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domenica 2 agosto 2026

Cinici propagandisti illudono gli immigrati di trovare l'eldorado in Europa

Parlando con diversi immigrati negli ultimi anni e chiedendo loro cosa gli avesse spinti a venire in Europa ho avuto sempre la stessa risposta: Qui credevamo di trovare una vita facile, credevamo che gli europei erano tutti ricchi, che appena arrivati avremmo avuto una casa e un lavoro lautamente retribuito e saremmo diventati ricchi in poco tempo. Ma chi gli ha raccontato questa favola cinica e criminale? Le fonti sono diverse. Intanto i governi dei paesi d'origine, corrotti e incapaci di creare sviluppo economico nonostante le enormi risorse di cui dispongono, scaricano così il malcontento dei loro giovani, nati da un boom demografico dovuto al crollo della mortalità infantile, grazie alla medicina e scienza occidentale che si è diffusa in questi paesi, al mancato controllo delle nascite. Ma ci sono altri vettori che lavorano a quella che ormai chiunque dotato di buon senso non chiama più immigrazione, ma vera e propria invasione. In parte il Vaticano di sponda gesuita, che considerato ormai irreversibile l'abbandono dei fedeli europei, punta quindi sulla conversione degli immigrati africani, già educati nelle missioni gesuite in loco. Per un discorso analogo le sinistre europee, convinte ormai di essere una minoranza irreversibile e che sperano di trovare nuovi elettori negli immigrati di seconda generazione. Non da ultimo la fratellanza mussulmana, che punta a islamizzare l'Europa. Si è creata così una convergenza tra il Vaticano gesuita, la fratellanza mussulmana e la sinistra ecologista e anticapitalista, uniti dal nemico comune, l'occidente liberaldemocratico basato su una economia di mercato, la libertà individuale, la sovranità delle nazioni, la libertà di parola e di espressione, la democrazia.

lunedì 1 giugno 2026

Le ideologie politiche, tra surrogato ateo della religione e pseudoscienza

Il secolo ventesimo ha visto l'irrompere delle ideologie politiche, un substrato che ha significato una causa di vita per miliardi di persone nel mondo, esse si sono poste in una sorta di intersezione, da una parte sono state un surrogato della religione, in un momento storico in cui molti perdevano la fede nelle due grandi religioni dell'occidente, il cristianesimo e l'ebraismo, dall'altra sono state una pseudoscienza per molti che non avevano nessuna cultura scientifica, ma avevano bisogno di una parvenza scientifica alla loro nuova fede, in un mondo sempre più pervaso dalla scienza, ma in questo modo sostituendosi con una cattiva scienza che pretende di sostituire la fede. Questo cortocircuito, lo scontro tra la perdita di fede e la mancanza di una vera cultura scientifica, ha creato le ideologie politiche, in particolare il marxismo e tutte le loro derivazioni. A fronte di un conflitto completamente inventato, quello tra scienza e fede, i veri scienziati infatti non si sono mai messi in conflitto con la fede, che invece possono tranquillamente convivere, nasce l'ideologia politica, la propria opinione diventa allora scienza per autodecreto, in quanto tale diventa religione essendo pretesa di verità cristallizzata e immutata. Ma non è ne' scienza ne' religione, è appunto ideologia politica, falsa scienza e surrogato della religione. Della scienza prende la pretesa di verità, senza averla certificata, della religione prende il fanatismo e gli adepti, senza il mistero e il senso della creazione.

domenica 12 aprile 2026

L'esplosione degli esperti di geopolitica, rigorosamente indignati

L'opinione pubblica europea è terrorizzata dai media, scenari apocalittici dei nuovi rivolgimenti in medioriente, tutti si svegliano la mattina e si scoprono esperti di geopolitica, scoppierà la terza guerra mondiale domani mattina e io indosso la faccia preoccupata giusta, ora sanno che esiste un paese chiamato Iran, ma non sanno che prima si chiamava Persia e che dal 1979 c'è un regime che sta destabilizzando il medioriente e non solo, ma la guerra sembra iniziata ieri con l'intervento americano, una mattina mi son svegliato. Israele ora è il colpevole di tutto, ancora con questi ebrei, dicono, accusano l'America di agire solo per interessi economici, come se questo fosse un peccato e non potesse avere anche conseguenze benefiche sulla libertà del popolo persiano, ma sono solo preoccupati dalle ripercussioni economiche della guerra sulle loro tasche, della sorte del popolo persiano oppresso e delle loro donne massacrate dal regime non gliene frega nulla, cosa vogliono pure queste qua, non sono neanche palestinesi, quindi chi se ne frega. Le femministe nostrane pensano solo al patriarcato bianco, occidentale e cristiano, i gay di sinistra se ne fregano dei gay persiani impiccati, ma Trump è cattivo perchè fa solo i suoi interessi, è l'indignazione selettiva, il buonismo arrabbiato, a targhe alterne, condannare da una parte e contestualizzare dall'altra, sono grotteschi, ma sono tanti e pericolosi.

mercoledì 26 novembre 2025

L'ossessione delle persone di sinistra di dire qualcosa di sinistra e progressista

Le persone di sinistra da tempo non ricercano più la verità, non ricercano più quello che è il meglio per la propria patria o nella loro visione megalomane il mondo, per loro è invece importante solo dire qualcosa di sinistra e di progressista. Sono pertanto terrorizzate dal dire o essere accusate di dire qualcosa di reazionario, conservatore, di destra, per non dire fascista, che le possa squalificare dalla nuova buona società perbene. Vivono così nel terrore intimidito, ma come in ogni società totalitaria la vittima è anche carnefice, infatti chi vive in questo stato è poi successivamente il primo inquisitore verso gli altri, pronto a smascherare l'elemento di destra infiltrato più a destra di lui, così muore lui e non io. Il tutto in una rincorsa a sinistra, all'estremo, alla radicalizzazione, alla polarizzazione, questo comporta una coazione a ripetere sempre più meccanicamente a sinistra che genera un conformismo imperante, un chiacchiericcio sloganistico che cementa sempre di più il non-pensiero, che recinta i recinti, che pecoreccia le pecore, che infeltrisce la lana rendendola sempre più recinterata e ruvida, così che mentre vagheggiano di un mondo senza confini che poi a dirla tutta apre le porte ai nuovi imperi, si confinano in una ottusità mentale sempre più fossilizzata e cristallizzata.

sabato 22 novembre 2025

Il razzismo delle femministe di sinistra

La violenza sulle donne è un dramma e un crimine che ancora oggi ci accompagna, la sua condanna dovrebbe essere universale e a 360 gradi, ma purtroppo questo non avviene. I movimenti neofemministi politically oriented si limitano a condannare la violenza degli uomini occidentali, non dicendo una parola o addirittura giustificando la violenza degli uomini mussulmani o di altre etnie sulle loro donne o sulle donne ebree, come visto nell'inaudito pogrom del 7 ottobre 2023. Questo segna una rottura con il femminismo storico, che non aveva patenti politiche e razziali, lottava senza distinzioni, oggi invece assistiamo ad un neofemminismo gerarchicamente subordinato al terzomondismo, all'odio antioccidentale, un femminismo politico e militante che non ci dice altro che queste donne sono solo delle marionette in mano alle vecchie cariatidi maschie del comunismo, dell'islamismo e dell'antiliberalismo di sinistra. Non è più un femminismo che difende tutte le donne, ma un comparto del terzomondismo razzista che odia tutto ciò che rappresenta la storia occidentale, individuando nel maschio, bianco, di origine giudaico-cristiana, il nemico da eliminare.

giovedì 23 ottobre 2025

La comfort zone della zona grigia postbrigatista

Le brigate rosse furono smantellate e sconfitte dalla democrazia italiana, ma quello che non è stato sconfitto è la loro zona grigia di sostegno, che una volta perso il riferimento del comparto militare brigatista, si è adagiata in una comfort zone dove ha potuto prendere gli agi e i vantaggi del sistema liberalcapitalistico democratico, ma allo stesso tempo erodendo il sistema dall'interno facendo il gioco delle potenze ostili all'occidente. Tutto questo in realtà comporta una difesa perenne dello status quo, perchè far colonizzare l'occidente da chi si favorisce vorrebbe dire perdere tutte le libertà dell'occidente e il suo benessere economico che gli dà, far vincere totalmente l'occidente vorrebbe dire sprigionare quelle forze produttive che creerebbero lo sviluppo economico che alla lunga darebbe benefici a tutti togliendo quella base di malcontento che serve alla zona grigia per giustificare la sua presenza. Siamo di fronte al no a tutto, ma ecco spiegato perchè dicono no a tutto. Odiano l'occidente ma hanno paura di un regime comunista tout court, perchè in realtà la decrescita fa paura anche a loro, sono l'ibrido eco, molto cinese, solo che non sanno o fingono di non sapere che la Cina è ancora molto comunista e poco occidentale.

Le brigate rosse godevano di ampio sostegno nella sinistra comunista finchè ammazzavano i socialdemocratici, i liberali e i carabinieri, ma poi tutto cambiò quando rapirono Aldo Moro, perchè il leader democristiano era il più filo-palestinese del governo insieme ad Andreotti, artefice di un accordo coi gruppi terroristici di Arafat e il Fplp passato alla storia come Lodo Moro, per cui si permetteva il traffico di armi sul territorio italiano tramite l'Unione Sovietica per rifornire il terrorismo antisraeliano in cambio di una assenza di attentati sul nostro territorio. Per questo motivo il rapimento di Moro lasciò di sale la zona grigia di sostegno alle br, ma può essere compreso se pensiamo che nelle Br esisteva ancora una componente stalinista proveniente dal Pci che non considerava così dirimente il sostegno ai palestinesi e l'odio verso Israele, perchè era stato Stalin uno dei maggiori sostenitori della nascita dello stato di Israele, perchè sopratutto la Repubblica Cecoslovacca aveva mantenuto buoni rapporti con lo stato ebraico, paese filo-sovietico che aveva accolto diversi partigiani italiani che si erano resi protagonisti di vendette a fine guerra e avevano trovato riparo in questo paese.

In definitiva oggi impera a sinistra quella che potremmo chiamare una zona grigia del postbrigatismo, che si riempie la bocca di parole come pace, inclusione, ma in definitiva non sa bene neanche lei da che parte andare, le può andare bene tenere tutto nell'acqua cheta, che poi corrode più del fuoco, ma di sicuro ricorda anche ai qualunquismo degli anni '40,che era ne' col fascismo ne' coll'antifascismo, ma forse un po' con tutti e due, oggi assistiamo ad una sorta di qualunquismo di estrema sinistra sul piano geopolitico, ben rappresentato dai grillini, che aspetta di vedere chi vince tra Cina e Usa, ma fa più il tifo per la Cina.


martedì 7 ottobre 2025

Pacifisti per il terrorismo

Il 7 ottobre 2023 avviene il peggior pogrom antisemita dopo la seconda guerra mondiale. Donne in cinta sventrate, bambini sgozzati dai terroristi palestinesi. Un rave di pacifisti israeliani assaltato dai palestinesi di Hamas, donne prese in ostaggio ed esibite alla folla festante di Gaza dopo averle stuprate e spezzate le gambe. Un'ora dopo i pacifisti europei sono già in piazza, ma lo sono contro Israele. Non serve dire altro, non c'è niente altro da dire.

venerdì 3 ottobre 2025

Come la sinistra cerca il nuovo martire Carlo Giuliani

Era il 2001, avevo 22 anni, andai a Genova per la manifestazione contro il G8, era il movimento no-global, combattevamo contro la globalizzazione che sfruttava gli operai nei paesi del terzo mondo e in Cina. Ci ribellavamo anche ad una sinistra globalista che rinnegava la sua storia, ma non capivamo che questa sinistra in realtà non rinnegava, ma era piuttosto trasformista, stava solo usando la globalizzazione per rientrare dalla finestra del potere e della storia per riproporre gli stessi errori del passato. Ma non capivamo nemmeno che a sua volta a capo di questo movimento no-global c'era chi stava cercando il martire per accreditarsi proprio dentro questa sinistra trasformista, globalista, ma allo stesso tempo antioccidentale, e spostarla su posizioni più estremiste. Sfondare la zona rossa, per provocare la reazione delle forze dell'ordine, a Genova nel 2001 era così, il copione era questo, ma alla fine, come volevano gli organizzatori, ci fu il morto. Carlo Giuliani, si chiamava. Oggi, rivedo le stesse strumentalizzazioni, le stesse provocazioni verso la polizia, vogliono un altro martire, ma oggi c'è una sinistra che è solo estrema, i riformisti non esistono più, vogliono solo lo scontro per coltivare il proprio recinto, il proprio gregge isterico. 

domenica 28 settembre 2025

Per la sinistra siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale e ora qualcuno è anche meno uguale

Per il relativismo di sinistra tutte le culture e le civiltà sono uguali, ma qualcuna è più uguale delle altre. Infatti, dopo aver bollato come razzista chi definiva la civiltà occidentale superiore alle altre, ora ci spiegano che tutto ciò che non è occidentale è superiore e bisogna cancellare e demonizzare tutto ciò che è occidentale, dalla sua storia ai suoi valori. Questa orwelliana parabola potrebbe comunque essere applicata ad ogni ambito. Per la sinistra quindi tutti gli esseri umani sono uguali ma qualcuno è più uguale dell'altro, tutte le classi sociali sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre, tutte le etnie sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre, tutte le razze sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre, tutti i generi sono uguali ma qualcuno è più uguale degli altri, tutte le generazioni sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre, tutte le religioni sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre, tutte le nazioni sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre. La sinistra infatti cerca di creare conflitti in ogni ambito in nome però, sia chiaro, rigorosamente del paravento della pace, dell'inclusione, dell'uguaglianza, perchè i non-bianchi sono più uguali dei bianchi, le donne sono più uguali dei maschi, l'Islam è più uguale degli ebrei e dei cristiani, i giovani sono più uguali dei vecchi, i poveri sono più uguali dei ricchi, la Cina è più uguale dell'America, quindi la pace, l'inclusione, l'uguaglianza consiste nell'eliminazione del nemico e del diverso che non si mette nella loro linea retta, schematica e manichea. Vogliono perciò creare un deserto parificato e chiamarlo pace, uguaglianza e inclusione. Attenzione però, perchè ora c'è un altro step nell'architettura ideologica surreale, vediamo quale: se una donna non è di sinistra, se un povero non è di sinistra, se un giovane non è di sinistra, se un non-bianco non è di sinistra, se un gay non è di sinistra, se un non-occidentale non è di sinistra, allora qui abbiamo i meno uguali degli altri, quelli che appartengono all'ultima scala, i nuovi lumpen dell'ideologia postmarxista, i nuovi sottoproletari nel campo antropologico e di conseguenza culturale e politico, che per la sinistra non esistono, fa finta che non esistono, e se esistono appartengono all'ultimo gradino del loro razzismo ideologico. La radicalizzazione a cui stiamo assistendo è anche questa, per la sinistra del secolo scorso tutti gli uomini erano uguali ma qualcuno era più uguale dell'altro, ma ora c'è un salto di qualità, o forse di quantità, per la sinistra di questo secolo tutti gli uomini sono uguali, qualcuno però è più uguale degli altri, ma qualcuno adesso è meno uguale degli altri.

giovedì 31 luglio 2025

La perversione morale e l'abisso della sinistra antiebraica

L'uso dei bambini nella propaganda di guerra è da sempre uno strumento orrendamente cinico ad opera di gente senza morale e che trova terreno fertile in una opinione pubblica selettiva e faziosa, pronta di volta in volta a indignarsi o ad essere indifferente a seconda se si parla dei bambini della propria parte o dei bambini della parte avversa. I neonati ebrei sventrati dal ventre delle madri da parte delle belve di Hamas suscitano totale indifferenza nell'opinione pubblica fintopacifista, la notizia diffusa da Hamas di bambini uccisi dall'esercito israeliano suscita la massima indignazione scatenata. Non mi interessa nemmeno qui rimarcare che Hamas usa i bambini come scudi umani mentre i bambini israeliani Hamas li ammazza deliberatamente, di fronte ai bambini bisognerebbe mantenere solo un silenzio rispettoso.

Ma dovremmo fare un passo indietro, quando dagli anni '70 l'immagine ha cominciato a sostituire la parola scritta, fin dai reportage della guerra in Vietnam, quando la foto ha sostituito le ricostruzioni complessive e articolate. La foto quindi, da allora è considerata verità assoluta, la parola scritta sempre meno credibile, ma anche qui a seconda della reputazione di chi scrive. Le immagini invece godono di un impatto sulla sensibilità e l'impulsività delle persone - anche se spesso come detto selettiva - molto forte. Non importa che le immagini possono essere photoshoppate, manipolate, che si possono prendere foto da uno scenario di guerra e far credere che ne riguarda un altro di scenario, come spesso accade, oppure prendere la foto di un bambino malato e far credere che la causa sia la guerra, come ha fatto il Fatto Quotidiano, senza nessun pudore. Ma anche da Siria, Sudan, scenari dimenticati, ma utili per prenderne le foto e dire che sono di Gaza. Succede anche questo nella bestialità di una disinformazione che ricorda gli anni '30 del secolo scorso.

La sinistra inoltre, da quando ha preso a sè il monopolio dell'antifascismo e antinazismo, accusa qualsiasi avversario di genocidio e di essere quindi nazista, lo abbiamo visto contro gli americani, poi contro i serbi, ora senza nessun pudore e cautela contro gli ebrei. E' stato da questo momento rotto un tabù nella nostra civiltà occidentale, e quando si rompe un tabù vince la perversione morale. L'accusa di genocidio rivolta agli ebrei, senza nessuna verifica, accertamento, con una smania e una frenesia senza freni inibitori, ma basata su fonti da Gaza che sono sempre e solo quelle di Hamas e Al Jazeera, la tv satellitare del Qatar, scardina alle sue fondamenta la nostra civiltà, riporta l'occidente nell'abisso dei totalitarismi, nella loro tipica propaganda, liberata dai sensi di colpa e ci riporta nell'Europa degli imperi, anche se per fortuna è solo un sogno da decadenti aristocratici, perchè l'Europa non conta nulla, con buona pace di Macron e Conte.

Ma è anche la grande occasione per una certa borghesia simil-intellettuale di sinistra, col nonno fascista e il padre sessantottino, di chiudere il cerchio, è l'occasione di rimanere a sinistra - che porta sempre vantaggi negli ambienti giusti - ma togliendosi la soddisfazione di chiudere i conti con gli ebrei, con il proprio senso di colpa. Certe persone possono così continuare ad essere di sinistra, ma odiando gli ebrei, possono così continuare ad accusare di nazismo e fascismo chiunque non la pensi come loro e sia diverso da loro, e allo stesso tempo raccogliere l'eredità dei nonni fascisti fatta di antiamericanismo, antisemitismo, immaginaria restaurazione dell'Europa imperialista francese e/o tedesca, filoislamismo invece questo purtroppo molto concreto, fatto di una immigrazione selvaggia e invadente.

Tutto questo non va sottovalutato ma nemmeno soppravalutato, stiamo parlando comunque di minoranze, a patto però che il centro e le destre mantengano la barra dritta e non ne subiscano l'egemonia culturale, però sono minoranze influenti, organizzate, rumorose, violente, pronte a usare tutti i cavilli burocratici, costituzionali, tecnocratici, ma anche di piazza per imporre la loro dittatura contro la volontà popolare. La sinistra è ormai sulla strada della perdizione, sta al centro e alla destra non cadere nella trappola e nella debolezza mantenendo la lucidità senza farsi intimidire dallo squadrismo mediatico e non solo mediatico, ma anche istituzionale e piazzaiolo della sinistra.


mercoledì 18 giugno 2025

Gli interessi economici del qualunquismo pacifista a tutti i costi

La vulgata dice che le guerre si fanno per interessi economici. Non lo so, ma possiamo altresì tranquillamente dire che il pacifismo ha altrettanto forti interessi economici. Quale interesse ha l'Italia, per fare un esempio, infatti, per mantenere buoni rapporti pacifici con un regime sanguinario e feroce come quello della repubblica islamica dell'Iran, se non quelli dell'Eni, l'azienda petrolifera italiana, per dirne uno? Sia chiaro, dal mio punto di vista gli interessi economici non sono il diavolo, sono legittimi, ma perchè non vedere che anche il pacifismo ne ha i suoi e dipingere invece il mondo diviso tra buoni pacifinti e cattivi guerrafondai? Siamo tutti per la pace, ma poi c'è il pacifismo peloso delle anime belle, quelle che fanno finta di non vedere che l'Iran sta costruendo la bomba atomica per sganciarla contro Israele e che non ammettono il diritto di Israele ad esistere e difendersi, quelle che fanno finta di non capire che in guerra ci siamo già anche noi, è iniziata 50 anni fa con l'invasione islamica e il terrorismo. Alla base di tutto c'è la negazione al diritto di esistere di Israele, che per inciso è uno stato democratico, multietnico, multireligioso, dove i gay e le donne vivono liberamente. Siamo allora di fronte ad una ipocrisia putrescente, fraudolenta, marcia, ma anche ad una ignavia codarda di chi ha paura degli islamici ma pensa che se li lasciamo sterminare gli ebrei ci lasceranno in pace a noi, o forse gli va bene che ci impongono la loro legge a casa nostra, contro la libertà, i diritti delle donne, dei gay, degli uomini liberi. Un'altra delle cose più stupide e assurde che si possono sentire è che Trump sarebbe un guerrafondaio. Se Trump potesse starebbe fuori da ogni conflitto, ha fatto di tutto per evitare di partecipare ad ogni guerra ed ogni conflitto, solo gli ignoranti pensano il contrario, basta seguire la politica internazionale ogni giorno e non solo quando ti arriva sull'uscio di casa, ma se vuoi evitare la terza guerra mondiale devi agire anche nel geolocale e questo Trump lo sa, i qualunquisti di sinistra (ma anche purtroppo ancora qualcuno a destra) no o fanno finta di non saperlo, confidando che se gli ebrei vengono sterminati noi poi potremo vivere tranquilli e magari sottomessi alle loro regole, che forse anche a qualche cavallo di troia in occidente piacerebbe.

lunedì 16 giugno 2025

I gay, le donne e gli immigrati si ribellano alla sinistra filoislamica

Per anni la sinistra ha usato le minoranze per fare una somma algebrica contro l'occidente democratico, liberale e capitalista, contro i popoli occidentali. Perchè per la sinistra gli essere umani sono numeri, sono base sociale, sono pedine per continuare a tenere il loro poterino. Ma ora i nodi vengono al pettine, le contraddizioni esplodono, questa sinistra filoislamica, schierata con gli oscurantisti retrogradi che tengono il potere in Iran, schierata con le belve di Hamas in Palestina, che usa il suo popolo come scudi umani e uccide donne e bambini, opprime le donne, i gay, le lesbiche, schiava in ultima analisi del regime comunista cinese, ha gettato la maschera. Sempre più donne, gay, lesbiche, immigrati, si rifiutano di essere strumento della loro perversione ideologica. Vogliono vivere liberi e non essere strumenti di falliti della storia. Negli ultimi venti anni gli islamo-nazi-comunisti hanno provato a spruzzare la loro coda velenosa contro la libertà dei popoli, ma ora hanno le ore contate. Il serpente va ucciso dalla testa, come sta facendo Israele, ma anche dalla coda dei cavalli di troia che si annidano in Occidente. E questo è compito nostro.

venerdì 6 giugno 2025

Per una controffensiva liberale e occidentale

I pacifisti ci dicono che la democrazia non si esporta. Certo, la democrazia forse non si esporterà, però guarda un po' in Italia è andata proprio così, gli angloamericani l'hanno esportata, e inoltre questo non vuol dire che le dittature hanno ragione. Il problema reale però - al di fuori degli slogan di sinistra sulla democrazia che non si esporta - è scegliere i referenti democratici giusti in loco, sul territorio. I terzomondisti ci dicono che in certi paesi in loco non ci sono, che questi popoli vogliono monoliticamente il loro dittatore e questa è la loro cultura, che poi sarebbe da parificare con la cultura liberale e occidentale in nome del multiculturalismo, ma poi per loro la democrazia occidentale va pure abolita. Invece sicuramente sappiamo che per esempio, nello storico-concreto, Obama in Iraq ha scelleratamente dato il potere alle milizie filoiraniane, questo è un po' come se dopo la seconda guerra mondiale gli angloamericani, una volta liberata l'Italia, avessero dato il potere ai comunisti, i quali volevano instaurare un'altra dittatura dopo quella fascista, come hanno fatto gli sciiti in Iraq. In Italia al contrario, come in Giappone e Germania, le truppe alleate scelsero i referenti giusti e in più mantennero gli stivali sul territorio e speriamo continuino a mantenerli, non tirando troppo dalla parte di un isolazionismo emerso negli ultimi anni, che comunque è ampiamente comprensibile visti gli eventi degli ultimi decenni. Negli anni '40 gli angloamericani scelsero di sostenere i Saragat, i De Gasperi, Einaudi, e non per carità Togliatti, questa fu la scelta giusta. Il vero problema allora, care anime belle e non sinceri democratici, non è l'interventismo democratico, ma la scelta dei referenti in loco e una linea coerente. 

Gli schizofrenici liberal-comunisti accusano Trump di essere un guerrafondaio imperialista e allo stesso tempo, pensate, lo accusano di voler abbandonare la Nato e l'Europa. Sono per metà liberali e per metà comunisti, ma le due cose proprio non si conciliano e non comunicano, proprio come nella schizofrenia.

Oggi il nulla cosmico della sinistra globalista ci vorrebbe sottomettere alle autocrazie orientali ed ai fanatismi religiosi - quello ecologista e quello islamico - mentre le nazioni, i confini e la loro sovranità democratico-popolare diventano sempre più la trincea in difesa delle libertà e della democrazia, senza dimenticare la difesa del locale. Allora bisognerebbe costruire una nuova linea del Piave, ma anche una controffensiva culturale contro l'invasione islamica e quella cinese, colpendo i loro cavalli di troia che si annidano tra noi come serpi in seno, favorendo al contrario quell'immigrazione integrata, di chi aiuta i nostri anziani, le nostre famiglie, la nostra produzione e il nostro sviluppo, perchè in primis da par loro aderiscono invece ai valori occidentali. Però la realtà è complessa, ci sono tanti arabi, per esempio gay e lesbiche, che scappano dai paesi islamici e dalle loro persecuzioni, accogliamo anche loro, dimenticati e abbandonati dagli attivisti del gay pride e dai fascisti di sinistra, sempre pronti ad ungere gli imam e le dittature terzomondiste, e respingiamo senza paura di essere tacciati di razzisti chi ci vuole sottomettere e invadere.

Cruciale in questo senso è la difesa di Israele, senza se e senza ma, contro le menzogne e le mistificazioni dei media che dipingono gli ebrei come dei mostri, bisogna stanare i finti equidistanti in questa guerra di civiltà, contro il finto buonismo, contro gli antisemiti cattocomunisti, la difesa dello stato ebraico è ormai diventata la cartina di tornasole tra la civiltà e la barbarie, tra il coraggio e la codardìa. Chi difende Israele oggi è dalla parte giusta della storia, chi in occidente sostiene hamas e i palestinesi è malato e odia sè stesso e nella migliore delle ipotesi non sa neanche di cosa parla, nella peggiore vuole la distruzione dell'occidente e dei suoi valori, oltrechè la distruzione di se stesso. La posta in palio è la libertà, la democrazia, il rispetto dell'individuo e del privato. La sinistra sminuisce e disprezza questi valori dicendo che in occidente ci sono però le disuguaglianze, ma andassero a vedere le disuguaglianze che ci sono fuori dall'occidente, ben più enormi, prima di dare lezioni da maestrine.


martedì 17 dicembre 2024

Un natale di pace

E' un momento difficile per il mondo, per i continenti, per le nazioni, le città e i paesi, ma mi piacerebbe un momento di riflessione, questo blog non lo legge quasi nessuno, ma mi piacerebbe un momento di convivenza, libertà, liberalizzazioni, tregue, almeno per chi mi legge. Qualcuno diceva, una risata vi seppellirà.

sabato 14 dicembre 2024

La vittoria di Trump, due donne ai vertici politici in Italia, la novità Milei, le sfide del 2025

Si chiude un anno difficile, tra le novità la vittoria di Trump che ha ridato voce agli esclusi, ancora una volta la lezione è che il tutti contro uno non funziona, il branco non deve vincere mai, ma ora sarà lui a doversi fare uomo di pace. Non è più tempo di insulti, rancori, opposti estremismi, ora come la Meloni sta facendo è tempo di governare, ma anche in tutti i paesi aprire un dialogo più rispettoso e meno battutista, nell'attesa si formi un nuovo fronte centrista questa volta definitivamente più moderato, nel caso si ritorni ad una radicalizzazione dei due poli. Nel frattempo in Italia per la prima volta sono a capo dei due principali schieramenti due donne, la cosa è passata quasi del tutto inosservata. una grande novità senza precedenti invece. Un'altra novità è stata l'arrivo di un liberale a capo dell'Argentina. E proprio di libertà ci sarà bisogno nel 2025, c'è un deficit di libertà di parola, ovviamente mantenendo il necessario rispetto, ancora di tutte le libertà sessuali, ovviamente proteggendo i bambini, c'è l'inflazione ancora pesante e le guerre nel mondo. Queste le sfide. Nel frattempo buon natale e buone feste.

mercoledì 11 dicembre 2024

Condannare ogni forma di violenza

Il mondo deve essere pronto a condannare ogni forma di violenza, non solo quella fisica, ma anche quella psicologica, spirituale, perchè ognuno deve avere diritto ai suoi spazi, a non essere violato in nessun modo, certamente senza rompere i legami con tutto il resto, mantenendo spazi di condivisione, ma nessuno può essere violato senza la sua volontà. La libertà, se non è anche individuale, non sarà mai piena libertà. L'uguaglianza invece non può mai essere un valore assoluto, in generale l'assolutismo è sempre sbagliato, anche a livello di libertà a dire il vero, ma la vera uguaglianza è nello spazio, e non tanto economica, ognuno ha diritto al proprio spazio di cui è proprietario e dove fare quello che vuole. Per garantire ciò ci vuole una presenza di garanzia, che garantisca la libertà a tutti.

lunedì 2 dicembre 2024

Capitalismo e comunismo insieme distruggono democrazia e libertà

La triade libertà, democrazia e capitalismo ha generato prosperità e crescita in Occidente durante il secondo dopoguerra, poi negli ultimi 30 anni le cose sono cambiate. Una buona parte del capitalismo ha tradito la democrazia e la libertà e si è accordato con i comunisti, questi ultimi infatti dopo la caduta dell'Unione Sovietica trasferivano il loro campo d'azione in Occidente e contemporaneamente il capitalismo trasferiva il suo campo d'azione anche in Oriente di comune accordo reciproco, in quella che abbiamo chiamato globalizzazione, in ambedue i casi però a soccombere erano la democrazia e la libertà.

L'innesto del capitalismo in oriente infatti non portava con sè democrazia e libertà, ma anzi consolidava la dittatura comunista cinese, altresì il ritorno dell'attivismo anticapitalista in occidente dopo la caduta del sistema di Yalta - già logorato negli anni settanta dai movimenti antiisraeliani e dall'integrazione europea filoislamica - portava un ulteriore attacco alla democrazia e alla libertà, perlopiù sottoforma di ecologismo e lotta di genere. 


venerdì 29 novembre 2024

Lo strano destino destino dei figli dei sessantottini e la rivolta dei popoli occidentali

La sinistra sessantottina ha combattuto l'occidente capitalista, democratico e liberale, ma allo stesso tempo ne ha goduto di tutti i benefici, però vuole rifilare ai propri figli la dittatura comunista cinese, uno strano contrappasso, i barricaderors del 68 sono stati politicamente comunisti ma economicamente capitalisti, ma ai loro figli è destinato essere politicamente capitalisti - però in forma falso liberale comunistic politically correct oriented with cancel e woke culture - ed economicamente comunisti. Strange destiny for this generation.

Con la caduta dell'Unione Sovietica i comunisti hanno spostato il loro raggio d'azione in Occidente, facendo leva su un capitalismo non lungimirante, privo di prospettiva che ha puntato tutto sul guadagno immediato abbassando il costo del lavoro delocalizzandolo nella Cina comunista, che ha attratto capitali usandoli a proprio vantaggio, dunque l'accumulo delle forze produttive degli anni 90-2000 ha portato alla controffensiva cino-comunista degli anni dieci, portando dalla sua parte la Russia schizofrenica, creando un mondo sempre più capitalista e comunista allo stesso tempo e sempre meno democratico e liberale al contempo. Ma ora l'occidente liberale e democratico sta rialzando la testa grazie a Trump, Meloni, Milei, che si sono fatti portavoce della rivolta dei popoli e dei ceti medi occidentali contro le elites asservite alla Cina comunista.

lunedì 25 novembre 2024

La parabola di d'alema

Era comunista, con tanto di baffo, anzi baffino, ma poi cadde l'Unione Sovietica, allora dalla sera alla mattina divenne liberale e socialdemocratico, chi invece si ostinava a rimanere comunista negli anni 90-2000 era deriso e ridicolizzato come vetero ed estremista, ma anche ricattato per non fare vincere le cattive destre berlusconiane e "fasciste", ma poi alla fine degli anni 2000 la Cina comunista ha sferrato la sua controffensiva, allora anche baffino è ridiventato anticapitalista e antiliberista, addio occidente, con occhietti verso i grillini a braccetto con Hamas, non solo, si è anche radicalizzato quando a contrastare questa controffensiva sono arrivati i Trump e la Meloni, è diventato persino un partigiano antirenziano, quindi alfine è rimasto un furbo conformista e opportunista, ma è anche sempre stato fanatico ed estremista al contempo.

giovedì 7 novembre 2024

La sinistra antiTrump non ci arriva, ma la "spazzatura" ha cuore, cervello e in democrazia vince sempre

Ebbene no, i giovani americani per fortuna non sono tutti una massa di fanatici ecogretini come ci raccontava estasiata la stampa di sinistra, quella stampa ossessiva che fa la faccia crucciata per le guerre ma che non dice una parola di condanna contro il terrorismo e le dittature - ma perchè per fortuna la maggior parte dei giovani occidentali si tengono lontani dai college okkupati e perciò non inneggiano ad Hamas, ma lavorano e producono oppure studiano veramente, non parlano per slogan e paroline-chiave, nella storia hanno dato la vita per salvare i pusillanimi europei antisemiti, sempre in qualche modo schiavi dei cinesi, dei russi e degli islamisti. Questa è la prima cosa che ci ha detto le elezioni americane, producendo facce da funerale a reti unificate. Credo che facciano dei corsi nei teatri autogestiti della cultura alta e casualmente-rigorosamente di sinistra per fare la faccia di sale e tetra molto triste e un po' stupita, con lacrimuccia assortita, che i popoli occidentali non capiscano le magnifiche sorti progressive della globalizzazione, della rivoluzione green e della immigrazione clandestina. Nel frattempo non solo i giovani ma nemmeno gli afroamericani, i latinoamericani, le donne e i gay, udite udite, non votano tutti a sinistra come li vorrebbero gli editorialisti, manco fossero degli scolaretti allineati al politically correct, anzi, ma pensano con la loro testa, votando per giunta quel pazzo riccastro che gli si era insegnato ad odiare come il loro peggior nemico. E questo ovviamente comporta le crisi isteriche indignados dei benpensanti da salotto e dei manifestanti sbraitanti slogan che non si capacitano di ciò, ohibò, ma come, noi che abbiamo un cervello, un po' bollito a dire il vero, ma insomma li abbiamo fatto la lezioncina a questi garbage, non possiamo accettarlo, mentre gli altri, il popolo, che è sovrano solo se vota come diciamo noi, altrimenti per lorsignori hanno solo lo stomaco, la pancia; quelli - sempre quelli lastricati di nobili intenzioni finite sempre male - che nel tempo si sono riverniciati di rosso, nero, verde, poi arcobaleno, che fanno la faccia triste per le sorti del pianeta, che tra l'altro sta benissimo senza il loro salvifico intervento, ma poi in realtà pensano solo ai loro interessi. Ma sono sempre loro quelli che non ci hanno mai capito nulla dagli anni 70 ad oggi e mai ci capiranno, e più non capiscono più perdono contatto con la realtà, più quindi perdono voti e allora che fanno? Riflettono? No, si radicalizzano, si barricano, fino al grottesco, al surreale, al demenziale, almeno il comunismo del passato nelle sue iatture proponeva sviluppo economico, qualche analisi seria, il nuovo comunismo verde invece offre - oltre a tristezza a palate - catastrofismo, ansia, depressione, insicurezza nelle strade, concorrenza sleale dei comunisti cinesi, inflazione, decrescita, ecodeliri, infine disoccupazione, povertà, penuria, dittatura. I pochi che in questa valle di lacrime trincerata nelle proprie granitiche certezze provano seriamente ad analizzare, vengono messi alla gogna o dileggiati dalla loro stessa parte, accusati di intelligenza col nemico, che deve essere sempre inevitabilmente, razzista, fascista, nazista. Questa è la sinistra AntiTrump, come l'abbiamo brevemente ma densamente tratteggiata, che non si chiede perchè The Donald è così popolare e perchè sfonda oltre le linee di demarcazione di classe, di colore, di origine territoriale, di generazione, di sesso, proprio quelle linee che la sinistra dice a parole di voler abolire perchè loro sarebbero gli inclusivi, i progressisti, gli antidiscriminazione, gli ecosostenibili, e invece cerca di dermarcare sempre di più nella crociata d'odio verso tutto ciò che è maschio, bianco, anglosassone. Questi dicevo sono gli ottusi che non cercano di capire le ragioni degli altri, che dovrebbe essere proprio il compito e prerogativa degli intellettuali e di quelli "intelligenti", capire le ragioni di tutti ma in primis del popolo, soprattutto il tuo popolo, della tua patria, ma quando il conformista posa da intellettuale d'elite anti-uomomedio per avere il lascia passare nella buona società, poi gli arriva la valanga dalle urne, quando il fazioso gruppettaro si spaccia per pensoso riflessivo, ma poi è solo un utile idiota dei nuovi imperialismi d'oriente, ma anche quando sei un alternativo di "destra", sempre in vena di trasversalismi, non capirai mai nulla, allora capirà la realtà sempre meglio il garbage di Trump e lo stomaco, che se Trump nei prossimi anni riuscirà a riempirlo mentre la sinistra lo ha svuotato in questi anni con le sue politiche global-green, ragionerà sempre meglio. A Trump ora il compito di agire con stomaco, cuore e cervello contro chi è solo cervelli avariati in cortocircuito, senza cuori e gli stomaci ben nascosti.