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lunedì 23 marzo 2026

Un voto al referendum sulla giustizia non nel merito, ma per altri ragioni, vediamo quali

La sinistra è riuscita a politicizzare il voto al referendum sulla riforma della giustizia e questa strategia ha pagato. Non ci vuole molto a capire che la maggior parte delle persone che ha votato per il No, lo ha fatto per colpire la Meloni e non nel merito del quesito, esattamente come nel precedente referendum proposto da Renzi. Il sud si è vendicato della Meloni per aver abolito il reddito di cittadinanza, Toscana ed Emilia hanno votato per motivi ideologici, basta che gli dici ci sono i fascisti e loro ti seguono, qualcuno chiamava gli emiliani teste quadre. Il benessere ce l'hanno, ma hanno bisogno dell'ideologia, come cantava Giovanni Lindo Ferretti, un quarto al benessere, un quarto al piacere, un quarto all'ideologia e l'ultimo quarto se li porta tutti via. Lombardia e Veneto invece votano nettamente per la riforma, per il sì, ma con la importantissima eccezione di Milano città (già la provincia è diverso), il centro urbano vota nettamente No, addirittura al 58%. Ma attenzione, con la significativa eccezione del centro storico milanese, che vota sì. Alla fine ha vinto chi ne ha fatto un referendum sulla Meloni, così che chi l'aveva votata è in parte rimasto a casa un po' perchè la Meloni non ha voluto da par sua farne un referendum su di sè e gli oppositori invece si sono tutti mobilitati. Personalmente mi spiace perchè la Premier, non la conosco di persona, ma la vedo come una persona generosa, onesta e una che crede ancora nella nazione Italia ed è questo il punto dolente, seppur nobile. La sinistra infatti vuole abolire l'Italia per entrare nel nuovo impero macroniano europeo o farsi assorbire nella nuova Eurabia, il sud odia l'Italia e ci sta solo se gli danno i soldi, se glieli tolgono vota contro l'Italia. Milano invece è ormai una città globalista di radical-chic, napoletani benestanti che vengono a spadroneggiare e islamici che vengono a comandare, invece il lombardo-veneto lo ha sostenuta, perche è questo è il grande paradosso. Il risorgimento italiano patriottico nasce in Lombardia e in Veneto contro l'impero austriaco per riunire la penisola, ma il resto d'Italia lo ha sempre osteggiato, allora i lombardi e i veneti se vedono una che crede ancora in questo progetto che loro hanno inventato un po' la appoggiano, ma, attenzione, allo stesso tempo non sono più fessi e capiscono che ormai è ora anche di fare i propri interessi. I lombardi dell'800 hanno fatto il risorgimento, ma i loro bisnipoti si sono ricreduti, quindi ora, che fare? Riprovarci ancora con la Meloni o tornare alla Lega delle origini che già aveva capito? Intanto con la loro grande generosità i lombardo-veneti hanno dato ancora un credito alla patriota Meloni, ma forse è l'ultima volta. Spiace per lei ma non per quella Italia di faziosi, rancorosi e fanatici.

mercoledì 4 febbraio 2026

Opposti estremismi che si saldano

Non ci facciamo mancare nulla, non bastava una opposizione estremista che da sinistra strepita contro un immaginario fascismo, mentre fornisce copertura politica, notarile e tribunalizia ai violenti che sfasciano le stazioni e picchiano i poliziotti, loro sì casomai i veri fascisti o comunque squadristi, rivoluzionari ma col deretano parato, ora abbiamo anche l'opposizione che da destra accusa il governo di essere troppo moderato, troppo filo-ucraino, troppo filo-israeliano, trovando sponda in quei altri di là, che poi infatti in politica estera la pensano uguale. Qualcuno non a caso diceva che la geopolitica è l'elemento fondante di un movimento e partito politico, quello che gli dà l'identità principale. Ecco allora la congiuntura saldante, poi all'opera si mettono i professionisti della politica, del palazzo, per fare il lavoro istituzionale, ma speriamo che veramente sia un fuoco di paglia, perchè questa povera Italia ha bisogno di una continuità di governo, che pensi ai reali problemi degli italiani, la sicurezza, l'inflazione, una salda collocazione geopolitica che rispecchi gli interessi nazionali e non gli avventurismi dei Savonarola e dei gioppini di turno. Povera Italia, che non torni a finire in mano agli agitatori del malcontento, ai rivoluzionari nostalgici del novecento, per poi finire guarda caso nell'ennesimo governo tecnico. Non abbiamo bisogno di flotille alla deriva, di caricature di colonelli macchiette, ma di una salda mano che ci faccia correre come un treno.

domenica 8 giugno 2025

Italia, la sinistra non se la fila più nessuno

Siamo in Italia, ma potremmo essere in un qualsiasi altro paese dell'occidente perchè i referendum di oggi lo hanno detto chiaro: La sinistra del filo-cinese e del clientelare Conte, la sinistra degli eco-pacifinti Bonelli e Fratoianni, la sinistra del nulla cosmico da movimento studentesco della Schlein, non se la caga più nessuno. Lo hanno certificato questi referendum dove questa accozzaglia di disperati voleva cancellare le leggi che ha fatto Renzi al governo, obbiettivo fallito, gli italiani evidentemente apprezzano le leggi di Renzi. Lo hanno certificato questi referendum che questa sinistra voleva far diventare anche un referendum sul governo, volevano contarsi e sono rimasti in pochi, poverini. Sono andati a votare in quattro gatti, qualche sessantottino decrepito, qualche cinquantenne esaurito e nulla più. Il governo Meloni per il popolo sovrano, allora, ha l'approvazione della stragrande maggioranza degli italiani e udite udite, il governo Renzi non ha fatto così male, sempre per gli italiani. Così il popolo ha scelto, rivendicando il diritto di ignorare questa pagliacciata. Tutti al mare a divertirci, ed ora godiamoci in poltrona le intemerate delle prefiche offese sul popolo qualunquista e ignorante, sulla crisi della democrazia, godiamoci le crisi isteriche delle maestrine di sinistra, tutto da godere. Pop corn. Piazze piene, urne vuote, spiagge felici.

giovedì 29 maggio 2025

La sicurezza è un diritto dei più deboli, il governo Meloni lo difende coi fatti

Il decreto legge per la sicurezza del governo Meloni, al voto in questi giorni in parlamento, si occupa della difesa dei più deboli, dei più indifesi, di chi soffre. Non entro nel merito della sua efficacia ne' nei dettagli della legge, che vedremo nella sua applicazione e nella sua lettura più approfondita, ma è chiaro l'intento politico e sociale. Difendere i poveri che si vedono occupata la loro casa popolare dai prepotenti e dagli abusivi, difendere gli anziani e gli indifesi, rapinati da persone che poi per il fatto magari di essere madri si vedono scarcerate impunemente, difendere i lavoratori che vanno al lavoro e che si trovano la strada bloccata da perditempo che la occupano violentemente per manifestazioni ideologiche, difendere i poliziotti dai neoterroristi che contrastano violentemente la costruzione di opere pubbliche di interesse nazionale. 

In particolar modo mi sta a cuore la questione delle case popolari, la sinistra pensa di cavarsela pilatescamente parlando di guerra tra poveri, ma da una parte ci sono i poveri che hanno diritto ad una casa popolare, che hanno rispettato le regole, si sono messi in graduatoria, dall'altra invece ci sono solo dei furbi e dei ladri che violano quanto ci sia di più sacro per una persona e la sua libertà, la casa. Ma il vero problema è questa sinistra border-line che sta con un piede nella sovversione e un piede nella legalità, ma alla fine sotto sotto ha tutti e due i piedi nella violenza e nell'illegalità, usando però tutti gli strumenti legali per portare avanti le sue violazioni.

Insomma, questo decreto è una legge che una sinistra degna di questo nome dovrebbe avallare o al massimo emendare per migliorarla, non certo contrastarla con strepiti isterici o peggio ancora coprendo i fanatici che occupano da anni con tracotanza il suolo pubblico, le università, i licei, perfino i convegni culturali e le fiere del libro, luoghi in cui si dovrebbe studiare, dibattere e non starnazzare, tanto meno aggredire. Bisogna condannare sempre tutte le violenze, anche la violenza passiva cosiddetta gandhiana, che a ben vedere è il tipo di sopraffazione peggiore, quella più vigliacca, perchè si nasconde dietro il vittimismo e la retorica gonfia di slogan e piagnistei, che in Italia ha pure goduto finora dell'avallo invece di norme legislative e di una costituzione pensata apposta per sovvertire il sistema democratico dall'interno. Ma ora i tempi stanno cambiando, bene, molto bene.

Era ora che questo governo agisse in questo senso, finora è stato perfetto in politica estera, nonostante certe sottigliezze dell'alleato Tajani che fa di tutto per mettere in difficoltà la premier, ma ora bisogna aiutare la vita concreta delle persone, in primis quelle più indifese, agire sull'insicurezza, che non è affatto percepita, come dicono i tronfi soloni al caldo, ma al contrario reale; in più abbassare le tasse, contrastare il potere dei giudici, della burocrazia e delle sovrintendenze varie e ridare potere al popolo italiano è e rimane una priorità, senza togliere al contempo nulla alla altrettanto giusta posizione atlantista di questo premierato, che non deve cambiare. E non dimenticando la riforma in senso federalista dello stato italiano, altro punto cardine di questo governo, che se ce la farà, cambierà l'Italia in meglio e secondo i reali interessi degli italiani.

Atlantismo, difesa dello stato di Israele e lotta al radicalismo islamico ed a ogni forma di radicalizzazione, sicurezza nelle strade e nelle case, lotta alla burocrazia ed al potere dei burocrati non eletti da nessuno, diminuzione delle tasse, federalismo, questo chiedono gli elettori di centrodestra, cioè la maggioranza degli italiani, bisogna venirgli incontro senza timore delle chiassate di pseudostudenti, attori e comici di serie B, sessantottini rincoglioniti, tecnocrati, media faziosi, piccole ma potenti elites arroganti, disconnesse dalla realtà produttiva e dai bisogni reali della gente.

sabato 10 maggio 2025

Gli haters di sinistra

La sinistra è divisa su tutto, l'unica cosa che li unisce è l'odio. Gli haters di sinistra indirizzano l'odio sul piano personale. E' sempre il leader dello schieramento avversario ad essere il bersaglio, che talvolta può essere anche un leader interno quando qualcuno a sinistra cerca di portare un po' di ragionevolezza pragmatica, allora va accusato di essere un infiltrato, in pieno stile sovietico. Attenzione, il leader avversario prima lo irridono, dipingendolo come un idiota, ma questo accresce i suoi consensi, allora lo demonizzano dipingendolo come un mostro, il nuovo Hitler o Mussolini, ma anche questo accresce i suoi consensi, allora cercano di ammazzarlo, usando qualche pazzo o qualche terrorista, da cui ovviamente prendono immediatamente le distanze perchè loro sono pacifisti e gandhiani, ma intanto il lavoro sporco è fatto. Se nemmeno questo riesce c'è sempre la via giudiziaria, nel frattempo di raggiungere l'obbiettivo e se non lo raggiungono si dipingono come la faccia triste e contrita di una minoranza illuminata, buona, colta, in un mondo brutto e cattivo, anche se sono solo un'associazione di mediocri organizzati, burocrati, tecnocrati rancorosi, con le pecore al seguito, che fanno al contempo leva sul populismo deteriore, l'altra faccia della loro medaglia che nel momento del bisogno viene in loro soccorso dopo aver finto di attaccarli.

lunedì 5 maggio 2025

La sinistra oggi

La sinistra oggi, progressisti che odiano il progresso, democratici che odiano la democrazia e la sovranità popolare, femministe che se ne fregano della condizione delle donne nei paesi islamici, pseudoliberali che odiano la libertà d'espressione e il libero mercato, antinazisti che odiano gli ebrei, multiculturalisti che odiano la cultura occidentale, anticlericali che la pensavano in tutto come il Papa peronista, l'unica cosa in cui sono coerenti è nel loro odio verso il popolo italiano.

Eccoli qui, la loro idea di progresso è tornare all'età della pietra, con le pale eoliche e i pannelli solari facendo vincere la dittatura comunista cinese, la loro idea di democrazia è negare la sovranità del popolo, in nome di un dispotismo illuminato e paternalistico che chiamano Europa, la loro idea di femminismo è nella loro sottomissione al maschilismo islamico, la loro idea di libertà è nel bollare ogni opinione non conformista come razzismo e nell'orientare l'economia in maniera dirigista, il loro multiculturalismo è a senso unico, disprezzando tutto ciò che è occidentale, il loro antifascismo è nell'odio verso il sionismo e verso il popolo ebraico, sostengono poi di essere anticlericali, ma dicono le stesse cose che diceva il Papa Bergoglio, non possono inoltre sopportare come il popolo italiano ha votato democraticamente nel 1948, nel 1994, nel 2008 e nel 2022. Parlano per slogan superficiali e banali ma si si atteggiano a grandi intellettuali, demonizzano gli imprenditori, disprezzano il popolo lavoratore, sono pecore dentro un recinto che si riempiono la bocca di belle parole che ripetono ossessivamente, sono figli di una storia sbagliata che nemmeno conoscono e che ripetono nevroticamente in maniera inconsapevole senza imparare nulla, riverniciandola di colori ibridi, sono pacifisti al servizio delle dittature, omologati in nome della diversità, inclusivi che escludono, globalisti a chilometro zero, nonviolenti che giustificano il terrorismo, antiputiniani che vogliono disarmare gli ucraini, insomma, poi si stupiscono se stanno sulle scatole a tutti?


mercoledì 27 marzo 2024

Perchè Renzi non vuole fare il leader del centrodestra?

Tutti i massicci leaders della sinistra prima acclamati e poi ripudiati dalla sinistra stessa, con tutte le loro diversità tra loro, sono diventati leaders popolari della destra nel corso della storia d'Italia. Destre ovviamente diversissime tra loro, non solo per contenuti, ma anche per epoche storiche. E' stato così per Mussolini, leader socialista massimalista che colse le ragioni dei reduci della prima guerra mondiale, umiliati e derisi dalla sinistra pacifista e dal Vaticano, per creare il suo movimento, è stato così con Berlusconi, leader craxiano socialista riformista demonizzato dalla sinistra moralista berlingueriana, che ha saputo unire la destra e la sinistra liberale; è stato così per Salvini, comunista ripudiato dalla sinistra radicale immigrazionista che invece ha saputo capire le ragioni dell'elettorato popolare di sinistra contro una immigrazione selvaggia, manodopera a basso costo e islamica, ma perchè Renzi non ha voluto fare altrettanto? Leader liberalriformista ripudiato dal revanscismo restauratore comunista pseudoriformista, poteva diventare leader del centrodestra neoliberale, invece va con la Bonino? Perchè?

martedì 20 febbraio 2024

Il Pd è okkupato

L'attuale linea politica del Pd è la stessa di Rifondazione e dei centri sociali di 20 anni fa. Praticamente il Pd è okkupato, mentre il mondo va avanti e da un'altra parte. E' una sorta di legge del contrappasso. Per anni i pidiessini definivano i compagni di Rifondazione come anacronistici, vetero, dinosauri, e ora si ritrovano a dire le stesse cose dei "rifondaroli", come li chiamavano, 20 anni dopo. Intanto chi era in Rifondazione e nei centri sociali 20 anni fa oggi vive nel ventunesimo secolo. Io i pidiessini regrediti a centrosocialeschi con 20 anni di ritardo li chiamo progressisti in stato di regressione. Ma dire certe cose e portare avanti certe idee 20 anni fa era comunque anticonformistico nel mondo di allora, ma farlo oggi è invece il nuovo perbenismo politically correct. 

Negli anni 90-2000 essere comunista era una forma di nobile conservatorismo, di fronte all'opportunismo dei comunisti del Pds che si spacciavano per liberali, alla ritirata strategica che un po' era stata anche quella delle brigate rosse, invece rifondazione era un creativo e originale binomio tra Cossutta e Bertinotti, due personaggi diversissimi tra loro ma uniti dalla originalità, dal non voler omologarsi nel mondo global-cinesizzato, poi ci fu la rottura tra i due, Cossutta fu richiamato all'ordine per non far "vincere la destra", che per lui vecchio partigiano era il fascismo e invece nella realtà era la goliardica brigata liberale di Berlusconi, Bertinotti invece al momento non ci cascò, ma poi finì col cascarci anche lui nel 2008 attratto dall'arcobalenato Vendola.

Così Rifondazione scomparve di fatto, ed anche i comunisti italiani di Diliberto, il Pds di D'alema ebbe in questo modo alla sua sinistra non più uno spirito critico con cui confrontarsi ma le volgari macchiette grilline, con cui ora la Schlein fa comunella. Nell'intermezzo degli anni dieci Renzi ha provato invece a portare alle coerenti conseguenze il periodo "riformista" della sinistra anni 90-2000, cercando di creare un partito liberaldemocratico, ma era evidente che quella per la sinistra era solo una ritirata strategica opportunistica, la sinistra è nel suo Dna antiliberale. Renzi è così stato espulso come un appestato ed oggi, per ritornare al nostro excursus, il Pd è Okkupato. Ma tenetevi pronti, ora D'alema e soci sono pronti ad una nuova fase pseudoriformista, ci scommetto. Cambiano le linee ma quello che rimane immutato è il loro potere. I veri "democristiani" sono loro, altro che Renzi e Andreotti.

sabato 14 ottobre 2023

Il bipolarismo italiano, non c'entra nulla con quello anglosassone

Nel 1993, decapitato il centrosinistra italiano, composto in larga parte da Dci e Psi, ma anche da altri partiti repubblicani minori, ma non meno importanti, giusto per dare un significato meno clericale di quello che molti pensano, la sinistra comunista all'inizio degli anni '90 si trovava di fronte ad un bivio. Eccolo: Veltroni proponeva di creare un bipolarismo, spacciato di stampo occidentale, ma che nella versione italiana consisteva nel conglobare il centro e la sinistra radicale nel partito unitario della sinistra, ma di matrice comunista, la famosa vocazione maggioritaria che di contro consisteva nel legittimare la destra, ma relegandola ai postfascisti in un clima di falsa riconciliazione. Per D'alema invece gli italiani sono in maggioranza nel loro Dna di destra, senza fare distinzioni tra fascisti e liberali, quindi l'idea era di compattare la sinistra con la sinistra radicale, portando a sè un pezzetto del centro in maniera scomposta in nome del pericolo neofascista, ma solo come portatori d'acqua, così come doveva portare di fatto l'acqua anche la sinistra radicale, seppur in un rapporto maggiormente privilegiato rispetto al centro. Nella pratica elettorale si traduceva nel rimanere all'opposizione, ma mantenendo il controllo dello Stato, dalla magistratura, alle forze armate alla istruzione e così via, condizionando l'esecutivo e il legislativo di fatto neutralizzandolo in una palude perpetua, oppure dall'altra parte come detto c'era il tentare la chiave veltroniana maggioritaria, coinvolgendo fattivamente tutto il centro dandogli magari quel minimo di sovranità decisionale, ma dando meno potere alla sinistra radicale.

La versione Veltroni non teneva conto del fattore Berlusconi, che ha scompaginando lo schema, facendo capire a molti elettori centristi che quello era sempre il vecchio partito comunista cammuffato. D'alema invece si è dimostrato un uomo per tutte le stagioni, che ancora tiene le redini della sinistra, finchè tiene le redini delle cinghie di trasmissione del vecchio Pci, il sindacato, la magistratura o almeno parte di essa, l'istruzione, la sanità, il mondo delle arti e delle professioni e così via, e finchè la destra non abbandona ogni reminiscenza fascista. Infatti nel frattempo Berlusconi ha abbandonato la rivoluzione liberale perdendosi nell'amicizia con Putin, per motivi ancora da indagare, Salvini ha fatto altrettanto, la sinistra ha ipocritamente potuto cavalcare queste sbandate antioccidentali della destra, pur essendo anche lei ovviamente ancora legata in larga parte ad una politica antioccidentale. L'Italia è così diventato un paese inaffidabile a livello Nato. Renzi però si è creato uno spazio in quel frattempo, mentre il centrodestra declinava poteva proporsi come un veltroni meno compromesso col passato comunista di fronte all'elettorato moderato.

La soluzione per sconfiggere la sinistra D'alemiana, ma anche il mellifluo maquillage veltroniano era però che TUTTO il centro si allei con la destra, che a sua volta però deve liberarsi di ogni tendenza fascista, antioccidentale, ma anche e sopratutto paraculocomunista nel caso di Salvini. D'altra parte chi conosce la storia sa che il fascismo era qualcosa di paracomunista a sua volta. 

Alla Meloni quindi l'onere e l'onore di costruire una destra defascistizzata e quindi decomunistizzata, come Fini stava già costruendo, svelando al contempo la truffa del comunismo cammuffato da centrosinistra, ma anche di quel pezzo di centrodestra per fortuna minoritario ancora ancorato al fascismo antisemita. Ne sarà alla altezza? E' la sua grande sfida. Mentre Renzi non ha voluto spostare l'asse sul  centrodestra, illudendosi che esistesse in Italia una sinistra riformista che in realtà non esiste. Ma questo è un altro discorso da approfondire. 

A proposito di retorica bipolare, il sistema anglossassone è da sempre tripolare, laburisti, centro liberale e conservatori. In America ci sono invece due partiti fondamentalmente, ma decisamente variegati al loro interno, con un sistema di primarie che può sconvolgere ogni pronostico nell'identità del partito.

A mio modesto modo di vedere c'è una idea elitaria in Italia che il potere del popolo deve essere limitato, attraverso la retorica costituzionalista, perchè la sua opinione è razzista, fascistoide, qualunquista anche se poi la sinistra elitaria con un movimento qualunquista come i cinque stelle ci ha sguazzato, quindi è più il fastidio della borghesia intellettuale, artistica e professionale verso un popolo che ha senso della famiglia, della piccola impresa, dei valori occidentali, che ha un sano individualismo all'americana, vuole la limitazione del potere dello Stato e delle imprese di Stato, anticomunismo ma anche odio per il centralismo fascista, rispetto per la propria tradizione cattolica superandola in un individualismo di massa, e pure senza nessuna cancel culture, ma allo stesso tempo nessuna dipendenza dalle derive terzomondiste del cattolicesimo, d'altronde un paese che ha inventato le banche, il commercio, divisissimo a livello comunale e regionale e territoriale, ma che potrebbe trovare un compromesso con una giusta politica fiscale, che non penalizzi le regioni virtuose e spinga le regioni arretrate ad uscire dall'atavico assistenzialismo. L'Europa francotedesca, in tutto questo, non è la soluzione, ma il problema.



martedì 29 agosto 2023

La deriva di estrema sinistra degli pseudoriformisti

La deriva estremista e grillina degli pseudoriformisti provenienti dall'area Pds ha qualcosa davvero di curioso. Etichettavano proprio come estremista chi negli anni 90-2000 ha osato rimanere comunista, che  certo non era estremismo, ma casomai un sano conservatorismo, perchè questo voleva dire essere comunisti in quei anni, non certo un' emulazione dell'extraparlamentarismo anni 70, ma un orgoglioso veterocomunismo, una difesa di una storia passata e antica contro il nuovismo e il trasformismo, un veterocomunismo unitosi poi in maniera contradditoria e burlesque con le creative provocazioni dandy bertinottiane. Un matrimonio quest'ultimo che non funzionò ma che avrebbe potuto creare qualcosa di speciale. E invece ora eccoli lì i finti riformisti di sopra, Renzi li ha spiazzati e li ha spinti in preda alle convulsioni manichee agitandosi per voler apparire i nuovi partigiani radicalmente contro tutto ciò che non solo è destra, ma anche è solo ragionevole buon senso, intrisi di un odio verso il ceto medio, di un disprezzo inorridito paternalistico per il popolo, demonizzando anche gli imprenditori, compattamente uniti in quel ceto di intellettuali organici a se stessi e alle proprie cricche, di professionisti frustrati dalla concorrenza dei parvenu, di artisti conformisti e raccomandati terrorizzati da ogni cambio di corso politico, tremebondi nella paura di perdere il proprio poterino.

domenica 20 agosto 2023

La sinistra è sempre più inquietante - Ora siamo tutti diversi, ma qualcuno è più diverso degli altri

La deriva estremista della sinistra, non solo italiana, ma in tutto l'occidente, è sempre più inquietante. La segretaria del Pd sembra uscita ieri dal liceo e parla solo per slogan, trasudando un fanatismo completamente succube dei grillini. Il giornale di riferimento La Repubblica, ormai è solo quotidianamente all'ossessiva caccia di casi di sessismo, omofobia, islamofobia completamente inventati e di un presunto estremismo di una destra che invece al contrario dà sempre più prove di moderazione e rispetto per le istituzioni democratiche. Abbandonato il conflitto capitale-lavoro, la sinistra è alla ricerca di nuovi motivi di conflitto e divisione, ora a livello di genere, sessuale, generazionale, etnico, non potendo accettare che dopo 12 anni la destra è tornata al potere. Ma non solo, anche il disagio psichico dilagante viene strumentalizzato pur di rinfocolare rancori e contrapposizioni sterili nel paese. Si arriva ormai persino a difendere l'oppressione dell'Islam verso la donna con la complicità di pseudofemministe disagiate schiave del terzomondismo, pur di creare "casi" e frizioni nella società.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, nonostante questo governo dopo quasi un anno non abbia fatto granchè, corroso com'è dalle divisioni interne, la sua popolarità aumenta anzichè diminuire, e proprio grazie a questa opposizione isterica e faziosa, che mostra sempre di più il suo odio elitario verso la democrazia e il popolo italiano. Ma anche per via del suo contorsionismo: non ha infatti una posizione chiara sulla guerra Russia-Ucraina, in generale non ha una chiara collocazione geopolitica (ma neanche la destra italiana ce l'ha a dire il vero); arriva contraddittoriamente ad accusare il governo dell'aumento degli sbarchi di clandestini in Sicilia, ma come, non dicevano che bisognava importare un miliardo di africani in Europa? Continua a fregarsene di temi come la sicurezza e la microcriminalità, deridendo l'ansia e la paura degli italiani su questi temi, creando invece artatamente ansia e catastrofismo sui temi ambientali, accusando inquisitoriamente di negazionismo, appellativo infamante, chiunque sollevi dubbi. 

Ma quello che fa forse più impressione e paura è l'approccio verso la storia di questa sinistra. Un tempo la sinistra si era strutturata in una filosofia della storia, seppur avendo sempre strumentalizzato e manipolato la storia per i propri fini politici, oggi ha una visione completamente antistorica, astrattamente moralistica e linearmente schematica, capace solo di condannare 200 anni di sviluppo del mondo occidentale tout court, di millenni di civiltà occidentale, senza nessuna dialettica, abbassandosi ad una cancel culture, ad una gender ideology ed un politically correct da falsi ribelli quindicenni. Il tutto ovviamente corrobato da menose pose da avanguardisti di un ennesimo nuovo progresso e di una presunta nuova modernità, che altro non è che un nuovo totalitarismo, come sempre intimamente tribale e settario.

Non da ultimo in questa regressione c'è il nascondere il proprio vuoto di argomenti non solo con gli slogan e le etichette da appiccicare a chiunque non la pensi come loro (razzisti, fascisti, reazionari, omofobi, sessisti, islamofobi, e via cantando), ma anche con una neoretorica perbenista fatta di un abuso di paroloni quali, li conosciamo ormai, inclusività, equità, ma anche paradossalmente diversità, poi sostenibilità etc etc

Sembra ironico ma sono tutte parole che finiscono per -tà. E' come se il vuoto di argomenti e contenuti venisse coperto da un retorico e martellante battere su un tamburo, -tà-tà-tà-tà. I grillini urlavano solo onestà, ora la sinistra alla Schlein aggiunge qualche variante multicolorata all'ossessività degli slogan manichei. Il multiculturalismo è perciò in realtà una monoideologia manicheo-multicolorata che non tollera tutto ciò che rappresenta l'esperienza giudaico-cristiana, liberale, democratica, patriottica, occidentale, ma allora in cosa consiste il multiculturalismo e la diversità? Alla fine cosa rimane? Neocomunismo, fintopacifismo a senso unico, islamismo, cattocomunismo, falso liberalismo da salotto sottomesso all'estrema sinistra, rossobrunismo, tutto al servizio del regime comunista cinese.

D'altra parte abbiamo visto già più volte su questo blog come il tentativo di coniugare equità con diversità si traduce da un lato in un egualitarismo assoluto ed economico, che si rivolge soprattutto contro i ceti medi e dall'altro lato in determinate e specifiche diversità, non certo tutte, ma solo quelle che corrispondono agli islamici rancorosi, i gay, ma solo esclusivamente se di sinistra, le donne solo se odiano gli uomini, insomma, parafrasando Orwell: siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri, ma ora siamo anche tutti diversi, ma qualcuno è più diverso degli altri.


lunedì 7 agosto 2023

Serve una destra vera e autonoma dalla sinistra, serve una controffensiva liberale

L'Italia ha bisogno di una destra, ma una destra vera, non di costole della sinistra come sono state il fascismo e il leghismo, ma una destra non egemonizzata dalla sinistra cattocomunista, quindi liberale, democratica, riformista, ma consapevole che esiste un falso riformismo fatto di leninisti in ritirata strategica che occupano lo spazio dei riformisti, serve una vera destra che sappia conservare quello che c'è da conservare e innovare quello che c'è da innovare, che abbia rispetto della storia rifiutando totalmente la cancel culture come il politically correct e dall'altra parte anche la demagogia di "destra" che alla fine è solo una variante della sinistra. Ci vuole qualcosa di profondamente antiecologista e antiambientalista, che rimetta l'individuo al centro, contro il neocollettivismo che riduce l'individuo ai suoi gusti sessuali, all'identità di genere o generazionale e al neoterzomondismo razzista alla rovescia, all'ecologismo che fa dell'individuo un ospite organico e indesiderato del pianeta.

Serve una controffensiva liberale sul concetto di individuo e di persona, contro il narcisismo-conformismo imperante della sinistra, contro l'uniformazione globalizzante, bisogna ridare all'individuo i suoi spazi e il suo rapporto col territorio, la patria, rispetto ad un individuo globalizzato, classista, di genere, di generazione, di ecoambiente.

Non abbiamo bisogno di liberali innamorati di Gorbaciov e Putin, non abbiamo bisogno di leghisti che scimmiottano il Pci degli anni 50, non abbiamo bisogno di liberali innamorati dello sciovinismo gaullista antiNato francese, non abbiamo bisogno del nuovo patto Molotov-Ribbentrop, non abbiamo bisogno di ecomalati, abbiamo bisogno di una vera destra liberale italiana.

venerdì 10 febbraio 2023

Per un giudice non è reato definire una sconfitta alle elezioni peggio di un crimine nazista

Lo chef Vissani ha paragonato Renzi a Hitler perchè Renzi ha perso le elezioni nel 2018, cosa per cui secondo lui ha fatto più danni di Hitler. Per lo chef Vissani il Pd che perde le elezioni sono un danno peggiore di milioni di morti. Renzi lo ha quelerato ma un giudice noto per le sue posizioni vicino ai No Vax ha assolto lo chef definendo ciò critica politica. In realtà l'insulto e la diffamazione non è a Renzi, ma ai milioni di morti e a tutte le persone che hanno sofferto per il nazismo, questo è sfuggito al giudice, ma non alle persone sane di mente. Un motivo in più per non credere nella giustizia italiana, ma anche nei media perchè quando Renzi ribalterà la causa in appello non lo riporteranno.



sabato 15 ottobre 2022

Analisi del voto del 25 settembre 2022

Le elezioni italiane del 25 settembre hanno più o meno confermato le previsioni dei sondaggi. Questo perchè il solito 15% di indecisi che nelle passate edizioni "sfalsava" i pronostici alla fine ha scelto di rimanere indeciso e non è andato a votare. Ma chi rimane a casa ha sempre torto, anche se non è un crimine ed è legittimo non recarsi alle urne. 

La vittoria della Meloni è netta, ma non va oltre le aspettative. Il Pd prende la stessa percentuale della volta scorsa, ma con un numero di votanti effettivi nettamente inferiore. Chi accusa Renzi di aver affossato il partito, anche se in precedenza lo aveva portato al 40% e al massimo prestigio internazionale, dovrebbe farsi qualche domanda, che ovviamente non si farà. Al terzo posto troviamo il voto di scambio dei cinque stelle, circa quattro milioni di voti che corrispondono alla platea del reddito di cittadinanza più i familiari. Quarto posto circa a parimerito per Forza Italia, Lega e Terzo Polo, con più o meno due milioni e mezzo di voti, intorno all'8%. Il resto sono briciole, ma con quelle riesce ad entrare in parlamento la sinistra rossoverde di Fratoianni e Bonelli col 3,5%. Sotto il 3% invece +Europa che ricopre di insulti Calenda, l'hanno presa bene. Tra i partitini interessante il derby in pareggio tra rifondazione comunista più De Magistris da una parte e il partito sovranista-comunista di Rizzo con poco più dell'1% cento a testa.

A livello di coalizioni il centrodestra è al 45%, ma sta già litigando, la sinistra si ferma al 26%, I cinque stelle sono al 15%, Renzi-Calenda all'8%.

L'elettorato al momento si scompone in cinque parti: Una parte che voterà a sinistra sempre e comunque, una parte che voterà a destra sempre e comunque, una parte fluida e mobile disposta a spostarsi, una parte clientelare, e infine il nuovo presidio liberale centrista e atlantista del terzo polo.

A livello territoriale il movimento 5 stelle è sempre più la nuova lega Sud, con picchi del 40% a Napoli e 30 a Palermo e praticamente inesistente a Milano. Viceversa Calenda e Renzi fanno il miglior risultato a Milano e vanno poco al Sud. Le regioni rosse sono sempre meno rosse, ma anche questo già si sapeva.

mercoledì 10 agosto 2022

il paradosso del centro, della destra e della sinistra italiana

Gli editorialisti d'alemiani lo hanno già definito un matrimonio di convenienza. Stiamo parlando del nuovo polo di centro Renzi-Calenda-Pizzarotti. In realtà ciò appare quanto di più omogeneo sul piano delle relazioni internazionali, dell'identità politica, e della cultura storico-contemporanea che si veda nel panorama italiano. Atlantismo, liberalismo, idee economiche e radici storiche coincidono per l'appunto in questa nuova realtà. Certo, lo stereotipo fasullo vuole che il centro sia un ibrido, un compromesso deteriore, invece niente di tutto ciò, anzi, siamo di fronte ad un qualcosa di totalmente autonomo dalla destra e dalla sinistra attuale. Mentre queste ultime? Ci si aspetterebbe d'altro canto qualcosa di identitario, invece sono due ammucchiate per fare somma aritmetica e vincere le elezioni, pronte a scannarsi al loro interno il giorno dopo. Nessuna omogeneità geopolitica, geonazionale, politica, culturale, nemmeno nessuna chiarezza sull'agenda economica. Una destra sempre meno liberale e occidentale e sempre più fasciocomunista e putiniana, dove i liberali dovrebbero fare da foglia di fico e gli autonomisti del nord portatori di voti. Dall'altra parte una sinistra con dentro gli antiNato e chi vuole rimanere nella Nato, i Notav e Notutto e i poveri riformisti che non si sa che ci stanno a fare, la decrescita ecotriste e lo sviluppo economico allo stesso tempo, l'universalismo e il chilometro zero ammassati insieme per una compagine tutto tasse, politically correct e scafismo dentro la quale, secondo i deliri di Letta, i liberali dovrebbero fare da magnete (ipse dixit) di voti, cioè portatori d'acqua per dirla all'antica. 

Ecco allora la solita schematica e stantìa riproposizione della gioiosa macchina da guerra del '94, dell'Ulivo del '96, del circo arcobalenato del 2008 in nome del se non ci votate "arriva l'uomo (ed ora la donna) nero!". Ma Letta, tutti questi anni a Parigi a insegnare politica per scopiazzare come uno studente fuoricorso? E quello di Renzi e Calenda sarebbe un "matrimonio" di convenienza?

Ma allora il centro esiste se tutti vogliono i loro voti! Basta dargli una rappresentanza autonoma politica credibile per non fargli fare la minoranza e la stampella dentro la destra trogloditica o dentro la sinistra puzzasottoilnaso. Eureka!


giovedì 21 luglio 2022

Eravamo 4 amici al bar, Confalonieri, Santoro, Salvini e Silvio

Leggere l'ultima intervista di Confalonieri al corriere dice molto della politica italiana degli ultimi 30 anni. Eccoli lì, gli egocentrici protagonisti del provincialistico dibattito italico degli ultimi 30 anni che si ritrovano a pensarla uguale su Putin, l'antiamericanismo, e un certo odore di schizofrenia. Confalonieri prima si definisce un bossiano che crede che l'unità d'Italia sia stata un errore, ma poi dice che Berlusconi deve puntare sulla Meloni.. Schizofrenia? Demenza senile? Santoro difende Salvini dopo che hanno fatto finta di scannarsi sulla Sea Watch e su Carola Rackete, in nome del comune odio per l'occidente e amore per la Russia autocratica e dittatoriale. Ecco l'Italia da operetta, che punta sulla caciarona venditrice di meloni, odia la serietà, la competenza, il senso vero di solidarietà verso il popolo, ma il popolo usare nelle sue acredini e rancori, godendo ovviamente di tutti gli agi che il popolo non gode e di quell'occidente che disprezzano che gli dà, a cominciare da Beppe Grillo, vero infimo giullare che vuol farsi regime. Clown, cabarettisti, ex leoncavallini, uniti contro l'Italia che lavora, che produce, che soffre, che subisce, ma a volte è anche un po' scema e gli va dietro. Due volte va bene, la prossima basta? 

Draghi, ne' politico calcolatore alla Letta ne' freddo tecnocrate alla Monti, ne' ovviamente demagogo alla Conte-Salvini-Berlusconi, uomo di servizio, messo lì non dall'Europa ma da Renzi e Mattarella, orgoglioso di essere italiano e atlantista, ma l'Italia lo merita?

giovedì 14 luglio 2022

Letta il principale responsabile della crisi del governo Draghi

C'è un responsabile della crisi del governo Draghi, il quale nessuno dice. Si chiama Enrico Letta, è lui, infatti, che ha voluto imbarcare Conte nel governo Draghi, è lui che ha cercato a tutti i costi l'alleanza coi grillini, pretendendo d'imporla al nuovo centro di Renzi e Calenda. Letta e al pari Salvini hanno continuato a fronteggiarsi come se il bipolarismo esistesse ancora e non fossimo in un'epoca di collocazioni di campo geopolitiche, di riforme che con la destra e la sinistra novecentesche non c'entrano più nulla, di grandi coalizioni. Non a caso nelle ultime ore nelle cronache di stampa spunta D'alema con l'idea di un governo Amato. Conte fa cadere il governo su imput di Putin, come accade a Jonhson in Inghilterra, ma poi spunta sempre fuori il postsovietico D'alema e l'amico di Putin Berlusconi rimane silente.

Draghi i numeri al senato li ha ancora, anzi è l'occasione di buttare fuori Conte e Salvini (e D'alema e Berlusconi) portando a sè Di Maio e Giorgetti, speriamo si comporti da politico e non da tecnico e porti avanti il governo fino alla fine della legislatura.

venerdì 14 gennaio 2022

Il grande paradosso che si potrebbe creare

Renzi quando era al 40% fece un referendum per creare una repubblica semipresidenziale con un sistema elettorale maggioritario, tutti i partiti si opposero e la maggioranza degli italiani, a parole antipartito, ma nei fatti no, andarono dietro ai partiti e siamo rimasti in un sistema semiproporzionale. Ma ora che Renzi è dato al 3-5%, proprio lui in questo sistema elettorale proporzionale potrebbe diventare l'ago della bilancia nella prossima legislatura quando nessuno sembra più in grado non solo di raggiungere il 40%, ma nemmeno il 25.

Il rigurgito grillo-fascio-comunista antiliberale degli ultimi cinque anni sembra finito, ma la riscossa liberale ancora tarda a venire, ne consegue una frammentazione in cui i liberali possono usare le armi degli antiliberali, come il proporzionalismo, a proprio vantaggio.

martedì 23 novembre 2021

Difesa della libertà sempre, strizzare l'occhio ai No Vax mai

E' un dato oggettivo che il lock down è stato una sospensione della libertà, d'altra parte l'allora governo Conte ebbe un comportamento disorientante, perchè quando il regime cinese ammise dopo mesi di omissioni l'esistenza del Corona Virus, dapprima fu più lealista del Re orientale, con tutto il corollario del "siamo tutti cinesi", "abbraccia un cinese", "tutti al ristorante cinese", "Milano non si ferma", "non assaltate i supermercati", più altre idiozie del genere, con gli imbecilli al "corona Party" e i cinici al "muoiono solo vecchi e deboli di salute", in stile rupe di Sparta. Poi quando il virus rischiava di uscire dai confini di Lombardia e Veneto, improvvisamente fu tutto un "state a casa", "destra irresponsabile", "chiudete tutto", con tanto di ideologismi selettivi, negozi di vestiti chiusi, librerie aperte, passeggiate vietate, supermercati e metropolitane aperte.

Ma poi sono arrivati i vaccini, al momento l'unica soluzione realistica per uscire dallo stato di emergenza di sospensione della libertà che tanto la sinistra ha strumentalizzato per imporre il proprio potere. E allora appare incomprensibile il comportamento di Salvini e Meloni, che strizzano l'occhio al movimento dei No Vax, longa mano di Cina e Russia in Italia, che ci vogliono tenere in questo stato di immobilismo. Solo coi vaccini si torna alla libertà, con quella campagna vaccinale che il governo filocinese Conte non portava avanti, regalandoci invece le mascherine tarocche del d'alemiano Arcuri e Lock down permanenti. Poi con il governo Draghi messo in piedi da Renzi e Berlusconi la campagna vaccinale è partita, condotta dall'alpino Figliuolo. Più alpini e meno burocrati di sinistra potrebbe essere uno slogan migliore di abbracciamo un cinese e No green pass.

sabato 13 novembre 2021

I confini del nuovo centro liberale contro le derive di destra e di sinistra

La sinistra perde la bussola quando si parla di immigrazione. Parlano di redistribuzione di migranti su tutto il territorio europeo, come se gli esseri umani fossero numeri e si potessero redistribuire proporzionalmente su tutto il territorio europeo come pacchi postali. E' ovvio invece che nessun migrante vuole essere "redistribuito" in un paesino della Calabria per farsi sfruttare dal sindaco di turno o dell'Ungheria. Tutti legittimamente vorranno andare in Lombardia, in Veneto o in Germania e dove c'è lavoro. Allora è chiaro che non siamo in grado fisicamente e realisticamente di accogliere 100mila immigrati all'anno. Ma la sinistra odia il buon senso, ma ama sentirsi buona e progressista, senza nemmeno sapere cos'è il progresso, anzi dopo la conversione religiosa all'ecologismo gretino, è diventata giudice di 200 anni di progresso industriale e tecnologico, di cui loro per primi godono dei benefici e che ai tempi di Marx sosteneva.

La destra perde la bussola quando si parla di Covid e vaccini. Salvini e Meloni strizzano l'occhio ai no vax, a chi si scaglia contro i medici, la scienza, i vaccini, proprio quelli che ci stanno togliendo da quella situazione di limitazione della libertà in cui il virus cinese ci ha portato grazie anche alla strumentalizzazione della sinistra filocinese.

Il nuovo centro liberale gioco forza deve prendere le distanze da queste due derive estremistiche. Berlusconi, Renzi, Giorgetti e pure Calenda - se la smetterà di fare il bullo antirenzi - dovranno costruire una coalizione che crei i suoi confini su questi due argini, poi su una base geopolitica atlantista, su una cultura basata sulla libertà individuale, la proprietà privata, l'abbassamento delle tasse generalizzata e la lotta alla burocrazia, l'aiuto alle famiglie e alle piccole-medie imprese, un sano patriottismo federalista, una solidarietà sociale solo a chi ne ha realmente bisogno e non ai furbetti.