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giovedì 31 luglio 2025

La perversione morale e l'abisso della sinistra antiebraica

L'uso dei bambini nella propaganda di guerra è da sempre uno strumento orrendamente cinico ad opera di gente senza morale e che trova terreno fertile in una opinione pubblica selettiva e faziosa, pronta di volta in volta a indignarsi o ad essere indifferente a seconda se si parla dei bambini della propria parte o dei bambini della parte avversa. I neonati ebrei sventrati dal ventre delle madri da parte delle belve di Hamas suscitano totale indifferenza nell'opinione pubblica fintopacifista, la notizia diffusa da Hamas di bambini uccisi dall'esercito israeliano suscita la massima indignazione scatenata. Non mi interessa nemmeno qui rimarcare che Hamas usa i bambini come scudi umani mentre i bambini israeliani Hamas li ammazza deliberatamente, di fronte ai bambini bisognerebbe mantenere solo un silenzio rispettoso.

Ma dovremmo fare un passo indietro, quando dagli anni '70 l'immagine ha cominciato a sostituire la parola scritta, fin dai reportage della guerra in Vietnam, quando la foto ha sostituito le ricostruzioni complessive e articolate. La foto quindi, da allora è considerata verità assoluta, la parola scritta sempre meno credibile, ma anche qui a seconda della reputazione di chi scrive. Le immagini invece godono di un impatto sulla sensibilità e l'impulsività delle persone - anche se spesso come detto selettiva - molto forte. Non importa che le immagini possono essere photoshoppate, manipolate, che si possono prendere foto da uno scenario di guerra e far credere che ne riguarda un altro di scenario, come spesso accade, oppure prendere la foto di un bambino malato e far credere che la causa sia la guerra, come ha fatto il Fatto Quotidiano, senza nessun pudore. Ma anche da Siria, Sudan, scenari dimenticati, ma utili per prenderne le foto e dire che sono di Gaza. Succede anche questo nella bestialità di una disinformazione che ricorda gli anni '30 del secolo scorso.

La sinistra inoltre, da quando ha preso a sè il monopolio dell'antifascismo e antinazismo, accusa qualsiasi avversario di genocidio e di essere quindi nazista, lo abbiamo visto contro gli americani, poi contro i serbi, ora senza nessun pudore e cautela contro gli ebrei. E' stato da questo momento rotto un tabù nella nostra civiltà occidentale, e quando si rompe un tabù vince la perversione morale. L'accusa di genocidio rivolta agli ebrei, senza nessuna verifica, accertamento, con una smania e una frenesia senza freni inibitori, ma basata su fonti da Gaza che sono sempre e solo quelle di Hamas e Al Jazeera, la tv satellitare del Qatar, scardina alle sue fondamenta la nostra civiltà, riporta l'occidente nell'abisso dei totalitarismi, nella loro tipica propaganda, liberata dai sensi di colpa e ci riporta nell'Europa degli imperi, anche se per fortuna è solo un sogno da decadenti aristocratici, perchè l'Europa non conta nulla, con buona pace di Macron e Conte.

Ma è anche la grande occasione per una certa borghesia simil-intellettuale di sinistra, col nonno fascista e il padre sessantottino, di chiudere il cerchio, è l'occasione di rimanere a sinistra - che porta sempre vantaggi negli ambienti giusti - ma togliendosi la soddisfazione di chiudere i conti con gli ebrei, con il proprio senso di colpa. Certe persone possono così continuare ad essere di sinistra, ma odiando gli ebrei, possono così continuare ad accusare di nazismo e fascismo chiunque non la pensi come loro e sia diverso da loro, e allo stesso tempo raccogliere l'eredità dei nonni fascisti fatta di antiamericanismo, antisemitismo, immaginaria restaurazione dell'Europa imperialista francese e/o tedesca, filoislamismo invece questo purtroppo molto concreto, fatto di una immigrazione selvaggia e invadente.

Tutto questo non va sottovalutato ma nemmeno soppravalutato, stiamo parlando comunque di minoranze, a patto però che il centro e le destre mantengano la barra dritta e non ne subiscano l'egemonia culturale, però sono minoranze influenti, organizzate, rumorose, violente, pronte a usare tutti i cavilli burocratici, costituzionali, tecnocratici, ma anche di piazza per imporre la loro dittatura contro la volontà popolare. La sinistra è ormai sulla strada della perdizione, sta al centro e alla destra non cadere nella trappola e nella debolezza mantenendo la lucidità senza farsi intimidire dallo squadrismo mediatico e non solo mediatico, ma anche istituzionale e piazzaiolo della sinistra.


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