svolta al centro, ancora non è detto in nessuno dei due fronti, pulsioni estremiste ci sono ancora a destra, mentre a sinistra non tutti si adeguano al neo-oltranzismo.

venerdì 27 febbraio 2026

Berlusconi ci aveva visto giusto

Silvio Berlusconi passerà alla storia come uno che aveva avuto una visione più ampia e lunga del resto del mondo imprenditoriale italiano. Quando il mondo delle imprese esultava per non dover pagare più le tangenti al Psi e alla Dc, tifando per il pool di mani Pulite, il magnate milanese li metteva in guardia che questo comportava mettere il paese in mano ai comunisti, allorquando i comunisti all'inizio degli anni '90 si presentavano come i nuovi socialdemocratici e liberali di fronte all'establishment, invece aveva ragione Berlusconi, deriso e ridicolizzato come neomaccartista per questo, quando diceva che sempre comunisti erano, ma poi la storia degli ultimi anni gli ha dato ragione. Oggi quel partito postcomunista, purgati i Renzi e i Calenda, è schiacciato sulle posizioni dei neomassimalisti Fratoianni, dei qualunquisti grillini, dell'odio verso l'iniziativa privata, di un antiamericanismo di ritorno. Silvio Berlusconi si è visto che aveva ragione anche quando segnalò che il nemico principale dell'occidente non è la Russia, seppur pericolosa, ma la Cina e i suoi alleati islamici, ma Silvio Berlusconi aveva ragione anche quando capì che l'Italia aveva bisogno di profonde riforme istituzionali e costituzionali, quando spiegò che il vero potere immobilizzante in Italia è nella legge elettorale, nel presidente della repubblica, nella corte costituzionale, nel Consiglio superiore della magistratura dominato dalle correnti politicizzate. Silvio Berlusconi aveva ragione anche quando diceva che la sinistra puntava sull'immigrazione islamica per ribaltare gli equilibri elettorali, in sinergia con una imprenditoria miope che voleva solo salariati a basso costo e ancora oggi in quelle imprese in connubio con lo stato che si vendono all'Iran e al Qatar, prima ancora alla Libia di Gheddafi.

sabato 21 febbraio 2026

La peggiore sinistra della storia d'Italia

La sinistra in Italia diventa patriota solo quando c'è da attaccare l'America o ancora di più in generale i paesi anglosassoni, che Togliatti e Stalin chiamavano in maniera dispregiativa plutocrazie, in sinergia con Hitler e Mussolini. La sinistra rappresentata da Schlein e Fratoianni mette insieme l'antimperialismo strumentale e da guerra fredda dei comunisti degli anni '50, con il freakettonismo schematico, superficiale e sloganistico da anni '70, unito al fondamentalismo ecologista antiindustriale e antioperaio degli anni 80', infine con il pacifismo ipocrita, finto e unilaterale degli anni 90'-00. Non c'è traccia invece delle coraggiose scelte atlantiste della sinistra dei Saragat del dopoguerra contro le dittature, nemmeno della serietà, della fermezza e la responsabilità nella condanna del terrorismo e dell'estremismo da parte del partito comunista degli anni'70, tantomeno delle aperture verso la cultura liberale e i suoi valori che la sinistra di fine secolo scorso fece, che però abbiamo poi scoperto essere state da parte dei postcomunisti una operazione di trasformismo opportunista per nulla sincero, in una ottica di ritirata strategica per poi tornare con la crisi economica del 2008 e l'emergere come potenza della Cina comunista su posizioni antiliberali in tutti i sensi, dal piano economico, a quello politico e culturale. 

Ovviamente quando esponenti di primo piano del governo Putin hanno insultato il governo Meloni democraticamente eletto dagli italiani, da questa sinistra non è arrivata nemmeno una parola di solidarietà patriottica. Siamo quindi tornati ai toni da yankee go home, dopo il fugace riposizionamento del periodo obamiano, di certo però non dovuto ad una strutturale predisposizione all'alleanza con quello che è il nostro principale partner strategico, commerciale, storico-culturale, tutto al contrario della Meloni la quale aveva invece e altresì instaurato buoni rapporti anche con Biden, in virtù di una amicizia verso gli Usa non legata a spirito di fazione, ma ad una precisa scelta di campo. La retorica invece di questa sinistra attuale è infarcita di slogan da corteo studentesco, intrisa di manicheismi e radicalismi che prestano il fianco al rinascente terrorismo ed estremismo, non scevro anche di un antisemitismo che anzi assume un aspetto centrale in questa strategia folle. Il fastidio verso tutto ciò che è rimandante al liberalismo intanto emerge anche dalle invettive verso i principi economici del pensiero liberale, dipinti in maniera caricaturale e demoniaca, contro i quali riemerge l'anticapitalismo sottoforma di antiliberismo, ma nemmeno troppo sottotraccia emerge pure un fastidio crescente verso il suffragio universale, le sovranità nazionali, involucri cardine dell'ordinamento liberaldemocratico, infine anche la libertà di parola e di espressione è sotto attacco della dittatura politically correct neocomunista e terzomondista, in nome di una lotta alle discriminazioni e al razzismo che assume sempre più i contorni di una guerra al buon senso, i contenuti di un razzismo alla rovescia e selettivo e sullo sfondo non da ultimo di un processo sommario e in toto alla storia occidentale e a tutto ciò che l'occidente ha prodotto negli ultimi secoli.

Siamo quindi di fronte alla peggiore sinistra della storia d'Italia, ben raffigurata dai giovani del PD il cui spessore culturale e livello di analisi è quello di fare volantini intitolati "maiali sionisti", che hanno studiato storia ad uno spettacolino livoroso di Crozza, d'altra parte la stessa classe dirigente di quel partito non è nemmeno capace di fare il centro della loro improvvisata coalizione, avendo purgato i riformisti ed essendo schiacciata sulle posizioni dei massimalisti se non quando degli oltranzisti e dei neoterroristi. Se tutto questo fosse un circo che fa male solo a loro, sarebbe anche comico, ma la tragedia che una sinistra così fa male all'Italia, non saranno mai maggioranza nel paese reale, ma hanno ormai preso possesso della scuola, della magistratura, di larga parte dei media, del mondo delle arti, delle professioni e della comunicazione, del giornalismo, dell'editoria, della corte costituzionale, creando così un clima asfittico e cristallizzato da guerra santa civile permanente, solo per il loro potere di cricca.

Un vero cambiamento e una uscita da questo eterno novecento italiano si potrà avere solo con la elezione del prossimo presidente della Repubblica, il governo può fare poco di fronte al potere di niet del presidente e della corte costituzionale, per due terzi espressione dello stesso presidente e della magistratura, se invece finalmente il prossimo presidente non arriverà dall'area cattocomunista-togliattiana, forse questo paese potrà intraprendere una strada riformista e pienamente occidentale, a patto che gli elettori di centrodestra non siano così stupidi e masochisti da astenersi o peggio andare dietro a macchiette come Vannacci.


mercoledì 11 febbraio 2026

Populismo ed elitarismo, due facce della stessa medaglia

Gli intellettuali di sinistra nella storia sono sempre partiti dall' idea umanitaria di divulgare il proprio verbo e le proprie visioni al popolo, i loro movimenti nascono da una idea populista rivolta però ad un popolo immaginario. Ogni qual volta però nella storia il popolo respinge le loro tesi dopo essere entrati in contatto con esse, magari dopo un primo innamoramento seguito da repulsa, allora prima gli intellettuali ideologizzati si rifugiano in una idea mondiale del popolo, bypassando le nazioni e i loro popoli, poi non trovando riscontro nemmeno in questa trasposizione ideale, approdano in un elitarismo spinto e sprezzante, che considera solo una minoranza illuminata degna di guidare le sorti del mondo e portarlo alla salvezza da una umanità corrotta e terrena. 

Fascismo, stalinismo e nazismo furono invece tre idee distinte di socialismo al contrario volgarizzato, ma con un comun denominatore, partendo dalle idee socialiste, scesero a differenza dei suddetti sopra a patti e compromesso con i convincimenti dei propri popoli nazionali, quindi al loro attaccamento alla famiglia, alla religione e alla patria, quei tre elementi che gli intellettuali progressisti considerano il peggio reazionario e l'ostacolo principale alla socializzazione del tutto e di ogni cosa, mentre questi tre movimenti riuscirono a mischiarli con le loro idee socialiste amalgamandoli tra le loro fila.

Sia però il populismo che l'elitarismo socialista hanno in comune l'odio verso l'individuo non socializzato, il privato, la conservazione, l'umanità imperfetta, le comunità locali, hanno invece in comune l'amore per la dittatura e l'odio verso la democrazia. Inoltre odiano il presente e il passato prossimo, ma amano un passato remoto edulcorato e vagheggiano un futuro rivoluzionario.

mercoledì 4 febbraio 2026

Opposti estremismi che si saldano

Non ci facciamo mancare nulla, non bastava una opposizione estremista che da sinistra strepita contro un immaginario fascismo, mentre fornisce copertura politica, notarile e tribunalizia ai violenti che sfasciano le stazioni e picchiano i poliziotti, loro sì casomai i veri fascisti o comunque squadristi, rivoluzionari ma col deretano parato, ora abbiamo anche l'opposizione che da destra accusa il governo di essere troppo moderato, troppo filo-ucraino, troppo filo-israeliano, trovando sponda in quei altri di là, che poi infatti in politica estera la pensano uguale. Qualcuno non a caso diceva che la geopolitica è l'elemento fondante di un movimento e partito politico, quello che gli dà l'identità principale. Ecco allora la congiuntura saldante, poi all'opera si mettono i professionisti della politica, del palazzo, per fare il lavoro istituzionale, ma speriamo che veramente sia un fuoco di paglia, perchè questa povera Italia ha bisogno di una continuità di governo, che pensi ai reali problemi degli italiani, la sicurezza, l'inflazione, una salda collocazione geopolitica che rispecchi gli interessi nazionali e non gli avventurismi dei Savonarola e dei gioppini di turno. Povera Italia, che non torni a finire in mano agli agitatori del malcontento, ai rivoluzionari nostalgici del novecento, per poi finire guarda caso nell'ennesimo governo tecnico. Non abbiamo bisogno di flotille alla deriva, di caricature di colonelli macchiette, ma di una salda mano che ci faccia correre come un treno.

martedì 20 gennaio 2026

La Persia sparisce completamente dai media di sinistra

La rivolta democratica del popolo persiano è già sparita dai radar dei giornali italiani, in particolare quelli di sinistra. Hanno dedicato un paio di giorni alle migliaia di morti che gli Ayatollah islamici hanno fatto del loro popolo, coadiuvati dalle milizie mercenarie degli sciiti iracheni, quelli che Obama ha messo al potere in Iraq, e degli Hezbollah libanesi filo-palestinesi. D'altronde bisognava solo fare una passerella fugace per negare di essere degli ipocriti faziosi, un cerchiobottismo buono per la zona grigia del fondamentalismo, poi si torna come sempre ad attaccare Israele e l'America. L'indifferenza/indignazione selettiva, il cinismo da realpolitik dei buonisti fintopacifisti è qualcosa di mostruoso. Gli interessi economici dell'Unione Europa e della Cina fanno da base, mentre dall'altra parte diciamo che l'America fa quello che può ma non vuole più fare l'impossibile. Il segretario generale dell'Onu non ha ritenuto di dire una sola parola sulla Persia, dimostrando l'infamia di questa organizzazione inutile, o utile solo ai regimi e alle dittature, come inutili sono le ong come Save the children, Emergency, Medici senza frontiere, o utili solo alla causa delle cricche terzomondiste. Anche sul Venezuela cade il silenzio, come sui massacri dei cristiani in Nigeria, sul Sudan martoriato dalle guerre interne poi non si è mai parlato. Questa sinistra imbelle, vanesia e innamorata dei dittatori, ossessionata nevroticamente dall'odio per tutto ciò che è occidentale, verrà giudicata dalla storia.

lunedì 12 gennaio 2026

Donna, vita, libertà, il canto della Persia democratica

In Persia il popolo scende in piazza al grido di donna, vita, libertà, rischiando i propri corpi e la propria vita, le donne vogliono uscire dall'oppressione degli ayatollah, i giovani vogliono vivere all'occidentale, quello che vogliono è la nostra libertà che qui in occidente tanti privilegiati disprezzano, qui da noi invece nelle piazze si urla solo pace ossessivamente e a tutti costi e si sputa odio verso l'America e Israele, rinchiusi in un asfittico neobigottismo, con tutto il circo di giro di attoruncoli e musicanti di regime al seguito, ma la storia non va mai come la predicono i falsi profeti, i seguaci dei falsi ideali, qui da noi invece le femministe di sinistra sono schiave degli imam e delle cariatidi del terzomondismo, gli studenti sono indottrinati e sempre più acefali, i sepolcri imbiancati del '68 imperversano e occupano ancora redazioni, università, tribunali, facendo la muffa, ma nel mondo c'è un vento fresco e libertario, che non ha la puzza sotto il naso di accompagnarsi ai legittimi interessi economici dell'occidente, anzi da quello spera di avere quel benessere, quella libertà e quella prosperità che i burocrati social-comunisti, gli autocrati e i teocrati si tengono tutto per sè negandolo alla loro gente, ma oggi la gente perbene può sperare. Tutto è ancora in divenire ma la mossa geniale di Trump di colpire l'anello debole dell'impero cinese, il Venezuela, starebbe creando un effetto domino che può polverizzare i vassalli dell'impero del sol levante, ma è presto per dirlo, di certo sappiamo che chi qui da noi pontifica di essere dalla parte giusta della storia appare sempre più come una caccola della storia. 

Ad Maiora