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venerdì 27 giugno 2025

Gli ecopacifinti a favore del nucleare iraniano e tutti gli altri in fila

Eccoli qui, sono sempre loro, sono gli onnipresenti sui media, nelle università, nel mondo del cinema sovvenzionato, sui palchi dei concerti, ma sempre meno nel paese reale, per fortuna a dire il vero. Sono sempre loro comunque, ma di chi stiamo parlando? Ovvio, degli immancabili social-ecologisti gretini rigorosamente a favore del nucleare iraniano, che manco dirlo non è nemmeno a fini civili, ma serve invece per costruire una bomba atomica per sterminare gli ebrei, eccoli qui allora i pacifisti finti, i piccoli fans dei nuovi Hitler con la barba, anche loro come il baffetto nascosti nei bunker e nei tunnel da bravi codardi, mentre usano la popolazione all'aperto come scudi umani, ma ecco che arrivano anche le femministe di sinistra, ecco che spuntano, le lorsignore che se ne fregano della condizione delle donne nei paesi islamici, forse aspirano a fare le schiave dell'Isis e degli altri Imam, oppure a godere dei benefici dell'occidente democratico insultando la prima donna premier d'Italia e sua figlia, per non farsi mancare nulla. Non è finita, perchè abbiamo anche quelli medioevali del kilometro zero, però i dazi dell'Unione europea ai nostri agricoltori per loro vanno bene, tutti in piazza con la bandierina blu quindi, a manifestare contro il sovranismo danneggiando i nostri produttori, ma eccolì lì anche quei altri che compaiono sullo sfondo, abbiamo anche gli ecosalutisti pseudoscientifici, non ci facciamo mancare nulla, che ci vogliono dire cosa dobbiamo mangiare, come dobbiamo consumare, tra un po' come ci dobbiamo vestire, ma non dimentichiamo pure quelli che fanno il processino con lo sguardo torvo al modello di sviluppo occidentale, che per inciso gli ha e ci ha dato benessere e libertà, strumentalizzando i cambiamenti climatici, ma della Cina che inquina a più non posso, schiavizza gli operai, ha un regime antidemocratico, non dicono una parola, indi delle belve islamiche in Iran e in Palestina sono i loro primi tifosi. 

Sono una burletta certo, fanno ridere, ma il problema serio è che sono gli utili idioti nel cuore dell'Occidente di regimi per nulla comici come quello iraniano, quello cinese, quello di Hamas a Gaza, per dirne solo alcuni. Infatti anche in queste dittature ridono di loro, sono proprio loro a definirli utili idioti dei loro fini, come Lenin definiva i comunisti collocati in Occidente a suo tempo, ora però non sono più rossi, ma rosa, arancioni, fucsia, multicolorati, hanno dato una maschera dal volto umano al loro sanguinarismo rosso, solo che poi le conseguenze rischiamo di subirle noi qui, ma sopratutto i popoli che si ribellano là, ma anche i nostri lavoratori, i nostri imprenditori quà. Insomma, sono i qui quo qua dell'imbecillità, il prodotto del fallimento della scuola pubblica cattocomunista anche, i figli e i nipotini radicalizzati, fanatici e ignoranti dei vecchi nonni sessantottini decrepiti. Sono una minoranza, certo, se si può ancora votare perdono sempre infatti, ma hanno molto potere, occupano togliattianamente (anche se la maggior parte di loro Togliatti non sa neanche chi sia) tutti i centri di decisione non eletti dal popolo, le corti costituzionali, le cassazioni, la presidenza della repubblica, i Tar, la magistratura, le sovrintendenze ambientali, occupano i giornali, la tv pubblica, la scuola pubblica, l'associazionismo, il noprofit che poi di profit ne fa eccome, ma non si può dire.

Immancabili, non ci siamo dimenticati di loro, i sindacatini rossi, quelli ancora rossissimi, infatti invece di fare battaglie per il giusto salario e i diritti dei lavoratori, pensano a scendere in piazza per fare scioperi politici contro l'America, Israele, fanno referendum fallimentari con sperpero di denaro pubblico solo per cancellare le leggi di Renzi che invece con tutti i loro limiti hanno creato occupazione e un minimo di sviluppo in questo paese, tutto in ultima analisi per fare le loro battaglie settarie e gruppettare contro i pochi riformisti rimasti a sinistra e non da ultimo regalare la cittadinanza italiana a chiunque solchi i nostri confini, sperando così di crearsi una nuova clientela prima che i loro iscritti pensionati li abbandonino, mentre da par loro sono trincerati nei loro solchi e confini ideologici e nel loro poterino burocratico. 

Non c'è che dire, a sinistra si riempiono la bocca, per dare e darsi grandi arie, di belle parole, quali come inclusione, pace, uguaglianza, diversità, diritti, tutto a targhe alterne e monodirezionale però. L'inclusione serve solo a escludere i problemi reali, le problematiche, chiunque non la pensi come loro, la pace serve a tenere al potere i tiranni e disarmare l'occidente armando i suoi nemici, l'uguaglianza è la solita arma a doppio taglio, serve a imporre la loro omologazione ideologica, mentre l'unica cosa che dovrebbe essere uguale, la legge, loro invece la usano per scarcerare rapinatori, stupratori, scafisti e per incarcerare gli avversari politici. Ci sono anche quelli che producono spot e slogan a iosa, non ci siamo dimenticati di loro, sempre in prima fila con le loro campagne contro il razzismo, parola ormai svuotata di contenuto e usata per andare a colpire chiunque difenda i valori liberali e occidentali, ma i primi razzisti sono loro, razzisti contro tutto ciò che è bianco, maschio, non di sinistra, innanzitutto. 

Ma non paghi hanno occupato anche le feste nazionali, svilito l'antifascismo, il 25 aprile, che da festa patriottica per celebrare la liberazione dell'Italia dalla Germania nazista che aveva orrendamente generato l'olocausto antiebraico, l'hanno fatta diventare un corteo caciarone e teppista contro la destra, ma contro gli ebrei persino, immaginatevi il delirio, senza vergogna, inneggiando pure a chi durante la seconda guerra mondiale stava con Hitler, come i palestinesi mussulmani. 

La democrazia? Il voto? La libertà d'opinione, d'espressione, quella individuale? Sempre più a sinistra mostrano un aristocratico fastidio verso di esse, come bambini viziati che portano il pallone alla partita, indi se perdono le elezioni vogliono andarsene col pallone, poi all'occorrenza ci sono sempre i paletti della costituzione "più bella del Mondo" per limitare la sovranità popolare - però nel mondo nessuno se la caga - per fare i loro governi di palazzo e tecnocratici. Come piccoli padreterni accettano le opinioni solo se coincidono con le proprie o sono strumentalizzabili, la libertà poi, quella proprio non hanno mai potuto sopportarla, figuriamoci quella individuale, per loro è sinonimo di cattivo egoismo e liberismo, ah il liberismo, non parliamone, in Italia non c'è ne è traccia, ma è lo spauracchio per dirottare il malcontento di chi guadagna poco e sta male, un modo per mascherare il loro odio per la libertà politica, di parola, è attaccare la libertà economica, l'iniziativa privata. 

mercoledì 18 giugno 2025

Gli interessi economici del qualunquismo pacifista a tutti i costi

La vulgata dice che le guerre si fanno per interessi economici. Non lo so, ma possiamo altresì tranquillamente dire che il pacifismo ha altrettanto forti interessi economici. Quale interesse ha l'Italia, per fare un esempio, infatti, per mantenere buoni rapporti pacifici con un regime sanguinario e feroce come quello della repubblica islamica dell'Iran, se non quelli dell'Eni, l'azienda petrolifera italiana, per dirne uno? Sia chiaro, dal mio punto di vista gli interessi economici non sono il diavolo, sono legittimi, ma perchè non vedere che anche il pacifismo ne ha i suoi e dipingere invece il mondo diviso tra buoni pacifinti e cattivi guerrafondai? Siamo tutti per la pace, ma poi c'è il pacifismo peloso delle anime belle, quelle che fanno finta di non vedere che l'Iran sta costruendo la bomba atomica per sganciarla contro Israele e che non ammettono il diritto di Israele ad esistere e difendersi, quelle che fanno finta di non capire che in guerra ci siamo già anche noi, è iniziata 50 anni fa con l'invasione islamica e il terrorismo. Alla base di tutto c'è la negazione al diritto di esistere di Israele, che per inciso è uno stato democratico, multietnico, multireligioso, dove i gay e le donne vivono liberamente. Siamo allora di fronte ad una ipocrisia putrescente, fraudolenta, marcia, ma anche ad una ignavia codarda di chi ha paura degli islamici ma pensa che se li lasciamo sterminare gli ebrei ci lasceranno in pace a noi, o forse gli va bene che ci impongono la loro legge a casa nostra, contro la libertà, i diritti delle donne, dei gay, degli uomini liberi. Un'altra delle cose più stupide e assurde che si possono sentire è che Trump sarebbe un guerrafondaio. Se Trump potesse starebbe fuori da ogni conflitto, ha fatto di tutto per evitare di partecipare ad ogni guerra ed ogni conflitto, solo gli ignoranti pensano il contrario, basta seguire la politica internazionale ogni giorno e non solo quando ti arriva sull'uscio di casa, ma se vuoi evitare la terza guerra mondiale devi agire anche nel geolocale e questo Trump lo sa, i qualunquisti di sinistra (ma anche purtroppo ancora qualcuno a destra) no o fanno finta di non saperlo, confidando che se gli ebrei vengono sterminati noi poi potremo vivere tranquilli e magari sottomessi alle loro regole, che forse anche a qualche cavallo di troia in occidente piacerebbe.

lunedì 16 giugno 2025

I gay, le donne e gli immigrati si ribellano alla sinistra filoislamica

Per anni la sinistra ha usato le minoranze per fare una somma algebrica contro l'occidente democratico, liberale e capitalista, contro i popoli occidentali. Perchè per la sinistra gli essere umani sono numeri, sono base sociale, sono pedine per continuare a tenere il loro poterino. Ma ora i nodi vengono al pettine, le contraddizioni esplodono, questa sinistra filoislamica, schierata con gli oscurantisti retrogradi che tengono il potere in Iran, schierata con le belve di Hamas in Palestina, che usa il suo popolo come scudi umani e uccide donne e bambini, opprime le donne, i gay, le lesbiche, schiava in ultima analisi del regime comunista cinese, ha gettato la maschera. Sempre più donne, gay, lesbiche, immigrati, si rifiutano di essere strumento della loro perversione ideologica. Vogliono vivere liberi e non essere strumenti di falliti della storia. Negli ultimi venti anni gli islamo-nazi-comunisti hanno provato a spruzzare la loro coda velenosa contro la libertà dei popoli, ma ora hanno le ore contate. Il serpente va ucciso dalla testa, come sta facendo Israele, ma anche dalla coda dei cavalli di troia che si annidano in Occidente. E questo è compito nostro.

domenica 8 giugno 2025

Italia, la sinistra non se la fila più nessuno

Siamo in Italia, ma potremmo essere in un qualsiasi altro paese dell'occidente perchè i referendum di oggi lo hanno detto chiaro: La sinistra del filo-cinese e del clientelare Conte, la sinistra degli eco-pacifinti Bonelli e Fratoianni, la sinistra del nulla cosmico da movimento studentesco della Schlein, non se la caga più nessuno. Lo hanno certificato questi referendum dove questa accozzaglia di disperati voleva cancellare le leggi che ha fatto Renzi al governo, obbiettivo fallito, gli italiani evidentemente apprezzano le leggi di Renzi. Lo hanno certificato questi referendum che questa sinistra voleva far diventare anche un referendum sul governo, volevano contarsi e sono rimasti in pochi, poverini. Sono andati a votare in quattro gatti, qualche sessantottino decrepito, qualche cinquantenne esaurito e nulla più. Il governo Meloni per il popolo sovrano, allora, ha l'approvazione della stragrande maggioranza degli italiani e udite udite, il governo Renzi non ha fatto così male, sempre per gli italiani. Così il popolo ha scelto, rivendicando il diritto di ignorare questa pagliacciata. Tutti al mare a divertirci, ed ora godiamoci in poltrona le intemerate delle prefiche offese sul popolo qualunquista e ignorante, sulla crisi della democrazia, godiamoci le crisi isteriche delle maestrine di sinistra, tutto da godere. Pop corn. Piazze piene, urne vuote, spiagge felici.

venerdì 6 giugno 2025

Per una controffensiva liberale e occidentale

I pacifisti ci dicono che la democrazia non si esporta. Certo, la democrazia forse non si esporterà, però guarda un po' in Italia è andata proprio così, gli angloamericani l'hanno esportata, e inoltre questo non vuol dire che le dittature hanno ragione. Il problema reale però - al di fuori degli slogan di sinistra sulla democrazia che non si esporta - è scegliere i referenti democratici giusti in loco, sul territorio. I terzomondisti ci dicono che in certi paesi in loco non ci sono, che questi popoli vogliono monoliticamente il loro dittatore e questa è la loro cultura, che poi sarebbe da parificare con la cultura liberale e occidentale in nome del multiculturalismo, ma poi per loro la democrazia occidentale va pure abolita. Invece sicuramente sappiamo che per esempio, nello storico-concreto, Obama in Iraq ha scelleratamente dato il potere alle milizie filoiraniane, questo è un po' come se dopo la seconda guerra mondiale gli angloamericani, una volta liberata l'Italia, avessero dato il potere ai comunisti, i quali volevano instaurare un'altra dittatura dopo quella fascista, come hanno fatto gli sciiti in Iraq. In Italia al contrario, come in Giappone e Germania, le truppe alleate scelsero i referenti giusti e in più mantennero gli stivali sul territorio e speriamo continuino a mantenerli, non tirando troppo dalla parte di un isolazionismo emerso negli ultimi anni, che comunque è ampiamente comprensibile visti gli eventi degli ultimi decenni. Negli anni '40 gli angloamericani scelsero di sostenere i Saragat, i De Gasperi, Einaudi, e non per carità Togliatti, questa fu la scelta giusta. Il vero problema allora, care anime belle e non sinceri democratici, non è l'interventismo democratico, ma la scelta dei referenti in loco e una linea coerente. 

Gli schizofrenici liberal-comunisti accusano Trump di essere un guerrafondaio imperialista e allo stesso tempo, pensate, lo accusano di voler abbandonare la Nato e l'Europa. Sono per metà liberali e per metà comunisti, ma le due cose proprio non si conciliano e non comunicano, proprio come nella schizofrenia.

Oggi il nulla cosmico della sinistra globalista ci vorrebbe sottomettere alle autocrazie orientali ed ai fanatismi religiosi - quello ecologista e quello islamico - mentre le nazioni, i confini e la loro sovranità democratico-popolare diventano sempre più la trincea in difesa delle libertà e della democrazia, senza dimenticare la difesa del locale. Allora bisognerebbe costruire una nuova linea del Piave, ma anche una controffensiva culturale contro l'invasione islamica e quella cinese, colpendo i loro cavalli di troia che si annidano tra noi come serpi in seno, favorendo al contrario quell'immigrazione integrata, di chi aiuta i nostri anziani, le nostre famiglie, la nostra produzione e il nostro sviluppo, perchè in primis da par loro aderiscono invece ai valori occidentali. Però la realtà è complessa, ci sono tanti arabi, per esempio gay e lesbiche, che scappano dai paesi islamici e dalle loro persecuzioni, accogliamo anche loro, dimenticati e abbandonati dagli attivisti del gay pride e dai fascisti di sinistra, sempre pronti ad ungere gli imam e le dittature terzomondiste, e respingiamo senza paura di essere tacciati di razzisti chi ci vuole sottomettere e invadere.

Cruciale in questo senso è la difesa di Israele, senza se e senza ma, contro le menzogne e le mistificazioni dei media che dipingono gli ebrei come dei mostri, bisogna stanare i finti equidistanti in questa guerra di civiltà, contro il finto buonismo, contro gli antisemiti cattocomunisti, la difesa dello stato ebraico è ormai diventata la cartina di tornasole tra la civiltà e la barbarie, tra il coraggio e la codardìa. Chi difende Israele oggi è dalla parte giusta della storia, chi in occidente sostiene hamas e i palestinesi è malato e odia sè stesso e nella migliore delle ipotesi non sa neanche di cosa parla, nella peggiore vuole la distruzione dell'occidente e dei suoi valori, oltrechè la distruzione di se stesso. La posta in palio è la libertà, la democrazia, il rispetto dell'individuo e del privato. La sinistra sminuisce e disprezza questi valori dicendo che in occidente ci sono però le disuguaglianze, ma andassero a vedere le disuguaglianze che ci sono fuori dall'occidente, ben più enormi, prima di dare lezioni da maestrine.