Pagine

lunedì 29 dicembre 2025

Opposti estremismi, ma con una differenza

Gli estremisti, lo sappiamo, esistono sia a destra che a sinistra, ma con una differenza che è emersa negli ultimi 30 anni, dopo la fine del partito comunista italiano: la sinistra non ha più saputo arginare, tenere a bada, conglobare e confluire i propri estremisti, mentre la destra e i suoi leaders degli ultimi 30 anni lo hanno saputo fare con la propria parte. 

La caduta dell'Unione Sovietica e la trasformazione trasformistica dei partiti comunisti nel mondo occidentale, sezioni prima manifeste e poi cammuffate dell'internazionale comunista, poi dopo la caduta del gigante dai piedi di argilla partiti pseudo riformisti, hanno sancito paradossalmente la fine degli ultimi residui del patto di Yalta, che aveva diviso il mondo in sfere d'influenza comportando un atteggiamento prudente della sinistra anticapitalista e antiliberale in occidente, ma da questo momento è esplosa una sinistra neomassimalista, non accompagnata da una vera sinistra riformista ne' da un partito comunista non avventuriero. La sinistra che si diceva riformista è al contrario sempre apparsa succube dei nuovi estremisti, mentre in realtà è sempre rimasta più o meno consapevolmente leninista o massimalista, ma senza più i limiti del patto di Yalta e di un partito comunista non avventuriero.

Parlavamo di leaders, questi del centrodestra, da Berlusconi a Fini, da Bossi alla Meloni, con qualche ambiguità forse in più Salvini, hanno sempre saputo mettere il cappello alla violenza, quella ideologica e organizzativa prima di tutto, perchè poi quella fisica è facile condannarla a posteriori. Dall'altra parte abbiamo avuto invece un D'Alema che andava a braccetto già 20 anni fa con i leaders di Hezbollah, un Veltroni e tutti gli altri che parlavano di una uscita radicale a sinistra dalla crisi sovietica, non è un caso che oggi abbiamo una Schlein completamente in balìa dei filo-terroristi e dei grillini, senza nemmeno aver studiato alla scuola del partito, ma solo all'autogestione del liceo.

Quella che doveva essere quindi la fine del comunismo e il trionfo del mondo liberale ha invece comportato una rottura di argini in occidente dell'antiliberalismo, un accumulo di forze nella Cina comunista, una ribalta della sinistra terzomondista alleata con l'Islam aggressivo e con una parte del cristianesimo, il quale si era convinto che una volta caduto il sovietismo il nemico principale da abbattere diventava l'occidente laico e liberaldemocratico, poi la crisi del 2008 ha fatto da propulsore economico a tutto questo.

In tutto questo ingarbuglio possiamo dire che però dopo 30 anni i nodi stanno venendo al pettine, la sinistra contemporanea potrà sempre meno nascondersi dietro le sue ipocrisie e i suoi infingimenti, perchè l'estremismo sta esplodendo, la destra deve continuare su un piano di sano conservatorismo democratico in un contesto liberale, non cadendo nelle provocazioni e continuando a tenere a bada i serpeggiamenti al suo interno.

Possiamo dire che le elezioni ancora oggi si vincono al centro, ma la base elettorale di centro non ha una struttura partitico-organizzativa, forse per la natura antiburocratica del mondo liberale, forse per i limiti dei suoi leaders. Per questo la sinistra anticentrista vuole togliere sempre più sovranità al potere politico democratico-nazionale e darlo a poteri sovranazionali, alla magistratura, ai nuovi poteri mediatici.

Ad Maiora


mercoledì 24 dicembre 2025

I bambini indottrinati dalla propaganda contro gli ebrei

Nei regimi totalitari le prime vittime innocenti sono i bambini, che vengono coinvolti dalle cose dei grandi e spinti in maniera orientata a credere a quello che i grandi vogliono, facendogli illudere in maniera indotta che questo arriva spontaneamente dalla loro purezza. I bambini quindi fin da piccoli vengono educati a credere nell'ideologia, spacciata per verità morale e assoluta. La propaganda di guerra fa un uso ed abuso dei bambini, lo abbiamo visto nel conflitto generato da Hamas contro Israele, dove esistevano i bambini di serie A, i bambini palestinesi, e i bambini di serie B, i bambini e i neonati israeliani massacrati, uccisi e presi in ostaggio dai palestinesi. Ma tutti i bambini sono vittime dei conflitti, non ci dovrebbe essere discriminazione tra loro. Bisognerebbe poi dire che i primi carnefici dei bambini palestinesi sono gli adulti palestinesi. Ma per qualcuno il terrorismo è una forma di guerra giustificata e buona, mentre la guerra è da condannare senza se e senza ma. Abbiamo invece assistito al sadismo di certe funzionarie dell'Onu, che censuravano chi parlava degli ostaggi ebrei in mano ai terroristi mussulmani, anche bambini, abbiamo assistito ad una empatia selettiva, che contraddice l'universalismo dei diritti umani, siamo tutti uguali ci dicono, ma per loro qualcuno è più uguale degli altri. Nelle nostre scuole pubbliche ci sono cattivi maestri che stanno insegnando ai bambini ad odiare gli israeliti, come negli anni '30 durante le leggi razziali fasciste. Si ribalta la realtà, la verità storica, allorquando invece i palestinesi hanno sempre rifiutato la soluzione due popoli due stati, hanno sempre rifiutato la presenza ebraica in Medio oriente, ma si fa pure passare Israele come uno stato razzista, ma è l'unico stato in quell'area geografica dove convivono liberamente tutte le religioni, dove c'è democrazia, libertà, rispetto per le minoranze. Ci troviamo di fronte ad una epoca di oscurantismo, fanatismo, ribaltamento della realtà, spacciata per bontà e pacifismo, Mala tempora currunt. Ma le cose ora stanno cambiando, Hamas è stata messa in condizione di non nuocere, Il narco-dittatore comunista del Venezuela Maduro è stato arrestato, di conseguenza il regime iraniano è in crisi, di conseguenza la Russia di Putin ha subìto un colpo da questi sommovimenti, sullo sfondo anche il regime comunista in Cina è stato colpito. Interessi economici? Certo, anche la libertà e la democrazia hanno bisogno degli interessi economici, che poi sono geopolitici, non viviamo di purezza e aria, non è un mondo per anime belle, ma ora sempre meno anche per i furbi e i doppiogiochisti.

sabato 6 dicembre 2025

Putin, più Stalin che Hitler, vediamo perchè, anche se le due cose non sono agli antipodi

Spesso si sente paragonare Putin a Hitler e la politica di chi vorrebbe un compromesso con il dittatore russo all'appeasement che gli europei ebbero con Hitler prima della seconda guerra mondiale. In realtà Putin è più Stalin che Hitler, come è ovvio che sia, per un russo che tra l'altro paragona la sua invasione dell'Ucraina alla liberazione di quel paese dall'occupazione nazista e dai suoi collaborazionisti da parte del suo precederessore. Ma qual è la differenza tra i due personaggi storici, oltre alle tante analogie? Stalin era più prudente, non combatteva mai più di un nemico alla volta, valutava sempre le forze militari contrapposte, non invadeva un paese se non convinto di vincere, era disposto a compromessi tattici ed accordi con le democrazie occidentali, mentre Hitler si rilevò un avventuriero, che aprì due fronti di guerra contemporaneamente sul fronte occidentale e orientale, e non scendeva a compromessi con nessuno. Stalin era realista, Hitler un megalomane. Questo ci fa pensare che la deterrenza, come ai tempi dell'Unione Sovietica, può essere una buona soluzione, non a caso le quinte colonne di Putin, della Cina e dell'Iran in occidente, i pacifisti e la sinistra oltranzista, sbraitano contro il progetto di riarmo dell'Europa, poi c'è la Lega che tiene i piedi in due scarpe ma è meno smaccata e più soffusa, ma tornando al progetto di riarmo a sua volta però non dovrebbe andare in collisione con la Nato e l'alleanza con gli Stati Uniti, ma convivere con esso, altrimenti sarebbe un cortocircuito ed un cul de sac per l'Europa. Un altro buon modo di togliere armi alla Russia ed ai suoi cavalli di troia in Europa, questa volta non sul piano letterale del termine ma comunicativo, sarebbe da parte dell'Europa smetterla una volta per tutte con le politiche lassiste sull'immigrazione e supine sul piano dell'islamizzazione in corso d'opera del vecchio continente, togliendo a Putin quell'aurea di difensore della cristianità e paradossalmente di vero difensore dell'occidente, lui che è ferreo alleato dell'Iran e dei suoi contigui come Hamas, un po' come Stalin che da ateo e leninista convinto seppe far leva sulla cristianità profonda del popolo russo per servire i suoi scopi.

Sarebbe quindi ora che l'Europa si svegliasse se non vuole suicidarsi ed essere vittima di sè stessa autocancellando la propria civiltà, così come da allarme lanciato dall'amministrazione Trump, allarme dipinto dai media stupidi o in malafede o accecati dall'odio contro il presidente Usa, come "Trump scarica l'Europa", ma pare al contrario invece finalmente recepito dalla Germania che in queste ore ha comprato da Israele il suo potente sistema antimissili con cui lo stato ebraico si difende da anni dagli attacchi palestinesi di Hamas con grande efficacia, evitando migliaia di vittime tra i civili israeliani.

mercoledì 26 novembre 2025

L'ossessione delle persone di sinistra di dire qualcosa di sinistra e progressista

Le persone di sinistra da tempo non ricercano più la verità, non ricercano più quello che è il meglio per la propria patria o nella loro visione megalomane il mondo, per loro è invece importante solo dire qualcosa di sinistra e di progressista. Sono pertanto terrorizzate dal dire o essere accusate di dire qualcosa di reazionario, conservatore, di destra, per non dire fascista, che le possa squalificare dalla nuova buona società perbene. Vivono così nel terrore intimidito, ma come in ogni società totalitaria la vittima è anche carnefice, infatti chi vive in questo stato è poi successivamente il primo inquisitore verso gli altri, pronto a smascherare l'elemento di destra infiltrato più a destra di lui, così muore lui e non io. Il tutto in una rincorsa a sinistra, all'estremo, alla radicalizzazione, alla polarizzazione, questo comporta una coazione a ripetere sempre più meccanicamente a sinistra che genera un conformismo imperante, un chiacchiericcio sloganistico che cementa sempre di più il non-pensiero, che recinta i recinti, che pecoreccia le pecore, che infeltrisce la lana rendendola sempre più recinterata e ruvida, così che mentre vagheggiano di un mondo senza confini che poi a dirla tutta apre le porte ai nuovi imperi, si confinano in una ottusità mentale sempre più fossilizzata e cristallizzata.

sabato 22 novembre 2025

Il razzismo delle femministe di sinistra

La violenza sulle donne è un dramma e un crimine che ancora oggi ci accompagna, la sua condanna dovrebbe essere universale e a 360 gradi, ma purtroppo questo non avviene. I movimenti neofemministi politically oriented si limitano a condannare la violenza degli uomini occidentali, non dicendo una parola o addirittura giustificando la violenza degli uomini mussulmani o di altre etnie sulle loro donne o sulle donne ebree, come visto nell'inaudito pogrom del 7 ottobre 2023. Questo segna una rottura con il femminismo storico, che non aveva patenti politiche e razziali, lottava senza distinzioni, oggi invece assistiamo ad un neofemminismo gerarchicamente subordinato al terzomondismo, all'odio antioccidentale, un femminismo politico e militante che non ci dice altro che queste donne sono solo delle marionette in mano alle vecchie cariatidi maschie del comunismo, dell'islamismo e dell'antiliberalismo di sinistra. Non è più un femminismo che difende tutte le donne, ma un comparto del terzomondismo razzista che odia tutto ciò che rappresenta la storia occidentale, individuando nel maschio, bianco, di origine giudaico-cristiana, il nemico da eliminare.

domenica 16 novembre 2025

I perdenti e i vincenti della storia

Il fascismo rivoluzionario è stato sconfitto 75 anni fa, ma molti fascisti anticapitalisti dopo la guerra si sono riciclati nell'antifascismo, il lascito è continuato lì, oggi come ieri odiano gli ebrei, odiano l'America, odiano l'Inghilterra, la perfida Albione come la chiamava Mussolini, odiano i moderati, odiano i riformisti, ammirano l'Islam, detestano il cristianesimo, inoltre in tutta l'area geopolitica mediorentale dopo la guerra l'Unione sovietica aveva raccolto il testimone  della Germania nazista in chiave antiinglese, dall'Iraq alla Siria, alla Palestina, il partito nazionalsocialista iracheno e siriano, il Baath filo-nazista ereditato da Saddam Hussein e Assad, passò sotto l'influenza sovietica, così come i palestinesi che prima sostenevano Hitler, nel frattempo però la Germania si è riunificata e la Francia erede di Petain dopo la caduta dell'Urss hanno provato a reinserirsi nell'area non apprezzando l'intervento americano in Iraq nel 2003, questo ha portato ad una rottura nella Nato, ma inoltre il ritorno della Russia con Putin che vuole restaurare le Repubbliche sovietiche e ha invaso l'Ucraina ha riportato ad un nuovo conflitto parallelo con l'Europa franco-tedesca, sconfessando il nuovo patto Molotov-Ribbentropp, che era aggiornato Merkel-Putin in chiave antiamericana e antianglosassone. A questo punto l'Europa franco-tedesca è completamente isolata, ha rotto con l'America, ha rotto con la Russia, i suoi cittadini non accettano che diventi una colonia cinese quindi ha dovuto per il momento fare marcia indietro anche su questo per non perdere le elezioni, intanto il Qatar si compra il vecchio continente, ma la parte non stupida dell'Europa, l'Italia, inizia a smarcarsi dagli euroburocrati, con cautela certo, ma sapendo bene quali sono i suoi interessi nazionali e chi sono i perdenti della storia, come sempre.

venerdì 14 novembre 2025

Per il milionario Fratoianni chi guadagna 2000 euro al mese è un ricco da tassare e punire

L'odio della sinistra per il ceto medio ha radici storiche profonde, il collettivismo non ammette defezioni, la storia ci ha insegnato che il socialismo e il comunismo possono scendere a patti col grande capitale per farne stato, il grande capitale a sua volta non disdegna di farsi stato e di scendere a compromessi con il socialismo statalista, il fascismo altresì cercò un compromesso tra queste tre componenti, il socialismo, il capitale e i ceti medi, attrasse a sè i ceti medi ottenendone il consenso in chiave anticomunista, ma poi non smentì la sua vocazione socialista tradendo i ceti medi che si erano rivolti a lui contro la dittatura comunista e il capitalismo di stato. Ma la questione dei ceti medi la affrontò anche Togliatti dopo la guerra chiarendo che era stato il socialismo massimalista a gettare nelle braccia del fascismo i ceti medi con il suo collettivismo, d'altra parte già Lenin dopo aver vinto la rivoluzione aveva inaugurato la nuova politica economica che preservava i ceti medi in Russia. Il punto è che le figure più intelligenti del leninismo sapevano perfettamente che senza i ceti medi, senza il loro contributo, il socialismo è destinato a fallire, dall'altra parte i Trust non hanno nemmeno visione politica e pensano solo a fare tabula rasa intorno a loro. Le figure più stupide del campo socialista, invece, attaccano i ceti medi apertamente, è il caso dell'attuale sinistra italiana ben raffigurata nel milionario Fratoianni, che tratta chi guadagna tra i 2mila e i 4mila euro al mese come dei riccastri da tassare, una manna per l'attuale destra al governo, che con questa opposizione governerà per i prossimi 30 anni, a meno che non ci siano golpe giudiziari, golpe dell'unione Europea, ma sempre più italiani non credono più nella magistratura, non credono più nell'Unione Europea, quindi?

giovedì 6 novembre 2025

New York è caduta, il colonialismo social-islamico segna una vittoria, ma la battaglia è solo all'inizio

Festeggiano gli zelanti missionari della sottomissione all'Islam, le sacerdotesse del politically correct, il nuovo sindaco di New York è un islamico-socialista, un adolescente di 34 anni figlio di ricchi africani, di quelli che passano il tempo a opprimere i loro popoli dando la colpa ai bianchi, all'occidente e al colonialismo di 200 anni fa, di quelli che si arricchiscono facendo film che dipingono le democrazie liberali come dei luoghi di razzismo quando gli unici razzisti sono loro, ma si arricchiscono perchè trovano un pubblico di bianchi masochisti e complessati, di festival in mano ai paradigmi terzomondisti, di università pronte a darli la cattedra per indottrinare le future classi dirigenti dell'Ovest. Ma questo rapper fallito non è solo questo, è anche uno che ha un programma economico da centro sociale occupato, non pagherete il biglietto della metro, non pagherete la spesa, non pagherete la bolletta, potrete aggredire impunemente i poliziotti, ci pensa il Robin Hood moro, che ruba ai ricchi per dare ai figli dei ricchi di Manhattan. Alla fine i soldi fanno il giro dell'oca, più tasse ai ricchi per darli ai figli dei ricchi. Il programma politico invece è da liceo okkupato, il sabato la manifestazione fascio-comunista contro Israele, il sostegno a tutti i dittatorelli sparsi per il mondo dal Venezuela, all'Iran, intanto la narrazione storica che supporta questa campagna allucinatoria è da asilo mariuccia, i bianchi colonizzatori e cattivi e il terzo mondo buono e colonizzato, a parte lo schematismo superficiale e il manicheismo fanatico, qualcuno li tolga dal cinema e gli spieghi che oggi nel ventunesimo secolo, nel mondo reale, Africa, Asia e Sudamerica sono in questo preciso istante colonizzate dal regime comunista cinese. Perchè qui c'è un elemento che sta forse venendo sottovalutato, oltre al fanatismo e alla sottomissione, l'ignoranza. Siamo di fronte a ignoranti che non hanno mai letto un libro di storia in vita loro che non fosse quello del professore raccomandato e cooptato neomarxista, che non hanno mai letto un giornale che non fosse la loro Pravda, che non sanno nemmeno dov'è Israele, ma si atteggiano a grandi intellettuali.

Osama Bin Laden l'11 settembre 2001 ha sferrato l'attacco alla città simbolo della libertà, oggi 5 novembre 2025, la città si è arresa senza colpo ferire, il volto buono dell'Islam ha capito che non serve il terrorismo, bastano un po' di stupidaggini egualitariste ed a buon mercato, usare il senso di colpa dei bianchi ricchi e apparire come vittime. La città della statua della libertà, del pluralismo, della più grande comunità ebraica d'America, degli imprenditori, degli artisti liberi e indipendenti e non indottrinati e asserviti come quelli di oggi, si riduce ad un'aria fritta e speziata di chi cominciando con il relativismo, che poi passa alla woke culture, poi cancel culture, per approdare infine ad un mondo categorico e perentorio, dove i vassalli dell'impero cinese, gli imam, potranno comandare, ma i figli e le figlie delle elites occidentali, che aderiscono entusiasticamente, avranno garantito che potranno continuare a vivere all'occidentale, come fanno i figli degli Ayatollah a Teheran, mentre la gente comune dovrà subire la loro dittatura. Le donne, i gay delle elites avranno il salvacondotto, mentre le donne, i gay che appartengono alla middle class saranno oppressi o giustiziati.

Ma attenzione, hanno vinto una battaglia, non la guerra, i grandi centri urbani globalizzati stanno cadendo ad uno ad uno, è vero, ma chissà che proprio da Milano non arrivi un cambio di rotta tra un anno, anche perchè il retroterra profondo delle Nazioni non è ancora caduto ed appare più pronto a combattere.

Sarà lunga.

martedì 28 ottobre 2025

La guerra di civiltà è solo all'inizio

I pacifisti condannano senza se e senza ma la guerra, ma non condannano mai senza se e senza ma il terrorismo.

Gli ecologisti condannano l'occidente senza se e senza ma per aver inquinato il pianeta, ma non condannano mai senza se e senza ma la Cina per inquinare oggi.

Le femministe condannano senza se e senza ma il maschilismo cristiano del passato, ma non condannano mai senza se e senza ma il maschilismo islamico oggi.

Perchè?

La risposta si potrebbe riassumere in una parola. Terzomondismo. Terzomondismo di ritorno. Certo c'è anche l'ipocrisia, la doppia morale, il fazioso manicheismo, non da ultimo un uso della storia strumentale e fanatico senza averla studiata, ma di fondo una spinta geopolitica che viene dagli ex paesi del terzo mondo, oggi non più terzo mondo però, ma altresì aggressive potenze neocoloniali, ma che s'innesta con il narcisismo autodistruttivo nella nostra società occidentale.

Il problema non è tanto che sono pacifisti, ecologisti, femministi, il problema è che sono di sinistra, ma quale sinistra? Una sinistra che oggi nel suo delirio autodistruttivo e ultraprogressista considererebbe Marx un reazionario. 

Eppure vogliono liberarsi del senso di colpa europeo di aver sterminato gli ebrei, che fastidio questi ebrei invece, ma vogliono creare un senso di colpa postumo sul colonialismo occidentale, ma in particolare quello anglosassone. 

Sono malati. E pericolosi.

Come fermarli? Con il buon senso dei popoli occidentali - che non passano le giornate a disinformarsi sui social e sui media di parte, ma pensano al lavoro, alla famiglia - poi con una imprenditoria patriottica e non cosmopolita, che abbia il senso del limite, del territorio e della visione, con una politica sull'immigrazione che sappia chi accogliere e chi no, contrastando chi cerca solo voti e manodopera a basso costo, pure con una riforma in senso liberale dello stato e delle istituzioni, ma anche con una riforma della scuola e dell'istruzione, che sappia fermare i cattivi maestri che disistruiscono le future classi dirigenti destrutturandole e rendendole sottomesse ai nemici dell'occidente, anche con una politica che rilanci l'alleanza atlantica, il ponte tra Europa e America infine con una chiesa che si riconnetta con il proprio territorio ed i propri fedeli tradizionali, come sembra ben fare il nuovo Papa.

La guerra di civiltà è solo all'inizio. 

sabato 25 ottobre 2025

La guerra dei cento anni tra socialisti e la globalizzazione ingovernabile

Il suffragio universale maschile voluto e messo in piedi da Giolitti, portò ad una forte ascesa del partito socialista in Italia in un momento storico che vide come sempre in un mondo moderno e quindi sempre più globalizzato irrompere sulla scena la geopolitica. Lo scoppio della prima guerra mondiale divise trasversalmente la politica, proprio come accade oggi, ed anche i socialisti non potevano che dividersi. Mussolini adottò una linea interventista contro la linea ufficiale del partito di neutralità e pacifismo surreale, così come l'interventismo democratico, che vedeva nella guerra un veicolo per sconfiggere i vecchi imperi, mentre l'ala rivoluzionaria del partito puntava sulla guerra per una svolta disfattista e per l'appunto rivoluzionaria della crisi. Gli eventi postbellici e intrabellici portavano quest'ala a puntare sulla rivoluzione bolscevica in Russia, l'unico luogo dove questa aveva trionfato. Mussolini invece fondando i fasci puntava su un socialismo di stampo italiano e sperava in un ritorno al passato autarchico oltremisura utopistico; dovette così ripiegare e scegliere anni dopo una collocazione internazionale, scelse l'alleanza coi tedeschi di Hitler, con le conseguenze che ben conosciamo. Leggi razziali antiebraiche, irrigidimento della dittatura, perdita di una cospicua base di consenso, in particolare quel mondo postrisorgimentale che maldigeriva l'alleanza con l'austriaco coi baffini, infine ma non meno importante la catastrofe dell'avventurismo hitleriano. Tornando al postprima guerra mondiale vediamo come il centro del partito socialista sognava un ritorno ad uno status preguerra impossibile e si dissolse, riemergendo solo dopo la secondo guerra mondiale facendo quindi altresì una scelta di campo atlantista. La guerra civile italiana tra socialisti e gli effetti di una globalizzazione ingovernabile si fanno sentire ancora oggi, a distanza di cento anni e più. Potremmo dire che dura da cento anni. Sia la guerra civile italiana e socialista, tra correnti del socialismo, sia una globalizzazione ingovernabile. La possibile soluzione può essere della prima un superamento delle idee socialiste che confluiscano nel sistema liberaldemocratico di mercato senza pretese di entrismo e rovesciamento dall'interno, mentre la soluzione della globalizzazione ingovernabile non può essere quella dell'impero delle elites in un mondo omologato, standardizzato e piegato ad un altro regime comunista come quello cinese, ma invece in un nuovo patto di Yalta e nel recupero degli aspetti positivi delle nazioni, delle religioni, delle identità locali. Da questo punto di vista l'Italia deve fare la scelta di campo giusta, che tenga conto dei nostri rapporti commerciali primari, dei nostri interessi, della nostra cultura, della nostra storia, della nostra libertà, delle nostre scelte di campo degli ultimi 75 anni, da De Gasperi in poi, ma anche da Garibaldi e Cavour prima della parentesi mussoliniana, indipendentemente da chi sia il presidente in carica del paese che è il nostro amico e principale punto di riferimento in base a tutti i fattori elencati. Pur nel rispetto del più ampio pluralismo, questo è il momento storico delle scelte di campo che combacino con gli interessi nazionali del paese, non solo dal punto di vista economico, e in questo senso non è l'Eurasia o l'Eurabia la nostra strada, ma il rilancio del patto atlantico. Con l'Italia in prima fila e a guida in Europa di questo rilancio.

giovedì 23 ottobre 2025

La comfort zone della zona grigia postbrigatista

Le brigate rosse furono smantellate e sconfitte dalla democrazia italiana, ma quello che non è stato sconfitto è la loro zona grigia di sostegno, che una volta perso il riferimento del comparto militare brigatista, si è adagiata in una comfort zone dove ha potuto prendere gli agi e i vantaggi del sistema liberalcapitalistico democratico, ma allo stesso tempo erodendo il sistema dall'interno facendo il gioco delle potenze ostili all'occidente. Tutto questo in realtà comporta una difesa perenne dello status quo, perchè far colonizzare l'occidente da chi si favorisce vorrebbe dire perdere tutte le libertà dell'occidente e il suo benessere economico che gli dà, far vincere totalmente l'occidente vorrebbe dire sprigionare quelle forze produttive che creerebbero lo sviluppo economico che alla lunga darebbe benefici a tutti togliendo quella base di malcontento che serve alla zona grigia per giustificare la sua presenza. Siamo di fronte al no a tutto, ma ecco spiegato perchè dicono no a tutto. Odiano l'occidente ma hanno paura di un regime comunista tout court, perchè in realtà la decrescita fa paura anche a loro, sono l'ibrido eco, molto cinese, solo che non sanno o fingono di non sapere che la Cina è ancora molto comunista e poco occidentale.

Le brigate rosse godevano di ampio sostegno nella sinistra comunista finchè ammazzavano i socialdemocratici, i liberali e i carabinieri, ma poi tutto cambiò quando rapirono Aldo Moro, perchè il leader democristiano era il più filo-palestinese del governo insieme ad Andreotti, artefice di un accordo coi gruppi terroristici di Arafat e il Fplp passato alla storia come Lodo Moro, per cui si permetteva il traffico di armi sul territorio italiano tramite l'Unione Sovietica per rifornire il terrorismo antisraeliano in cambio di una assenza di attentati sul nostro territorio. Per questo motivo il rapimento di Moro lasciò di sale la zona grigia di sostegno alle br, ma può essere compreso se pensiamo che nelle Br esisteva ancora una componente stalinista proveniente dal Pci che non considerava così dirimente il sostegno ai palestinesi e l'odio verso Israele, perchè era stato Stalin uno dei maggiori sostenitori della nascita dello stato di Israele, perchè sopratutto la Repubblica Cecoslovacca aveva mantenuto buoni rapporti con lo stato ebraico, paese filo-sovietico che aveva accolto diversi partigiani italiani che si erano resi protagonisti di vendette a fine guerra e avevano trovato riparo in questo paese.

In definitiva oggi impera a sinistra quella che potremmo chiamare una zona grigia del postbrigatismo, che si riempie la bocca di parole come pace, inclusione, ma in definitiva non sa bene neanche lei da che parte andare, le può andare bene tenere tutto nell'acqua cheta, che poi corrode più del fuoco, ma di sicuro ricorda anche ai qualunquismo degli anni '40,che era ne' col fascismo ne' coll'antifascismo, ma forse un po' con tutti e due, oggi assistiamo ad una sorta di qualunquismo di estrema sinistra sul piano geopolitico, ben rappresentato dai grillini, che aspetta di vedere chi vince tra Cina e Usa, ma fa più il tifo per la Cina.


mercoledì 15 ottobre 2025

L'occidente al bivio tra barbarie e civiltà

L'indignato collettivo social ha continuamente bisogno di cause nobili da sposare e perorare, di mostri da combattere, di crimini da denunciare che attirino la sua attenzione per sfuggire alla noia e alla banalità della sua vita quotidiana e a sua volta gli permettano di attirare l'attenzione verso di sè e godere così di consenso sociale nel proprio ambiente. Ma questo livello di attenzione e la sua memoria è pari a quella di un pesciolino. C'è sempre un amo nuovo a cui abboccare, anche perchè dopo un po' l'indignato annoiato si stufa. E' questo forse anche il caso del conflitto israelo-palestinese, al quale però si accompagna anche qualcosa di più medio-lunga durata e di più profondo, vediamo quale. L'orrore dell'olocausto ha segnato la nostra società, è stato il punto di non ritorno dalle cui macerie si è provato a ricostruire la moderna civiltà occidentale, ma dopo un po' la sua memoria si è troppo istituzionalizzata, la sua memoria è diventata un cardine fondante delle nostre istituzioni verso la quale il ribelle senza causa, senza ne' arte ne' mestiere, che è dentro ognuno di noi, ha iniziato a provare fastidio, voleva qualcosa di nuovo, di suo, di originale, che andasse contro i propri padri, voleva rovesciare tutto. E allora cosa di più assoluto, rovesciante, totalizzante di dire che le vittime di ieri sono i carnefici di oggi? Il passo a dire che tutto è il contrario di quello che ci hanno detto anche ieri può essere lo step successivo. Affascinante, quanto schematico e superficiale. Quando non si ha niente da fare e da dire, ma ci si vuole ribellare, si può sempre attirare l'attenzione dicendo che i buoni di ieri sono i cattivi di oggi, rifiutando ogni complessità della storia e della realtà, ogni equilibrio tra i torti e le ragioni in una attualità ancora da definire. Inoltre, da quando la politica manichea ha smesso di investire nei conflitti sociali e ha investito nei conflitti generazionali, il conflitto in Palestina assume una rilevanza che oscura tutte le decine di guerre che ci sono nel mondo, perchè non hanno una rilevanza su questo piano e quindi sono del tutto ignorate, dallo Yemen, al Sudan, alla Nigeria, all'Ucraina, alla Thailandia e ce ne sono altre decine con migliaia di morti anche tra i civili e i bambini. Ignorati nell'indifferenza generale.

C'è da collocare storicamente però questo processo, che è già iniziato negli anni '70, infatti erano già quelle di allora nuove generazioni a portare avanti questo movimento, quindi i giovani di oggi in realtà sono in larga misura già nella fase di un nuovo conformismo e non nel ribellismo. Le cose però si intrecciano, ma sicuramente a questi giovani più che una ribellione gli resta una radicalizzazione emulativa di quello che è stato per i giovani di sinistra degli anni '70 e un po' tutte e due le cose. I giovani degli anni '70, ormai incanutiti, continuano la loro falsa ribellione che ormai si istituzionalizza, perchè gli stati riconoscono lo stato terrorista di Hamas, l'Onu sancisce senza appello e senza verifica, ma sulla base del sensazionalismo mediatico che in Palestina c'è un genocidio, gli insegnanti nelle scuole lo insegnano ai bambini e agli studenti, i media ne parlano a reti unificate. 

Quale lezione storica trarre da tutto ciò? In parte direi che la memoria dell'orrore del genocidio da parte dei nazionalsocialisti tedeschi contro gli ebrei è stato un errore farne una memoria istituzionale, ma anche uno scrigno isolato che lo ha separato sia dal filo conduttore di una persecuzione millenaria contro gli ebrei che ha altre radici, non solo quella nazionalsocialista, distogliendo perciò l'attenzione da tutti gli altri antisemitismi, quello cristiano, quello comunista, quello islamico. Questo anche perchè quando Israele si è allontanata dal mondo comunista alleandosi con gli Stati Uniti, gli ebrei sono rimasti scoperti sugli altri fronti dell'antisemitismo, quello comunista che ha visto convergere intorno ad esso il mondo islamico e parte del mondo cristiano in chiave antioccidentale. Ma l'altro errore chiaramente da un punto di vista non geopolitico ma tornando sul piano psicosociologico, è stato fare della memoria una istituzione, per tutto quello detto sopra e tanto altro ancora. E' quindi questo un movimento che spinge per un futuro dai tratti inquietanti ma che si ricollega al passato degli antisemitismi nella storia e soprattutto odia il presente. Tutto ciò fa leva su una società che in realtà da tempo ignorava il passato, non pensava al futuro ma solo al presente, ma ora invece non ama più il suo presente.

Ora però c'è da chiedersi, forse prematuramente, tralasciando pure gli aspetti geopolitici che sicuramente sono più importanti, ma concentrandoci in questo articolo sugli aspetti psicosociologici: se veramente questo presunto "genocidio" contro i palestinesi, comunque privo di basi storico-giuridiche, che invece definiscono un genocidio una deliberata e premeditata intenzione messa in pratica di sterminare un intero gruppo etnico sulla base di motivazioni razziali, se quindi tutta questa narrazione verrà istituzionalizzata tramite l'Unione Europea, le agenzie dell'Onu, la scuola pubblica, come si manterrà allora tutta quella base di consenso in occidente fondato sull'odio per Israele che è fatta in stragrande maggioranza da quel ribellismo-conformismo di cui sopra? Sì perchè, se si farà istituzione, presente, se si farà stato, dovrà dare delle risposte a questa massa di infelici, disadattati, frustrati, non basterà più dire loro di prendersela con gli ebrei e dirottare il malcontento su di loro. Bisognerà dare delle risposte, una proposta di governance, una parte costruttiva e non solo distruttiva, contro, anti. Altrimenti avremo solo il caos, la barbarie, la tabula rasa tecnologica, mai la civiltà.

martedì 14 ottobre 2025

Pacifisti che odiano la pace, progressisti che odiano il progresso, occidentali che odiano l'occidente

Due piazze si sono riunite ieri a Gaza e a Tel Aviv. Il 13 ottobre 2025, un giorno stupendo che ha sancito il cessate il fuoco, il rilascio degli ultimi ostaggi in mano ad Hamas rimasti vivi. Finalmente la pace, o se vogliamo la tregua che tutti gli uomini di buona volontà auspicavano. Ma erano due piazze, bisogna dirlo, completamente diverse. Da una parte in Israele tante donne, persone di tutte le etnie, di tutte le generazioni, dall'altra solo maschi, adulti o bambini usati, di un'unica etnia, di un unica religione, non c'erano anziani, non c'erano donne, non c'erano bambine. Da una parte si festeggiava il rilascio di ostaggi innocenti che hanno vissuto una nuova Auscwhitz nelle cantine delle famiglie di Gaza per due anni. Si festeggiava il ritorno di ostaggi in mano a terroristi sanguinari. Dall'altra si festeggiava il ritorno di terroristi sanguinari detenuti in Israele. In questa giornata comunque bellissima, c'è stato da parte israeliana il pudore di non esporre il dolore marchiato nei corpi degli ostaggi, dall'altra una scenografia mediatica che abbiamo già visto in questi anni, buona a fomentare l'odio spacciato per umanità.

Si pensava che questa tregua o pace, chiamatela come volete, potesse placare l'odio verso gli ebrei dei finti pacifisti, ma così non è stato. Anzi, li ha resi ancora più colmi d'odio. I pacifisti guerrafondai vogliono la guerra ad oltranza, vogliono la distruzione di Israele, degli ebrei in ogni parte del mondo. A Milano un consigliere comunale verde di invidia, di rabbia e di odio chiede il cancellamento del gemellaggio della città lombarda con Tel Aviv, fomentando la violenza di piazza che prontamente si è materializzata. A Udine si attendono altri odiatori in vista della partita di calcio Italia-Israele.

Siamo di fronte ad un nuovo oscurantismo, millenarista, fanatico, che si tinge di verde anche nell'odio verso tutto ciò che l'occidente ha saputo produrre negli ultimi 500 anni. Talebani imbrattano un dipinto di Cristoforo Colombo, è odio totale verso il progresso, l'occidente, da parte di gente per cui più che un analista politico, storico, sociale, ci vorrebbe uno psicologo, uno psichiatra. Il disagio mentale si è fatto attivista militante, qualcuno lo ha fomentato e ne ha fatto base sociale, politica e ideologica. La sterilità di chi non pensa, non studia, vive di un'emotività e di un'empatia selettiva, manichea, dove il nemico non merita nessuna comprensione, nessuna complessità umana, l'amico invece merita ogni comprensione acritica, è la logica della tribù, dei selvaggi.

Verranno tempi migliori.

venerdì 10 ottobre 2025

L'ideologia della morte come unico collante, nascosta da slogan umani

Qualcuno anni fa diceva che più indottrinati dei comunisti ci sono solo i filo-comunisti. Oggi i comunisti letteralmente detti in occidente sono una minoranza, praticamente impresentabili agli occhi della maggior parte delle persone per motivi che in questo articolo non stiamo ad elencare, ma però abbiamo un fiume spesso violento di filo-comunisti, nella figura di presunti ecologisti, di pacifisti a senso unico, di genericamente di sinistra, di femministe selettive che attaccano solo il maschilismo bianco o presunto tale, di pseudointellettuali che mai si direbbero comunisti ma che poi fanno propaganda per i leninisti cinesi e i loro vassalli islamici e russi e che sicuramente sono anche più indottrinati di alcuni comunisti di una volta, ma usufruiscono del mercato e del capitalismo per vendere i loro libri e fare le loro passerelle nei talk-show televisivi. Purtroppo non ci facciamo mancare nulla, abbiamo anche quelli di destra burattini dell'altro vassallo della Cina, il sovietico Putin, ma per fortuna sembra che questi ultimi stanno evaporando. Ma proviamo a spiegare, senza polemica e con la serietà che la situazione drammatica odierna impone.

Stiamo parlando di una realtà informe, che mette insieme tutto e il contrario di tutto, perchè come fanno a stare insieme i predicatori integralisti islamici con le femministe, i pacifisti con i terroristi di Hamas, dei quali i destrutturati pacifisti veicolano le idee e la narrazione storica sul conflitto israelo-islamico e non solo? E ancora, come fa uno di destra a farsi fascinare da un colonello del KGB e tanto altro ancora? La risposta è l'odio come unico collante e in una di queste due parti la sottomissione, ma andiamo con ordine: da una parte infatti li unisce l'odio per l'occidente, la loro vera ossessione, l'odio per i suoi valori, che sono il patriottismo unito ai diritti individuali, il liberismo economico unito ad un sano protezionismo che protegga i propri lavoratori, e tanto altro ancora. Quindi da una parte il nostalgico novecentesco di destra vorrebbe il patriottismo senza i diritti individuali, vorrebbe il protezionismo senza il liberismo, mentre l'antioccidentale di sinistra vuole i diritti individuali ma non la patria, intanto usa la democrazia di mercato per veicolare le sue idee antidemocratiche, ma attenzione, i diritti individuali li difende al fine che la pensino uniformemente tutti uguale, in un narcisismo collettivista e conformista, subordinato al neototalitarismo, ma non vuole la patria, la quale invece è prima vera condizione per la democrazia, ma vuole solo un impero globale dove le elites globaliste comandano, ma in realtà sottomesse ai regimi totalitari come la Cina, l'Iran.

Per quanto riguarda l'economia, l'antioccidentale di sinistra tendenzialmente non se ne occupa perchè generalmente non ha problemi economici, però diciamo che se la prende sia con il liberismo mentre con il protezionismo lo fa solo se è di parte occidentale, mentre se è cinese allora va benissimo, così come l'inquinamento e tante altre cose. Ma poi c'è la sottomissione a tutto ciò che è antioccidentale, come dicevamo sopra, ma perchè sottomissione? Perchè questi occidentali che odiano l'occidente odiano in primis sè stessi, la loro stessa storia, la loro stessa carne e il loro stesso sangue, il loro corpo, la loro pelle bianca, le loro origini famigliari, ma odiano anche la storia dell'occidente in toto, che sia la rivoluzione industriale, il cristianesimo, l'ebraismo, ma persino il marxismo ottocentesco, scavalcato infatti dai neomarxismi del novecento e di questo secolo e tutto quant'altro, non da ultimo, anzi in primis, i colonialismi, che sono messi superficialmente tutti sullo stesso piano. Una sorta di tribunale morale della storia senza appello e senza conoscere la storia, perchè il fanatismo va sempre di pari passo con l'ignoranza della storia o altrimenti un uso rancoroso e strumentale di essa, che cavalca la frustrazione e l'invidia.

Quindi nella versione di sinistra dell'antioccidentalismo terzomondista tutto ciò che è storia occidentale deve essere equiparato al nazismo, qui allora nasce una divergenza con l'antioccidentale di destra, ma poi invece si muovono due motivi separati ma convergenti da una parte e dall'altra, che vedremo. Infatti assistiamo negli ultimi decenni ad un fenomeno recente nella storia: la destra comunque ed invece è diventata sempre più filo-occidentale e sempre meno nazifascista ritrovando la propria eredità ottocentesca liberal-conservatrice declinata però in chiave moderna e democratica, mentre la sinistra contemporanea parallelamente in un vero e proprio cortocircuito raccoglie l'eredità antisemita, antiamericana, antianglosassone di quel tipo di destra primonovecentesca, mentre invece all'oggi la destra contemporanea se ne allontana sempre di più e facendolo di conseguenza accoglie allora anche chi proviene dalla sinistra ma non si riconosce in questa deriva della sinistra cancel culture. La sinistra postnovecentesca quindi vive un cortocircuito che la fa convergere con la destra primonovecentesca. 

Questo cortocircuito suo malgrado può anche essere di aiuto ad una fase propedeutica di transizione verso un nuovo bipolarismo, che necessiterebbe però di un centro intermedio in questa stessa fase allorquando la destra non dovesse abbandonare in toto ogni nostalgismo, mentre ormai la sinistra sembra perduta, in preda ad isterismi ideologici, anacronistici e allo stesso tempo sterilmente resettanti, ma vedremo. Sembra nelle ultime ore al contempo che ci sia anche una sinistra centrista e riformista che sta cercando di rialzare la testa rispetto a questi cortocircuiti e questi estremismi, ma deve sciogliere alcuni nodi, il suo riformismo è solo un modo di mettere un freno gradualista a questa sinistra neo-massimalista o è una chiara presa di distanza da questo nuovo fanatismo che si tinge di antisemitismo a sinistra? E da par suo la destra ha del tutto abbandonato i suoi nostalgismi novecenteschi o li ha solo messi nel congelatore per una strategia elettorale? Siamo quindi in mare aperto e in una fase di transizione. 

La cosa positiva, parlando di cose meno teoriche ma non astratte - che sono comunque importanti per la comprensione della realtà - è che grazie a Trump, con l'aiuto anche del governo Meloni, del nuovo pontificato di Papa Leone, della lega araba, e di tutte le persone di buon senso sembra si sia arrivati in queste ore ad un accordo di pace nel conflitto mediorientale, vedremo se i tagliagole di Hamas lo rispetteranno, se gli acefali che scendono in piazza sfasciando tutto e inneggiando all'eccidio disumano del sette ottobre lo rispetteranno, non credo del tutto, ma ricordando sempre che non stiamo parlando di uno scambio di prigionieri, perchè da una parte ci sono ostaggi innocenti israeliani tenuti prigionieri negli scantinati delle famiglie di Gaza, dall'altra terroristi palestinesi con le mani sporche di sangue detenuti in Israele che lo stato ebraico è disposto a rilasciare pur di arrivare a riabbracciare i propri figli. 

Di fronte abbiamo uno scontro di civiltà, da una parte l'ideologia della morte, della sterilità, del nichilismo, della decrescita, della regressione o del fertilizzare solo l'odio, dall'altra la civiltà della vita, della fertilità, della crescita umana, produttiva, costruttiva e spirituale. Ma qualcuno diceva, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

martedì 7 ottobre 2025

Pacifisti per il terrorismo

Il 7 ottobre 2023 avviene il peggior pogrom antisemita dopo la seconda guerra mondiale. Donne in cinta sventrate, bambini sgozzati dai terroristi palestinesi. Un rave di pacifisti israeliani assaltato dai palestinesi di Hamas, donne prese in ostaggio ed esibite alla folla festante di Gaza dopo averle stuprate e spezzate le gambe. Un'ora dopo i pacifisti europei sono già in piazza, ma lo sono contro Israele. Non serve dire altro, non c'è niente altro da dire.

venerdì 3 ottobre 2025

Come la sinistra cerca il nuovo martire Carlo Giuliani

Era il 2001, avevo 22 anni, andai a Genova per la manifestazione contro il G8, era il movimento no-global, combattevamo contro la globalizzazione che sfruttava gli operai nei paesi del terzo mondo e in Cina. Ci ribellavamo anche ad una sinistra globalista che rinnegava la sua storia, ma non capivamo che questa sinistra in realtà non rinnegava, ma era piuttosto trasformista, stava solo usando la globalizzazione per rientrare dalla finestra del potere e della storia per riproporre gli stessi errori del passato. Ma non capivamo nemmeno che a sua volta a capo di questo movimento no-global c'era chi stava cercando il martire per accreditarsi proprio dentro questa sinistra trasformista, globalista, ma allo stesso tempo antioccidentale, e spostarla su posizioni più estremiste. Sfondare la zona rossa, per provocare la reazione delle forze dell'ordine, a Genova nel 2001 era così, il copione era questo, ma alla fine, come volevano gli organizzatori, ci fu il morto. Carlo Giuliani, si chiamava. Oggi, rivedo le stesse strumentalizzazioni, le stesse provocazioni verso la polizia, vogliono un altro martire, ma oggi c'è una sinistra che è solo estrema, i riformisti non esistono più, vogliono solo lo scontro per coltivare il proprio recinto, il proprio gregge isterico. 

giovedì 2 ottobre 2025

La rivoluzione dei privilegiati

Protestare è un diritto democratico, infatti è una cosa che esiste solo nelle democrazie liberali, per questo noi in occidente vediamo immigrati di seconda generazione protestare contro il governo, ma nei loro paesi d'origine se lo facessero verrebbero buttati in galera senza tanti complimenti, per questo solo in occidente vediamo donne che possono protestare contro il patriarcato, anche se magari sono solo figlie di papà un po' troppo viziate dai loro padri, invece le donne che protestano in altri paesi vengono massacrate, senza avere nessuna solidarietà dalle femministe dei nostri paesi. Per questo noi vediamo studenti occupare tutto, scuole, università, stazioni, autostrade, impedendo la libera circolazione, ma se lo facessero nei paesi non occidentali verrebbero massacrati. Per questo nei paesi occidentali vediamo gay denunciare di essere discriminati, ma non fanno nulla per i gay impiccati in Iran e in Palestina. Quindi questo è il prezzo della libertà, dare la libertà anche a chi disprezza la libertà ed è un egoista che pensa solo a se stesso e alla propria parte, ma qui c'è un ma. Possono costoro impedire anche la libertà degli altri? Possono impedire di andare a lavorare, di prendere un treno, un aereo a chi vuole prenderlo? Direi proprio di no. Ma c'è un altro ma. Possono queste persone fare le vittime in occidente ma ignorare i giovani, le donne, gli studenti e i gay dei paesi dittatoriali? Non è una forma disumana di indifferenza la loro? Possono inoltre ignorare il terrorismo? Ma quando si fa finta che Hamas non esista, quando si ignorano gli ostaggi in mano ad Hamas, i civili israeliani uccisi, quando non si condanna il terrorismo, quando non si dice nulla sul regime iraniano, cinese e tutti gli altri regimi dittatoriali del mondo, non è questo disumano? Non corrompe l'idea stessa universale dei diritti umani? Non è, in ultima analisi, puro razzismo?

domenica 28 settembre 2025

Per la sinistra siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale e ora qualcuno è anche meno uguale

Per il relativismo di sinistra tutte le culture e le civiltà sono uguali, ma qualcuna è più uguale delle altre. Infatti, dopo aver bollato come razzista chi definiva la civiltà occidentale superiore alle altre, ora ci spiegano che tutto ciò che non è occidentale è superiore e bisogna cancellare e demonizzare tutto ciò che è occidentale, dalla sua storia ai suoi valori. Questa orwelliana parabola potrebbe comunque essere applicata ad ogni ambito. Per la sinistra quindi tutti gli esseri umani sono uguali ma qualcuno è più uguale dell'altro, tutte le classi sociali sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre, tutte le etnie sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre, tutte le razze sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre, tutti i generi sono uguali ma qualcuno è più uguale degli altri, tutte le generazioni sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre, tutte le religioni sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre, tutte le nazioni sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre. La sinistra infatti cerca di creare conflitti in ogni ambito in nome però, sia chiaro, rigorosamente del paravento della pace, dell'inclusione, dell'uguaglianza, perchè i non-bianchi sono più uguali dei bianchi, le donne sono più uguali dei maschi, l'Islam è più uguale degli ebrei e dei cristiani, i giovani sono più uguali dei vecchi, i poveri sono più uguali dei ricchi, la Cina è più uguale dell'America, quindi la pace, l'inclusione, l'uguaglianza consiste nell'eliminazione del nemico e del diverso che non si mette nella loro linea retta, schematica e manichea. Vogliono perciò creare un deserto parificato e chiamarlo pace, uguaglianza e inclusione. Attenzione però, perchè ora c'è un altro step nell'architettura ideologica surreale, vediamo quale: se una donna non è di sinistra, se un povero non è di sinistra, se un giovane non è di sinistra, se un non-bianco non è di sinistra, se un gay non è di sinistra, se un non-occidentale non è di sinistra, allora qui abbiamo i meno uguali degli altri, quelli che appartengono all'ultima scala, i nuovi lumpen dell'ideologia postmarxista, i nuovi sottoproletari nel campo antropologico e di conseguenza culturale e politico, che per la sinistra non esistono, fa finta che non esistono, e se esistono appartengono all'ultimo gradino del loro razzismo ideologico. La radicalizzazione a cui stiamo assistendo è anche questa, per la sinistra del secolo scorso tutti gli uomini erano uguali ma qualcuno era più uguale dell'altro, ma ora c'è un salto di qualità, o forse di quantità, per la sinistra di questo secolo tutti gli uomini sono uguali, qualcuno però è più uguale degli altri, ma qualcuno adesso è meno uguale degli altri.

mercoledì 24 settembre 2025

La sinistra sa di essere minoranza e allora cerca di paralizzare il paese

La sinistra ha perso. Ma dove ha perso? tra il popolo italiano, elettoralmente e quindi politicamente. Basta ascoltare le interviste ai leaders di questa parte per capire che non ci credono nemmeno loro, da D'alema a Franceschini fino a Casarini, hanno interiorizzato la totale convinzione che la maggioranza degli italiani non li voterà mai, ne' ora ne' mai, e questo vale anche per la sinistra americana. Dopo aver usato negli anni scorsi la stampella di centro per vincere le elezioni, ora la stampella di centro è considerata inutile e addirittura controproducente, dopo che Renzi e Calenda hanno osato porsi alla pari con la sinistra e addirittura insidiarne l'egemonia. Pur di non perdere il loro cadreghino hanno preferito purgare il centro riabilitando all'occorrenza la stampella di sinistra, bollata in passato come radical-chic, estremista, vetero, alleata occulta della destra e chi più ne ha ne metta. Ma in perfetto stile leninista la sinistra usa le sue due stampelle ma intanto le squalifica o come estremiste o come destre, quando invece non le può usare allora le purga, ma ora siamo nella fase della luna di miele con l'estrema sinistra, mentre hanno purgato il centro. Questa deriva filo-massimalista e questa purga ai centristi però li condanna alla minoranza perpetua nelle urne, ma a loro tutto sommato sembra non dispiacere. Infatti, piuttosto che prendersi l'onere di governare, è meglio controllare le piazze, i media, il mondo dell'arte, gli intellettuali, la scuola pubblica, le università, la magistratura, i sindacati, ma a che pro? Non far governare la destra, quindi paralizzare il paese, bloccarlo totalmente, perchè se non posso governare io non governerà nessuno e poi ci penserà il nuovo stato europeo a mettere in minoranza gli italiani, sempre che alle prossime elezioni europee non vinca la destra anche in Francia in Germania e questo li terrorizza, ma la magistratura anche lì è stata attivata. Il danno allo sviluppo del paese intanto è enorme, ma il calcolo è che un paese sempre più danneggiato economicamente, sempre più fermo, coi comitati del no ovunque e a tutto, crea insoddisfazione, malumore, malcontento, entro il quale sguazzare, sempre con lo stipendio statale a proprio vantaggio, sia chiaro. Si punta ora però soprattutto sul disagio psicologico, visto che il disagio sociale non riesce ad essere intercettato del tutto, quindi qualunque disadattato, frustrato, insoddisfatto della sua vita personale, qualunque immigrato di seconda generazione che non ha voluto integrarsi, può trovare uno sfogo nelle cause politiche, e quale migliore causa che prendersela con gli ebrei? Gli ebrei sono così vitali, longevi, sono il popolo più antico del mondo nonostante gli innumerevoli tentativi di sterminarli, cosa può essere più fastidioso per chi odia la vita, odia il mondo in cui vive, odia il proprio paese, la propria storia? Si dirà, ma no, è che gli ebrei uccidono i bambini palestinesi, davvero queste persone non hanno capito che è Hamas ad usare la popolazione civile come scudo umano? Io non ci credo. E poi, se sono così sensibili e umanitari, perchè non scendono in piazza per i bambini ucraini, i bambini siriani, i bambini sudanesi, i bambini ebrei uccisi dai palestinesi e per tutti bambini vittime di tutte le altre guerre dimenticate nel mondo? Perchè non denunciano che Hamas educa i bambini al terrorismo, nonostante da 20 anni avevano il loro proprio stato autonomo a Gaza? Ah, l'ipocrisia. Perchè non dicono una parola sugli ostaggi ancora in mano ad Hamas, sul terrorismo, sui pogrom antisemiti, sulla condizione delle donne, dei gay e dei dissidenti a Gaza? A proposito di ipocrisia, quando si indice uno sciopero al grido di blocchiamo tutto, stazioni, autostrade, tangenziali, si può seriamente poi definire isolati violenti quelli che queste linee guida coerentemente le mettono in pratica? Direi proprio di no. Ad Maiora amici, questi sono dei disperati che stanno perdendo tutto, e chi è in questa condizione è pericoloso, come le brigate rosse che quando hanno perso il seguito popolare hanno iniziato ad ammazzare tutto e tutti, come Hitler che mandava i ragazzini di 14 anni a combattere negli ultimi giorni della guerra, proprio come ora sta facendo Hamas, proprio come la sinistra nostrana che punta sui sedicenni mussulmani di seconda generazione nelle nostre città.

venerdì 19 settembre 2025

L'odio della sinistra per la democrazia

La sinistra italiana è come quei bambini ricchi che portano il pallone ai giardinetti, ma se perdono se ne vanno col pallone. La sinistra infatti è convinta di aver regalato il pallone della democrazia al popolo italiano, ma se perde si offende e glielo vuole togliere, attraverso la magistratura, magari attraverso l'Unione Europea, supportata come sempre dal potere mediatico a reti unificate. Questo virus ora si è diffuso in tutte le sinistre occidentali che negli ultimi anni si sono come sinistro-italianizzate. Il concetto filosofico di egemonia culturale di Gramsci, applicato in forma pratico-burocratica dal togliattismo, ha trovato terreno fertile grazie anche alle strutture economiche internazionali che lo sostengono, dalla Cina ai regimi islamici. In realtà quel pallone democratico di cui parlavamo all'inizio della nostra digressione è frutto della sinergia tra le forze alleate anglo-americane e di quel mondo liberale pre-fascista che c'era già in Italia, il pallone lo hanno portato loro e ricevuto gli altri, mentre i comunisti volevano solo una dittatura filo-sovietica e stalinista, ma poi lo stesso Stalin si è accordato con gli alleati e dopo il patto di Yalta ha abbandonato ogni idea di presa sull'Italia e lasciato così i comunisti italiani a bocca asciutta e costretti a recitare la parte dei democratici. Anche i cattolici sono ambigui, il Vaticano non ha mai amato ne' la democrazia ne' l'unità d'Italia, il Vaticano ha sempre buoni rapporti con gli imperi, meno con le nazioni, troppo democratiche. Di fronte all'ateismo comunista, la chiesa aveva però scelto come male minore l'occidente, ma dagli anni sessanta in poi abbiamo visto un cambiamento di rotta. D'altronde da una parte già Stalin in precedenza aveva aperto ad una strada verso la riconciliazione con la chiesa ortodossa, portata a compimento poi da Putin. La cosa di per sè aveva anche degli aspetti positivi, perchè mitigava il fanatismo ateista, veniva incontro alle opinioni del popolo e si condensava di pragmatismo. Intanto la società italiana si allontanava sempre di più dalla chiesa, ma nel suo discorso "il destino dell'uomo", il leader comunista Togliatti aveva già all'inizio degli anni '60 trovato un punto d'intesa e di raccordo con il Vaticano sulla comune predisposizione alla dittatura e su questo comune terreno iniziò il nuovo percorso di avvicinamento. Sia per i cattolici che per i leninisti infatti i fedeli e il popolo vanno guidati, educati e rieducati, non sono in grado da soli di capire il verbo e quando sono troppo secolarizzati vanno riportati all'ovile anche con metodi dittatoriali. In un certo senso si potrebbe dire che i cattolici stanno al cristianesimo come i leninisti stanno al comunismo e al marxismo. Mentre i comunisti si avvicinavano sempre di più al mondo cattolico e ortodosso, si allontanavano sempre di più dal mondo ebraico. E di conseguenza anche la sinistra, che oggi non si può definire più comunista ma di fatto è un burattino dei comunisti. Fino all'approdo della investitura di Papa Francesco come leader della sinistra mondiale, l'unificazione della sinistra catto-comunista trova il suo culmine nella definizione da parte di Papa Francesco della guerra di Israele contro il terrorismo islamico come genocidio. L'impero sovietico d'altronde, dopo essere stato il principale sponsor della nascita di Israele, lo ha sconfessato in seguito al fatto che gli israeliani avevano rivendicato la loro sovranità nazionale, coerenti con il loro spirito democratico e liberale. Israele è così diventato un paria, dipinto come un avamposto del colonialismo occidentale, il popolo palestinese invece il nuovo Gesù bambino collettivo, fuso con i bambini del terzo mondo. I fiumi di denaro riversati su Gaza negli ultimi decenni è come se non esistessero, la mafia islamica di Hamas una cosa da mettere sotto il tappeto. Tutte le offerte di pace in questi decenni di Israele sulla base due popoli due stati? Respinte prima da Arafat e l'Olp e poi da Hamas, che poi il suo stato comunque lo ha ottenuto, era il territorio di Gaza, da cui Israele si è ritirata unilateralmente negli anni 2000, ma cosa ne ha fatto hamas e i palestinesi, uno stato canaglia e terrorista, base del terrorismo per invadere e annientare Israele con l'appoggio di Iran, Onu e la complicità di ong come Save the children. Viene da chiedersi di cosa parlano le anime candide e belle. Ma una cosa è certa, la sinistra trova il suo unico collante nell'odio verso il nemico comune.

giovedì 31 luglio 2025

La perversione morale e l'abisso della sinistra antiebraica

L'uso dei bambini nella propaganda di guerra è da sempre uno strumento orrendamente cinico ad opera di gente senza morale e che trova terreno fertile in una opinione pubblica selettiva e faziosa, pronta di volta in volta a indignarsi o ad essere indifferente a seconda se si parla dei bambini della propria parte o dei bambini della parte avversa. I neonati ebrei sventrati dal ventre delle madri da parte delle belve di Hamas suscitano totale indifferenza nell'opinione pubblica fintopacifista, la notizia diffusa da Hamas di bambini uccisi dall'esercito israeliano suscita la massima indignazione scatenata. Non mi interessa nemmeno qui rimarcare che Hamas usa i bambini come scudi umani mentre i bambini israeliani Hamas li ammazza deliberatamente, di fronte ai bambini bisognerebbe mantenere solo un silenzio rispettoso.

Ma dovremmo fare un passo indietro, quando dagli anni '70 l'immagine ha cominciato a sostituire la parola scritta, fin dai reportage della guerra in Vietnam, quando la foto ha sostituito le ricostruzioni complessive e articolate. La foto quindi, da allora è considerata verità assoluta, la parola scritta sempre meno credibile, ma anche qui a seconda della reputazione di chi scrive. Le immagini invece godono di un impatto sulla sensibilità e l'impulsività delle persone - anche se spesso come detto selettiva - molto forte. Non importa che le immagini possono essere photoshoppate, manipolate, che si possono prendere foto da uno scenario di guerra e far credere che ne riguarda un altro di scenario, come spesso accade, oppure prendere la foto di un bambino malato e far credere che la causa sia la guerra, come ha fatto il Fatto Quotidiano, senza nessun pudore. Ma anche da Siria, Sudan, scenari dimenticati, ma utili per prenderne le foto e dire che sono di Gaza. Succede anche questo nella bestialità di una disinformazione che ricorda gli anni '30 del secolo scorso.

La sinistra inoltre, da quando ha preso a sè il monopolio dell'antifascismo e antinazismo, accusa qualsiasi avversario di genocidio e di essere quindi nazista, lo abbiamo visto contro gli americani, poi contro i serbi, ora senza nessun pudore e cautela contro gli ebrei. E' stato da questo momento rotto un tabù nella nostra civiltà occidentale, e quando si rompe un tabù vince la perversione morale. L'accusa di genocidio rivolta agli ebrei, senza nessuna verifica, accertamento, con una smania e una frenesia senza freni inibitori, ma basata su fonti da Gaza che sono sempre e solo quelle di Hamas e Al Jazeera, la tv satellitare del Qatar, scardina alle sue fondamenta la nostra civiltà, riporta l'occidente nell'abisso dei totalitarismi, nella loro tipica propaganda, liberata dai sensi di colpa e ci riporta nell'Europa degli imperi, anche se per fortuna è solo un sogno da decadenti aristocratici, perchè l'Europa non conta nulla, con buona pace di Macron e Conte.

Ma è anche la grande occasione per una certa borghesia simil-intellettuale di sinistra, col nonno fascista e il padre sessantottino, di chiudere il cerchio, è l'occasione di rimanere a sinistra - che porta sempre vantaggi negli ambienti giusti - ma togliendosi la soddisfazione di chiudere i conti con gli ebrei, con il proprio senso di colpa. Certe persone possono così continuare ad essere di sinistra, ma odiando gli ebrei, possono così continuare ad accusare di nazismo e fascismo chiunque non la pensi come loro e sia diverso da loro, e allo stesso tempo raccogliere l'eredità dei nonni fascisti fatta di antiamericanismo, antisemitismo, immaginaria restaurazione dell'Europa imperialista francese e/o tedesca, filoislamismo invece questo purtroppo molto concreto, fatto di una immigrazione selvaggia e invadente.

Tutto questo non va sottovalutato ma nemmeno soppravalutato, stiamo parlando comunque di minoranze, a patto però che il centro e le destre mantengano la barra dritta e non ne subiscano l'egemonia culturale, però sono minoranze influenti, organizzate, rumorose, violente, pronte a usare tutti i cavilli burocratici, costituzionali, tecnocratici, ma anche di piazza per imporre la loro dittatura contro la volontà popolare. La sinistra è ormai sulla strada della perdizione, sta al centro e alla destra non cadere nella trappola e nella debolezza mantenendo la lucidità senza farsi intimidire dallo squadrismo mediatico e non solo mediatico, ma anche istituzionale e piazzaiolo della sinistra.


lunedì 21 luglio 2025

Chi vuole bene a Milano e chi no

Non sono soddisfatto, parlando in generale, dell'operato del sindaco Sala, ma solo chi odia Milano può godere delle sue recenti disgrazie. L'idea che un'inchiesta della magistratura determini le sue eventuali dimissioni mi fa orrore. In democrazia sono i cittadini a mandare a casa il sindaco, nei regimi rossi o neri si eliminano gli avversari politici per via giudiziaria e con la scusa della corruzione, ma questo vale sia per la destra che la sinistra. Non mi interessano nemmeno le speculazioni politiche, ma il destino di migliaia di famiglie nelle case e lavoratori dei cantieri, ben più importante, che vedono il proprio futuro in pericolo. In pratica la sinistra ha speculato su Toti in Liguria e ora che fa una parte della destra? Specula su Sala a Milano. Un non-visione miope e a breve termine che consegna la democrazia nelle mani dei magistrati. Vedere Fratelli d'Italia e la Lega fare combutta con l'estrema sinistra urlando dimissioni per puro profitto politico mi fa riflettere, per fortuna a livello nazionale la Meloni ha avuto una posizione diversa, ma questo dà credito a chi dice che la Meloni è un leader importante ma a capo di un partito immaturo. Sempre rimanendo nelle tristi questioni politiche è chiaro che la vicenda di Milano comprova che non si può tenere insieme la sinistra riformista e la ecosinistra estrema, in questo c'è il fallimento, ma solo politico, di Sala e non solo di Sala, anzi, della Schlein. Sono molto preoccupato per il futuro di Milano, per le famiglie che hanno comprato una casa, per i lavoratori dei cantieri, molto meno per chi cerca un profitto politico, preferisco il profitto economico per tutti. Prenderò nota alle prossime elezioni su chi vuole bene a Milano e chi non vuole bene a Milano. Liberiamoci degli ecotalebani, certamente e prioritario, ma anche di una certa destra che almeno a livello locale si dimostra rozza e avida di potere, speriamo non a livello nazionale.

venerdì 27 giugno 2025

Gli ecopacifinti a favore del nucleare iraniano e tutti gli altri in fila

Eccoli qui, sono sempre loro, sono gli onnipresenti sui media, nelle università, nel mondo del cinema sovvenzionato, sui palchi dei concerti, ma sempre meno nel paese reale, per fortuna a dire il vero. Sono sempre loro comunque, ma di chi stiamo parlando? Ovvio, degli immancabili social-ecologisti gretini rigorosamente a favore del nucleare iraniano, che manco dirlo non è nemmeno a fini civili, ma serve invece per costruire una bomba atomica per sterminare gli ebrei, eccoli qui allora i pacifisti finti, i piccoli fans dei nuovi Hitler con la barba, anche loro come il baffetto nascosti nei bunker e nei tunnel da bravi codardi, mentre usano la popolazione all'aperto come scudi umani, ma ecco che arrivano anche le femministe di sinistra, ecco che spuntano, le lorsignore che se ne fregano della condizione delle donne nei paesi islamici, forse aspirano a fare le schiave dell'Isis e degli altri Imam, oppure a godere dei benefici dell'occidente democratico insultando la prima donna premier d'Italia e sua figlia, per non farsi mancare nulla. Non è finita, perchè abbiamo anche quelli medioevali del kilometro zero, però i dazi dell'Unione europea ai nostri agricoltori per loro vanno bene, tutti in piazza con la bandierina blu quindi, a manifestare contro il sovranismo danneggiando i nostri produttori, ma eccolì lì anche quei altri che compaiono sullo sfondo, abbiamo anche gli ecosalutisti pseudoscientifici, non ci facciamo mancare nulla, che ci vogliono dire cosa dobbiamo mangiare, come dobbiamo consumare, tra un po' come ci dobbiamo vestire, ma non dimentichiamo pure quelli che fanno il processino con lo sguardo torvo al modello di sviluppo occidentale, che per inciso gli ha e ci ha dato benessere e libertà, strumentalizzando i cambiamenti climatici, ma della Cina che inquina a più non posso, schiavizza gli operai, ha un regime antidemocratico, non dicono una parola, indi delle belve islamiche in Iran e in Palestina sono i loro primi tifosi. 

Sono una burletta certo, fanno ridere, ma il problema serio è che sono gli utili idioti nel cuore dell'Occidente di regimi per nulla comici come quello iraniano, quello cinese, quello di Hamas a Gaza, per dirne solo alcuni. Infatti anche in queste dittature ridono di loro, sono proprio loro a definirli utili idioti dei loro fini, come Lenin definiva i comunisti collocati in Occidente a suo tempo, ora però non sono più rossi, ma rosa, arancioni, fucsia, multicolorati, hanno dato una maschera dal volto umano al loro sanguinarismo rosso, solo che poi le conseguenze rischiamo di subirle noi qui, ma sopratutto i popoli che si ribellano là, ma anche i nostri lavoratori, i nostri imprenditori quà. Insomma, sono i qui quo qua dell'imbecillità, il prodotto del fallimento della scuola pubblica cattocomunista anche, i figli e i nipotini radicalizzati, fanatici e ignoranti dei vecchi nonni sessantottini decrepiti. Sono una minoranza, certo, se si può ancora votare perdono sempre infatti, ma hanno molto potere, occupano togliattianamente (anche se la maggior parte di loro Togliatti non sa neanche chi sia) tutti i centri di decisione non eletti dal popolo, le corti costituzionali, le cassazioni, la presidenza della repubblica, i Tar, la magistratura, le sovrintendenze ambientali, occupano i giornali, la tv pubblica, la scuola pubblica, l'associazionismo, il noprofit che poi di profit ne fa eccome, ma non si può dire.

Immancabili, non ci siamo dimenticati di loro, i sindacatini rossi, quelli ancora rossissimi, infatti invece di fare battaglie per il giusto salario e i diritti dei lavoratori, pensano a scendere in piazza per fare scioperi politici contro l'America, Israele, fanno referendum fallimentari con sperpero di denaro pubblico solo per cancellare le leggi di Renzi che invece con tutti i loro limiti hanno creato occupazione e un minimo di sviluppo in questo paese, tutto in ultima analisi per fare le loro battaglie settarie e gruppettare contro i pochi riformisti rimasti a sinistra e non da ultimo regalare la cittadinanza italiana a chiunque solchi i nostri confini, sperando così di crearsi una nuova clientela prima che i loro iscritti pensionati li abbandonino, mentre da par loro sono trincerati nei loro solchi e confini ideologici e nel loro poterino burocratico. 

Non c'è che dire, a sinistra si riempiono la bocca, per dare e darsi grandi arie, di belle parole, quali come inclusione, pace, uguaglianza, diversità, diritti, tutto a targhe alterne e monodirezionale però. L'inclusione serve solo a escludere i problemi reali, le problematiche, chiunque non la pensi come loro, la pace serve a tenere al potere i tiranni e disarmare l'occidente armando i suoi nemici, l'uguaglianza è la solita arma a doppio taglio, serve a imporre la loro omologazione ideologica, mentre l'unica cosa che dovrebbe essere uguale, la legge, loro invece la usano per scarcerare rapinatori, stupratori, scafisti e per incarcerare gli avversari politici. Ci sono anche quelli che producono spot e slogan a iosa, non ci siamo dimenticati di loro, sempre in prima fila con le loro campagne contro il razzismo, parola ormai svuotata di contenuto e usata per andare a colpire chiunque difenda i valori liberali e occidentali, ma i primi razzisti sono loro, razzisti contro tutto ciò che è bianco, maschio, non di sinistra, innanzitutto. 

Ma non paghi hanno occupato anche le feste nazionali, svilito l'antifascismo, il 25 aprile, che da festa patriottica per celebrare la liberazione dell'Italia dalla Germania nazista che aveva orrendamente generato l'olocausto antiebraico, l'hanno fatta diventare un corteo caciarone e teppista contro la destra, ma contro gli ebrei persino, immaginatevi il delirio, senza vergogna, inneggiando pure a chi durante la seconda guerra mondiale stava con Hitler, come i palestinesi mussulmani. 

La democrazia? Il voto? La libertà d'opinione, d'espressione, quella individuale? Sempre più a sinistra mostrano un aristocratico fastidio verso di esse, come bambini viziati che portano il pallone alla partita, indi se perdono le elezioni vogliono andarsene col pallone, poi all'occorrenza ci sono sempre i paletti della costituzione "più bella del Mondo" per limitare la sovranità popolare - però nel mondo nessuno se la caga - per fare i loro governi di palazzo e tecnocratici. Come piccoli padreterni accettano le opinioni solo se coincidono con le proprie o sono strumentalizzabili, la libertà poi, quella proprio non hanno mai potuto sopportarla, figuriamoci quella individuale, per loro è sinonimo di cattivo egoismo e liberismo, ah il liberismo, non parliamone, in Italia non c'è ne è traccia, ma è lo spauracchio per dirottare il malcontento di chi guadagna poco e sta male, un modo per mascherare il loro odio per la libertà politica, di parola, è attaccare la libertà economica, l'iniziativa privata. 

mercoledì 18 giugno 2025

Gli interessi economici del qualunquismo pacifista a tutti i costi

La vulgata dice che le guerre si fanno per interessi economici. Non lo so, ma possiamo altresì tranquillamente dire che il pacifismo ha altrettanto forti interessi economici. Quale interesse ha l'Italia, per fare un esempio, infatti, per mantenere buoni rapporti pacifici con un regime sanguinario e feroce come quello della repubblica islamica dell'Iran, se non quelli dell'Eni, l'azienda petrolifera italiana, per dirne uno? Sia chiaro, dal mio punto di vista gli interessi economici non sono il diavolo, sono legittimi, ma perchè non vedere che anche il pacifismo ne ha i suoi e dipingere invece il mondo diviso tra buoni pacifinti e cattivi guerrafondai? Siamo tutti per la pace, ma poi c'è il pacifismo peloso delle anime belle, quelle che fanno finta di non vedere che l'Iran sta costruendo la bomba atomica per sganciarla contro Israele e che non ammettono il diritto di Israele ad esistere e difendersi, quelle che fanno finta di non capire che in guerra ci siamo già anche noi, è iniziata 50 anni fa con l'invasione islamica e il terrorismo. Alla base di tutto c'è la negazione al diritto di esistere di Israele, che per inciso è uno stato democratico, multietnico, multireligioso, dove i gay e le donne vivono liberamente. Siamo allora di fronte ad una ipocrisia putrescente, fraudolenta, marcia, ma anche ad una ignavia codarda di chi ha paura degli islamici ma pensa che se li lasciamo sterminare gli ebrei ci lasceranno in pace a noi, o forse gli va bene che ci impongono la loro legge a casa nostra, contro la libertà, i diritti delle donne, dei gay, degli uomini liberi. Un'altra delle cose più stupide e assurde che si possono sentire è che Trump sarebbe un guerrafondaio. Se Trump potesse starebbe fuori da ogni conflitto, ha fatto di tutto per evitare di partecipare ad ogni guerra ed ogni conflitto, solo gli ignoranti pensano il contrario, basta seguire la politica internazionale ogni giorno e non solo quando ti arriva sull'uscio di casa, ma se vuoi evitare la terza guerra mondiale devi agire anche nel geolocale e questo Trump lo sa, i qualunquisti di sinistra (ma anche purtroppo ancora qualcuno a destra) no o fanno finta di non saperlo, confidando che se gli ebrei vengono sterminati noi poi potremo vivere tranquilli e magari sottomessi alle loro regole, che forse anche a qualche cavallo di troia in occidente piacerebbe.

lunedì 16 giugno 2025

I gay, le donne e gli immigrati si ribellano alla sinistra filoislamica

Per anni la sinistra ha usato le minoranze per fare una somma algebrica contro l'occidente democratico, liberale e capitalista, contro i popoli occidentali. Perchè per la sinistra gli essere umani sono numeri, sono base sociale, sono pedine per continuare a tenere il loro poterino. Ma ora i nodi vengono al pettine, le contraddizioni esplodono, questa sinistra filoislamica, schierata con gli oscurantisti retrogradi che tengono il potere in Iran, schierata con le belve di Hamas in Palestina, che usa il suo popolo come scudi umani e uccide donne e bambini, opprime le donne, i gay, le lesbiche, schiava in ultima analisi del regime comunista cinese, ha gettato la maschera. Sempre più donne, gay, lesbiche, immigrati, si rifiutano di essere strumento della loro perversione ideologica. Vogliono vivere liberi e non essere strumenti di falliti della storia. Negli ultimi venti anni gli islamo-nazi-comunisti hanno provato a spruzzare la loro coda velenosa contro la libertà dei popoli, ma ora hanno le ore contate. Il serpente va ucciso dalla testa, come sta facendo Israele, ma anche dalla coda dei cavalli di troia che si annidano in Occidente. E questo è compito nostro.

domenica 8 giugno 2025

Italia, la sinistra non se la fila più nessuno

Siamo in Italia, ma potremmo essere in un qualsiasi altro paese dell'occidente perchè i referendum di oggi lo hanno detto chiaro: La sinistra del filo-cinese e del clientelare Conte, la sinistra degli eco-pacifinti Bonelli e Fratoianni, la sinistra del nulla cosmico da movimento studentesco della Schlein, non se la caga più nessuno. Lo hanno certificato questi referendum dove questa accozzaglia di disperati voleva cancellare le leggi che ha fatto Renzi al governo, obbiettivo fallito, gli italiani evidentemente apprezzano le leggi di Renzi. Lo hanno certificato questi referendum che questa sinistra voleva far diventare anche un referendum sul governo, volevano contarsi e sono rimasti in pochi, poverini. Sono andati a votare in quattro gatti, qualche sessantottino decrepito, qualche cinquantenne esaurito e nulla più. Il governo Meloni per il popolo sovrano, allora, ha l'approvazione della stragrande maggioranza degli italiani e udite udite, il governo Renzi non ha fatto così male, sempre per gli italiani. Così il popolo ha scelto, rivendicando il diritto di ignorare questa pagliacciata. Tutti al mare a divertirci, ed ora godiamoci in poltrona le intemerate delle prefiche offese sul popolo qualunquista e ignorante, sulla crisi della democrazia, godiamoci le crisi isteriche delle maestrine di sinistra, tutto da godere. Pop corn. Piazze piene, urne vuote, spiagge felici.

venerdì 6 giugno 2025

Per una controffensiva liberale e occidentale

I pacifisti ci dicono che la democrazia non si esporta. Certo, la democrazia forse non si esporterà, però guarda un po' in Italia è andata proprio così, gli angloamericani l'hanno esportata, e inoltre questo non vuol dire che le dittature hanno ragione. Il problema reale però - al di fuori degli slogan di sinistra sulla democrazia che non si esporta - è scegliere i referenti democratici giusti in loco, sul territorio. I terzomondisti ci dicono che in certi paesi in loco non ci sono, che questi popoli vogliono monoliticamente il loro dittatore e questa è la loro cultura, che poi sarebbe da parificare con la cultura liberale e occidentale in nome del multiculturalismo, ma poi per loro la democrazia occidentale va pure abolita. Invece sicuramente sappiamo che per esempio, nello storico-concreto, Obama in Iraq ha scelleratamente dato il potere alle milizie filoiraniane, questo è un po' come se dopo la seconda guerra mondiale gli angloamericani, una volta liberata l'Italia, avessero dato il potere ai comunisti, i quali volevano instaurare un'altra dittatura dopo quella fascista, come hanno fatto gli sciiti in Iraq. In Italia al contrario, come in Giappone e Germania, le truppe alleate scelsero i referenti giusti e in più mantennero gli stivali sul territorio e speriamo continuino a mantenerli, non tirando troppo dalla parte di un isolazionismo emerso negli ultimi anni, che comunque è ampiamente comprensibile visti gli eventi degli ultimi decenni. Negli anni '40 gli angloamericani scelsero di sostenere i Saragat, i De Gasperi, Einaudi, e non per carità Togliatti, questa fu la scelta giusta. Il vero problema allora, care anime belle e non sinceri democratici, non è l'interventismo democratico, ma la scelta dei referenti in loco e una linea coerente. 

Gli schizofrenici liberal-comunisti accusano Trump di essere un guerrafondaio imperialista e allo stesso tempo, pensate, lo accusano di voler abbandonare la Nato e l'Europa. Sono per metà liberali e per metà comunisti, ma le due cose proprio non si conciliano e non comunicano, proprio come nella schizofrenia.

Oggi il nulla cosmico della sinistra globalista ci vorrebbe sottomettere alle autocrazie orientali ed ai fanatismi religiosi - quello ecologista e quello islamico - mentre le nazioni, i confini e la loro sovranità democratico-popolare diventano sempre più la trincea in difesa delle libertà e della democrazia, senza dimenticare la difesa del locale. Allora bisognerebbe costruire una nuova linea del Piave, ma anche una controffensiva culturale contro l'invasione islamica e quella cinese, colpendo i loro cavalli di troia che si annidano tra noi come serpi in seno, favorendo al contrario quell'immigrazione integrata, di chi aiuta i nostri anziani, le nostre famiglie, la nostra produzione e il nostro sviluppo, perchè in primis da par loro aderiscono invece ai valori occidentali. Però la realtà è complessa, ci sono tanti arabi, per esempio gay e lesbiche, che scappano dai paesi islamici e dalle loro persecuzioni, accogliamo anche loro, dimenticati e abbandonati dagli attivisti del gay pride e dai fascisti di sinistra, sempre pronti ad ungere gli imam e le dittature terzomondiste, e respingiamo senza paura di essere tacciati di razzisti chi ci vuole sottomettere e invadere.

Cruciale in questo senso è la difesa di Israele, senza se e senza ma, contro le menzogne e le mistificazioni dei media che dipingono gli ebrei come dei mostri, bisogna stanare i finti equidistanti in questa guerra di civiltà, contro il finto buonismo, contro gli antisemiti cattocomunisti, la difesa dello stato ebraico è ormai diventata la cartina di tornasole tra la civiltà e la barbarie, tra il coraggio e la codardìa. Chi difende Israele oggi è dalla parte giusta della storia, chi in occidente sostiene hamas e i palestinesi è malato e odia sè stesso e nella migliore delle ipotesi non sa neanche di cosa parla, nella peggiore vuole la distruzione dell'occidente e dei suoi valori, oltrechè la distruzione di se stesso. La posta in palio è la libertà, la democrazia, il rispetto dell'individuo e del privato. La sinistra sminuisce e disprezza questi valori dicendo che in occidente ci sono però le disuguaglianze, ma andassero a vedere le disuguaglianze che ci sono fuori dall'occidente, ben più enormi, prima di dare lezioni da maestrine.


giovedì 29 maggio 2025

La sicurezza è un diritto dei più deboli, il governo Meloni lo difende coi fatti

Il decreto legge per la sicurezza del governo Meloni, al voto in questi giorni in parlamento, si occupa della difesa dei più deboli, dei più indifesi, di chi soffre. Non entro nel merito della sua efficacia ne' nei dettagli della legge, che vedremo nella sua applicazione e nella sua lettura più approfondita, ma è chiaro l'intento politico e sociale. Difendere i poveri che si vedono occupata la loro casa popolare dai prepotenti e dagli abusivi, difendere gli anziani e gli indifesi, rapinati da persone che poi per il fatto magari di essere madri si vedono scarcerate impunemente, difendere i lavoratori che vanno al lavoro e che si trovano la strada bloccata da perditempo che la occupano violentemente per manifestazioni ideologiche, difendere i poliziotti dai neoterroristi che contrastano violentemente la costruzione di opere pubbliche di interesse nazionale. 

In particolar modo mi sta a cuore la questione delle case popolari, la sinistra pensa di cavarsela pilatescamente parlando di guerra tra poveri, ma da una parte ci sono i poveri che hanno diritto ad una casa popolare, che hanno rispettato le regole, si sono messi in graduatoria, dall'altra invece ci sono solo dei furbi e dei ladri che violano quanto ci sia di più sacro per una persona e la sua libertà, la casa. Ma il vero problema è questa sinistra border-line che sta con un piede nella sovversione e un piede nella legalità, ma alla fine sotto sotto ha tutti e due i piedi nella violenza e nell'illegalità, usando però tutti gli strumenti legali per portare avanti le sue violazioni.

Insomma, questo decreto è una legge che una sinistra degna di questo nome dovrebbe avallare o al massimo emendare per migliorarla, non certo contrastarla con strepiti isterici o peggio ancora coprendo i fanatici che occupano da anni con tracotanza il suolo pubblico, le università, i licei, perfino i convegni culturali e le fiere del libro, luoghi in cui si dovrebbe studiare, dibattere e non starnazzare, tanto meno aggredire. Bisogna condannare sempre tutte le violenze, anche la violenza passiva cosiddetta gandhiana, che a ben vedere è il tipo di sopraffazione peggiore, quella più vigliacca, perchè si nasconde dietro il vittimismo e la retorica gonfia di slogan e piagnistei, che in Italia ha pure goduto finora dell'avallo invece di norme legislative e di una costituzione pensata apposta per sovvertire il sistema democratico dall'interno. Ma ora i tempi stanno cambiando, bene, molto bene.

Era ora che questo governo agisse in questo senso, finora è stato perfetto in politica estera, nonostante certe sottigliezze dell'alleato Tajani che fa di tutto per mettere in difficoltà la premier, ma ora bisogna aiutare la vita concreta delle persone, in primis quelle più indifese, agire sull'insicurezza, che non è affatto percepita, come dicono i tronfi soloni al caldo, ma al contrario reale; in più abbassare le tasse, contrastare il potere dei giudici, della burocrazia e delle sovrintendenze varie e ridare potere al popolo italiano è e rimane una priorità, senza togliere al contempo nulla alla altrettanto giusta posizione atlantista di questo premierato, che non deve cambiare. E non dimenticando la riforma in senso federalista dello stato italiano, altro punto cardine di questo governo, che se ce la farà, cambierà l'Italia in meglio e secondo i reali interessi degli italiani.

Atlantismo, difesa dello stato di Israele e lotta al radicalismo islamico ed a ogni forma di radicalizzazione, sicurezza nelle strade e nelle case, lotta alla burocrazia ed al potere dei burocrati non eletti da nessuno, diminuzione delle tasse, federalismo, questo chiedono gli elettori di centrodestra, cioè la maggioranza degli italiani, bisogna venirgli incontro senza timore delle chiassate di pseudostudenti, attori e comici di serie B, sessantottini rincoglioniti, tecnocrati, media faziosi, piccole ma potenti elites arroganti, disconnesse dalla realtà produttiva e dai bisogni reali della gente.

lunedì 12 maggio 2025

Faccette nere e faccette sceme

La sinistra allo sbando ormai se la prende con tutto ciò che gli italiani amano. Non so se sono più masochisti o stupidi in questo senso, ma forse confidano nella fine della sovranità popolare per mano dell'Unione Europea, perchè avanti così le elezioni non le vinceranno mai, a parte che non le hanno quasi mai vinte. L'ultima della capa dell'autogestione del liceo infatti, Elly Schlein, è prendersela con gli alpini. Sì, avete sentito bene, gli eroi di tutti gli italiani cosa sono per la capetta in crisi mistica della sinistra? Ma è ovvio, dei fascisti, cos'altro potrebbero essere, tanto ormai vedono fascisti ovunque e se li sognano di notte e di giorno. Ma cos'è succeso per creare il caso? Succede che al raduno degli alpini a Biella un gruppetto a notte fonda avrebbe cantato faccetta nera. A parte l'irrilevanza della cosa, qui viene comunque fuori tutta la ignoranza degli "antifascisti" da movimento studentesco. Questa canzone infatti, non era affatto una canzone del regime, ma una prosa spontanea nata dal popolo che voleva significare che gli italiani avrebbero liberato le donne nere dall'oppressione degli uomini neri, basta leggere il testo. Un testo che, basta conoscerlo, potremmo quasi definire femminista. Secondo molti storici infatti il duce non amava affatto questa canzone, nata spontaneamente tra la gente. Ma ovviamente bastava questo appiglio per gridare allo scandalo e all'emergenza nera - in questo caso non del colore della pelle - ora con chi se la prenderanno, con le mamme italiane, col campionato di calcio, con la pasta? Fascisti anche quelli?

sabato 10 maggio 2025

Gli haters di sinistra

La sinistra è divisa su tutto, l'unica cosa che li unisce è l'odio. Gli haters di sinistra indirizzano l'odio sul piano personale. E' sempre il leader dello schieramento avversario ad essere il bersaglio, che talvolta può essere anche un leader interno quando qualcuno a sinistra cerca di portare un po' di ragionevolezza pragmatica, allora va accusato di essere un infiltrato, in pieno stile sovietico. Attenzione, il leader avversario prima lo irridono, dipingendolo come un idiota, ma questo accresce i suoi consensi, allora lo demonizzano dipingendolo come un mostro, il nuovo Hitler o Mussolini, ma anche questo accresce i suoi consensi, allora cercano di ammazzarlo, usando qualche pazzo o qualche terrorista, da cui ovviamente prendono immediatamente le distanze perchè loro sono pacifisti e gandhiani, ma intanto il lavoro sporco è fatto. Se nemmeno questo riesce c'è sempre la via giudiziaria, nel frattempo di raggiungere l'obbiettivo e se non lo raggiungono si dipingono come la faccia triste e contrita di una minoranza illuminata, buona, colta, in un mondo brutto e cattivo, anche se sono solo un'associazione di mediocri organizzati, burocrati, tecnocrati rancorosi, con le pecore al seguito, che fanno al contempo leva sul populismo deteriore, l'altra faccia della loro medaglia che nel momento del bisogno viene in loro soccorso dopo aver finto di attaccarli.

giovedì 8 maggio 2025

L'uso dei bambini, della terra e dei poveri nella propaganda antisemita

La propaganda antiisraeliana e l'odio contemporaneo verso gli ebrei si muove su alcune coordinate molto semplici e perciò molto efficaci, ma che forse non spiegano tutto, vedremo perchè. Le coordinate molto semplici della propaganda sono gli ebrei uccidono i bambini (e le donne) in maniera gratuita e deliberata, rubano la terra ai palestinesi e sono tutti ricchi che perseguitano i poveri palestinesi. Un tipico metodo sovietico di rovesciare sul nemico i suoi temi forti, gli ebrei i cui bambini sono stati deportati dal nazismo, gli ebrei a cui era negato di poter possedere la terra, gli ebrei poveri nel ghetto, ora li si accusa delle stesse cose di cui sono stati vittime per renderli odiosi agli occhi del ventre molle dei benpensanti non riflessivi.

Andiamo con ordine, i palestinesi hanno più volte negli ultimi 75 anni massacrato donne e bambini ebrei, eppure questo non ha generato nessuna empatìa verso gli ebrei, quindi non è questa coordinata propagandista che spiega tutto e a fondo il rinnovato odio antisemita. Anche di terre contese ce ne sono mille nel mondo e nella storia del mondo, eppure solo l'accusa (falsa) agli ebrei di aver rubato la terra ai palestinesi suscita questa indignazione rarefatta e al contempo viscerale. Anche la rappresentazione che gli ebrei sarebbero tutti ricchi e i palestinesi tutti poveri non trova riscontro nello schierarsi in altri conflitti. Quindi tutto ciò rappresenta l'elemento superficiale e ipocrita dell'odio verso gli ebrei, seppur pavlovianamente istintivo. 

Allora perchè tutto questo odio alla sua radice profonda? A mio modo di vedere si coagulano tre elementi, religiosi, storici e uno generazionale-ideologico più recente. Il primo elemento è l'antisemitismo cristiano, potrà sembrare strano, in un mondo che sembra sempre più secolarizzato, ma nel sottopancia di molta gente permane questo odio di matrice religiosa, soprattutto all'interno del cristianesimo ortodosso e in una parte di quello cattolico, meno in quello protestante. Poi c'è quello storico, per la sinistra di derivazione comunista gli israeliani sono quelli che hanno tradito l'Unione Sovietica, dopo che la Russia aveva sostenuto la nascita dello stato ebraico, il quale poi però ha rifiutato di diventare un satellite dell'Urss, diventando invece alleata degli Stati Uniti, uno dei veri peccati originali di Israele, da quel momento dipinto come appendice dell'imperialismo occidentale. Infine c'è l'elemento generazionale, per molti giovani di sinistra che però vogliono ribellarsi alla vecchia sinistra andare contro gli ebrei significa rompere un tabù, dire che i sionisti sono i nuovi nazisti è un modo di scavalcare la vecchia sinistra che si ricollegava al risorgimento ottocentesco, in quella rincorsa all'essere sempre più di sinistra di quelli che c'erano prima, tipica di una certa mentalità ultraprogressista. Quello che era di sinistra ieri ora deve essere bollato come reazionario in una rincorsa alla radicalizzazione perpetua. Questi tre elementi però si mischiano insieme, perchè negli ultimi decenni la chiesa Cattolica è andata sempre più a sinistra, contaminandosi coi comunisti italiani, così come la chiesa ortodossa russa si è contaminata coi sovietici, la sinistra inoltre negli anni si è fatta sempre più troschista che stalinista (Stalin, pur essendo andato poi contro Israele. infatti era comunque quello che aveva liberato i campi di concentramento e sostenuto la fondazione di Israele, il troschismo invece era quello più a sinistra e contro ogni alleanza con la socialdemocrazia), il ribellismo sessantottino generazionale è poi diventato un elemento fondante della sinistra contemporanea. Un appunto in più sulla sinistra, lo stalinismo rompe con Israele dopo l'alleanza iniziale, ma non è terzomondista, è la sinistra terzomondista e cattocomunista che poi annega completamente nell'antisemitismo, infatti Stalin oggi è il capro espiatorio di tutte le malefatte della sinistra per i buonisti, per poter sacralizzare le idee "buone", immutabili ma sempre più radicalizzate.

Quindi c'è un sovrastrato ipocrita, che in maniera unilaterale piagnucola, usandoli, sui bambini, le donne, la terra, i poveri palestinesi, e poi c'è il vero substrato nei tre elementi storico-religiosi-ideologicogenerazionali sopra brevemente descritti. L'antisemitismo cristiano, l'antisemitismo post e semi stalinista ma soprattutto come abbiamo detto, troschista, terzomondista, cattocomunista e sessantottino, poi postsessantottino nell'ultima versione ormai degenerata in uno stato di subprogressismo emotivo, irrazionale e isterico.


lunedì 5 maggio 2025

La sinistra oggi

La sinistra oggi, progressisti che odiano il progresso, democratici che odiano la democrazia e la sovranità popolare, femministe che se ne fregano della condizione delle donne nei paesi islamici, pseudoliberali che odiano la libertà d'espressione e il libero mercato, antinazisti che odiano gli ebrei, multiculturalisti che odiano la cultura occidentale, anticlericali che la pensavano in tutto come il Papa peronista, l'unica cosa in cui sono coerenti è nel loro odio verso il popolo italiano.

Eccoli qui, la loro idea di progresso è tornare all'età della pietra, con le pale eoliche e i pannelli solari facendo vincere la dittatura comunista cinese, la loro idea di democrazia è negare la sovranità del popolo, in nome di un dispotismo illuminato e paternalistico che chiamano Europa, la loro idea di femminismo è nella loro sottomissione al maschilismo islamico, la loro idea di libertà è nel bollare ogni opinione non conformista come razzismo e nell'orientare l'economia in maniera dirigista, il loro multiculturalismo è a senso unico, disprezzando tutto ciò che è occidentale, il loro antifascismo è nell'odio verso il sionismo e verso il popolo ebraico, sostengono poi di essere anticlericali, ma dicono le stesse cose che diceva il Papa Bergoglio, non possono inoltre sopportare come il popolo italiano ha votato democraticamente nel 1948, nel 1994, nel 2008 e nel 2022. Parlano per slogan superficiali e banali ma si si atteggiano a grandi intellettuali, demonizzano gli imprenditori, disprezzano il popolo lavoratore, sono pecore dentro un recinto che si riempiono la bocca di belle parole che ripetono ossessivamente, sono figli di una storia sbagliata che nemmeno conoscono e che ripetono nevroticamente in maniera inconsapevole senza imparare nulla, riverniciandola di colori ibridi, sono pacifisti al servizio delle dittature, omologati in nome della diversità, inclusivi che escludono, globalisti a chilometro zero, nonviolenti che giustificano il terrorismo, antiputiniani che vogliono disarmare gli ucraini, insomma, poi si stupiscono se stanno sulle scatole a tutti?


domenica 4 maggio 2025

Il problema del fascismo e la pseudoscienza di sinistra

Il vero problema del fascismo non era il nazionalismo, ma il socialismo. Questo movimento aveva infatti una idea dirigista dell'economia, che è già di par suo dittatoriale, un'idea collettivista della patria, nemica dei territori locali, degli individui e della iniziativa privata, ma anche della famiglia, perchè i fanciulli dovevano essere educati dallo stato, come in Unione Sovietica. Tutto diverso dal nazionalismo liberale, conservatore e democratico che costruisce la patria nella libertà, nel rispetto del particolare e del popolo così com'è e non in un popolo immaginario. Anche l'imperialismo del fascismo nasce dall'incapacità del governo e dello stato di risolvere i problemi economici del popolo, data dalla sua idea socialista dell'economia. Questo succede quando lo stato diventa un fine dove tutti devono realizzarsi anzichè un mezzo per favorire l'iniziativa privata. La sinistra pasticciona e banale invece confonde il nazionalismo con il fascismo, con il quale invece ha tante cose in comune, lo statalismo, l'indottrinamento dei bambini e dei giovani, l'antifederalismo, l'odio per i valori occidentali, l'idea della costruzione di una umanità nuova e perfetta. La megalomanìa ingovernabile del globalismo della sinistra, di fronte al suo fallimento, si riduce poi nel cercare un patriottismo "buono", magari continentale, ma sempre ideologico. La storia della sinistra è sempre la stessa, si parte da un'idea, del tutto scollegata dalla realtà, si va al popolo con il nuovo verbo, ma il popolo pragmatico la rifiuta, allora si pretende di farne una scienza elitaria, è stato così col marxismo-leninismo, è così col neoecologismo, ma sempre ideologia e pseudoscienza è.

giovedì 24 aprile 2025

Quando la sinistra comunista non era antifascista

Quando il fascismo nacque il partito comunista d'Italia non si oppose ad esso. l'allora leader Bordiga chiarì fin da subito che per i comunisti i nemici erano i socialdemocratici e i liberali, non i fascisti. Le prime organizzazioni antifasciste erano composte da liberali, repubblicani e anarchici, ai militanti del partito comunista fu invece vietato tassativamente di parteciparvi dalla dirigenza. I comunisti scelsero una via tra l'indifferenza al fascismo e una sua aperta agevolazione, la dittatura mussoliniana infatti avrebbe abolito lo stato liberale, aprendo secondo loro poi la strada alla rivoluzione e alla dittatura del partito del proletariato e non andava ostacolato. Il solo Gramsci si oppose a questa linea, mentre un giovane Togliatti aderì alla politica bordighista. Solo quando Gramsci riprese il controllo del partito si attuò un programma antifascista, seppur come linea politica e tattica intesa al pari di fase intermedia verso la dittatura del partito rivoluzionario. Ma ormai era tardi e fu solo una parentesi. Con la crisi del '29 il comunismo internazionale riadottò una strategia di "disfattismo rivoluzionario" convinto che la fine del capitalismo fosse alle porte, Gramsci era di nuovo totalmente isolato, nel confino in cui era recluso dal regime fascista venne preso persino a sassate dai compagni, ma dopo la fine del fascismo i comunisti ne fecero una icona e un santino, Togliatti fece in modo di appropriarsi dell'antifascismo, ma finchè Hitler non aveva invaso l'Unione Sovietica i comunisti avevano sempre incolpato della guerra i paesi anglosassoni sposando le ragioni della Germania hitleriana. Solo dopo la rottura da parte di Hitler del patto con Stalin i comunisti divennero antifascisti. Ma anche la parte antistalinista del comunismo, quella troschista, aveva sempre considerato l'antifascismo come un compromesso deteriore con la borghesia democratica, rifiutandola in toto, a differenza dello stalinismo che finì con l'accettare questo compromesso per motivi contingenti. L'odio dei troschisti per Togliatti e Stalin non era certo dovuto ai motivi di difesa della libertà, ma al contrario perchè essi erano scesi a compromessi coi liberali e i democratici, loro malgrado però. La schizofrenia e la doppiezza della sinistra contemporanea è figlia di queste scissioni storiche e di queste contraddizioni, oggi la sinistra si presenta come baluardo della democrazia liberale e artefice dell'antifascismo, ma non perde occasione per dimostrare il suo odio per i liberali, le democrazie anglosassoni e il mondo occidentale in generale. Di fatto pretendono di tenere insieme in un unico polpettone tutte le linee di fase del passato.

sabato 19 aprile 2025

I primi risultati della strategia di Trump e la buona politica della Meloni

La strategia di Trump nei rapporti economico-internazionali ha già raggiunto tre risultati. Eccoli: 

1) La Fed è stata costretta ad abbassare i tassi d'interesse, dopo un lungo braccio di ferro tra Powell e il governo, fin dai tempi della prima amministrazione Trump.

2) I paesi più importanti come Inghilterra, India, Giappone ed Israele più la quasi totalità dei paesi del mondo si sono seduti al tavolo delle trattative con l'amministrazione Usa, solo l'Unione Europea e la Cina hanno reagito sbraitando istericamente annunciando "rappresaglie", "bazooka" e rispolverando dalla soffitta tutto il vecchio repertorio della propaganda comunista anti-americana, ma anche loro hanno poi dovuto sottobanco iniziare a trattare.

3) Alcune importanti aziende come la Coca-cola e Intel hanno annunciato reinvestimenti in Occidente dopo un trentennio e più di delocalizzazioni che ha impoverito la classe operaia occidentale favorendo regimi dove non esiste la minima parvenza di diritti dei lavoratori, democrazia e libertà.

In questa intersezione ha lavorato magistralmente la Meloni, che fin da subito ha attuato una linea da pontiere tra l'Europa e gli Usa non andando dietro agli isterismi e ai catastrofismi. La premier ha tenuto la barra dritta con nervi saldi ascoltando più i ceti produttivi e meno gli opinionisti ideologici, per questo ora l'Italia è il centro dell'Occidente e il viaggio in America è stato un vero successo, corrobato dalla visita di Vance in Italia.

Poi c'è la propaganda, se la Borsa va giù per tre giorni sparano i titoloni e mandano nel panico i piccoli investitori, se la borsa risale dicono che ci guadagnano solo i grandi investitori e gli "speculatori". Una tesi che fa a pugni con la realtà. Non ci vuole una laurea in economia per sapere che se la borsa risale ci guadagnano tutti gli investitori, grandi e piccoli.

A proposito di propaganda, la Cina sta invadendo i social con la sua, irridendo gli operai americani, terrorizzando le popolazioni occidentali e mostrando tutto il suo razzismo. Lo spettacolo penoso delle opposizioni (anti)italiane, invece, non merita nemmeno di essere commentato, con la meritoria eccezione di Calenda, l'unico che dimostra un minimo di serietà e patriottismo. Calenda d'altronde ha imparato dalla Meloni, la quale quando era all'opposizione non ha mai giocato allo sfascio, ma se l'allora premier Draghi faceva una cosa giusta lo sosteneva nella circostanza, pur senza rinunciare al suo ruolo. Meloni è sempre più una leader di livello internazionale, riconosciuta da tutti nel mondo, a capo della rinascita dell'Occidente e dell'alleanza atlantica, grazie al cielo sono lontani i tempi della sottomissione alla Cina dei governi grillini, dell'eurofanatismo dei governi Prodi, non c'è bisogno di averla votata per riconoscerlo, basta l'onestà intellettuale.

Vedremo come si evolverà la situazione, perchè sarà una battaglia, ma è una battaglia che merita di essere combattuta, per la libertà e il benessere dei popoli occidentali e delle classi lavoratrici di tutto il mondo.