La rivolta democratica del popolo persiano è già sparita dai radar dei giornali italiani, in particolare quelli di sinistra. Hanno dedicato un paio di giorni alle migliaia di morti che gli Ayatollah islamici hanno fatto del loro popolo, coadiuvati dalle milizie mercenarie degli sciiti iracheni, quelli che Obama ha messo al potere in Iraq, e degli Hezbollah libanesi filo-palestinesi. D'altronde bisognava solo fare una passerella fugace per negare di essere degli ipocriti faziosi, un cerchiobottismo buono per la zona grigia del fondamentalismo, poi si torna come sempre ad attaccare Israele e l'America. L'indifferenza/indignazione selettiva, il cinismo da realpolitik dei buonisti fintopacifisti è qualcosa di mostruoso. Gli interessi economici dell'Unione Europa e della Cina fanno da base, mentre dall'altra parte diciamo che l'America fa quello che può ma non vuole più fare l'impossibile. Il segretario generale dell'Onu non ha ritenuto di dire una sola parola sulla Persia, dimostrando l'infamia di questa organizzazione inutile, o utile solo ai regimi e alle dittature, come inutili sono le ong come Save the children, Emergency, Medici senza frontiere, o utili solo alla causa delle cricche terzomondiste. Anche sul Venezuela cade il silenzio, come sui massacri dei cristiani in Nigeria, sul Sudan martoriato dalle guerre interne poi non si è mai parlato. Questa sinistra imbelle, vanesia e innamorata dei dittatori, ossessionata nevroticamente dall'odio per tutto ciò che è occidentale, verrà giudicata dalla storia.
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