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domenica 20 maggio 2012

Il momento del terrorismo

“E' questo il momento” dice un brigatista durante il processo. Quando i terroristi di qualsiasi matrice pensano che sia il momento di agire? I terroristi non cercano il consenso democratico, sono autoreferenziali e consapevolmente minoranze. Il “momento” sono quindi i momenti di frammentazione, quando non c'è un blocco sociale cementato che regge la società, quando c'è un clima di sfiducia verso gli elementi intermedi che fanno la democrazia, quando cresce l'insofferenza verso lo Stato nazionale al quale si contrappone la propria comunità monolitica e incontaminata, l'intolleranza verso la democrazia rappresentativa e la proposta politica con le sue mediazioni a cui si contrappone il mito totalitario della democrazia diretta, le campagne di odio e delinquenza verbale portate avanti contro equitalia da Beppe Grillo, il quale predilige la mafia allo Stato, le diffamazioni contro le basi storiche della Repubblica, la volontà di eliminare i partiti. I cattivi maestri esistono, negli anni '70, come oggi. E' dalle derive ideologiche, dalle campagne mediatiche, dai guru oracolari, dall'insulto quotidiano dei comici, dalla corporazione degli opinionisti anticasta, dall'idea che l'attivismo compulsivo è virtuoso ed è chiamato alla missione di smuovere la presunta passività delle masse, da queste variabili nasce il clima e prendono gli imput i terrorismi di diversa provenienza, tutti accomunati dalla volontà di dimostrare la vulnerabilità dello Stato democratico e delle istituzioni dirottando in questo modo l'indignazione più su di esso che sull'atto terroristico.
Ad ogni atto terroristico scatta poi una certa retorica del chi sono i mandanti e del cui prodest, e cioè a ben vedere gli stessi soggetti che creano il clima fertile al terrorismo sono anche quelli che sostengono che dietro al terrorismo ci sarebbe lo Stato stesso o quantomeno se ne beneficerebbe. Pur essendo vero che una democrazia immatura come la nostra ha vissuto la stagione dei depistaggi e delle infiltrazioni nello Stato democratico, è chiaro per esempio che le stragi degli anni '70 erano opera dei fascisti che non possono essere deresponsabilizzati con la teoria che fossero solo neutra manovalanza, così come il terrorismo rosso era figlio della sinistra extraparlamentare e in particolare dell'autonomia e non di chissà quale complotto internazionale. Il terrorismo di oggi è figlio innanzitutto dell'antipolitica. Non bisogna avere paura a dirlo.

domenica 13 maggio 2012

Amministrative 6-7 maggio 2012, ha davvero vinto l'Antipolitica?

Per un'analisi completa di questa tornata amministrativa, bisognerà aspettare i ballottaggi, ma vi sono alcuni aspetti e dati che paiono già chiari.
Ha votato il 66% degli aventi diritto, l'astensione è stata tutto sommato contenuta rispetto alle previsioni.
Il PD è l'unico partito presente su tutto il territorio nazionale e l'unico che si attesta ampiamente sopra il 20%. Intorno c'è una grande frammentazione e sono state fatte alcune frettolose affermazioni sull'onda di impatti forti, ma parziali, come il 20% dei grillini a Parma che vanno al ballotaggio. Parlare di boom del mov. 5 stelle è eccessivo, perchè questo movimento praticamente non esiste al centro e al sud Italia. E' un fenomeno emiliano con lusinghieri risultati nelle regioni limitrofe, ma in proiezione nazionale i numeri si ridimensionano decisamente.
L'altra frettolosa considerazione è l'estinzione del PdL, il PdL crolla sotto il 10% al nord, ma esiste ancora al sud, dove vince a Lecce e Catanzaro, mentre a Rieti va al ballottaggio.
La Lega Nord crolla anche lei nelle sue roccaforti originarie, soprattutto lombarde, ma non sta meglio in Piemonte, solo a Verona un maroniano, Tosi, fa man bassa di voti, ma attraverso una sua lista civica.
Boom ed estinzione sono le due parole sbagliate per valutare queste elezioni, possono andare bene per qualche eccessivo siparietto comico.

Ma il vero controsenso è affermare che ha perso la politica e ha vinto l'antipolitica (intendendo per antipolitica non il mero qualunquismo, ma l'attivismo distruttivo contro tutti i partiti, nel rifiuto di ogni contaminazione). Chi ha perso sono la Lega Nord e il PdL, che hanno cavalcato per anni l'antipolitica, la lega non è un partito, ma è un movimento storicamente antipolitico, che ha continuato a darsi un'identità antipolitica anche al governo. Quindi ha perso un pezzo di antipolitica ormai logora e impresentabile, e ne ha beneficiato una nuova formazione antipolitica, ma al contempo il primo partito italiano, l'unico a carattere di massa e nazionale, è il PD, un partito politico nel classico senso della parola, che in quanto a radicamento non ha nulla da imparare dai grillini.
Infine si ridimensionano fortemente Vendola e Di Pietro, quest'ultimo in un trend negativo già dalla precedente tornata sta perdendo voti a beneficio di Grillo.

Perdono quei movimenti che competono sul terreno dell'Antipolitica con Grillo, ormai monopolista del verbo antipartitico, crollano al Nord il Pdl e la Lega, perchè sono le due realtà che ci hanno portato all'attuale crisi economica, che si fa sentire più al Nord che al Sud. Ma ferme al palo anche le formazioni centriste che hanno dato un sostegno acritico al governo Monti, viene invece premiato il sostegno critico al governo Monti del PD, partito che si è assunto la responsabilità di appoggiare l'unica alternativa al default greco a cui ci stavano portando Bossi e Berlusconi, ma senza perdere la sua fisionomìa, senza eccessivi mal di pancia da una parte ne' infatuazioni tecnocratiche dall'altra. Infine totalmente insignificante l'opposizione “da sinistra” al governo Monti.
Ma queste elezioni e questa fase è accompagnata dal risorgere del terrorismo, terrorismo che ha sempre dei mandanti morali e culturali, argomento da affrontare a parte.

giovedì 10 maggio 2012

Sabina Rossa sul nuovo terrorismo

"Il messaggio è chiaro la svolta è avvenuta. Cercano proseliti."

Dove? Nella rabbia sociale, tra chi sta perdendo certezze e lavoro?

"Questo è un discorso che non voglio nemmeno sentire. La storia ci insegna che il terrorismo è stato un fenomeno piccolo-borghese che ha trovato manovalanza ieri nel disagio oggi può trovarla nell'antipolitica. Ma lasciamo stare, ieri come oggi, le fabbriche che anzi sono sempre state un presidio di democrazia."

Sabina Rossa, deputata del PD, figlia di Guido Rossa, operaio e militante del partito comunista italiano, assassinato dalle brigate rosse nel 1979.

L'Unità 7 maggio 2012

lunedì 30 aprile 2012

Grillo e i partigiani


Grande scandalo ha fatto l'affermazione di Grillo “se i partigiani fossero vivi riprenderebbero il mitra”, ovviamente contro i politici. Non so quanti si sono soffermati sul fatto che molti partigiani sono ancora vivi, non prendono il mitra, ma vanno nelle scuole ad insegnare il valore della Costituzione, e della nostra democrazia, che non è quella farsa plebiscitaria che gente come Berlusconi e Grillo vorrebbero spacciare. Grillo vuole scandalizzare, vuole che gli si risponda sul suo stesso piano, ma tolto di tutto il suo palcoscenico di smorfie tirate, insulti, sparate, è espressione di una profonda mediocrità che dice cose inesatte, strumentali e sciocche. 

venerdì 10 febbraio 2012

Avanti popolo, il Pci nella storia d'Italia, La mostra a Milano

Qualche mese fa sono stato alla presentazione della mostra, dove un Giuseppe Vacca piuttosto nervoso, ha tenuto a precisare più di una volta che si trattava di una mostra storica, senza nessuna connessione con l'attualità.
L'impatto con la mostra allestita è molto forte, ed essere all'interno di questa mostra mi ha dato il senso di essere in un corpo e in un vento vivo, in un treno in movimento, l'emozione è molto forte ma non è devastante, anzi il senso di articolazione è unito alla solidità che il Pci trasmetteva e aveva.
Un partito che definire partito è riduttivo, dove la minuzia del lavoro non si perdeva in particolarismi dal sentore corporativo, dove ogni aspetto e ogni piano era in trasmissione con l'altro, senza inutili distinguo ombelicali e identitari. Qui si arriva ad un punto interessante, la mostra restituisce un partito mai statico, mai imbalsamato, un partito costantemente teso alla ricerca, che si muove fluidamente nella ricerca e nel passo della storia, e che ha nella ricerca la sua forma vitale. Tutto l'opposto di come veniva e viene dipinto, e tutto l'opposto delle motivazioni e aspirazioni liquidatorie che hanno portato a teorizzare la necessità della chiusura di questa esperienza (difatti chi era più consapevole di ciò, ha fatto sì che il rapporto con la continuità e il mantenimento della struttura prevalesse rispetto alle volontà liquidatorie).

La mostra necessita di parecchio tempo per visitarla tutta, ed è di fatto costituita da documentazione tutta proveniente dal PCI, ciò la rende particolarmente originale, ma non parziale, a riprova di un partito che era nel Paese e nella storia d'Italia.

martedì 31 gennaio 2012

Oscar Luigi Scalfaro

Con quel Io non ci sto Scalfaro fu il primo a dare il via alla battaglia contro l'antipolitica, fu il primo a capire il nesso tra attacco alla politica e attacco alle istituzioni democratiche e repubblicane, il nesso tra indignazione per corruzione e privilegi della politica e insofferenza verso la democrazia, in nome qualora di una astratta democrazia diretta e totale. Ad alcuni può sembrare paradossale, ma è così, questo nesso reale aveva già fatto parte delle fasi più cupe e prerepubblicane della storia d'Italia.


domenica 29 gennaio 2012

Arpad Weisz: nel Giorno della Memoria a Milano

Arpad Weisz: nel Giorno della Memoria a Milano


Venerdì, 27 Gennaio 2012 06:58


permalink http://www.inter.it/aas/news/reader?N=56293&L=it

MILANO - 67 anni fa, come oggi, il 27 gennaio, vengono aperti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Un anno prima, il 31 gennaio 1944, Arpad Weisz, l'allenatore con cui l'Inter, allora Ambrosiana, ha vinto il primo campionato a girone unico della storia, nel 1929-30, si arrende alla finale di orrore che la vita gli ha riservato. Ad Auschwitz muore, è l'ombra di quello che è stato, i suoi due bambini, Clara e Roberto, sua moglie Elena sono già stati uccisi dalla follia nazista.
Nel giorno della memoria, il Comune di Milano e F.C. Internazionale non dimenticano. La targa che verrà apposta allo Stadio "Giuseppe Meazza", per tutti San Siro, è il simbolo del non voler spegnere il ricordo.
La vita di Arpad Weisz è la storia di un ungherese brillante, nato a Solt, il 16 aprile 1896, ebreo, buon calciatore, c'è alle Olimpiadi del 1926, e ottimo allenatore, quasi un precursore nell'attenzione scientifica che mette nella sua professione. Viaggia molto, vince molto. In Italia è a Milano e a Bologna. Scopre lui Giuseppe Meazza, lo fa debuttare adolescente in Coppa Viola a Como con la prima squadra. L'ultima tappa della sua carriera è Dordrecht, in Olanda, una carriera che è già in fuga dal nazismo. Da qui, per i Weisz ci sarà solo il viaggio verso Auschwitz.
Scappare dal ricordo dell'orrore è umano, sarebbe bello fermare il tempo e ricordare solo quella trentaquattresima giornata della stagione 1929-30, si giocava contro il Modena, con 50 punti l'Ambrosiana vinceva il campionato staccando di 2 il Genova 1893, ma perfino i nomi di quelle squadre, rimaneggiati dal fascismo, riportano alla storia. Così, oggi non dimentichiamo.

Dedicato a Arpad, Elena, Clara e Roberto Weisz.

F.C. Internazionale

lunedì 2 gennaio 2012

Il discorso di capodanno del presidente Napolitano

Nel discorso di capodanno il presidente Napolitano ha individuato nella corruzione e nella evasione fiscale i due mali da estirpare, strettamente connessi alla criminalità organizzata, laddove senza una sconfitta di essi non può esserci futuro.
Nella riduzione della spesa pubblica Napolitano ha individuato l'obbiettivo primario, insieme all'occupazione giovanile, ma che non può non essere accompagnata dal procedere con equità, e perciò, Napolitano ha detto, con la costruzione di nuove forme di sicurezza sociale.

La parte più originale del suo discorso è stata senz'altro quando Napolitano ha fatto riferimento alla sua passata militanza politica nel Pci, e nello specifico sulla sua formazione nel rapporto diretto con gli operai, si è trattato di un passaggio molto interessante perchè cifra della popolarità del presidente, non dovendo nascondere la sua storia e la sua peculiarità, perchè rimanda all'equilibrio dimensionale del suo settenato di cui parlavo qui, http://francescoredpoli.blogspot.com/2011/11/dimissioni-di-berlusconi-napolitano.html  , e perchè questa digressione, come lui l'ha definita, ha aperto il discorso sulla natura storica e sui riferimenti storici della fase che stiamo vivendo.
I due riferimenti sono stati la ricostruzione del secondo dopoguerra, quando i lavoratori, le forze sindacali, il Pci, senza perdere la loro fisionomia, fecero sacrifici per mettere le basi ad una seconda fase di sviluppo economico e progresso sociale.
Il secondo è il compromesso storico che il Pci fece nel '76-'77, a fronte del nemico terroristico da sconfigggere e alla grave crisi recessiva che attraversava quel periodo.
Due snodi fondamentali nella storia d'Italia, della sinistra e del grande partito di massa, anzi i due snodi fondamentali, potremmo dire, (insieme alla svolta di Salerno e alla bolognina).
Napolitano ha fatto appello al farsi carico dell'interesse generale nelle fasi cruciali, che è storia del movimento operaio italiano e del grande partito di massa che l'Italia ha avuto.
A mio modo di vedere l'analogia è indiscutibile, si tratta però di vedere gli elementi di novità, le differenze e qual'è la portata attuale delle forze in campo.
Il PD ha l'autorevolezza che aveva il Pci per assolvere a questo compito di tramite tra l'interesse delle classi lavoratrici, l'interesse generale e il futuro della Patria?
Basterà questa manovra, queste riforme e questi decreti per mettere le basi dello sviluppo e dell'equità, o la fase recessiva è più grave e indipendente dalla forza di questo governo? (in merito a questo riporto sotto delle frasi di Napolitano)
Come fare fronte all'ondata di antipolitica e populismo reazionario che scelte difficili e linee politiche complesse si trovano a dover fronteggiare? Per esempio durante la ricostruzione del secondo dopo guerra il fascismo era battuto e il qualunquismo debole, ora invece berlusconi è ancora in sella e c'è qualcosa di peggio, l'antipolitica, il populismo reazionario, il razzismo da fronteggiare. La situazione è più difficile. Le domande non sono comunque retoriche e le risposte dovranno maturare nei processi storici positivamente, altrimenti sarà la fine per l'Italia, il nostro paese.

Alcuni passaggi dell'intervento di capodanno del presidente della Repubblica Napolitano
Per un' Italia più severa, più giusta.
Il governo dovrà procedere attraverso il dialogo con le parti sociali e il parlamento.
Occupazione giovanile è priorità, impossibile senza una maggiore coesione europea, solo uniti potremo progredire in un quadro mondiale cambiato.
Occorrono scelte solidali contro la speculazione perchè il bersaglio è l'europa. E' stata sottovalutata la recessione.
E' giunto il momento che l'Italia sia apprezzata in Europa per il suo impegno e in condizioni di parità possa partecipare alle decisioni UE, questo è il senso del governo Monti. Lo scioglimento delle camere sarebbe stato un azzardo pesante per l'interesse generale. Ma l'unità non toglie fisionomia dei partiti, e ruolo nelle riforme istituzionali. Non c'è futuro senza rigenerazione della politica e della fiducia nella politica.

I bambini figli di migranti nati in italia sono italiani e devono essere riconosciuti come cittadini.

Fiducia in noi stessi è il fondamento per costruire.

sabato 10 dicembre 2011

Fare politica, fare antipolitica

Fare politica, partire dalle condizioni in cui ci si trova, spiegarle ai cittadini, distinguere ciò che è frutto della propria azione soggettiva e ciò che è la condizione data dalle circostanze, spiegare la differenza ai cittadini, non usare slogan ripetitivi, ma articolare il proprio discorso pubblico, intervenire nei luoghi dove si opera per migliorare la situazione il più possibile a vantaggio dei ceti che si rappresenta e del bene comune, con lungimiranza, ottenere dei risultati concreti (Es. di questi giorni: evitare Letta ministro, alzare l'indicizzazione delle pensioni anche sopra i mille euro, ridare dignità al parlamento).
Fare politica, essere politico.

Fare antipolitica, ridurre ogni cosa ad effetti di azioni soggettive, ripetere ossessivamente slogan roboanti e cruenti, accusare i propri vicini politici di inciuciare con la parte avversa, ma al contempo teorizzare che non esistano parti in politica, ma solo onesti (noi) e disonesti (gli altri), non proporre nulla di concretamente raggiungibile, ma accusare i propri vicini e alleati di aver impedito il raggiungimento, in maniera del tutto infondata. Negare la complessità della realtà, al fine di speculare su di essa per trarre vantaggio alla propria fazione, anche quando questo consegue lo spaccare la parte politica in cui ci si colloca e mentire spudoratamente. Non ottenere nulla di concreto nei confronti dei ceti che si dice di rappresentare e del bene comune, ma usare la frustrazione della gente per drenare voti dai partiti di massa, senza aver nessun progetto nel breve e nel lungo termine.
Fare antipolitica, essere politicante, essere Antonio Di Pietro, Umberto Bossi.

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lunedì 5 dicembre 2011

manovra governo Monti, equità o carità? Parte 1

Equità è il faro intorno al quale la manovra del nuovo governo monti dovrebbe muoversi, così ci è stato detto dallo stesso esecutivo. Dalla conferenza stampa di ieri analizziamo un primo provvedimento che sarebbe equo: Vengono abolite le indicizzazioni delle pensioni, ma grazie agli introiti derivati da una nuova fiscalità sui capitali scudati, sono salvaguardate da questo provvedimento le pensioni sotto i mille euro. Questa è equità o carità?
Un altro elemento di equità sarebbero le tasse sui beni di lusso. Ora, definiti dal governo i beni di lusso e quali no, si potrebbe pensare che questo abbia a che fare con la lotta all'evasione fiscale, ma non si fa prima a dare gli strumenti idonei alla finanza per accertare gli autodichiarati nullatenenti con suv e barche, e non sarebbe più incisivo? In questo modo invece sembra che si istituisca la carità per legge imposta a chi ha beni di lusso. Equità o carità?