Blog che si occupa di geopolitica, politica italiana, storia del comunismo, della sinistra italiana e osservatorio sui movimenti estremistici e sul nuovo antisemitismo
venerdì 31 agosto 2018
i discorsi alati di Veltroni
Volare alto e colpire basso. Questo è un vecchio rituale nella retorica dei dirigenti del partito comunista a cui Veltroni con i suoi ultimi interventi non si sottrae. Quale ingenerosità nel definirlo "l'amerikano" e il "nuovista" da parte di certi ottusi sinistri. Discorsi alati, storicisti, prenderla da lontano, dalla storia, per sferrare ben assestati calci nei testicoli. E allora "badate", "vedete", ma alla fine chi "ha parlato di rottamazione ha usato un termine estraneo alla nostra cultura che usò per primo Berlusconi", insomma Renzi è di destra, come Giorgio Amendola era di destra, poi tra 20 anni faranno proprie le sue teorie come hanno fatto con Amendola, ma poi di quale cultura "umanitaria" parla Veltroni, quella di Gramsci preso letteralmente a sassate dai suoi stessi compagni nelle carceri fasciste o quella di Terracini emarginato e ostracizzato per 20 anni, o quella di Tasca e gli altri espulsi nel '29, la nostra storia è sangue e merda, Veltroni facci il piacere, ti scandalizza la parola rottamazione, ma da quale paesaggio lunare provieni, con le tue figurine, con la tua idea regressiva di sinistra, con il tuo tatticismo non meno esasperato di D'Alema, vai a dormire, formaggino.
Togliatti e il catastrofismo comunista
Per capire la fascinazione per i grillini da parte di una certa parte del Pd forse bisognerebbe ricordare di come Togliatti tentò un'alleanza con i qualunquisti di Giannini nei lontani anni '40 e addirittura arrivò nel 1953 a proporgli di candidarsi come indipendente nelle file del Pci. D'alema, che non perde occasione di presentarsi come l'erede del Migliore, ha in una intervista recente rivendicato la sua linea di dialogo con i grillini non a caso con il precedente togliattiano. E allora per capire la natura di quello che si muove nel mondo degli umiliati e offesi da Renzi bisogna forse capire la figura di Togliatti, indubbiamente la figura chiave della sinistra italiana del novecento. Bollato come "socialdemocratico" dalla sinistra comunista, mai definizione poteva essere più fuorviante e fallace, ma lo stesso si potrebbe dire dei fratelli diversi D'Alema e Veltroni e tutti figli e figliocci del dirigente del comintern. Togliatti era un convinto bolscevico, un irriducibile stalinista, che seppe costruirsi un'immagine di gramsciano e costruire un'immagine di Gramsci a suo uso e consumo. Di socialdemocratico non aveva proprio nulla, come non la aveva il suo erede Berlinguer. La sua linea fu sempre quella del centro comunista, uno schema ripetuto nei decenni e ancora oggi tentato, allearsi con la "destra" interna per sconfiggere la "sinistra" interna e poi recuperare la "sinistra" interna per sconfiggere la "destra". Alla base di questo schema l'irriducibile teoria del catastrofismo economico, l'idea, smentita invece da Gramsci nelle sue riflessioni in carcere, che una crisi economica fosse il preludio della fine del capitalismo. Da questa teoria nasce tutta la linea politica degli ultimi dieci anni da parte dellla "ditta" o del "recinto" che dir si voglia, riformisti in tempo di ritirata strategica e rivoluzionari in tempi di crisi economica.
giovedì 30 agosto 2018
La domanda che nessun giornalista fa
Il tema dell'immigrazione ha ottenuto il monopolio mediatico, questa è la grande vittoria di Salvini, che ha imposto la sua agenda. Eppure, i dati del viminale, il ministero presieduto dall'ex leoncavallino, dicono che dall'inizio del 2018 solo poco più di 15000 richiedenti asilo sono sbarcati in Italia e 5000 sono stati accolti dalla Germania, zero dall'Ungheria di Orban. Allora il punto è, perchè nessun giornale riporta a caratteri cubitali questo dato, perchè nessun giornale chiede a Salvini, Grillo e Borghi: Volete uscire dall'Euro sì o no? E se non rispondete siete dei cialtroni, dei buffoni, dei pagliacci.
mercoledì 29 agosto 2018
La paradossale storia del tricolore
Il tricolore italiano si ispirò al tricolore della rivoluzione francese, era la bandiera della repubblica cispadana, che nacque su impulso della discesa di Napoleone in Italia, attraversata da ideali giacobini. Secondo alcune ricostruzioni storiche addirittura la scelta del verde, bianco e rosso fu dovuta al fatto che i sostenitori della rivoluzione francese in Italia erano convinti che fossero questi i colori della bandiera francese, che fosse la bandiera francese!
Non è curioso che oggi un governo che alimenta lo sciovinismo antifrancese si appropri del tricolore o sostenga la parte vandeana e reazionaria della Francia?
E non è divertente come la prima repubblica padana della storia avesse come simbolo il tricolore? :)
Ma il tricolore rappresenta anche perfettamente la lacerazione che da 100 anni attraversa gli eredi della rivoluzione francese, da una parte i sostenitori del sovranismo popolare e patriottico, dall'altra i sostenitori dei diritti umani universali, due ideali che nel 1789 erano uniti.
D'altra parte questa lacerazione iniziò anche prima di 100 anni fa, perchè 170 anni fa il marxismo volle dividere il popolo dalla patria, ma anche l'universalismo dai diritti umani e individuali, ne venne fuori un mostro che prendeva gli aspetti peggiori, la dittatura del popolo senza il patriottismo e l'universalismo e umanitarismo senza diritti dell'individuo.
Il fascismo invece dimostrò come non esiste solo la dittatura intesa come dittatura di una minoranza, ma se gli ideali democratico-patriottici espellono i diritti universali dell'individuo allora nasce una dittatura della maggioranza all'interno di una comunità chiusa.
Nel frattempo Stalin in Russia aveva recuperato il concetto di patriottismo, finendo con il costruire qualcosa di molto simile al fascismo e al nazismo, pur partendo da presupposti diversi.
Il recupero del patriottismo da parte dei comunisti fu però molto utile per sconfiggere proprio il nazifascismo, inoltre la tattica dei comunisti e di Stalin durante e immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, produsse involontariamente i primi germi di liberalismo all'interno dei comunisti italiani. Il ricongiungimento di patriottismo e popolo e la parziale riunificazione di universalismo con i diritti se non dell'individuo delle minoranze, fu un revisionismo che proprio il dittatore Stalin immise nella circolazione dei comunisti.
Non è curioso che oggi un governo che alimenta lo sciovinismo antifrancese si appropri del tricolore o sostenga la parte vandeana e reazionaria della Francia?
E non è divertente come la prima repubblica padana della storia avesse come simbolo il tricolore? :)
Ma il tricolore rappresenta anche perfettamente la lacerazione che da 100 anni attraversa gli eredi della rivoluzione francese, da una parte i sostenitori del sovranismo popolare e patriottico, dall'altra i sostenitori dei diritti umani universali, due ideali che nel 1789 erano uniti.
D'altra parte questa lacerazione iniziò anche prima di 100 anni fa, perchè 170 anni fa il marxismo volle dividere il popolo dalla patria, ma anche l'universalismo dai diritti umani e individuali, ne venne fuori un mostro che prendeva gli aspetti peggiori, la dittatura del popolo senza il patriottismo e l'universalismo e umanitarismo senza diritti dell'individuo.
Il fascismo invece dimostrò come non esiste solo la dittatura intesa come dittatura di una minoranza, ma se gli ideali democratico-patriottici espellono i diritti universali dell'individuo allora nasce una dittatura della maggioranza all'interno di una comunità chiusa.
Nel frattempo Stalin in Russia aveva recuperato il concetto di patriottismo, finendo con il costruire qualcosa di molto simile al fascismo e al nazismo, pur partendo da presupposti diversi.
Il recupero del patriottismo da parte dei comunisti fu però molto utile per sconfiggere proprio il nazifascismo, inoltre la tattica dei comunisti e di Stalin durante e immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, produsse involontariamente i primi germi di liberalismo all'interno dei comunisti italiani. Il ricongiungimento di patriottismo e popolo e la parziale riunificazione di universalismo con i diritti se non dell'individuo delle minoranze, fu un revisionismo che proprio il dittatore Stalin immise nella circolazione dei comunisti.
L'intersezione del centrosinistra contro la polarizzazione.
La lotta contro questo governo non passa attraverso sinistra contro destra, ma dimostrando che Salvini e Di Maio sono contro l'interesse nazionale, il buon senso, lo sviluppo economico. Belli i tricolori alla manifestazione di Milano, la sinistra del domani passa attraverso l'integrazione tra interesse nazionale e globalizzazione, mettendo nell'angolo nazionalismo ottuso e utopismo universalista. L'intersezione del centrosinistra contro la polarizzazione. Proviamoci.
mercoledì 22 agosto 2018
Liberal-leninisti
Liberali nei contenuti, ma leninisti nei metodi e nelle regole di partito. Questo a mio modesto parere dovrebbe essere la linea politica del Pd. Il Pd è stato duramente attaccato da sinistra, gli hanno detto che era un partito di destra, corrotto, berlusconiano, ma questa è politica, inutile piangere, quando il Partito comunista italiano veniva attaccato da sinistra rispondeva definendo i troschisti "canaglie fasciste", gli extraparlamentari di sinistra "fascisti rossi", non diceva "parliamone", non diceva "noi non cacciamo nessuno perchè siamo democratici". I D'alema, i Bersani, i Franceschini, gli Emiliano andavano cacciati a calci nel culo, trattati come quelli del manifesto nel 1969, magari rompendogli qualche ossa, poi quando gli hai rotto le ossa gli proponi un'alleanza contro il governo Di Maio-Salvini, ma si aveva paura di essere accusati di dittatura, ma in realtà si è passato per deboli, anzi, l'accusa di dittatura c'è stata comunque, ma si è passati pure per coglioni, allora meglio passare per dittatori, ma non per coglioni.
Chi nega il diritto a Israele di esistere è come Salvini
Chi accusa Salvini di razzismo ma al tempo stesso non riconosce il diritto a esistere di Israele e difende organizzazioni fasciste e terroriste come Hamas e Hezbollah è un ipocrita e un razzista anche lui. Ma la risposta non può essere quella di farsi gettare nelle braccia di Salvini e Orban, come molti ebrei stanno facendo, ma di rendere pan per focaccia: chi si autoproclama come la vera sinistra, chi accusa Israele di nazismo, chi bolla la sinistra liberale e riformista come destra, altri non è che un reazionario di destra, un antisemita, un razzista, che nega a Israele il diritto a esistere, che predica l'odio verso il progresso, lo sviluppo delle forze produttive, in nome della decrescita infelice, di un utopismo totalitario che annulla la diversità e si allea con il peggior populismo.
Tu a chi credi?
Se tutti gli economisti tranne Borghi ti dicono che uscire dall'Euro sarebbe un disastro per il tuo paese, tu cosa fai? Se il 99,9% dei medici ti dice che i vaccini fanno bene tranne uno scienziato pazzo che dice che provocano l'autismo, tu a chi credi? Se il 99,9% degli storici ti dice che l'Olocausto è esistito davvero, tu a cosa credi?
Renzi fa ridere, Salvini e Di Maio fanno piangere
Oggettivamente stavo pensando che Renzi fa ridere, o meglio, capisco che molti ridano quando parla, il suo ottimismo, il suo patriottismo di sinistra in Italia è considerato una cosa ridicola, poi gli hanno tolto ogni credibilità, perchè ha detto "Letta stai sereno", o "lascio la politica", non sto qui a spiegare perchè ha detto quelle cose e perchè si è smentito, ma gli hanno fatto il meme, la satira da social e quindi fa ridere. Ed è oggetivamente buffo. Ma fin qui tutto bene, finchè un politico fa ridere e finchè si può ridere di un politico vuol dire che i dati economici hanno tutti il segno più e che c'è libertà, quel bene che alcuni considerano di lusso, ma poi ti manca quando non c'è più e allora hai voglia a parlare di redistribuzione della ricchezza e uguaglianza. Ma è quando i politici fanno piangere, quando ti fanno fare la fine del Venezuela o della Grecia, quando sono degli analfabeti arroganti, quando è vietato ridere di loro, che allora le cose vanno veramente male e rimpiangi il politico che fa ridere e capisci che forse il tuo era solo italico piagnisteo.
La repubblica sulla luna
Non passa giorno che un esponente della maggioranza non attacchi il parlamento e la democrazia rappresentativa, gli investitori esteri stanno fuggendo dall'Italia, un ministro propone un piano in stile Varoufakis, il web è infestato da fake news e cosa chiede la Repubblica al segretario del Pd Martina? "Perchè Renzi non è andato a prendersi i fischi a Genova?" Ammiro la compostezza e la pacatezza con cui ha risposto Martina, ma io un sonoro ceffone a questi insolenti cazzoni non l'avrei risparmiato.
domenica 19 agosto 2018
Forche e tifo
Io onestamente ho appena visto un video dei funerali di Genova in cui c'è un gruppo di gente che acclama Salvini e Di Maio con un tifo da stadio, io non so se erano parenti delle vittime, ma non credo, penso che a un funerale di un parente si ha una maggiore compostezza, poi ho visto la stessa gente fischiare Martina, che mi è sembrato un gesto gratuito, in fondo è l'ultimo arrivato. Io non so cosa sta succedendo a questo paese, sopratutto al popolo, mio nonno era un operaio, ha fatto la quarta elementare e poi è andato a fare il garzone, si è specializzato come saldatore, fabbro e ferramenta, dopo la guerra insegnava negli istituti professionali, non l'ho mai conosciuto ma ne ho conosciuti i racconti e so per certo che non era così, non avrebbe fatto il tifo ad un funerale, era comunista e il suo motto era "fare del bene", anche i comunisti avevano la giustizia tra i loro valori, il chè è discutibile, ma avevano anche un certo stile distintivo, ma che giustizia è questa, di chi un minuto dopo la strage ha deciso che è colpa dell'Europa, di Renzi, di Benetton e della società autostrade, che faccia di tolla ha chi agita il cappio quando si opponeva con toni violentissimi alla Gronda, che avrebbe alleggerito il traffico sul ponte Morandi. Di certo sarebbe ingenuo pensare che è un rigurgito che viene solo dal basso, ci sono imprenditori come Cairo, ci sono intellettuali molto furbi, che stanno agitando le acque, ci sono ambiguità, c'è una situazione internazionale che corrisponde a quello che stiamo vivendo in Italia, per Lenin il popolo era una massa informe, solo gli intellettuali borghesi potevano plasmarlo al comunismo, per Gramsci invece esisteva una cultura popolare, forse non è un problema di classi sociali, ma quello che sappiamo è che c'è un consenso popolare a questo nuovo corso vendicativo e forcaiolo.
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