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venerdì 20 marzo 2026

Ci lascia Bossi, l'ultimo leader del movimento operaio lombardo

E' morto Umberto Bossi. E' stato l'ultimo grande leader del movimento operaio lombardo, sì perchè il partito comunista italiano ebbe due grandi scissioni che ne hanno segnato la storia e minato l'unità che per decenni era stata difesa con le unghie e con i denti, le ha avute tra gli anni 80 e 90. La prima fu quella della lega lombarda, la seconda fu quella di rifondazione comunista. Il mio sogno giovanile infatti, era stato quello di una alleanza tra rifondazione e la lega, ma questo non fu mai possibile perchè all'interno di rifondazione c'erano anche elementi della estrema sinistra movimentista erede della stagione degli anni 70, e non solo pezzi di Pci, mentre la lega non trovando sponda a sinistra si alleò con Berlusconi. Dopo la temporanea rottura tra Berlusconi e Bossi a metà anni 90 però ci fu un passeggero riavvicinamento tra il carroccio e la sinistra, ma non con gli altri scissionisti del prc, bensì con il partitone, nel frattempo ridenominatosi in maniera ironica democratici di sinistra. L'alleanza tra D'alema e Bossi però non andò in porto, così che il partito padano inaugurò una stagione non più federalista ma secessionista, in beata solitudine, mentre il pds trovò una parziale alleanza proprio con rifondazione. Ma erano proprio le due basi di questi due rispettivi partiti scissionisti a maldegirire il rapporto con la vecchia casa madre trasformista, così che anche rifondazione poi ruppe facendo cadere il governo Prodi. La lega invece riprese l'alleanza con Berlusconi, memorabile la visita in canottiera di Bossi nella villa del magnate milanese, che sanciva la convergenza tra l'imprenditoria lombarda più moderna con la classe operaia di quella regione. Intanto il partitone se la giocò male con tutti e due gli scissionisti, pretendendo una egemonia e una sovranità totale tipica della mentalità leninista di usare gli alleati come utili idioti. 

Inoltre, le divergenze tra Milano e il resto della Lombardia sono sempre state un punto dolente, se poi aggiungiamo che lo stesso Berlusconi era maldigerito da una parte della borghesia  milanese, quella radical-chic, la scomposizione di quello che poteva essere un fronte unito è stata cosa fatta. La regione più produttiva d'Italia si è così divisa e scomposta in tre fronti, i milanesi berlusconiani, i milanesi antiberlusconiani e il resto leghista. E così l'Italia della burocrazia, del vittimismo, della furbizia, dell'immobilismo, delle congreghe, ha prevalso. Berlusconi non è riuscito a completare la sua rivoluzione liberale, Rifondazione si è attorcigliata nelle sue contraddizioni interne, la lega è finita col tentare una carta nazionale con il nuovo segretario Salvini, comunque meritevole nella sua lotta contro l'islamizzazione del paese, ma contradditoria nel suo occhieggiare a Putin, il principale alleato dell'Iran islamico, mentre il partitone è finito in tatticismi politici buoni solo ad occupare gli spazi lasciati vuoti nel bacino elettorale. Infatti prima Renzi ha provato a occupare il vuoto lasciato al centro dal declino di Berlusconi, poi Schlein ha provato ad occupare il vuoto all'estrema sinistra, ma nel frattempo già occupato dal Movimento 5 stelle e e dalla galassia dei partitini, quindi vuoto non era a dire il vero. Perciò in questo se Renzi si è dimostrato un bravo professionista della politica, perchè lo spazio inizialmente c'era, ma poi rioccupato dalla Meloni, la Schlein si è dimostrata una dilettante allo sbaraglio e questo partito vive una crisi d'identità dove non sa se stare col socialismo o col liberalismo.

Ma tornando a Bossi, che ci ha lasciato, possiamo veramente dire che è stato un grande leader della classe operaia lombarda, forse l'ultimo leader comunista, per certi versi, della Lombardia, un mondo che forse non c'è più, o che forse deve reinventarsi, ricomponendo a cominciare quella frattura con il capoluogo, una città che ha sempre fatto dell'accoglienza la sua forza, ma in passato senza farsi soverchiare e stravolgere nella sua stessa identità, oggi?

Ho fin qui bypassato volutamente il tema però stringente del rapporto tra la lega e le inchieste giudiziare, questo partito ben donde cavalcò tangentopoli per fa esplodere il suo consenso, questa fu la leva ma anche la sua rovina a posteriori, perchè chi di giustizialismo ferisce di giustizialismo perisce, la fretta di stravincere creò le precondizioni del suo stratracollo, ma Salvini ha resuscitato questo partito cambiando l'agenda, però snaturandone l'identità conseguendo fratture interne. Il futuro di questa comunità che ha ormai radici storiche profonde, allora potrebbe stare in un ritorno alle origini ma senza buttare a mare quanto di buon fatto da Salvini, un ponte lanciato verso quel sud che vuole crescere, la lotta contro l'islamizzazione, e magari trovando una terza tematica nuova che ad oggi non sappiamo, ma sicuramente ricongiungendo Milano col resto del suo territorio.

venerdì 27 febbraio 2026

Berlusconi ci aveva visto giusto

Silvio Berlusconi passerà alla storia come uno che aveva avuto una visione più ampia e lunga del resto del mondo imprenditoriale italiano. Quando il mondo delle imprese esultava per non dover pagare più le tangenti al Psi e alla Dc, tifando per il pool di mani Pulite, il magnate milanese li metteva in guardia che questo comportava mettere il paese in mano ai comunisti, allorquando i comunisti all'inizio degli anni '90 si presentavano come i nuovi socialdemocratici e liberali di fronte all'establishment, invece aveva ragione Berlusconi, deriso e ridicolizzato come neomaccartista per questo, quando diceva che sempre comunisti erano, ma poi la storia degli ultimi anni gli ha dato ragione. Oggi quel partito postcomunista, purgati i Renzi e i Calenda, è schiacciato sulle posizioni dei neomassimalisti Fratoianni, dei qualunquisti grillini, dell'odio verso l'iniziativa privata, di un antiamericanismo di ritorno. Silvio Berlusconi si è visto che aveva ragione anche quando segnalò che il nemico principale dell'occidente non è la Russia, seppur pericolosa, ma la Cina e i suoi alleati islamici, ma Silvio Berlusconi aveva ragione anche quando capì che l'Italia aveva bisogno di profonde riforme istituzionali e costituzionali, quando spiegò che il vero potere immobilizzante in Italia è nella legge elettorale, nel presidente della repubblica, nella corte costituzionale, nel Consiglio superiore della magistratura dominato dalle correnti politicizzate. Silvio Berlusconi aveva ragione anche quando diceva che la sinistra puntava sull'immigrazione islamica per ribaltare gli equilibri elettorali, in sinergia con una imprenditoria miope che voleva solo salariati a basso costo e ancora oggi in quelle imprese in connubio con lo stato che si vendono all'Iran e al Qatar, prima ancora alla Libia di Gheddafi.

lunedì 29 dicembre 2025

Opposti estremismi, ma con una differenza

Gli estremisti, lo sappiamo, esistono sia a destra che a sinistra, ma con una differenza che è emersa negli ultimi 30 anni, dopo la fine del partito comunista italiano: la sinistra non ha più saputo arginare, tenere a bada, conglobare e confluire i propri estremisti, mentre la destra e i suoi leaders degli ultimi 30 anni lo hanno saputo fare con la propria parte. 

La caduta dell'Unione Sovietica e la trasformazione trasformistica dei partiti comunisti nel mondo occidentale, sezioni prima manifeste e poi cammuffate dell'internazionale comunista, poi dopo la caduta del gigante dai piedi di argilla partiti pseudo riformisti, hanno sancito paradossalmente la fine degli ultimi residui del patto di Yalta, che aveva diviso il mondo in sfere d'influenza comportando un atteggiamento prudente della sinistra anticapitalista e antiliberale in occidente, ma da questo momento è esplosa una sinistra neomassimalista, non accompagnata da una vera sinistra riformista ne' da un partito comunista non avventuriero. La sinistra che si diceva riformista è al contrario sempre apparsa succube dei nuovi estremisti, mentre in realtà è sempre rimasta più o meno consapevolmente leninista o massimalista, ma senza più i limiti del patto di Yalta e di un partito comunista non avventuriero.

Parlavamo di leaders, questi del centrodestra, da Berlusconi a Fini, da Bossi alla Meloni, con qualche ambiguità forse in più Salvini, hanno sempre saputo mettere il cappello alla violenza, quella ideologica e organizzativa prima di tutto, perchè poi quella fisica è facile condannarla a posteriori. Dall'altra parte abbiamo avuto invece un D'Alema che andava a braccetto già 20 anni fa con i leaders di Hezbollah, un Veltroni e tutti gli altri che parlavano di una uscita radicale a sinistra dalla crisi sovietica, non è un caso che oggi abbiamo una Schlein completamente in balìa dei filo-terroristi e dei grillini, senza nemmeno aver studiato alla scuola del partito, ma solo all'autogestione del liceo.

Quella che doveva essere quindi la fine del comunismo e il trionfo del mondo liberale ha invece comportato una rottura di argini in occidente dell'antiliberalismo, un accumulo di forze nella Cina comunista, una ribalta della sinistra terzomondista alleata con l'Islam aggressivo e con una parte del cristianesimo, il quale si era convinto che una volta caduto il sovietismo il nemico principale da abbattere diventava l'occidente laico e liberaldemocratico, poi la crisi del 2008 ha fatto da propulsore economico a tutto questo.

In tutto questo ingarbuglio possiamo dire che però dopo 30 anni i nodi stanno venendo al pettine, la sinistra contemporanea potrà sempre meno nascondersi dietro le sue ipocrisie e i suoi infingimenti, perchè l'estremismo sta esplodendo, la destra deve continuare su un piano di sano conservatorismo democratico in un contesto liberale, non cadendo nelle provocazioni e continuando a tenere a bada i serpeggiamenti al suo interno.

Possiamo dire che le elezioni ancora oggi si vincono al centro, ma la base elettorale di centro non ha una struttura partitico-organizzativa, forse per la natura antiburocratica del mondo liberale, forse per i limiti dei suoi leaders. Per questo la sinistra anticentrista vuole togliere sempre più sovranità al potere politico democratico-nazionale e darlo a poteri sovranazionali, alla magistratura, ai nuovi poteri mediatici.

Ad Maiora


domenica 16 novembre 2025

I perdenti e i vincenti della storia

Il fascismo rivoluzionario è stato sconfitto 75 anni fa, ma molti fascisti anticapitalisti dopo la guerra si sono riciclati nell'antifascismo, il lascito è continuato lì, oggi come ieri odiano gli ebrei, odiano l'America, odiano l'Inghilterra, la perfida Albione come la chiamava Mussolini, odiano i moderati, odiano i riformisti, ammirano l'Islam, detestano il cristianesimo, inoltre in tutta l'area geopolitica mediorentale dopo la guerra l'Unione sovietica aveva raccolto il testimone  della Germania nazista in chiave antiinglese, dall'Iraq alla Siria, alla Palestina, il partito nazionalsocialista iracheno e siriano, il Baath filo-nazista ereditato da Saddam Hussein e Assad, passò sotto l'influenza sovietica, così come i palestinesi che prima sostenevano Hitler, nel frattempo però la Germania si è riunificata e la Francia erede di Petain dopo la caduta dell'Urss hanno provato a reinserirsi nell'area non apprezzando l'intervento americano in Iraq nel 2003, questo ha portato ad una rottura nella Nato, ma inoltre il ritorno della Russia con Putin che vuole restaurare le Repubbliche sovietiche e ha invaso l'Ucraina ha riportato ad un nuovo conflitto parallelo con l'Europa franco-tedesca, sconfessando il nuovo patto Molotov-Ribbentropp, che era aggiornato Merkel-Putin in chiave antiamericana e antianglosassone. A questo punto l'Europa franco-tedesca è completamente isolata, ha rotto con l'America, ha rotto con la Russia, i suoi cittadini non accettano che diventi una colonia cinese quindi ha dovuto per il momento fare marcia indietro anche su questo per non perdere le elezioni, intanto il Qatar si compra il vecchio continente, ma la parte non stupida dell'Europa, l'Italia, inizia a smarcarsi dagli euroburocrati, con cautela certo, ma sapendo bene quali sono i suoi interessi nazionali e chi sono i perdenti della storia, come sempre.

venerdì 19 settembre 2025

L'odio della sinistra per la democrazia

La sinistra italiana è come quei bambini ricchi che portano il pallone ai giardinetti, ma se perdono se ne vanno col pallone. La sinistra infatti è convinta di aver regalato il pallone della democrazia al popolo italiano, ma se perde si offende e glielo vuole togliere, attraverso la magistratura, magari attraverso l'Unione Europea, supportata come sempre dal potere mediatico a reti unificate. Questo virus ora si è diffuso in tutte le sinistre occidentali che negli ultimi anni si sono come sinistro-italianizzate. Il concetto filosofico di egemonia culturale di Gramsci, applicato in forma pratico-burocratica dal togliattismo, ha trovato terreno fertile grazie anche alle strutture economiche internazionali che lo sostengono, dalla Cina ai regimi islamici. In realtà quel pallone democratico di cui parlavamo all'inizio della nostra digressione è frutto della sinergia tra le forze alleate anglo-americane e di quel mondo liberale pre-fascista che c'era già in Italia, il pallone lo hanno portato loro e ricevuto gli altri, mentre i comunisti volevano solo una dittatura filo-sovietica e stalinista, ma poi lo stesso Stalin si è accordato con gli alleati e dopo il patto di Yalta ha abbandonato ogni idea di presa sull'Italia e lasciato così i comunisti italiani a bocca asciutta e costretti a recitare la parte dei democratici. Anche i cattolici sono ambigui, il Vaticano non ha mai amato ne' la democrazia ne' l'unità d'Italia, il Vaticano ha sempre buoni rapporti con gli imperi, meno con le nazioni, troppo democratiche. Di fronte all'ateismo comunista, la chiesa aveva però scelto come male minore l'occidente, ma dagli anni sessanta in poi abbiamo visto un cambiamento di rotta. D'altronde da una parte già Stalin in precedenza aveva aperto ad una strada verso la riconciliazione con la chiesa ortodossa, portata a compimento poi da Putin. La cosa di per sè aveva anche degli aspetti positivi, perchè mitigava il fanatismo ateista, veniva incontro alle opinioni del popolo e si condensava di pragmatismo. Intanto la società italiana si allontanava sempre di più dalla chiesa, ma nel suo discorso "il destino dell'uomo", il leader comunista Togliatti aveva già all'inizio degli anni '60 trovato un punto d'intesa e di raccordo con il Vaticano sulla comune predisposizione alla dittatura e su questo comune terreno iniziò il nuovo percorso di avvicinamento. Sia per i cattolici che per i leninisti infatti i fedeli e il popolo vanno guidati, educati e rieducati, non sono in grado da soli di capire il verbo e quando sono troppo secolarizzati vanno riportati all'ovile anche con metodi dittatoriali. In un certo senso si potrebbe dire che i cattolici stanno al cristianesimo come i leninisti stanno al comunismo e al marxismo. Mentre i comunisti si avvicinavano sempre di più al mondo cattolico e ortodosso, si allontanavano sempre di più dal mondo ebraico. E di conseguenza anche la sinistra, che oggi non si può definire più comunista ma di fatto è un burattino dei comunisti. Fino all'approdo della investitura di Papa Francesco come leader della sinistra mondiale, l'unificazione della sinistra catto-comunista trova il suo culmine nella definizione da parte di Papa Francesco della guerra di Israele contro il terrorismo islamico come genocidio. L'impero sovietico d'altronde, dopo essere stato il principale sponsor della nascita di Israele, lo ha sconfessato in seguito al fatto che gli israeliani avevano rivendicato la loro sovranità nazionale, coerenti con il loro spirito democratico e liberale. Israele è così diventato un paria, dipinto come un avamposto del colonialismo occidentale, il popolo palestinese invece il nuovo Gesù bambino collettivo, fuso con i bambini del terzo mondo. I fiumi di denaro riversati su Gaza negli ultimi decenni è come se non esistessero, la mafia islamica di Hamas una cosa da mettere sotto il tappeto. Tutte le offerte di pace in questi decenni di Israele sulla base due popoli due stati? Respinte prima da Arafat e l'Olp e poi da Hamas, che poi il suo stato comunque lo ha ottenuto, era il territorio di Gaza, da cui Israele si è ritirata unilateralmente negli anni 2000, ma cosa ne ha fatto hamas e i palestinesi, uno stato canaglia e terrorista, base del terrorismo per invadere e annientare Israele con l'appoggio di Iran, Onu e la complicità di ong come Save the children. Viene da chiedersi di cosa parlano le anime candide e belle. Ma una cosa è certa, la sinistra trova il suo unico collante nell'odio verso il nemico comune.

giovedì 8 maggio 2025

L'uso dei bambini, della terra e dei poveri nella propaganda antisemita

La propaganda antiisraeliana e l'odio contemporaneo verso gli ebrei si muove su alcune coordinate molto semplici e perciò molto efficaci, ma che forse non spiegano tutto, vedremo perchè. Le coordinate molto semplici della propaganda sono gli ebrei uccidono i bambini (e le donne) in maniera gratuita e deliberata, rubano la terra ai palestinesi e sono tutti ricchi che perseguitano i poveri palestinesi. Un tipico metodo sovietico di rovesciare sul nemico i suoi temi forti, gli ebrei i cui bambini sono stati deportati dal nazismo, gli ebrei a cui era negato di poter possedere la terra, gli ebrei poveri nel ghetto, ora li si accusa delle stesse cose di cui sono stati vittime per renderli odiosi agli occhi del ventre molle dei benpensanti non riflessivi.

Andiamo con ordine, i palestinesi hanno più volte negli ultimi 75 anni massacrato donne e bambini ebrei, eppure questo non ha generato nessuna empatìa verso gli ebrei, quindi non è questa coordinata propagandista che spiega tutto e a fondo il rinnovato odio antisemita. Anche di terre contese ce ne sono mille nel mondo e nella storia del mondo, eppure solo l'accusa (falsa) agli ebrei di aver rubato la terra ai palestinesi suscita questa indignazione rarefatta e al contempo viscerale. Anche la rappresentazione che gli ebrei sarebbero tutti ricchi e i palestinesi tutti poveri non trova riscontro nello schierarsi in altri conflitti. Quindi tutto ciò rappresenta l'elemento superficiale e ipocrita dell'odio verso gli ebrei, seppur pavlovianamente istintivo. 

Allora perchè tutto questo odio alla sua radice profonda? A mio modo di vedere si coagulano tre elementi, religiosi, storici e uno generazionale-ideologico più recente. Il primo elemento è l'antisemitismo cristiano, potrà sembrare strano, in un mondo che sembra sempre più secolarizzato, ma nel sottopancia di molta gente permane questo odio di matrice religiosa, soprattutto all'interno del cristianesimo ortodosso e in una parte di quello cattolico, meno in quello protestante. Poi c'è quello storico, per la sinistra di derivazione comunista gli israeliani sono quelli che hanno tradito l'Unione Sovietica, dopo che la Russia aveva sostenuto la nascita dello stato ebraico, il quale poi però ha rifiutato di diventare un satellite dell'Urss, diventando invece alleata degli Stati Uniti, uno dei veri peccati originali di Israele, da quel momento dipinto come appendice dell'imperialismo occidentale. Infine c'è l'elemento generazionale, per molti giovani di sinistra che però vogliono ribellarsi alla vecchia sinistra andare contro gli ebrei significa rompere un tabù, dire che i sionisti sono i nuovi nazisti è un modo di scavalcare la vecchia sinistra che si ricollegava al risorgimento ottocentesco, in quella rincorsa all'essere sempre più di sinistra di quelli che c'erano prima, tipica di una certa mentalità ultraprogressista. Quello che era di sinistra ieri ora deve essere bollato come reazionario in una rincorsa alla radicalizzazione perpetua. Questi tre elementi però si mischiano insieme, perchè negli ultimi decenni la chiesa Cattolica è andata sempre più a sinistra, contaminandosi coi comunisti italiani, così come la chiesa ortodossa russa si è contaminata coi sovietici, la sinistra inoltre negli anni si è fatta sempre più troschista che stalinista (Stalin, pur essendo andato poi contro Israele. infatti era comunque quello che aveva liberato i campi di concentramento e sostenuto la fondazione di Israele, il troschismo invece era quello più a sinistra e contro ogni alleanza con la socialdemocrazia), il ribellismo sessantottino generazionale è poi diventato un elemento fondante della sinistra contemporanea. Un appunto in più sulla sinistra, lo stalinismo rompe con Israele dopo l'alleanza iniziale, ma non è terzomondista, è la sinistra terzomondista e cattocomunista che poi annega completamente nell'antisemitismo, infatti Stalin oggi è il capro espiatorio di tutte le malefatte della sinistra per i buonisti, per poter sacralizzare le idee "buone", immutabili ma sempre più radicalizzate.

Quindi c'è un sovrastrato ipocrita, che in maniera unilaterale piagnucola, usandoli, sui bambini, le donne, la terra, i poveri palestinesi, e poi c'è il vero substrato nei tre elementi storico-religiosi-ideologicogenerazionali sopra brevemente descritti. L'antisemitismo cristiano, l'antisemitismo post e semi stalinista ma soprattutto come abbiamo detto, troschista, terzomondista, cattocomunista e sessantottino, poi postsessantottino nell'ultima versione ormai degenerata in uno stato di subprogressismo emotivo, irrazionale e isterico.


domenica 4 maggio 2025

Il problema del fascismo e la pseudoscienza di sinistra

Il vero problema del fascismo non era il nazionalismo, ma il socialismo. Questo movimento aveva infatti una idea dirigista dell'economia, che è già di par suo dittatoriale, un'idea collettivista della patria, nemica dei territori locali, degli individui e della iniziativa privata, ma anche della famiglia, perchè i fanciulli dovevano essere educati dallo stato, come in Unione Sovietica. Tutto diverso dal nazionalismo liberale, conservatore e democratico che costruisce la patria nella libertà, nel rispetto del particolare e del popolo così com'è e non in un popolo immaginario. Anche l'imperialismo del fascismo nasce dall'incapacità del governo e dello stato di risolvere i problemi economici del popolo, data dalla sua idea socialista dell'economia. Questo succede quando lo stato diventa un fine dove tutti devono realizzarsi anzichè un mezzo per favorire l'iniziativa privata. La sinistra pasticciona e banale invece confonde il nazionalismo con il fascismo, con il quale invece ha tante cose in comune, lo statalismo, l'indottrinamento dei bambini e dei giovani, l'antifederalismo, l'odio per i valori occidentali, l'idea della costruzione di una umanità nuova e perfetta. La megalomanìa ingovernabile del globalismo della sinistra, di fronte al suo fallimento, si riduce poi nel cercare un patriottismo "buono", magari continentale, ma sempre ideologico. La storia della sinistra è sempre la stessa, si parte da un'idea, del tutto scollegata dalla realtà, si va al popolo con il nuovo verbo, ma il popolo pragmatico la rifiuta, allora si pretende di farne una scienza elitaria, è stato così col marxismo-leninismo, è così col neoecologismo, ma sempre ideologia e pseudoscienza è.

giovedì 24 aprile 2025

Quando la sinistra comunista non era antifascista

Quando il fascismo nacque il partito comunista d'Italia non si oppose ad esso. l'allora leader Bordiga chiarì fin da subito che per i comunisti i nemici erano i socialdemocratici e i liberali, non i fascisti. Le prime organizzazioni antifasciste erano composte da liberali, repubblicani e anarchici, ai militanti del partito comunista fu invece vietato tassativamente di parteciparvi dalla dirigenza. I comunisti scelsero una via tra l'indifferenza al fascismo e una sua aperta agevolazione, la dittatura mussoliniana infatti avrebbe abolito lo stato liberale, aprendo secondo loro poi la strada alla rivoluzione e alla dittatura del partito del proletariato e non andava ostacolato. Il solo Gramsci si oppose a questa linea, mentre un giovane Togliatti aderì alla politica bordighista. Solo quando Gramsci riprese il controllo del partito si attuò un programma antifascista, seppur come linea politica e tattica intesa al pari di fase intermedia verso la dittatura del partito rivoluzionario. Ma ormai era tardi e fu solo una parentesi. Con la crisi del '29 il comunismo internazionale riadottò una strategia di "disfattismo rivoluzionario" convinto che la fine del capitalismo fosse alle porte, Gramsci era di nuovo totalmente isolato, nel confino in cui era recluso dal regime fascista venne preso persino a sassate dai compagni, ma dopo la fine del fascismo i comunisti ne fecero una icona e un santino, Togliatti fece in modo di appropriarsi dell'antifascismo, ma finchè Hitler non aveva invaso l'Unione Sovietica i comunisti avevano sempre incolpato della guerra i paesi anglosassoni sposando le ragioni della Germania hitleriana. Solo dopo la rottura da parte di Hitler del patto con Stalin i comunisti divennero antifascisti. Ma anche la parte antistalinista del comunismo, quella troschista, aveva sempre considerato l'antifascismo come un compromesso deteriore con la borghesia democratica, rifiutandola in toto, a differenza dello stalinismo che finì con l'accettare questo compromesso per motivi contingenti. L'odio dei troschisti per Togliatti e Stalin non era certo dovuto ai motivi di difesa della libertà, ma al contrario perchè essi erano scesi a compromessi coi liberali e i democratici, loro malgrado però. La schizofrenia e la doppiezza della sinistra contemporanea è figlia di queste scissioni storiche e di queste contraddizioni, oggi la sinistra si presenta come baluardo della democrazia liberale e artefice dell'antifascismo, ma non perde occasione per dimostrare il suo odio per i liberali, le democrazie anglosassoni e il mondo occidentale in generale. Di fatto pretendono di tenere insieme in un unico polpettone tutte le linee di fase del passato.

giovedì 24 ottobre 2024

La sinistra intellettuale combatte gli imprenditori, odia il popolo italiano, disprezza i ceti medi e adora gli immigrati islamico-africani

E' sempre così, è sempre stato così da 100 anni a questa parte, gli intellettuali non sopportano una società che li mette ai margini, che non gli dà potere perchè sempre più incentrata sul commercio e la produzione, allora vanno al popolo per scatenare la rivolta contro commercianti e imprenditori, ma il popolo che fa? All'inizio li segue, poi capisce che seguendoli avranno solo più povertà, miseria e dittatura, allora non li segue più, quindi gli intellettuali capiscono che ci vuole una radicalizzazione, bisogna instaurare una società dove loro comandano e rieducano il popolo che non capisce le loro illuminate intuizioni. Ma come fare? Che fare come diceva Lenin?  Da una parte c'è la svolta violenta, leninista, l'assalto al palazzo d'inverno, oppure dall'altra parte la svolta gramsciana, occupando tanti aspetti del potere non eletto dal popolo capendo che in un regime che diventa sempre più democratico, dove la sovranità è popolare loro di conseguenza non prenderanno mai il potere specificatamente politico, se non a volte come in Italia con una costituzione orientata in un certo modo socialista che limita la sovranità popolare. 

Rimanendo in Italia oggi la grande alleanza è tra la sinistra e il vaticano, che anche esso altrettanto infatti ha perso sempre più il controllo del popolo, allora la loro grande speranza di entrambi è negli immigrati, nella sostituzione etnica, ai loro occhi gli immigrati sono più recettivi, inesperienti rispetto alla storia del 900, più prensili ai loro fumi ideologici e preteschi, ma questo è tutto da vedere in realtà. Ma intanto loro se la giocano tutta su loro per non estinguersi, ma pure sugli studenti indottrinati, sulle donne arrabbiate, sugli occidentali coi sensi di colpa, sulle minoranze sessuali persino, pensa che cosa si inventano questi disperati. Ora però va detta una cosa, ma gli immigrati, gli studenti, le donne, gli occidentali coi sensi di colpa, le minoranze sessuali, davvero si faranno tutti indottrinare, oppure ad un certo punto come fece la classe operaia nel secolo scorso si libererà di questi psicosinistri e andrà in paradiso come Gian Maria Volontè?

martedì 22 ottobre 2024

Tutti vogliono essere vittime di un genocidio, ma tutti odiano gli ebrei

Femminicidio, espressione forte, è un' espressione inventata dalle femministe di estrema sinistra nei primi anni 90 per definire ogni omicidio verso una donna da parte di un singolo uomo. Ma se le parole hanno un senso questo vuol dire che ci sarebbe uno sterminio sistematico di tutte le femmine da parte dei maschi organizzati in generale. Un vero genocidio. Questo è un genocidio. Ma non è così, oggettivamente, per fortuna. Sarebbe orribile. Anche se ovviamente ogni singolo omicidio di una donna è un atto orribile, come verso ogni essere umano, anche se l'omicidio di un uomo verso una donna ci sconvolge a tutti noi di più che gli altri omicidi, e non sarà proprio che ci sconvolge di più per quella cultura del patriarcato, a differenza di quello che dicono le femministe di sinistra? Era proprio il patriarcato, infatti, che oggi non esiste più, a considerare le donne un soggetto debole da non toccare, come i bambini. L'emergere dell'egualitarismo e la fine del patriarcato porta invece molti uomini deboli, vigliacchi, assassini, a considerare le donne e i bambini un obbiettivo come gli altri, in nome dell'eguaglianza, ma anche tante donne vigliacche a uccidere i propri figli. Ma la realtà dice che la stragrande maggioranza degli uomini, soprattutto quelli occidentali, non uccide le donne, anzi le rispetta come deve fare, a volte questi uomini sono costretti a vivere in macchina per pagare gli alimenti alle ex mogli. 

Femminicidio, genocidio di indiani d'America, di palestinesi, tutti vogliono essere vittime di un genocidio, tutti dicono: perchè si parla solo del genocidio degli ebrei, mettendo tutto sullo stesso piano, ma tutti questi se poi vai a vedere odiano gli ebrei. Il ragionamento subdolo è: io non sono vittima di nessun genocidio e mi disturba che gli ebrei siano riconosciuti come le vittime di genocidio dopo quando per millenni gli abbiamo perseguitati impunemente. E allora avanti, gli indiani d'America sono vittime di genocidio! Genocidio? non sono sono stati deportati o sterminati a milioni, erano circa dieci milioni quando arrivarono i bianchi e altrettanti sono ora, molti si sono integrati nella nuova America, altri vivono nelle aree autonome, c'è stato un conflitto, ma nessun genocidio. Esatto, si fa passare qualsiasi conflitto come un genocidio, che è tutt'altra cosa. Allora, un conflitto è un conflitto, con morti da una parte e dall'altra, con vinti e vincitori, un genocidio è un'altra cosa, con morti da una sola parte e inermi, e' così difficile capirlo?

Palestinesi, nessun genocidio neanche loro, spiacente, un conflitto anche qui, con morti da tutte e due le parti e palestinesi armati fino ai denti, con eserciti islamici alle loro spalle che hanno invaso Israele più e più volte, anzi facendo quattro figli a famiglia si sono moltiplicati, altro che genocidio. Propongo una pillola di storia per chi non ha studiato storia, sono i palestinesi che hanno sempre rifiutato la soluzione due popoli due stati proposta invece da sempre da Israele e sempre rifiutato la presenza ebraica in medioriente. Piccolo remind anche per chi non si occupa di geopolitica quotidianamente ma si sveglia solo quando Israele reagisce agli attacchi, uno stato palestinese esiste da 20 anni, quando Israele si è ritirata da Gaza e dai territori giordani, il risultato è stato che i palestinesi hanno votato per Hamas, il cui fine è distruggere israele, come visto il 7 ottobre 2023.

Le femministe di sinistra non dicono nulla prorpio sulla strage di donne ebree del 7 ottobre 2023 da parte dei terroristi palestinesi di Hamas, sui loro cadaveri mutilati portati in trofeo dai militanti islamici tra i civili festanti nelle strade di Gaza, certo poi poveri civili colpiti dalle bombe israeliane, ma perchè usati come scudi umani dai loro capi.

Tutti vogliono giocare agli ebrei perseguitati ma tutti odiano gli ebrei, quelli veri, quelli che veramente hanno subito persecuzioni e genocidio. Certa gente non lo può sopportare. Che noia questi ebrei, ancora questi ebrei, è la coscienza sporca degli europei, che pensano perversamente di lavarsi la coscienza sostenendo i palestinesi, gli afroamericani e gli indiani d'America, indottrinati dalla propaganda russa, vero epicentro dell'antisemitismo mondiale, insieme a Teheran e Instanbul.

Ma perchè? Chi ha studiato la storia sa che l'Unione Sovietica fu inizialmente il primo sostenitore dello stato di Israele e della sua nascita, ma quando Israele non volle diventare uno stato satellite dei russi e reclamò la propria indipendenza, allora i comunisti gli giurarono vendetta e passarono dalla parte degli stati arabi, che durante la seconda guerra mondiale  erano stati invece alleati entusiasti del nazismo, solo allora Israele passò nel campo americano e gli arabi nel campo filosovietico. Ma l'antisemisinistro e il tardonazista non lo sa e oggi tutti e due insieme appassionatamente sostengono Putin, l'Iran, Assad e non dicono una parola sui bambini morti in Siria, in Sudan, in Ucraina, sui mussulmani uiguri perseguitati dal regime cinese..

La buona notizia è che gli arabi in larga misura si sono stufati di fare i bambocci di Mosca, ora solo i fanatici sciiti continuano a farlo, con il beneplacito della sinistra europea, dell'Onu, del Vaticano e non da ultimo della Cina continuando questa inutile guerra agli ebrei, buona solo per stuzzicare il vittimismo dei pecoroni.

venerdì 16 agosto 2024

Come Rifondazione salvò l'Italia dall'eurocastrismo, o almeno ci provò

I paradossi della storia possono essere divertenti e magnifici. Il partito più filo-cubano d'Italia sventò i piani di Prodi e D'alemmah di far diventare l'Italia la Cuba d'Europa. O almeno ci provò. Guidati dal subcomandante Fausto, che in punta di cravatta guidò lo sberleffo situazionista verso quegli opportunisti che come Erdogan volevano portare avanti la storica battaglia antiatlantista ma dall'interno e andando a braccetto con Hamas, dicevamo dall'altra parte questa banda variopinta guidata dal libertario, libertino, pannelliano, il quale però fece l'elogio dei veterocomunisti e si unì ai veterocomunisti trasparenti contro i comunisti cammuffati da liberalsocialdemocratici, per poi tentare l'affondo e la pennellata, il sindacalista figlio di un operaio milanese insomma per dirla tutta preferiva che agli operai fossero pagate le giuste pensioni, mentre Prodi e D'alemmah spacciandosi per dei novelli Togliatti e Amendola pretendevano sacrifici dagli operai per tenere in vita la fiaccola del sol dell'avvenire, che più prosaicamente era il loro potere e intanto passava dalla Russia armi e bagagli per trasferirsi nell'eurocomunismo in versione mix gauche francese e DDR, cioè filoislamismo e austerity inchiavabile. Fanculo il sol dell'Avvenire allora, ritornando alla nostra storia. Pagate le pensioni. Disse Fausto. Purtroppo quell'altro figlio della classe operaia milanese, il buon vero autentico vetero Cossutta, sentì ancora il richiamo della foresta e del sol dell'avvenire, il suo diversamente cadde ancora nella trappola della disciplina di partito, come un altro molto diversamente Terracini era caduto, e tanti altri. Onore ai caduti Cossutta e Terracini, così diversi.. e così simili. Caduti nella trappola. Intanto infatti si scatenava la campagna d'odio degli stalinisti in fase liberalsocialdemocratica contro i "radical-chic" che farebbero il gioco della destra fascista, che poi così fascista non era, anzi, ma vaglielo a spiegare. Storiella comunque tipicamente stalinista. La storia con la S maiuscola ci ha riconsegnato la verità che i radical-chic casomai erano loro, invero. Ma questa è un'altra storia su cui ritorneremo. Nel frattempo la parabola fulmicalcinante di Rifondazione finì nelle mani di una lagna meridionalista del primo gay in Italia che capì che poteva usare la propria omossessualità come fattore di ascesa politica e che non aspettava altro di riunirsi al partitone in mix di sottomissione cossuttiana e finto nuovismo variopinto e dall'altra nelle banalità grigioestremistiche di un Ferrero che era piemontese, ma purtroppo non quello della Nutella.

Piaciuta la storia? Oh mi son dimenticato di fare un parallelismo tra Bertinotti e Di Vittorio. Alla prossima amici, e fanculo il sole e viva la Luna.

lunedì 3 giugno 2024

La sinistra è riuscita nell'impresa di alienarsi tutti i suoi sostenitori storici

La sinistra negli ultimi 30 anni o forse anche prima ha perso tutti i suoi riferimenti sociali e storici. La classe operaia, i ceti popolari in generale, gli ebrei. Se parliamo di classe operaia parliamo di zone geoindustriali, quindi nordItalia, qui gli operai sono passati in larga misura alla Lega Nord nei primi anni novanta. A livello mediopopolare, ceti agricoli, commercianti, Togliatti provò a contenderli alla Democrazia Cristiana nelle sue nuove vie, ma sempre nei primi anni 90 sono passati a Forza Italia. Ma la sinistra è riuscita nel capolavoro di alienarsi anche gli ebrei. E qui ci voleva veramente dell'impegno, ma ce l'ha fatta. 

In compenso la sinistra oggi è il partito dei ceti urbani intellettuali, professionistici, artistici, dei mussulmani, degli studenti ecofanatici e antisemiti, dei dipendenti pubblici, cioè tutti quei ceti che negli anni '30-'40 erano entusiasti sostenitori del nazifascismo, per chi conosce la storia. Veramente un capolavoro. Certo, non era questa l'intenzione di Togliatti quando negli anni '50 aprì le porte del partito comunista al mondo degli intellettuali, dei professionisti, degli studenti e degli artisti, fuoriusciti dal fascismo, ma per un eterogenesi dei fini in questo si è materializzato. Il blocco sociale complesso che doveva così costituirsi, ma che doveva avere a capo la classe operaia, i dirigenti e i militanti del partito, è stato sopprafatto dai nuovi venuti, che però si sono trovati con un pugno di mosche in mano, in uno stato settario e minoritario. Immutato da parte della sinistra è invece rimasto l'odio e i pregiudizi verso il mondo imprenditoriale, il mercato, l'occidente e i suoi valori.

martedì 28 maggio 2024

Tracce di propaganda sovietica nella storia

La propaganda sovietica e comunista in generale ha sempre usato il tema dei diritti civili e dei diritti umani in maniera strumentale e unilaterale, per destabilizzare le società democratico-liberali dell'occidente. Mentre i neri erano ormai usciti dalla schiavitù negli Stati Uniti da più di un secolo e nei primi anni sessanta ottenevano i pieni diritti civili e democratici grazie alla amministrazione Kennedy, con il '68 l'Unione Sovietica alimentò un movimento afroamericano razzista e separatista di odio revanscista antibianco per destabilizzare gli Usa, inoltre quando Israele rifiutò di diventare uno stato satellite dell'Urss, i sovietici presero in mano la bandiera degli islamici nazisti alleati di Hitler durante la seconda guerra mondiale, dentro il contenitore di una retorica "anticolonialista" che fosse aderente agli utili idioti dell'opinione pubblica occidentale di sinistra. 

Tematiche che sembravano consegnate alla storia, come il razzismo e il colonialismo, vennero rinfocolate per alimentare l'odio interno e generazionale tra i giovani occidentali, inoltre si attuò un rovescismo perverso verso gli ebrei, rei di non aderire alla follia comunista internazionale, dipingendoli come nazisti e colonialisti.

lunedì 1 gennaio 2024

Antifascismo sì, ma quale antifascismo?

A me sommessamente e sinceramente ha fatto un po' sorridere l'urlo "viva l'Italia antifascista" lanciato dal loggione della Scala di Milano e narrano i giornali il conseguente applauso del salotto della Milano perbene nella serata del 7 dicembre 2023, rivolto chiaramente contro Ignazio La Russa e Salvini, seduti però vicino a Liliana Segre. Ma quale antifascismo però? Perchè noi sappiamo cos'è il fascismo, è stato dittatura, eliminazione di tutti i partiti, i sindacati e le associazioni, compresa la massoneria, tranne il proprio, è stato alleanza e sottomissione alla Germania nazista, leggi razziali antiebraiche, una cosa bruttissima, ma cos'è oggi l'antifascismo? Se parliamo di antifascismo di sinistra altrochè ugualmente è delegittimazione e volontà di cancellazione di tutti i partiti e le associazioni non di sinistra, sottomissione ad una Germania oggi con la faccia ecoripulita, ma con la stessa volontà di creare nuovi patti Molotov-Ribbentropp e staccarsi dall'Occidente, una sinistra che non condanna i crimini di hamas contro gli ebrei e delegittima Israele.

In che Italia viviamo, i giovani ribellisti degli anni '20 del '900 aderirono al fascismo, i giovani ribellisti degli anni '60-70 al necomunismo postmarxista e terzomondista, oggi i giovani ribellisti all'ecofintopacifismo filopalestinese. Come si può chiaramente evincere c'è una certa qualche continuità, eccome se c'è continuità dal punto di vista totalitario, geopolitico e alla lunga antisemita. Certo poi c'è stato per fortuna un antifascismo anche liberale, uno conservatore, uno riformista, uno monarchico, ma chi lo ricorda oggi nell'Italia del La7, del la Repubblica, del fatto quotidiano e così via, dove l'antifascismo è consentito solo se rosso? Anzi, l'antifascismo liberale, ma anche anarchico, è venuto ben prima di quello comunista. Chi si ricorda che il partito comunista non si definiva antifascista e non considerava il fascismo ai suoi esordi un pericolo, ma anzi un'opportunità per sovvertire lo stato liberale?

Ci troviamo di fronte allora da parte delle nuove generazioni di sinistra ad un continuo rinnegare di facciata gli errori dei padri oppure dall'altra parte emularli radicalizzando competitivamente le loro idee che in realtà in entrambi i casi mantiene un filo di continuità, altresì che bello invece Ignazio la Russa e Liliana Segre fianco a fianco, che non rinnegano nulla delle proprie rispettive storie e si riconciliano nel nome e nella congiunzione del diritto ad esistere di Israele, contro ogni forma di antisemitismo, che sia di destra, di sinistra, cattolico, cristiano ortodosso, perchè il vero antifascismo oggi è nella difesa di Israele e dei valori occidentali, liberaldemocratici, non in un "antifascismo" di parte dove tutto è condannato come fascista se non la si pensa come il gruppettarismo isterico e integralista di sinistra.

sabato 28 ottobre 2023

Le falsità storiche della sinistra cattocomunista

Veniamo da 100 anni di falsità storiche, come che la prima guerra mondiale fosse stata solo frutto di nazionalismi contrapposti uguali e contrari e non ci fosse stata in campo invece la rivolta di indipendentismi nazionali contro gli imperi, a rimorchio le assurdità di Lenin sui nazionalismi equivalenti e imperialisti che poi facevano il gioco della Prussia, e i finti piagnistei del papa sull'assurda carneficina hanno gonfiato la retorica pacifista arrivando a dipingere la seconda guerra mondiale come una risposta del povero impero tedesco sconfitto e umiliato, come se fosse colpa degli anglosassoni. I comunisti col senno di poi in seguito si sono accreditati come i veri antifascisti della prima ora quando non lo erano mai stati, prima equidistanti poi anche alleati col nazismo, poi nel postbellico il terzomondismo ha preso piede come valvola di sfogo da parte delle autocrazie che avevano nazionalizzato le materie prime di quei paesi decolonizzati, il 68 alla stregua si è spacciato come un movimento progressista, il fondamentalismo islamista come una lotta anticolonialista, da sceicchi finti oppressi, la caduta dell'Unione Sovietica come la fine del comunismo e l'inizio una dittatura di un inesistente liberismo, le delocalizzazioni come una apertura succube dell'orgoglioso nazionalcomunismo cinese al mondo liberale. Tutti questi poteri fingono di non avere più il potere, di averlo perso, di essere colonizzati, così possono dirottare il malcontento delle loro popolazioni sui nemici esterni, continuare a mantenere il vero potere dietro un falso ribellismo, dare la colpa agli ebrei, alle patrie democraticoliberali e intanto avanzano, mentre l'Occidente arretra in preda ai sensi di colpa, all'autoecodistruzione. La nazione, la patria, per i nuovi perbenisti e benpensanti dei salotti occidentali è il nuovo paria, mentre i nuovi imperi avanzano, il panarabismo, il panslavismo, l'impero cinese, il bolivarismo, il panafricanesimo, l'europeismo, impongono le loro leggi dall'alto opprimendo i popoli e le singole nazioni in nome dell'antiamericanismo e dell'antisemitismo e di una falsa solidarietà reciproca. Gli Stati Uniti intanto a destra si rinchiudono nell'isolazionismo, a sinistra invece scambiano i sovranismi europei come populismi o neofascismi, ma il buon rapporto instaurato tra Biden e Meloni è però un fattore di speranza e anche dal partito repubblicano può arrivare qualcosa di interessante che sia un compromesso tra la fase neocon e la fase isolazionista trumpista. L'astensione del governo italiano contro la vergognosa risoluzione dell'Onu che rifiuta di condannare Hamas, non rispetta il diritto ad esistere di Israele, è un ottimo segnale.

domenica 16 luglio 2023

Aldo Moro è stato sacrificato per salvare la Democrazia, ma c'erano anche calcoli politici?

Nel 1978 le brigate rosse rapiscono Aldo Moro. Cosa vogliono in cambio? Qual è il riscatto? All'atto pratico la liberazione dei loro detenuti in carcere, all'atto politico il riconoscimento istituzionale in cambio dell'abbandono della lotta armata. Un vero e proprio ricatto. Il Pci sceglie la linea dell'intransigenza, Berlinguer non vuole un concorrente alla sua sinistra in parlamento che possa essere legittimato e togliergli voti, la Dc è logorata al suo interno ma alla fine sceglie di non trattare, il Psi era per trattare, alla fine Aldo Moro viene sacrificato per salvare la democrazia. Ma in base a quale calcolo? Le Br riconvertite come soggetto politico avrebbero potuto prendere la maggioranza nel paese? Apparentemente appare improbabile, al più avrebbero dovuto togliere voti al Pci, e infatti dal 1980 Berlinguer opera un'azione di recupero verso la zona grigia di sostegno alle Br spostando il partito a sinistra ed emarginando Amendola. Un'operazione tipica dei leninisti, prima sconfiggere il nemico interno, poi recuperarne le sue istanze e la sua base. Ma allora era necessario sacrificare Aldo Moro? Se le motivazioni politiche del Pci sono chiare, perchè la Dc lo ha fatto? Perchè non hanno accettato le Br come soggetto politico pur di salvare Aldo Moro? Davvero le Br potevano essere un soggetto in grado di prendere il potere con le elezioni, ma uccidendo Aldo Moro si sono squalificate agli occhi del popolo? Se fosse così cosa si muoveva in parte del mondo cattolico, quale deriva c'era anche in questo ambito prima che le Br si delegittimassero uccidendo il presidente? E quale era la penetrazione nelle istituzioni delle Br? Nelle forze armate, nella burocrazia, nelle università, nella scuola pubblica, nella magistratura, nel mondo della cultura e delle professioni?


Il comunismo rientra dalla finestra in salsa eco

I cambiamenti climatici sono sempre esistiti nella storia del mondo. L'uomo ha sempre saputo affrontarli e superarli, ma oggi c'è chi dice che sono causati dall'industrialismo, quindi sono colpa dell'uomo, magari in particolare quello occidentale, facendo volutamente finta di non vedere che la produzione industriale si è spostata in altre parti del mondo. Questo nasce anche dalla fantasia ideologica che la natura è buona di natura, scusate la ripetizione. Ma anche e sopratutto dalla volontà politica di accusare l'occidente di ogni male del mondo da parte di chi in Occidente non riesce a prendere pienamente il potere politico, ma ne ha assunto il potere mediatico, culturale, nelle articolazioni statali e nelle istituzioni europee e ora anche nel mondo scientifico o pseudo tale. In realtà chi conosce la natura sa che la natura non è buona di per sè. Un mondo di sradicati, disadattati, climatologi dell'ultima ora e rivoluzionari politici espulsi dalla Storia ora ci vuole convincere catastroficamente che siamo alla fine del mondo per imporre la propria dittatura neocomunista.

I comunisti, persa la propria base sociale alla fine del ventesimo secolo e sconfitti dalla Storia, si sono divisi tra chi si è trincerato in un pannello veterocomunista e lodevolmente conservatore della propria storia e invece in quelli che hanno cercato di reintrodurre in occidente il comunismo dalla finestra attraverso il piano dell'ecologia, delle battaglie unilaterali di genere, dell'indottrinamento dei bambini e degli adolescenti, della globalizzazione proCina, dei conflitti generazionali, dell'africanizzazione e islamizzazione, della dittatura linguistica politically correct.

Come dire, buttato fuori dalla porta della storia, il comunismo prova a rientrare dalla finestra ecologista.

lunedì 10 luglio 2023

Ipotesi per una nuova storia d'Italia

Caduto il fascismo, molti hanno notato che tanti ex fascisti sono passati dalla parte dell'antifascismo. La cosa però è stata letta moralisticamente come una forma di opportunismo, un saltare sul carro del vincitore. In realtà si potrebbe leggere come un conflitto interno al fascismo, con una sua corrente trasferitisi surretizziamente all'antifascismo, ma mantenendo la psicologia di una parte del fascismo ed anche le sue idee.

Come dire, dopo la seconda guerra mondiale abbiamo avuto due fascismi che si scontrano, il fascismo movimentista fattosi "sinistra antifascista" principalmente dentro il Pci, ma non solo, contro il fascismo regime fattosi una delle correnti della Dc, ma non solo, mentre gli autentici antifascisti sono rimasti ai margini e nelle minoranze di questi partiti.

Il fascismo movimentista, giacobino, socialistoide ha rotto con il fascismo fattosi regime, impero, nazionalista e va ad ingrossare le fila dell'antifascismo, rivendicando il fascismo delle origini portandolo nell'antifascismo. D'altra parte non dimentichiamo che un politico dalle tempistiche sempre azzeccate come Togliatti proprio a metà degli anni 30 fece il famoso appello ai "fratelli in camicia nera", cogliendo il disagio dei fascisti della prima ora e della gioventù fascista cresciuta nel mito del fascismo della prima ora, cercando di coinvolgerli nella lotta contro il regime in chiave però anticapitalista e antiamericana, senza dimenticare che in precedenza il partito comunista aveva condotto la propria lotta dall'interno invece entrando nei sindacati fascisti, sempre confermando una certa compenetrazione tra fascismo e comunismo, senza nulla togliere alle differenze.

Uno storico come Renzo De Felice fu accusato di riabilitare il fascismo perchè fece una distinzione tra fascismo movimento e fascismo regime, ma in realtà la riabilitazione era in chi la vedeva, in chi proveniva dal fascismo movimento ma voleva accreditarsi come antifascista puro, l'isteria che è la stessa di chi vede oggi il razzismo in chi distingue, ma è suo il razzismo di provenienza.


 

mercoledì 7 giugno 2023

Contronarrazione della storia degli ultimi 75 anni

Per Benedetto Croce il fascismo era una parentesi in una storia d'Italia e di un popolo dalla tradizione cristiana e liberale. Per la sinistra invece gli italiani sono in maggioranza e intrinsecamente fascisti e per questo la democrazia e la sovranità popolare va contenuta dalla costituzione e da entità sovranazionali come l'Unione Europea o da organi non elettivi come la magistratura e la burocrazia statale, per evitare che il popolo cosiddetto fascista prenda il potere. Ma cosa ci dice la storia? 

Il fascismo cade nel 1945, da allora i movimenti neofascisti al responso elettorale non escono mai da nicchie ultraminoritarie, ma all'inizio degli anni '70 basta un banale risultato dell'8% da parte del Msi per scatenare un' isteria "antigolpista" da parte della sinistra comunista, eppure nel 1948 il popolo italiano aveva scelto il campo atlantista moderato contro l'opzione di una dittatura filo-sovietica e contro ogni regressione neofascista dall'altra parte. Togliatti allora contrattaccò all'inizio degli anni '60 cercando di staccare il Vaticano dagli Stati Uniti, proprio ciò sfociò nei movimenti antiamericani cattocomunisti del '68, ma anche per effetto contrario nella emorragia missina dalla Dc, ma un Msi quindi con una forte componente filoUsa e filoIsraele, intanto parte di questi movimenti sessantottini fuoriuscirono dal Pci filosovietico per entrare in orbita filocinese, il delitto Moro crea un cortocircuito e una controisteria dissociativa nella sinistra, perchè le Br erano un movimento autoctono nato nel seno del Pci che però scompaginava le tattiche geopolitiche del Pci, intanto il Psi di Craxi cerca di creare una sinistra riformista e autonoma dai comunisti, che nel frattempo si dimenano in enormi contraddizioni interne un po' tratteggiate qui sopra, poi tangentopoli illude la sinistra comunista di poter prendere il potere, ma ancora una volta nel 1994 gli italiani fanno una scelta di campo anticomunista, ma non per il fascismo ma per la libertà, eppure la sinistra accusa la destra liberale di aver sdoganato la destra fascista, ma poi per ottenere consenso il capo dei neo fascisti Fini deve in realtà abiurare il fascismo, prenderne le distanze, allora in chiave antiBerlusconi diventa perfino un utile idiota della sinistra e un rispettabile conservatore nei salotti perbene di sinistra, ma come si vede un fascista in Italia per allargare il consenso nel campo della destra storica, dei conservatori, dei liberali, deve prendere le distanze dal fascismo, proprio come ha fatto la Meloni, che ancora una volta porta la destra nel campo occidentale contro la Russia postsovietica e fasciocomunista di Putin, dopo le sbandate di Berlusconi, Salvini e di un certo mondo cattolico egemonizzato dai comunisti, disorientando al contempo una sinistra dividendola al suo interno, tra filoputiniani, antiputiniani e ambigui.

In definitiva, c'è una sinistra che sa di essere minoranza nel paese e che da una parte cerca di attrarre a sè il variegato mondo centrista, cattolico, moderato, conservatore, liberale e dall'altra la sinistra radicale, per creare una maggioranza raccogliticcia, ma in nome di cosa? Dello spauracchio inventato fascista, quindi in nome della democrazia e della libertà ci spiega che la sovranità popolare va limitata, perchè s'inventa una maggioranza nel paese di fascisti per giustificare la sua dittatura di leninisti pedagoghi che devono rieducare il popolo. Da una parte denigra il mondo centrista come della sinistra radicale accusandolo di destrismo e fascismo, ma dall'altra lo richiama all'ordine in nome di un inventato pericolo fascista. 

Cosa scompagina il piano? La politica internazionale: quando il centrodestra non sbanda e capisce che deve collocarsi su un piano occidentale atlantico liberaldemocratico (1948, 1994, 2022) trova la maggioranza nel paese, un paese che conosce i suoi interessi e la sua collocazione. Quando invece il centrodestra si mette a cazzeggiare sulla sua collocazione geopolitica e dall'altra la sinistra riesce a convincere i centristi e la sinistra radicale che c'è un pericolo neofascista nel paese, può ottenere una aleatoria maggioranza.


giovedì 30 giugno 2022

Il bipolarismo in Italia non c'entra nulla con quello anglosassone

Veltroni, povero Veltroni, fu accusato di essere un liberale, persino un agente della Cia, uno chissàche che voleva istituire il modello bipolare anglosassone in Italia. In realtà proporre il modello bipolare in Italia ha sempre voluto dire al contrario riproporre il fittizio scontro rossi-neri, uccidendo il centro atlantista e creando una convergenza rossobruna de facto tra presunti nemici che si spartiscono il potere, mettendo nei rispettivi recinti le proprie pecore.

Ecco allora che la stessa accusa era rivolta a Togliatti, comunista tutto d'un pezzo come Veltroni, ma accusato di essere riformista per aver capito che il comunismo si crea con la politica e l'egemonia culturale, non con le armi.

In Italia i comunisti hanno preso il potere senza colpo ferire, le Brigate Rosse quindi erano d'impaccio, rischiavano di creare una reazione popolare contraria, per questo il Partito comunista le osteggiava, non per altro, invece occupando sul piano culturale l'identità liberale, democratica, territoriale, europea, distorcendola a loro uso e consumo, i comunisti hanno preso il potere statale, nella magistratura, nella burocrazia, nella scuola, negli asili, nelle università, nei giornali, su internet, nelle caste professionali, tra gli avvocati, gli architetti, tra i manager etc etc

Allo stesso tempo creando un antagonista "nero" a suo uso e consumo, buono a mobilitare le pecore rosse in chiave anti e mettere in un cul de sac la maggioranza liberale.

Nel frattempo la classe operaia non serviva più, è stata mandata al macero, ma per ingrossare le fila si punta sui gay autoghettizzati, gli immigrati non integrati, le donne frustrate, tutto fa brodo per il proprio potere e il controllo sulla società.