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domenica 22 marzo 2026

Non è un conflitto per interessi economici, è una guerra di civiltà

L'azione congiunta Usa-Israele contro il regime islamico dei Pasdaran ha tutta una serie di obbiettivi. Vediamo quali. L'obbiettivo minimo è colpire e menomare il programma nucleare verso la bomba atomica e l'apparato militare iraniano. Questo dovrebbe portare ad una serie di conseguenze, ma intanto rimane l'obbiettivo minimo, che sta permettendo di rendere innocuo per almeno dieci anni la minaccia degli Ayatollah. La prima conseguenza comunque dovrebbe essere limitare i tentacoli terroristici nell'area mediorientale del regime, cioè Hamas a Gaza, Hezbollah in Libano e gli Houthi. Il secondo obbiettivo è mettere di fronte ad una scelta precisa l'ambiguità dell'Unione Europea, o con l'Iran o con gli Stati Uniti. Diversi analisti in questo senso affermano che l'intervento americano-israeliano sarebbe contro gli interessi economici europei, ma non si capisce proprio perchè comprare petrolio principalmente dall'Iran sarebbe nel nostro interesse e comprarlo dagli americani sarebbe contro il nostro interesse. Dietro gli interessi economici si nascondono in realtà interessi più alti, esistenziali e di ordinamento, che si configurano nella fascinazione verso il mondo islamico da parte delle classi dirigenti europee dagli anni 70 ad oggi e in contemporanea il loro odio verso la società dei consumi di massa, verso l'individualismo di massa, la democratizzazione dei consumi e della libertà individuale, il diritto delle donne di fare quello che vogliono del loro corpo, anche merce e strumento di lavoro se lo vogliono liberamente, la libertà di espressione del proprio io e di parola, il potere del privato e della sua sfera, su tutti i piani, il particolare e le differenze. Tutto questo odio verso queste cose è un collante verso la convergenza in atto tra la sinistra, l'islamismo, l'ecologismo, un certo femminismo subordinato e sottomesso, compostati in un involucro fanatico e totalizzante. 

Vi è anche un odio filosofico verso quello che è la distinzione tra corpo e spirito, base della cultura occidentale, nell'idea invece olistica e orientale della ricerca di un tutto che si tiene. Gli occidentali infatti sono sempre stati materialisti fuori e spiritualisti dentro, gli orientali e gli antioccidentali (compresi ovviamente e in primis gli occidentali che odiano l'occidente) invece sono privi di anima e spirito o lo cercano nel corpo, nella materia, sono spirituali fuori e materialisti dentro, cioè gusci vuoti. Sono macchine senza anima che cercano disperatamente uno spirito nella materia. Le filosofie orientali pretendono di risolvere i problemi esistenziali degli essere umani con l'esercizio fisico, intanto l'orrore per la mercificazione dei corpi, per il consumismo, nasconde in realtà una reale mancanza di spiritualità, l'odio verso l'individualismo nasconde l'odio verso la democrazia effettiva e non orientata dai gruppi, dalla politica e dalle chiese, l'odio aristocratico verso il potere di acquisto delle masse. Un grande capitalista democratico come Ford diceva che il suo obbiettivo era pagare gli operai tanto quanto potessero permettersi di comprare i prodotti che producevano materialmente, il capitalismo miope e cinesizzato di oggi invece porta avanti una politica miope dei bassi salari, che alla lunga sta portando ad un mercato sempre più di nicchia e molto costoso ed a un risorgere dell'anticapitalismo.

Tornando al conflitto epocale in corso, un altro obbiettivo è consolidare gli accordi di Abramo, che stanno isolando l'Iran e la sua minaccia alleando l'occidente e Israele con gli altri paesi islamici della regione, isolando anche ulteriormente l'Europa social-islamica, lanciando un ponte (forse velleitario) verso la Russia, storicamente divisa tra l'autocratismo orientale e l'occidente, dando infine e non da ultimo un monito alla Cina.

Per quanto riguarda gli interessi nazionali italiani, sul piano economico non è la nostra guerra, l'Italia infatti importa in minima parte petrolio dall'Iran, da questo punto di base è perfetto l'atteggiamento di neutralità del governo Meloni, ma su tutti gli altri piani è chiaro che ci si aspetta dal governo una chiara presa di posizione valoriale, contro l'Iran e a favore degli Usa e di Israele, per tutto quello detto prima.

Non ci siamo certo dimenticati di una altro obbiettivo di questa operazione, eliminare tutti i principali dirigenti politici, militari, clericali di questo regime orrendo, creando così le condizioni per una guerra interna al regime per la lotta di successione e sopratutto le condizioni di una rivolta popolare per arrivare alla democrazia e alla libertà o perlomeno ad un cambio di regime che se non la libertà politica dia almeno la libertà nei costumi e nella società, alle donne, ai gay, al popolo persiano, come era già nella Persia degli anni '60.

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