Qualcuno anni fa diceva che più indottrinati dei comunisti ci sono solo i filo-comunisti. Oggi i comunisti letteralmente detti in occidente sono una minoranza, praticamente impresentabili agli occhi della maggior parte delle persone per motivi che in questo articolo non stiamo ad elencare, ma però abbiamo un fiume spesso violento di filo-comunisti, nella figura di presunti ecologisti, di pacifisti a senso unico, di genericamente di sinistra, di femministe selettive che attaccano solo il maschilismo bianco o presunto tale, di pseudointellettuali che mai si direbbero comunisti ma che poi fanno propaganda per i leninisti cinesi e i loro vassalli islamici e russi e che sicuramente sono anche più indottrinati di alcuni comunisti di una volta, ma usufruiscono del mercato e del capitalismo per vendere i loro libri e fare le loro passerelle nei talk-show televisivi. Purtroppo non ci facciamo mancare nulla, abbiamo anche quelli di destra burattini dell'altro vassallo della Cina, il sovietico Putin, ma per fortuna sembra che questi ultimi stanno evaporando. Ma proviamo a spiegare, senza polemica e con la serietà che la situazione drammatica odierna impone.
Stiamo parlando di una realtà informe, che mette insieme tutto e il contrario di tutto, perchè come fanno a stare insieme i predicatori integralisti islamici con le femministe, i pacifisti con i terroristi di Hamas, dei quali i destrutturati pacifisti veicolano le idee e la narrazione storica sul conflitto israelo-islamico e non solo? E ancora, come fa uno di destra a farsi fascinare da un colonello del KGB e tanto altro ancora? La risposta è l'odio come unico collante e in una di queste due parti la sottomissione, ma andiamo con ordine: da una parte infatti li unisce l'odio per l'occidente, la loro vera ossessione, l'odio per i suoi valori, che sono il patriottismo unito ai diritti individuali, il liberismo economico unito ad un sano protezionismo che protegga i propri lavoratori, e tanto altro ancora. Quindi da una parte il nostalgico novecentesco di destra vorrebbe il patriottismo senza i diritti individuali, vorrebbe il protezionismo senza il liberismo, mentre l'antioccidentale di sinistra vuole i diritti individuali ma non la patria, intanto usa la democrazia di mercato per veicolare le sue idee antidemocratiche, ma attenzione, i diritti individuali li difende al fine che la pensino uniformemente tutti uguale, in un narcisismo collettivista e conformista, subordinato al neototalitarismo, ma non vuole la patria, la quale invece è prima vera condizione per la democrazia, ma vuole solo un impero globale dove le elites globaliste comandano, ma in realtà sottomesse ai regimi totalitari come la Cina, l'Iran.
Per quanto riguarda l'economia, l'antioccidentale di sinistra tendenzialmente non se ne occupa perchè generalmente non ha problemi economici, però diciamo che se la prende sia con il liberismo mentre con il protezionismo lo fa solo se è di parte occidentale, mentre se è cinese allora va benissimo, così come l'inquinamento e tante altre cose. Ma poi c'è la sottomissione a tutto ciò che è antioccidentale, come dicevamo sopra, ma perchè sottomissione? Perchè questi occidentali che odiano l'occidente odiano in primis sè stessi, la loro stessa storia, la loro stessa carne e il loro stesso sangue, il loro corpo, la loro pelle bianca, le loro origini famigliari, ma odiano anche la storia dell'occidente in toto, che sia la rivoluzione industriale, il cristianesimo, l'ebraismo, ma persino il marxismo ottocentesco, scavalcato infatti dai neomarxismi del novecento e di questo secolo e tutto quant'altro, non da ultimo, anzi in primis, i colonialismi, che sono messi superficialmente tutti sullo stesso piano. Una sorta di tribunale morale della storia senza appello e senza conoscere la storia, perchè il fanatismo va sempre di pari passo con l'ignoranza della storia o altrimenti un uso rancoroso e strumentale di essa, che cavalca la frustrazione e l'invidia.
Quindi nella versione di sinistra dell'antioccidentalismo terzomondista tutto ciò che è storia occidentale deve essere equiparato al nazismo, qui allora nasce una divergenza con l'antioccidentale di destra, ma poi invece si muovono due motivi separati ma convergenti da una parte e dall'altra, che vedremo. Infatti assistiamo negli ultimi decenni ad un fenomeno recente nella storia: la destra comunque ed invece è diventata sempre più filo-occidentale e sempre meno nazifascista ritrovando la propria eredità ottocentesca liberal-conservatrice declinata però in chiave moderna e democratica, mentre la sinistra contemporanea parallelamente in un vero e proprio cortocircuito raccoglie l'eredità antisemita, antiamericana, antianglosassone di quel tipo di destra primonovecentesca, mentre invece all'oggi la destra contemporanea se ne allontana sempre di più e facendolo di conseguenza accoglie allora anche chi proviene dalla sinistra ma non si riconosce in questa deriva della sinistra cancel culture. La sinistra postnovecentesca quindi vive un cortocircuito che la fa convergere con la destra primonovecentesca.
Questo cortocircuito suo malgrado può anche essere di aiuto ad una fase propedeutica di transizione verso un nuovo bipolarismo, che necessiterebbe però di un centro intermedio in questa stessa fase allorquando la destra non dovesse abbandonare in toto ogni nostalgismo, mentre ormai la sinistra sembra perduta, in preda ad isterismi ideologici, anacronistici e allo stesso tempo sterilmente resettanti, ma vedremo. Sembra nelle ultime ore al contempo che ci sia anche una sinistra centrista e riformista che sta cercando di rialzare la testa rispetto a questi cortocircuiti e questi estremismi, ma deve sciogliere alcuni nodi, il suo riformismo è solo un modo di mettere un freno gradualista a questa sinistra neo-massimalista o è una chiara presa di distanza da questo nuovo fanatismo che si tinge di antisemitismo a sinistra? E da par suo la destra ha del tutto abbandonato i suoi nostalgismi novecenteschi o li ha solo messi nel congelatore per una strategia elettorale? Siamo quindi in mare aperto e in una fase di transizione.
La cosa positiva, parlando di cose meno teoriche ma non astratte - che sono comunque importanti per la comprensione della realtà - è che grazie a Trump, con l'aiuto anche del governo Meloni, del nuovo pontificato di Papa Leone, della lega araba, e di tutte le persone di buon senso sembra si sia arrivati in queste ore ad un accordo di pace nel conflitto mediorientale, vedremo se i tagliagole di Hamas lo rispetteranno, se gli acefali che scendono in piazza sfasciando tutto e inneggiando all'eccidio disumano del sette ottobre lo rispetteranno, non credo del tutto, ma ricordando sempre che non stiamo parlando di uno scambio di prigionieri, perchè da una parte ci sono ostaggi innocenti israeliani tenuti prigionieri negli scantinati delle famiglie di Gaza, dall'altra terroristi palestinesi con le mani sporche di sangue detenuti in Israele che lo stato ebraico è disposto a rilasciare pur di arrivare a riabbracciare i propri figli.
Di fronte abbiamo uno scontro di civiltà, da una parte l'ideologia della morte, della sterilità, del nichilismo, della decrescita, della regressione o del fertilizzare solo l'odio, dall'altra la civiltà della vita, della fertilità, della crescita umana, produttiva, costruttiva e spirituale. Ma qualcuno diceva, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.