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martedì 27 ottobre 2026

La sinistra antidemocratica dentro la democrazia e i suoi alleati islamicorivoluzionari

La democrazia vive in uno stato di accerchiamento. Da una parte c'è chi la attacca accusandola di aver tradito essa stessa da sola la democrazia, come dei Giuda per trenta denari, i politici eletti democraticamente, eccoli lì, tradirebbero il loro mandato e il popolo vendendosi agli imprenditori, che nella versione demomarxista della democrazia sono una classe estranea che non meriterebbe nemmeno la cittadinanza, quindi per difendere la democrazia dai suoi rappresentanti e dalla morsa coi capitalisti, sarebbe necessario dare il potere alla magistratura, la quale dovrebbe avere l'arbitrio di togliere ogni diritto politico e mandato parlamentare ("poltrona" nel linguaggio che già Mussolini usava) al politico indagato. Questo in Italia non è ammesso in realtà perchè c'è una parvenza di liberalismo nella nostra costituzione e legislatura, ma grazie al potere d'influenza e di intimidazione mediatico di fatto avviene, con i politici indagati che prontamente si dimettono, abbandonati spesso dai loro stessi compagni di partito. 

Ci sarebbe poi l'attacco alla demcrazia dei filo-terroristi pro-pal, con tutte le implicazioni internazionali e le coperture del mondo accademico, mediatico, intellettuale in generale, politico, questo però è un attacco nello specifico al potere esecutivo, al governo, ma è molto di più anche di un attacco alla democrazia, è un attacco agli italiani, è un attacco all'occidente liberale, è una convergenza tra malati mentali, giovani immigrati di seconda generazione ingrati, aristocrazia intellettuale che odia gli italiani, terrorismo palestinese e filo-iraniano, complicità delle piattaforme social, sinistra politica, stati stranieri, ma più che lo stato, comunque sotto attacco, in primis le forze dell'ordine, sotto attacco è il popolo italiano e la sua libertà, quindi la democrazia in senso lato e patriottico, non solo formale, che comunque va difeso.

Ma ecco tornando all'attacco alla democrazia, è concentrico, così che dall'altro lato si esprime l'avversione aristocratica alla democrazia, l'aristocratico moderno non è più monarchico, il titolo di nobile non glielo dà più il Re ma se lo autodà in quanto appartenente alla classe dirigente dello stato repubblicano, ai vertici dello stato spesso ci arriva per nomina o influenza dei partiti, dal mondo accademico agli ospedali, dall'alta amministrazione a forse anche le forze armate, dalle aziende di stato alla Rai, fino ai senatori a vita. Per Togliatti i partiti sono la democrazia che si organizza, per cui il popolo, che in Italia non crede più nei partiti, secondo questa visione non è democratico, a detta di questa logica, al quale si aggiunge il fatto che durante il ventennio fascista, a godere di sostegno non era nè l'ideologia fascista ne' il partito fascista, ma Mussolini in persona. Da qui discendono tutta una serie di astrusità per cui la democrazia non deve avere leader, allo stesso tempo la sovranità popolare va limitata e incanalata nei partiti, mentre il vero sovrano è la costituzione scritta in primis da comunisti e cattolici, con il marginale contributo delle altre forze antifasciste, blindata da presidente e giudici della corte costituzionale, che mettono il governo nel suo recinto. I principali partiti per 40 anni sono stati espressione o della chiesa Cattolica o dell'Unione Sovietica, gli altri partiti non avevano la stessa capacità finanziaria-mediatica-organizzativa- territoriale, ma alla fine la maggior parte di loro la Dc li ha scelti come alleati, isolando il Pci e l'Msi. Il tentativo del Pci di fare un governo con la Dc inducendola a estromettere gli alleati socialisti riformisti, liberali e repubblicani alla fine degli anni 70 non funziona perchè la Dc, dopo aver usato il Pci per sconfiggere le brigate rosse, non si fida e mantiene le storiche alleanze, allora i comunisti di Berlinguer rimangono con un pugno di mosche in mano, ma la Dc non sta meglio, il cattolicesimo è in profonda crisi in Italia, il referendum su divorzio e aborto sono un trauma per la chiesa, mentre Berlinguer con un colpo di coda riesce a far soppravivere il Pci nonostante la crisi dell'Unione Sovietica e la conseguente rottura con essa che interrompe i finanziamenti al suo partito. Berlinguer è il primo leader mondiale a capire che l'Unione Sovietica è in crisi, non la abbandona certo per sposare la liberaldemocrazia, si avvicina invece alla Cina postmaoista di Deng Xiaoping, un altro comunista rassicurante come lui e alle prese con il rischio estinzione, alla fine arriveranno piazza Tiennamen da una parte e tangentopoli dall'altra per mettere in chiaro le cose, ma nel frattempo Berlinguer si avvicina anche alla Cuba di Fidel Castro, ai peronisti argentini, ai sanguinari sandinisti del Nicaragua, ma sopratutto ai gesuiti sudamericani cattocomunisti della teologia della liberazione, inoltre porta avanti una politica di penetrazione nei partiti socialisti europei nella linea dell'eurocomunismo, l'idea è di portare i partiti socialisti europei in rotta di collisione con l'America senza mai rompere formalmente con la Nato, d'altronde i soldati americani di stanza in Europa sono utili idioti per Berlinguer, coprono le spese militari dell'Europa così che la sinistra europea può parlare di pace, sanità, scuola a spese della Nato, fomentando i movimenti pacifisti, inoltre Berlinguer in maniera molto originale è il primo marxista a sposare le tesi ecologiste, ma allo stesso tempo rilancia l'operaismo sostenendo gli operai in sciopero alla Fiat e lanciando il referendum sulla scala mobile, questi ultimi due sono sconfitte totali con la maggioranza degli operai che non aderisce più agli scioperi e alla lotta di classe e il referendum sulla scala mobile che viene sconfitto alle urne. Persa la classe operaia, a questo punto Berlinguer punta tutto sulla questione morale, che si divide in due tronconi. Da una parte l'attacco alla Dc, raccogliendo la bandiera dei costumi morali, di uno stile di vita austero, denunciando l'ipocrisia dei democristiani ipocriti, austeri in pubblico ma non in privato, corrotti, in generale l'attacco al consumismo, alle merci, con toni pauperisti inediti nel mondo marxista, ma riallacciandosi al Marx giovanile, di fatto questo lo aliena ancora di più alla classe operaia, che non capisce la svolta ecologista, antiproduttivista, l'astio verso l'Unione Sovietica e l'allacciamento con il terzomondismo, ma li aliena anche i ceti medi produttivi che guardano sempre più al Psi più o meno per gli stessi motivi degli operai tranne quello dell' Urss, ma sfonda tra i cattolici di estrema sinistra e la sinistra Dc, spaccando la Dc, sfonda tra i giovani delusi o pentiti dalla lotta armata, parlando di "nostri figli da recuperare", archiviando totalmente il Pci amendoliano che detestava i movimenti studenteschi, apre al mondo femminista, altro tallone d'Achille del Pci, per questo c'è chi lo accusa di aver abbandonato il conflitto capitale-lavoro sposando un liberalismo da diritti civili, della società civile, niente di tutto questo, Berlinguer vuole estendere il conflitto, motore della storia per un marxista, su altri piani, considerando anche in questo senso esaurita la spinta propulsiva del conflitto capitale-lavoro, ora il conflitto per una società comunista inizia a diventare, come diventerà sempre di più in futuro, donne-uomini, giovani-anziani, pur tenendosi un pezzo di vecchia base operaia, intellettuali-commercianti, sud-nord (e qui l'errore gravissimo tradendo la classe operaia comunista del nord), sud-nord anche a livello mondiale, stile di vita austero-edonismo, eurocomunismo-America reganiana. Tutto questo a prima vista può sembrare un assembramento senza capo ne' coda di un leader disperato finito in cul de sac dopo il fallito compromesso storico, in realtà ha messo le basi alla soppravvivenza della sinistra postcomunista per altri 40 anni, non certo la sua vittoria, ma comunque un colpo di coda geniale per tenere in vita Frankestein. Però i suoi figli della Fgci, per sconfiggere la Dc e il Psi hanno dovuto aspettare la caduta dell'Unione Sovietica, quando è esplosa la voglia di tutti quelli che si turavano il naso votando Dc in chiave anticomunista di liberarsi anche della Dc ora che pensavano che non c'era più il comunismo, ma sopratutto la scelta della grande imprenditoria italiana di puntare sul Pci, che ora si presentava come Pds, cambiando nome e però così smentendo che ogni legame col mondo sovietico era stato già rotto, infatti che motivo c'era di cambiare nome se era vero quello che diceva Berlinguer che il Pci non c'entrava più nulla coll'Unione Sovietica? Tra l'altro quello di cambiare nome e fare una operazione di trasformismo è quello che suggeriscono i vecchi sovietici a tutti i partiti fratelli dopo la caduta dell'impero. Ad ogni modo la grande borghesia italiana sembrava preferire i comunisti al vecchiopentapartito e in seguito a Forza Italia, forse credendo che i comunisti fossero diventati liberali o forse perchè in fondo avevano in comune il concetto di capitalismo di stato, mentre Berlusconi che si presenta per fermare tutto questo parla di stato liberale, privatizzazioni, non guarda alla Cina come la Fiat, ma all'America. Ma nel prossimo articolo vedremo meglio l'ingresso in campo di Berlusconi di fronte ad una sinistra inorridita, irridente, demonizzante, ma torneremo anche sul lascito di Berlinguer alla sinistra comunista, che vivrà di rendita per anni, all'eredità del suo odio per Craxi e il partito socialista frutto anche della sua suicida sinergia col postfascista Scalfari.

Ma torniamo ai due attacchi concentrici alla democrazia dell'inizio di questo articolo, il camaleonte Pci-Pds-Ds-Pd ha cavalcato tutti e due gli attacchi, prima ha cavalcato l'attacco alla democrazia partitocratica, dimenticando di essere la prima espressione della partitocrazia, fingendo di dimenticare, così ha eliminato gli altri partiti fondatori della democrazia cavalcando il populismo, poi ha attaccato la democrazia del popolo sovrano, ponendosi come difensore della costituzione, ma a questo punto si era privato del centro, avendolo eliminato prima con tangentopoli e in seguito purgando Renzi e Calenda, in un senso o nell'altro però il Pd non è più credibile, mentre la destra sovranista-conservatrice della Meloni va alla conquista del centro.

sabato 24 ottobre 2026

Una vera democrazia difende la sua autorità

Non ho sentito una parola spesa per quel soldato della democrazia con la testa spaccata e la faccia insanguinata a Milano, quel poliziotto che continuava a dirigere i suoi uomini affrontando lo sciame di piccoli terroristi e seminatori del caos diretti in maniera social e disorganica dagli eredi di Toni Negri, quel professore universitario di Padova condannato per terrorismo negli anni 80, ma accolto in Francia per fare il professore universitario a Parigi e difeso dal Eugenio Scalfari, non ho sentito una parola da tutto quello sciame mediatico di sociologi, pubblicisti, psicologi, preti, magistrati rossi, non ho sentito una parola da tutta questa aristocrazia di uno stato che è democratico, ma che è retto da una costituzione a parole liberale ma nella forma e in parte nella sostanza comunista e dall'altra parte è democratico nelle sue rappresentanze elette dal popolo e nei suoi strati mediobassi, ma è comunista nei suoi strati dirigenziali, corte costituzionale, giudici, alte cariche dello stato, organi accademici, purtroppo forse alte cariche delle forze armate, e non sentiremo mai una parola da loro, così come dai suoi giullari. L'Italia è una democrazia da difendere, ma è retta da una costituzione che non la difende, è progressiva verso il comunismo, come diceva esplicitamente Togliatti, ma una vera Democrazia non ha paura di affermare la sua autorità.

C'è un'alleanza tra i lumpen sfascia tutto e l'aristocrazia contemporanea, un attacco dall'alto e dal basso contro la democrazia, per fermare l'affermazione compiuta della democrazia. Sconfitto il fascismo 80 anni fa, è ora di chiudere i conti col comunismo.

mercoledì 21 ottobre 2026

Terroristi, ladri e delinquenti coccolati e viziati dalla sinistra

Partiamo da un presupposto. Le cause delle violenze di sabato a Milano dove un'orda di bambini viziati ha saccheggiato, rapinato telefonini, scarpe, vestiti, evidentemente non erano alla ricerca del pane, così poveri e affamati quindi non sono, volevano solo beni e merci gratis, volevano solo spaccare vetrine per mettersi in vetrina, filmarsi e fare likes sui social. Perciò e non per altro hanno terrorizzato commessi che guadagnano mille euro al mese, perchè non hanno voglia di studiare, anche perchè qualche sociologo criptomarxista, ma più alla Toni Negri che altro, ricordate il cattivo maestro del 77, gli ha detto che studiare non serve a nulla, che non hanno futuro, perchè il paese che li ospita è cattivo, colonialista, capitalista e razzista ed è la causa dei loro mali, allora perchè mai studiare la letteratura italiana, la filosofia occidentale, la storia d'Italia e dell'occidente, perchè integrarsi. Ho persino sentito dire che la causa è che gli adulti, ovviamente occidentali, perchè hanno devastato il pianeta e deforestato, me li immagino questi piccoli acefali crucciarsi per l'Amazzonia tra una rapina ai loro coetanei e l'altra. Ho sentito anche la più alta carica dello stato dire che non dobbiamo essere indifferenti ai giovani, ecco cominci a non essere indifferente a tutti quei giovani che per strada vengono rapinati da queste bestie, cominci a parlare di tutti quei giovani italiani che studiano, lavorano, amano il proprio paese invece di dare tutta questa visibilità a questi piccoli criminali buoni a nulla. Io ho un blog sul calcio oltre a questo, con me collabora un ragazzino di 14 anni che sabato come sempre mi ha mandato un articolo, invece di andare in piazza a tirare pietre ai poliziotti, che poi è tentato omicidio. Ma di lui nessuno parla, eppure vive nel quartiere Barona di Milano, ultraperiferico, di certo non la sinistra, no invece senti i preti parlare di solitudine riferita a questi gruppettari social che tutto sono tranne che soli, ma si muovono in branco. Ma il massimo dell'idiozia l'ho sentito da un presunto psicologo che ha detto che la colpa è di questa società occidentale che gli insegnerebbe solo il culto del vil denaro, in realtà caro mio il culto del vil denaro glielo insegnano i rappers marocchini, loro fratelli maggiori, a cui questi credono ciecamente. Ma forse l'apice dell'annullamento di ogni pensiero serio è stato quando questo pseudopsicologo da salotto televisivo ha detto che il culto della violenza glielo insegna Trump e le sue guerre, ma basterebbe un po' di sale in zucca per capire che questi delinquenti emulano la violenza di Hamas e dei palestinesi e inneggiano al sette ottobre. E qui vediamo a chi li organizza, li compatta, gli dà una veste sociale e politica, e li ha scelti come base sociale, pro-pal che gli dicono che vivono in un paese complice di un genocidio dei loro fratelli arabi, antagonisti che gli dicono che la colpa è degli imprenditori che tra mille sacrifici e vessati dalla burocrazia tirano avanti, ma non solo, è evidente che stati stranieri e nemici dell'Italia come la Russia e l'Iran, con sullo sfondo la Cina. fomentano e fanno da collante sui siti e sui social a questi neoindottrinati dove influencers filo-russi e filo-iraniani proliferano da 20 anni nell'inerzia e nella passività dell'occidente. E poi c'è il braccio politico e non-violento di questi neofiti del terrorismo, sinistra rosso-verde, ecogretini, il Pd, pacifisti che condannano i cosidetti metodi ma dicono che questa teppaglia ha ragione, riprendendo le tesi a forma di slogan a facile presa dei siti e dei social sopradetti, ma non dimentichiamo i preti di strada che ti dicono che non serve la repressione ma serve l'educazione, ecco come li hanno educati al carcere Beccaria questi preti negli ultimi 20 anni? Direi non con grandi risultati. Sul sindaco di Milano invece stendiamo un velo pietoso, Milano non merita un inetto del genere. Come tutti quelli che alla nostra città stuprata dicono che però aveva la minigonna.

Memorandum per i partiti di sinistra: se pensate che questi nullafacenti compiuti 18 anni diventano la vostra nuova base elettorale una volta che i decrepiti del 68 ci lasciano e una volta scoperto che i gay e le donne non vi votano, scoprirete che questi non votano e non gli interessa nemmeno prendere la cittadinanza italiana, altro che ius soli.

lunedì 19 ottobre 2026

Il modus operandi del braccio politico del terrorismo/ parte quarta

Riprendendo dall'articolo precedente, vediamo perchè le classi lavoratrici occidentali non aderiscono alle idee di Marx all'inizio del secolo scorso, intanto perchè abbiamo visto cadere l'idea della sovrastruttura del pensiero marxista, i politici liberali e conservatori non sono un riflesso ideologico degli interessi di classe, quindi nemmeno la nazione è sovrastruttura, come per primo capirà nel mondo leninista Stalin e poi Gramsci, ma sopratutto perchè cade un'altra tesi della filosofia marxista, quella più psicologica, quella dell'alienazione dell'operaio urbanizzato. Nell'idea antiscientifica del pensatore tedesco l'operaio inglese è uno sradicato dalle campagne, costretto a venire a vivere in città dalla rivoluzione industriale lavorando nelle fabbriche, dove sarebbe perso senza più la sua comunità rurale o le sue competenze artigiane e facendo un lavoro monotono e facile che anche una scimmia a sua detta saprebbe fare. Niente di tutto questo avviene nella realtà, il lavoro in fabbrica comporta delle competenze tecniche che non tutti sono in grado di assolvere, l'operaio non è affatto alienato ma già dall'800 si organizza in sindacati e associazioni dimostrando una solidarietà di classe e una capacità di fare comunità superiore alle altri classi sociali, ma anche al di fuori dell'ambito lavorativo. Gli operai in città infatti fanno comunità, si ritrovano al pub e allo stadio, nell'urbe inoltre trovano una socialità più ricca e variegata, possono affermare la loro individualità più che nelle asfittiche comunità rurali, ma difendono i loro interessi organizzandosi senza aspettare che lo facciano per loro gli intellettuali comunisti, al contempo non si sentono affatto alienati ma parte di un processo produttivo che porta progresso e benessere a tutta la nazione, ad essere alienato invero è l'intellettuale che ha abbandonato la religione ma allo stesso tempo si vede spodestato dalla figura dello scienziato e dal prevalere della tecnica nel mondo moderno. Il vero alienato è Marx, un tedesco esiliato in Inghilterra, un filosofo che odia i filosofi e tutta la storia della filosofia occidentale, salva solo Hegel, ma lo vuole rovesciare, un ebreo che odia gli ebrei, un figlio di un commerciante che odia i commercianti, ma questo suo stato di disadattamento lo trasmette sulla classe operaia, che invece è perfettamente integrata nella società. 

Marx allora, già vedendo questo processo storico negli ultimi anni della sua vita che frantuma le sue tesi, s'inventa la teoria della "falsa coscienza", all'operaio avrebbero fatto il lavaggio del cervello, in fondo in questo senso ridà una certa utilità al lavoro culturale e alla battaglia ideologica, ma in un certo altro senso umilia ancora sè stesso considerando che i popoli occidentali ascoltano le ideologie dei filosofi conservatori e liberali e non le sue. Perciò Lenin riprende questo e ridà importanza alla battaglia ideologica e ridando importanza alla figura del rivoluzionario di professione, che deve educare il popolo però con la dittatura del partito, ma allo stesso tempo il russo porta tutto su un piano religioso e morale accusando gli operai occidentali di aver tradito la rivoluzione comunista per il "panem et circensem", per un pugno di trenta denari di salario in più, insomam dei giuda, ma a questo però il bolscevico ci accompagna una nuova tesi pseudoscientifica, quella dell'imperialismo come fase suprema del capitalismo, che ancora oggi trova credito negli ambienti di sinistra e cattolici. Il profitto del capitalismo anglosassone sarebbe frutto dello sfruttamento delle colonie e dei popoli colonizzati, in questo modo potrebbe essere spartito con le classi lavoratrici della nazione che diventano così da classe rivoluzionaria e antagonista, dei piccoli borghesi complici dello sfruttamento. Si tratta anche questa di una tesi totalmente infondata e antistorica, le colonie inglesi sono state nella realtà un salasso per il contribuente britannico e al massimo hanno arricchito qualche commerciante di spezie, non certo gli industriali, ma sopratutto hanno portato benessere, sviluppo, diritti civili e libertà nelle caste inferiori dei paesi colonizzati, al più togliendo potere alle caste superiori dei paesi colonizzati, di cui Gandhi era un perfetto rappresentante, non a caso, oltre a tutto il mondo clericale locale.

Nel prossimo articolo vedremo come hanno reagito invece le altri ali del marxismo all'evidenza dei fatti, rispetto agli eventi del primo 900 e di come si sono sviluppati questi percorsi, quello leninista e quello invece socialdemocratico, nel corso del secolo scorso per arrivare poi ai nostri giorni.

lunedì 12 ottobre 2026

Il modus operandi del braccio politico del terrorismo/ parte terza

Riprendendo dall'articolo precedente, vediamo come la politica di Lenin non sorge solo dal trauma legato alla vicenda del fratello maggiore, ma anche dal trauma collettivo dei marxisti nel scoprire che le teorie di Marx non erano scientifiche. Uno dei cardini della pseudoscienza di Marx consiste infatti nella sua tesi che il socialismo sarebbe approdato solo in un paese a capitalismo avanzato, cioè l'Inghilterra, dove da una parte il capitalismo avrebbe dovuto diventare monopolistico con la concentrazione massima di capitali e dall'altra parte l'esercito della classe operaia avrebbe dovuto aderire alle idee comuniste prendendo il potere violentemente sotto la guida degli intellettuali marxisti. Nulla di tutto ciò avviene nel paese anglosassone, anzi possiamo dire che avviene il contrario. Sul piano politico, che Marx considerava una sovrastruttura degli interessi economici di classe, sono i liberali e conservatori che per per Marx erano solo esecutori degli interessi dei capitalisti, ad istituire le leggi in favore degli interessi della classe operaia, ma sopratutto dall'altra parte la classe operaia non aderisce al comunismo, anzi, rifiuta l'internazionalismo proletario ed è patriottica, sopratutto durante la prima guerra mondiale, quando Lenin cerca di scatenare la guerra civile in ogni paese secondo l'idea del disfattismo rivoluzionario per cui i proletari coscritti negli eserciti in armi avrebbero dovuto rivolgersi contro il proprio paese invece di combattere per esso, cosa che non avviene sopratutto in Inghilterra, ma di fatto in quasi tutti i paesi tranne la Russia. Tutto ciò dimostra una sola cosa insieme, le teorie di Marx erano solo teorie e non scienza, il pensiero di Marx è smentito dai fatti e dalla storia, così come la sua teoria della storia dell'umanità come storia di lotta di classe tra gli sfruttatori e gli sfruttati, tra i padroni e gli schiavi. 

Vedremo nel prossimo articolo perchè le classi operaie dei paesi avanzati non hanno aderito al marxismo e come i marxisti reagiscono in ordine sparso a questo trauma e come Lenin resuscita il marxismo da una parte spostandolo dal piano presuntamente scientifico ad un piano messianico religioso e dall'altra costruendo una nuova pseudo scienza.


domenica 11 ottobre 2026

Il modus operandi del braccio politico del terrorismo/ parte seconda

Riprendendo l'articolo precedente, possiamo individuare nel mondo d'ispirazione marxista la nascita di un centro interno da Lenin in poi. Lenin, figlio di quella piccola nobiltà intellettuale spaventata dai progetti di modernizzazione e riforme dello Zar, la sua traiettoria è segnata dalla traumatica vicenda famigliare legata al fratello maggiore, un rivoluzionario populista che aveva visto il suo messianismo infrangersi contro il popolo contadino russo che lo aveva rifiutato, rifugiatosi in seguito come tanti della sua generazione e del suo movimento nel terrorismo individuale, era finito impiccato dallo Zar. Da qui nasce l'idea del fratello minore Lenin di un centro tra l'azione politica e sindacale democratico-popolare e la via armata, dove la via politica deve essere solo uno strumento e la via violenta non deve limitarsi al terrorismo individuale ed esemplare ma ad un'organizzazione armata, ma sopratutto e questo è l'essenziale, tutto ciò deve essere guidato e legato dal centro in maniera talvolta anche invisibile, il centro, il partito dei rivoluzionari di professione, intellettuali che devono formare la dottrina, screditare tutte le tesi diverse e diffondere il verbo attraverso i mezzi di comunicazione di massa che iniziano a diffondersi, guidando tutto il movimento complessivo. Vedremo nel prossimo articolo come le tesi di Lenin non sono solo influenzate dalla sua vicenda famigliare e dalla storia russa, ma anche dal trauma che il mondo marxista ha vissuto all'inizio del novecento, quando le tesi presuntamente scientifiche di Marx si sono scontrante con la realtà e la storia in divenire e come Lenin ha resuscitato il marxismo da una parte facendone una religione e dall'altra creando una nuova pseudoscienza, in seguito vedremo come nella sinistra contemporanea il filo non si è mai interrotto, ma si sono solo tagliate alcune ramificazioni come per esempio lo stalinismo.

giovedì 8 ottobre 2026

Il modus operandi del braccio politico del terrorismo

Ogni organizzazione armata e terroristica si accompagna ad un braccio non-violento, che agisce sul piano politico e dei diritti civili, era così per l'Ira in Irlanda dove operava parallelamente il Sinn Fein, è stato così con le brigate rosse in Italia, è così con il terrorismo islamico e palestinese, la linea consiste nel sottrarsi dal piano pratico dell'organizzazione armata, per agire su piani diversi, portando avanti però le stesse finalità dissociandole sul piano pratico dal partito armato ma orientandole per lo stesso fine su altri piani, politici, culturali, giuridici, storici. 

Tutto si muove sul binario della legittimazione-delegittimazione, non viene legittimata la pratica dell'estremismo, ma su tutti gli altri piani sì, giuridico, storico, politico, culturale, geopolitico, dall'altra parte verso il nemico invece la delegittimazione è totale, ad ogni livello, su tutti i piani. 

La dissociazione dei piani inoltre è fondamentale tanto quanto mantenere invisibile la effettiva correlazione tra i piani, così come mantenere visibile la falsa equidistanza tra le due parti apertamente contrapposte mantenendo una distanza formale dall'estremismo. 

E' necessario invece all'interno del proprio campo mantenere un centro che si dissoci dai legami con gli elementi fattivi dell'estremismo ma non tutti gli altri elementi dell'estremismo, ma al contempo invece mantenga ogni legame con l'ala moderata sul piano fattivo ma viceversa non su tutto il resto, dove chiaramente gli elementi fattivi dell'estremismo sono altri e diversi dagli elementi fattivi dell'ala moderata, così come i rispettivi tutto il resto. 

Quindi non si sostiene l'attività pratica dell'estremismo, ma si sostengono le finalità, l'identità politica, culturale, geopolitica, dall'altra parte invece si sostiene l'attività pratica dell'ala moderata, ma non le finalità, l'identità culturale, politica, geopolitica, rendendole così un guscio vuoto buono solo a ingrossare le fila. 

In questo modo chi sta in mezzo all'interno della sinistra tra l'ala estremista e l'ala moderata vince sempre e si mantiene sempre al potere, quanto meno all'interno della propria parte, se non raggiunge del tutto il potere politico, cosa che per fortuna in democrazia non succede quasi mai. L'ala moderata può vincere sul piano politico, ma è stata esautorata e delegittimata sul piano culturale e della sua reale identità agli occhi dei sostenitori del campo, l'ala estremista al contrario è stata delegittimata sul suo piano pratico e ha bisogno di legittimazione politica, però non è stata delegittimata dal centro interno sul piano culturale e delle finalità, questa è la differenza. Qualunque due delle ali prevalgano e dovessero raggiungere il potere, una coi suoi metodi e l'altra coi suoi, avranno bisogno di chi sta in mezzo e detiene l'egemonia culturale. E' chiaro però che l'identità politica e culturale di chi sta in mezzo propende tutta verso l'ala estremista.

Per questo all'interno di una coalizione larga di sinistra, l'ala moderata non conterà mai nulla, ma sarà solo portatrice d'acqua, d'altro canto l'ala radical-estremista non avrà mai il potere politico e centrale di direzione, ma conterà sul piano degli obbiettivi e del riconoscimento avendo voce in capitolo.

Sullo sfondo rimane sempre l'opzione violenta e antidemocratica della presa del palazzo, che la sinistra non abbondonerà mai nella profonda convinzione di appartenere ad una minoranza progressista in un mondo reazionario, che sia attraverso azioni giudiziarie o esautorando la sovranità popolare attraverso organi sovranazionali o quanto altro, così come sempre la legittimazione su altri piani del terrorismo.


mercoledì 7 ottobre 2026

7 ottobre, la strage degli ebrei subito rimossa o usata contro gli ebrei

Tre anni fa Hamas invase Israele per fare una strage di innocenti e rapire donne, anziane e bambini, chi ha lo stomaco e il cuore per vedere i filmati di cosa hanno fatto queste bestie fanatiche dell'Islam può reperirlo in rete, ma da subito c'è stato un processo di rimozione e parallelamente ribaltamento, da una parte la sinistra un minuto dopo la mattanza scendeva in piazza preventivamente contro la guerra di risposta di Israele, dall'altro un vecchio trucco della propaganda leninista, la contestualizzazione, le vittime non erano più vittime, ma "coloni", "occupanti", una chiara delegittimazione del diritto a esistere di Israele e del suo popolo spacciata per critica al governo israeliano. Un meccanismo in tre passaggi, la condanna dei metodi di Hamas, ma al contempo dandogli una legittimazione storica, per riconoscergli lo status di soggetto politico e non di bestie sanguinarie, parallelamente la delegittimazione spacciata per critica verso il nemico israeliano, infine la terza fase già vista ai tempi delle brigate rosse e dopo l'11 settembre, l'accusa agli apparati di non aver contrastato il terrorismo per cui le vittime del terrorismo ricadono sullo stato aggredito. Tre passaggi tipici della propaganda e della disinformazione di stampo russo, ripetuta a pappagallo da quelli che Lenin chiamava utili idioti occidentali, da sempre avvolti nella bandiera del pacifismo.

giovedì 1 ottobre 2026

La sinistra vuole accoglienza illimitata e senza regole nelle periferie e frontiere chiuse in centro

La sinistra per anni ha bollato di razzismo gli abitanti delle periferie delle città che si sentivano invasi dagli immigrati, ma come, non accogliete tra di voi questi fratelli, incuranti del fatto che questi immigrati spesso delinquevano, si comportavano da padroni, da colonizzatori, ma ora il destino gli ha riservato una sorte analoga, la sinistra trova invaso il suo quartier generale, i centri storici urbani, da stranieri che usano la città come uno strumento, distruggono l'identità di quartiere, alzano il costo della vita grazie al loro potere d'acquisto, così come gli immigrati che si sono riversati nelle periferie hanno fatto concorrenza sleale sui salari agli autoctoni, il destino a volte è beffardo, ma forse che hanno capito che l'immigrazione non comporta solo benefici e va governata? No, continuano a dare dei razzisti agli abitanti delle periferie che non vogliono l'accoglienza illimitata in stile Merkel nei loro quartieri, mentre loro portano avanti le crociate contro l'overturism e gli airnb. Non era più di buon senso capire che l'afflusso di stranieri in un paese va governato? No, si continua con accoglienza illimitata per chi invade le periferie e xenofobia verso l'immigrazione nel centro. Non saranno un po' stronzi? Direi quantomeno ipocriti.

mercoledì 30 settembre 2026

Il vero mondo alla rovescia

Vannacci parla di mondo alla rovescia, ma spesso parla di cose superflue, di cose fuorvianti, rende l'irrilevante  rilevante, svia il pensiero della gente, il vero mondo alla rovescia invece sono i leninisti che si fanno chiamare democratici, il vero mondo alla rovescia è un papa costretto alle dimissioni e al silenzio dalla sua stessa chiesa per eleggere un papa peronista che disprezza il suo popolo storico, gli italiani, il vero mondo alla rovescia è l'ebreo che viene accusato di genocidio e nazismo, il vero mondo alla rovescia è la decrescita spacciata per progresso, il vero mondo alla rovescia è  il razzismo alla rovescia spacciato per antirazzismo, il vero mondo alla rovescia è la pseudoscienza ciarlatana spacciata per scienza, il vero mondo alla rovescia è anche una neodestra che fa il gioco della sinistra filocinese e vuole restaurare l'Unione Sovietica.

sabato 12 settembre 2026

La sinistra getta via la bandiera Lgbt, è ora che la destra la raccolga

Contrordine compagni, la bandiera lgbt non serve più alla causa del potere degli intellettuali di sinistra, non porta voti come si pensava, crea inimicizia coi nuovi padroni islamici, non è consona al neopopulismo di sinistra, Ocasio-cortez e la sua corte di aristocratici ispanici ha sentenziato, le pecore eseguono all'istante, abbiamo bisogno di una nuova base sociale ed elettorale, fatta di immigrati retrogradi islamici, dobbiamo disperatamente cercare di recuperare qualche voto popolare e provinciale, allora le pecore si adeguano subito. Ma è proprio questo il momento che la destra colga la grande occasione, i gay, le lesbiche, le minoranze sessuali, le donne, abbandonate dalla sinistra che ora è tutto burka&guerra ai ricchi e al ceto medio devono trovare un nuovo porto, così i diritti civili hanno l'occasione di ritornare a casa, la casa della destra liberale, la sua casa storica, tornando ad essere coniugati in questo senso, come storicamente sono sempre stati, prima che la sinistra postroschista e posterzomondista li coniugasse a suo favore, per poi gettare la bandiera quando non serve più ai loro fini.