Riprendendo l'articolo precedente, possiamo individuare nel mondo d'ispirazione marxista la nascita di un centro interno da Lenin in poi. Lenin, figlio di quella piccola nobiltà intellettuale spaventata dai progetti di modernizzazione e riforme dello Zar, la sua traiettoria è segnata dalla traumatica vicenda famigliare legata al fratello maggiore, un rivoluzionario populista che aveva visto il suo messianismo infrangersi contro il popolo contadino russo che lo aveva rifiutato, rifugiatosi in seguito come tanti della sua generazione e del suo movimento nel terrorismo individuale, era finito impiccato dallo Zar. Da qui nasce l'idea del fratello minore Lenin di un centro tra l'azione politica e sindacale democratico-popolare e la via armata, dove la via politica deve essere solo uno strumento e la via violenta non deve limitarsi al terrorismo individuale ed esemplare ma ad un'organizzazione armata, ma sopratutto e questo è l'essenziale, tutto ciò deve essere guidato e legato dal centro in maniera talvolta anche invisibile, il centro, il partito dei rivoluzionari di professione, intellettuali che devono formare la dottrina, screditare tutte le tesi diverse e diffondere il verbo attraverso i mezzi di comunicazione di massa che iniziano a diffondersi, guidando tutto il movimento complessivo. Vedremo nel prossimo articolo come le tesi di Lenin non sono solo influenzate dalla sua vicenda famigliare e dalla storia russa, ma anche dal trauma che il mondo marxista ha vissuto all'inizio del novecento, quando le tesi presuntamente scientifiche di Marx si sono scontrante con la realtà e la storia in divenire e come Lenin ha resuscitato il marxismo da una parte facendone una religione e dall'altra creando una nuova pseudoscienza, in seguito vedremo come nella sinistra contemporanea il filo non si è mai interrotto, ma si sono solo tagliate alcune ramificazioni come per esempio lo stalinismo.
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