Ci sarebbe poi l'attacco alla demcrazia dei filo-terroristi pro-pal, con tutte le implicazioni internazionali e le coperture del mondo accademico, mediatico, intellettuale in generale, politico, questo però è un attacco nello specifico al potere esecutivo, al governo, ma è molto di più anche di un attacco alla democrazia, è un attacco agli italiani, è un attacco all'occidente liberale, è una convergenza tra malati mentali, giovani immigrati di seconda generazione ingrati, aristocrazia intellettuale che odia gli italiani, terrorismo palestinese e filo-iraniano, complicità delle piattaforme social, sinistra politica, stati stranieri, ma più che lo stato, comunque sotto attacco, in primis le forze dell'ordine, sotto attacco è il popolo italiano e la sua libertà, quindi la democrazia in senso lato e patriottico, non solo formale, che comunque va difeso.
Ma ecco tornando all'attacco alla democrazia, è concentrico, così che dall'altro lato si esprime l'avversione aristocratica alla democrazia, l'aristocratico moderno non è più monarchico, il titolo di nobile non glielo dà più il Re ma se lo autodà in quanto appartenente alla classe dirigente dello stato repubblicano, ai vertici dello stato spesso ci arriva per nomina o influenza dei partiti, dal mondo accademico agli ospedali, dall'alta amministrazione a forse anche le forze armate, dalle aziende di stato alla Rai, fino ai senatori a vita. Per Togliatti i partiti sono la democrazia che si organizza, per cui il popolo, che in Italia non crede più nei partiti, secondo questa visione non è democratico, a detta di questa logica, al quale si aggiunge il fatto che durante il ventennio fascista, a godere di sostegno non era nè l'ideologia fascista ne' il partito fascista, ma Mussolini in persona. Da qui discendono tutta una serie di astrusità per cui la democrazia non deve avere leader, allo stesso tempo la sovranità popolare va limitata e incanalata nei partiti, mentre il vero sovrano è la costituzione scritta in primis da comunisti e cattolici, con il marginale contributo delle altre forze antifasciste, blindata da presidente e giudici della corte costituzionale, che mettono il governo nel suo recinto. I principali partiti per 40 anni sono stati espressione o della chiesa Cattolica o dell'Unione Sovietica, gli altri partiti non avevano la stessa capacità finanziaria-mediatica-organizzativa- territoriale, ma alla fine la maggior parte di loro la Dc li ha scelti come alleati, isolando il Pci e l'Msi. Il tentativo del Pci di fare un governo con la Dc inducendola a estromettere gli alleati socialisti riformisti, liberali e repubblicani alla fine degli anni 70 non funziona perchè la Dc, dopo aver usato il Pci per sconfiggere le brigate rosse, non si fida e mantiene le storiche alleanze, allora i comunisti di Berlinguer rimangono con un pugno di mosche in mano, ma la Dc non sta meglio, il cattolicesimo è in profonda crisi in Italia, il referendum su divorzio e aborto sono un trauma per la chiesa, mentre Berlinguer con un colpo di coda riesce a far soppravivere il Pci nonostante la crisi dell'Unione Sovietica e la conseguente rottura con essa che interrompe i finanziamenti al suo partito. Berlinguer è il primo leader mondiale a capire che l'Unione Sovietica è in crisi, non la abbandona certo per sposare la liberaldemocrazia, si avvicina invece alla Cina postmaoista di Deng Xiaoping, un altro comunista rassicurante come lui e alle prese con il rischio estinzione, alla fine arriveranno piazza Tiennamen da una parte e tangentopoli dall'altra per mettere in chiaro le cose, ma nel frattempo Berlinguer si avvicina anche alla Cuba di Fidel Castro, ai peronisti argentini, ai sanguinari sandinisti del Nicaragua, ma sopratutto ai gesuiti sudamericani cattocomunisti della teologia della liberazione, inoltre porta avanti una politica di penetrazione nei partiti socialisti europei nella linea dell'eurocomunismo, l'idea è di portare i partiti socialisti europei in rotta di collisione con l'America senza mai rompere formalmente con la Nato, d'altronde i soldati americani di stanza in Europa sono utili idioti per Berlinguer, coprono le spese militari dell'Europa così che la sinistra europea può parlare di pace, sanità, scuola a spese della Nato, fomentando i movimenti pacifisti, inoltre Berlinguer in maniera molto originale è il primo marxista a sposare le tesi ecologiste, ma allo stesso tempo rilancia l'operaismo sostenendo gli operai in sciopero alla Fiat e lanciando il referendum sulla scala mobile, questi ultimi due sono sconfitte totali con la maggioranza degli operai che non aderisce più agli scioperi e alla lotta di classe e il referendum sulla scala mobile che viene sconfitto alle urne. Persa la classe operaia, a questo punto Berlinguer punta tutto sulla questione morale, che si divide in due tronconi. Da una parte l'attacco alla Dc, raccogliendo la bandiera dei costumi morali, di uno stile di vita austero, denunciando l'ipocrisia dei democristiani ipocriti, austeri in pubblico ma non in privato, corrotti, in generale l'attacco al consumismo, alle merci, con toni pauperisti inediti nel mondo marxista, ma riallacciandosi al Marx giovanile, di fatto questo lo aliena ancora di più alla classe operaia, che non capisce la svolta ecologista, antiproduttivista, l'astio verso l'Unione Sovietica e l'allacciamento con il terzomondismo, ma li aliena anche i ceti medi produttivi che guardano sempre più al Psi più o meno per gli stessi motivi degli operai tranne quello dell' Urss, ma sfonda tra i cattolici di estrema sinistra e la sinistra Dc, spaccando la Dc, sfonda tra i giovani delusi o pentiti dalla lotta armata, parlando di "nostri figli da recuperare", archiviando totalmente il Pci amendoliano che detestava i movimenti studenteschi, apre al mondo femminista, altro tallone d'Achille del Pci, per questo c'è chi lo accusa di aver abbandonato il conflitto capitale-lavoro sposando un liberalismo da diritti civili, della società civile, niente di tutto questo, Berlinguer vuole estendere il conflitto, motore della storia per un marxista, su altri piani, considerando anche in questo senso esaurita la spinta propulsiva del conflitto capitale-lavoro, ora il conflitto per una società comunista inizia a diventare, come diventerà sempre di più in futuro, donne-uomini, giovani-anziani, pur tenendosi un pezzo di vecchia base operaia, intellettuali-commercianti, sud-nord (e qui l'errore gravissimo tradendo la classe operaia comunista del nord), sud-nord anche a livello mondiale, stile di vita austero-edonismo, eurocomunismo-America reganiana. Tutto questo a prima vista può sembrare un assembramento senza capo ne' coda di un leader disperato finito in cul de sac dopo il fallito compromesso storico, in realtà ha messo le basi alla soppravvivenza della sinistra postcomunista per altri 40 anni, non certo la sua vittoria, ma comunque un colpo di coda geniale per tenere in vita Frankestein. Però i suoi figli della Fgci, per sconfiggere la Dc e il Psi hanno dovuto aspettare la caduta dell'Unione Sovietica, quando è esplosa la voglia di tutti quelli che si turavano il naso votando Dc in chiave anticomunista di liberarsi anche della Dc ora che pensavano che non c'era più il comunismo, ma sopratutto la scelta della grande imprenditoria italiana di puntare sul Pci, che ora si presentava come Pds, cambiando nome e però così smentendo che ogni legame col mondo sovietico era stato già rotto, infatti che motivo c'era di cambiare nome se era vero quello che diceva Berlinguer che il Pci non c'entrava più nulla coll'Unione Sovietica? Tra l'altro quello di cambiare nome e fare una operazione di trasformismo è quello che suggeriscono i vecchi sovietici a tutti i partiti fratelli dopo la caduta dell'impero. Ad ogni modo la grande borghesia italiana sembrava preferire i comunisti al vecchiopentapartito e in seguito a Forza Italia, forse credendo che i comunisti fossero diventati liberali o forse perchè in fondo avevano in comune il concetto di capitalismo di stato, mentre Berlusconi che si presenta per fermare tutto questo parla di stato liberale, privatizzazioni, non guarda alla Cina come la Fiat, ma all'America. Ma nel prossimo articolo vedremo meglio l'ingresso in campo di Berlusconi di fronte ad una sinistra inorridita, irridente, demonizzante, ma torneremo anche sul lascito di Berlinguer alla sinistra comunista, che vivrà di rendita per anni, all'eredità del suo odio per Craxi e il partito socialista frutto anche della sua suicida sinergia col postfascista Scalfari.
Ma torniamo ai due attacchi concentrici alla democrazia dell'inizio di questo articolo, il camaleonte Pci-Pds-Ds-Pd ha cavalcato tutti e due gli attacchi, prima ha cavalcato l'attacco alla democrazia partitocratica, dimenticando di essere la prima espressione della partitocrazia, fingendo di dimenticare, così ha eliminato gli altri partiti fondatori della democrazia cavalcando il populismo, poi ha attaccato la democrazia del popolo sovrano, ponendosi come difensore della costituzione, ma a questo punto si era privato del centro, avendolo eliminato prima con tangentopoli e in seguito purgando Renzi e Calenda, in un senso o nell'altro però il Pd non è più credibile, mentre la destra sovranista-conservatrice della Meloni va alla conquista del centro.
Nessun commento:
Posta un commento