L'odio della sinistra per il ceto medio ha radici storiche profonde, il collettivismo non ammette defezioni, la storia ci ha insegnato che il socialismo e il comunismo possono scendere a patti col grande capitale per farne stato, il grande capitale a sua volta non disdegna di farsi stato e di scendere a compromessi con il socialismo statalista, il fascismo altresì cercò un compromesso tra queste tre componenti, il socialismo, il capitale e i ceti medi, attrasse a sè i ceti medi ottenendone il consenso in chiave anticomunista, ma poi non smentì la sua vocazione socialista tradendo i ceti medi che si erano rivolti a lui contro la dittatura comunista e il capitalismo di stato. Ma la questione dei ceti medi la affrontò anche Togliatti dopo la guerra chiarendo che era stato il socialismo massimalista a gettare nelle braccia del fascismo i ceti medi con il suo collettivismo, d'altra parte già Lenin dopo aver vinto la rivoluzione aveva inaugurato la nuova politica economica che preservava i ceti medi in Russia. Il punto è che le figure più intelligenti del leninismo sapevano perfettamente che senza i ceti medi, senza il loro contributo, il socialismo è destinato a fallire, dall'altra parte i Trust non hanno nemmeno visione politica e pensano solo a fare tabula rasa intorno a loro. Le figure più stupide del campo socialista, invece, attaccano i ceti medi apertamente, è il caso dell'attuale sinistra italiana ben raffigurata nel milionario Fratoianni, che tratta chi guadagna tra i 2mila e i 4mila euro al mese come dei riccastri da tassare, una manna per l'attuale destra al governo, che con questa opposizione governerà per i prossimi 30 anni, a meno che non ci siano golpe giudiziari, golpe dell'unione Europea, ma sempre più italiani non credono più nella magistratura, non credono più nell'Unione Europea, quindi?
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