Ammazzate per le strade, le ragazze iraniane che dimostrano contro il regime khomeinista che tanto piaceva alla sinistra francese dove ha studiato Letta, sono ignorate dalle femministe e dalla sinistra di casa nostra, che tanto si scandalizza se Renzi va ospite del principe dell'Arabia Saudita, che invece sta facendo riforme a favore delle donne, intanto intellettuali di sinistra ci dicono che tanto le donne in occidente sono oppresse uguale, ma quale imbecillità può arrivare a dire queste cose. E' l'imbecillità dei Di Battista, del Pd grillinizzato, dei fascocomunisti rossobruni, gente ipocrita, che trova sbagliato combattere per l'Ucraina, che condanna i volontari come mercenari, che combattono per la nostra libertà occidentale. Onore a questi volontari, combattenti per la democrazia, invece.
Blog che si occupa di geopolitica, politica italiana, storia del comunismo, della sinistra italiana e osservatorio sui movimenti estremistici e sul nuovo antisemitismo
domenica 25 settembre 2022
mercoledì 10 agosto 2022
il paradosso del centro, della destra e della sinistra italiana
Gli editorialisti d'alemiani lo hanno già definito un matrimonio di convenienza. Stiamo parlando del nuovo polo di centro Renzi-Calenda-Pizzarotti. In realtà ciò appare quanto di più omogeneo sul piano delle relazioni internazionali, dell'identità politica, e della cultura storico-contemporanea che si veda nel panorama italiano. Atlantismo, liberalismo, idee economiche e radici storiche coincidono per l'appunto in questa nuova realtà. Certo, lo stereotipo fasullo vuole che il centro sia un ibrido, un compromesso deteriore, invece niente di tutto ciò, anzi, siamo di fronte ad un qualcosa di totalmente autonomo dalla destra e dalla sinistra attuale. Mentre queste ultime? Ci si aspetterebbe d'altro canto qualcosa di identitario, invece sono due ammucchiate per fare somma aritmetica e vincere le elezioni, pronte a scannarsi al loro interno il giorno dopo. Nessuna omogeneità geopolitica, geonazionale, politica, culturale, nemmeno nessuna chiarezza sull'agenda economica. Una destra sempre meno liberale e occidentale e sempre più fasciocomunista e putiniana, dove i liberali dovrebbero fare da foglia di fico e gli autonomisti del nord portatori di voti. Dall'altra parte una sinistra con dentro gli antiNato e chi vuole rimanere nella Nato, i Notav e Notutto e i poveri riformisti che non si sa che ci stanno a fare, la decrescita ecotriste e lo sviluppo economico allo stesso tempo, l'universalismo e il chilometro zero ammassati insieme per una compagine tutto tasse, politically correct e scafismo dentro la quale, secondo i deliri di Letta, i liberali dovrebbero fare da magnete (ipse dixit) di voti, cioè portatori d'acqua per dirla all'antica.
Ecco allora la solita schematica e stantìa riproposizione della gioiosa macchina da guerra del '94, dell'Ulivo del '96, del circo arcobalenato del 2008 in nome del se non ci votate "arriva l'uomo (ed ora la donna) nero!". Ma Letta, tutti questi anni a Parigi a insegnare politica per scopiazzare come uno studente fuoricorso? E quello di Renzi e Calenda sarebbe un "matrimonio" di convenienza?
Ma allora il centro esiste se tutti vogliono i loro voti! Basta dargli una rappresentanza autonoma politica credibile per non fargli fare la minoranza e la stampella dentro la destra trogloditica o dentro la sinistra puzzasottoilnaso. Eureka!
giovedì 21 luglio 2022
Eravamo 4 amici al bar, Confalonieri, Santoro, Salvini e Silvio
Leggere l'ultima intervista di Confalonieri al corriere dice molto della politica italiana degli ultimi 30 anni. Eccoli lì, gli egocentrici protagonisti del provincialistico dibattito italico degli ultimi 30 anni che si ritrovano a pensarla uguale su Putin, l'antiamericanismo, e un certo odore di schizofrenia. Confalonieri prima si definisce un bossiano che crede che l'unità d'Italia sia stata un errore, ma poi dice che Berlusconi deve puntare sulla Meloni.. Schizofrenia? Demenza senile? Santoro difende Salvini dopo che hanno fatto finta di scannarsi sulla Sea Watch e su Carola Rackete, in nome del comune odio per l'occidente e amore per la Russia autocratica e dittatoriale. Ecco l'Italia da operetta, che punta sulla caciarona venditrice di meloni, odia la serietà, la competenza, il senso vero di solidarietà verso il popolo, ma il popolo usare nelle sue acredini e rancori, godendo ovviamente di tutti gli agi che il popolo non gode e di quell'occidente che disprezzano che gli dà, a cominciare da Beppe Grillo, vero infimo giullare che vuol farsi regime. Clown, cabarettisti, ex leoncavallini, uniti contro l'Italia che lavora, che produce, che soffre, che subisce, ma a volte è anche un po' scema e gli va dietro. Due volte va bene, la prossima basta?
Draghi, ne' politico calcolatore alla Letta ne' freddo tecnocrate alla Monti, ne' ovviamente demagogo alla Conte-Salvini-Berlusconi, uomo di servizio, messo lì non dall'Europa ma da Renzi e Mattarella, orgoglioso di essere italiano e atlantista, ma l'Italia lo merita?
mercoledì 20 luglio 2022
Putin fa cadere Draghi attraverso i suoi emissari Conte, Salvini e Berlusconi (e un pezzo del Pd)
Lo zar Putin non gradisce Draghi al governo dell'Italia. I suoi servi obbediscono. Conte fa saltare la maggioranza, Draghi chiede la fiducia degli altri partiti ma Salvini e Berlusconi, gli altri due servi di Putin, si sfilano, mentre Letta pontifica di campo largo e fa finta di nulla. Un sondaggio della Ghisleri dice che solo il 30% degli italiani (putiniani) vuole il voto anticipato, allora i furbacchioni incolpano l'uno con l'altro di averlo fatto cadere. A sostenerlo rimangono Renzi, Calenda, Giorgetti e Di Maio, gli altri sono antioccidentali o filoatlantisti per finta come Berlusconi e Letta, Quindi in Forza Italia è spaccatura, ma anche nella Lega, nel Pd. Le prossime elezioni decideranno se questo paese fa ancora parte dell'occidente liberale o farà la fine dello Sri Lanka. Con Putin ci sono Di battista, Conte, Letta (anche se fa finta di no), Salvini, Berlusconi, Meloni, dalla parte dell'occidente Renzi, Calenda, Giorgetti, Di Maio, questi i veri schieramenti, i partiti sono ormai nella maggior parte frantumati, lo scontro è ormai geopolitico.
giovedì 14 luglio 2022
Letta il principale responsabile della crisi del governo Draghi
C'è un responsabile della crisi del governo Draghi, il quale nessuno dice. Si chiama Enrico Letta, è lui, infatti, che ha voluto imbarcare Conte nel governo Draghi, è lui che ha cercato a tutti i costi l'alleanza coi grillini, pretendendo d'imporla al nuovo centro di Renzi e Calenda. Letta e al pari Salvini hanno continuato a fronteggiarsi come se il bipolarismo esistesse ancora e non fossimo in un'epoca di collocazioni di campo geopolitiche, di riforme che con la destra e la sinistra novecentesche non c'entrano più nulla, di grandi coalizioni. Non a caso nelle ultime ore nelle cronache di stampa spunta D'alema con l'idea di un governo Amato. Conte fa cadere il governo su imput di Putin, come accade a Jonhson in Inghilterra, ma poi spunta sempre fuori il postsovietico D'alema e l'amico di Putin Berlusconi rimane silente.
Draghi i numeri al senato li ha ancora, anzi è l'occasione di buttare fuori Conte e Salvini (e D'alema e Berlusconi) portando a sè Di Maio e Giorgetti, speriamo si comporti da politico e non da tecnico e porti avanti il governo fino alla fine della legislatura.
martedì 12 luglio 2022
I becchini della democrazia
Gli intellettuali alla moda ci dicono che la democrazia liberale è ormai sorpassata e fallita perchè il popolo non vota bene, mentre i sistemi autoritari come la Cina sono efficienti e meritocratici. La disastrosa gestione del Covid da parte del regime cinese ha impietosamente fatto piazza pulita di queste prezzolate tesi, così come il fallito blitz in Ucraina della Russia di Putin.
Gli stessi intellettuali neocomunisti ci dicono che nei sistemi liberali i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri e sembra sempre che il ceto medio non esiste più, invece è vivo e vegeto. In realtà se andiamo a vedere gli uomini più ricchi dell'occidente sono nati dal nulla, come Bill Gates, Jeff Bezos, Zuckerberg. Questo è un dato di fatto al di là del giudizio personale su queste figure e la loro opera. Nei regimi marxisti-leninisti come la Cina e fasciocomunisti come la Russia d'altrocanto il sistema è puramente dinastico invece. I capi sono figli del partito o dei servizi segreti, gli oligarchi della nuova Russia figli della nomenklatura sovietica, la società è rigidamente divisa in caste, altro che l'occidente e le caste vagheggiate dai populisti di casa nostra, supini poi alle caste orientali.
Le ricchezze dei Putin e degli Assad fanno sembrare miseria lo stipendio di un parlamentare di una qualsiasi democrazia occidentale, ma per la sinistra chi guadagna anche 3mila euro al mese è un riccastro da tartassare di tasse, poi chissà quanti soldi hanno loro nel loro conto corrente, speriamo tanto quello ricco di Emergency e di Carola Rackete.
lunedì 11 luglio 2022
Quegli anticlericali che la pensano al 75% come la chiesa Cattolica
E' scontro, è scontro durissimo tra la chiesa cattolica e il nuovo anticlericalismo tutto fatto di Gay pride, adozioni gay, e poi? Beh null'altro, in realtà questi due movimenti contrapposti condividono l'ideologia terzomondista e anticolonialista, la visione messianica e salvifica degli immigrati, l'ostilità verso gli ebrei e Israele, l'anticapitalismo, l'antisovranismo, il giustificazionismo verso le "ragioni" della Russia e dell'integralismo islamico, l'odio per il consumismo, l'indifferenza verso la microcriminalità nelle periferie, ma allora? Beh, considerato che molti preti e suore sono gay presto troveranno un accordo. Pace fatta, come tra comunisti e democristiani negli anni 70. Sarà il nuovo compromesso storico. Evvai!
giovedì 30 giugno 2022
Il bipolarismo in Italia non c'entra nulla con quello anglosassone
Veltroni, povero Veltroni, fu accusato di essere un liberale, persino un agente della Cia, uno chissàche che voleva istituire il modello bipolare anglosassone in Italia. In realtà proporre il modello bipolare in Italia ha sempre voluto dire al contrario riproporre il fittizio scontro rossi-neri, uccidendo il centro atlantista e creando una convergenza rossobruna de facto tra presunti nemici che si spartiscono il potere, mettendo nei rispettivi recinti le proprie pecore.
Ecco allora che la stessa accusa era rivolta a Togliatti, comunista tutto d'un pezzo come Veltroni, ma accusato di essere riformista per aver capito che il comunismo si crea con la politica e l'egemonia culturale, non con le armi.
In Italia i comunisti hanno preso il potere senza colpo ferire, le Brigate Rosse quindi erano d'impaccio, rischiavano di creare una reazione popolare contraria, per questo il Partito comunista le osteggiava, non per altro, invece occupando sul piano culturale l'identità liberale, democratica, territoriale, europea, distorcendola a loro uso e consumo, i comunisti hanno preso il potere statale, nella magistratura, nella burocrazia, nella scuola, negli asili, nelle università, nei giornali, su internet, nelle caste professionali, tra gli avvocati, gli architetti, tra i manager etc etc
Allo stesso tempo creando un antagonista "nero" a suo uso e consumo, buono a mobilitare le pecore rosse in chiave anti e mettere in un cul de sac la maggioranza liberale.
Nel frattempo la classe operaia non serviva più, è stata mandata al macero, ma per ingrossare le fila si punta sui gay autoghettizzati, gli immigrati non integrati, le donne frustrate, tutto fa brodo per il proprio potere e il controllo sulla società.
sabato 18 giugno 2022
Lo scontro storico
Volendo dare una distinzione storica alle componenti sociali, invece che classista o politica, ma nemmeno geopolitica o territoriale, pur tenendo conto dell'importanza di questi due ultimi aspetti, sopratutto quella geopolitica, possiamo vedere quattro assembramenti storici che travalicano gli altri tipi di distinzione:
Da una parte abbiamo i "rivoluzionari" che vorrebbero fare tabula rasa del passato e del presente, la cancel culture, il polo dell'ideologicamente corretto nutrito di giustizialismo e moralismo. Dall'altra abbiamo i "reazionari", nostalgici del passato che lo vorrebbero restaurare, ma quindi pure loro con l'obbiettivo di cancellare il presente, seppur per ricostituire il passato (ma anche loro intrisi di spunti giustizialisti e moralistici), mentre dall'altra parte come detto per costituire un futuro astratto e ideologico. In realtà il punto saliente è che questi due poli si attraggono e si rimescolano trovando terreno comune nel fanatismo ecologista, nell'odio per il presente e nel nemico comune composto dagli altri due centri che andiamo a vedere, quello riformista e conservatore. Anche tra questi due poli, pure loro apparentemente antitetici come i precedenti, divisi tra chi vuole cambiare, riformando, migliorando il presente reale e i conservatori dall'altra parte che lo vogliono mantenere, ma l'antitesi si trasforma subito in un rimescolamento, unito dal terreno comune del presente e del pragmatismo, che è proprio quello che invece "rivoluzionari" e "reazionari" odiano. Infatti i riformisti vogliono cambiare e migliorare il presente senza distruggerlo, i conservatori vogliono mantenere il presente però adattandosi ai cambiamenti capendo che qualcosa va cambiato. Ecco l'alleanza e le alleanze.
Allora la tesi-antitesi "rivoluzionari" e "reazionari" converge in una sintesi, al contempo la tesi-antitesi "riformisti" e "conservatori" converge in una altra sintesi rompendo gli schemi e scompaginando le carte. Per questo gli stereotipi di destra e di sinistra per come li abbiamo conosciuti in passato decadono, mentre le collocazioni geopolitiche prendono quota, ma appunto con alle spalle la collocazione storica.
La politica italiana è perciò nel frattempo ormai disintegrata, perchè all'interno del movimento 5 stelle, della Lega, di Forza Italia, del Pd, si apre lo scontro tra filooccidentali e antioccidentali, come tra reazionari-rivoluzionari contro conservatori-riformisti, mentre appare più unito invece il centro di Calenda e Renzi in chiave filooccidentale conservatore-riformista, anche più unite estrema destra e estrema sinistra in chiave antioccidentale reazionaria-rivoluzionaria, mentre riesce a mantenere una posizione ambigua Fratelli d'Italia, ma per quanto tempo?
domenica 22 maggio 2022
La ruota che gira del centrodestra
Mai il centrodestra è stato così diviso, ma più che una divisione sembra una ruota che gira, vediamo perchè: la componente liberale, rappresentata da Forza Italia, ha paradossalmente parole ambigue sull'autocrate Putin e l'invasione dell'Ucraina attraverso il suo leader Berlusconi, mentre al contrario la destra-destra della Meloni, storicamente tendenzialmente antiamericana, si schiera invece decisamente con l'Ucraina e quindi con la Nato. In mezzo la Lega che dovrebbe rappresentare una forza territoriale, antiideologica dei ceti produttivi. Pensate, ha invece posizioni anch'essa antioccidentali che vanno proprio contro gli interessi economici dei ceti produttivi, chiaramente legati all'import-export con i nostri maggiori partners commerciali, che non sono certo la Russia, con cui c'è un interscambio minimo, ma gli Usa; quindi tramite il suo leader Salvini sembra il partito comunista degli anni '50.
Inoltre, come ha giustamente fatto notare Crosetto, la Lega dovrebbe essere il partito della difesa dei confini, come può giustificare un'invasione territoriale di centomila carroarmati che attacca la sovranità nazionale ucraina? La risposta sembra essere banale, il dittatore imperialista Putin ha dei crediti verso il liberale Berlusconi e il sovranista Salvini(?)
E' chiaro che Berlusconi e Salvini sono figure ormai compromesse non in grado di portare avanti le loro legittime idee liberaldemocratiche e sovraniste, ma anche la Meloni non esce del tutto dalle ambiguità col passato fascista e non basta strabuzzare gli occhi di fronte alle richieste di chiarezza.
Come sempre allora la sinistra posttogliattiana, postberlingueriana e postdemocristiana va all'incasso, di fronte ad un centrodestra non credibile cerca di attrarre la maggioranza senza rappresentanza dei moderati liberaldemocratici laici dalla propria parte, ecco che cattolici di estrema sinistra e comunisti lanciano la scialuppa di salvataggio, ma anche da parte loro la credibilità atlantista e liberale è pari a zero, la storia parla da sola, ma anche gli ultimi anni, tra sostegno agli scafisti, pseudopacifismi assortiti, strizzate d'occhio alla Cina.
Ma veniamo all'ultimo paradosso, con tutti i suoi errori Renzi appare la figura più credibile sul piano geopolitico e politico per la domanda di un partito liberale e atlantista di massa, seppur con qualche riserva, eppure risulta totalmente screditato agli occhi degli italiani anche moderati, contaminati forse anche loro dal falso moralismo purista, dal fanatismo politico associato ad un falso disinteresse, impiccato al "stai sereno", ma anche al conformismo ribellista di quei italiani che dicono di non credere ai media ma poi sono imbottiti della propaganda mediatica.
Tutte le critiche a Renzi sono legittime, ma i fatti sono chiari, il Jobs act ha creato lavoro, il reddito di cittadinanza ha distrutto lo sviluppo in Italia. Se ci siamo liberati di Salvini e Conte e abbiamo Draghi al governo lo dobbiamo a Renzi, non al leone da tastiera Calenda.
sabato 14 maggio 2022
Il tovarish Salvini
Vi racconto una storia strana, tu ti becchi del fascista se tra Carola Rackete e Salvini preferisci Salvini, se proprio non c'è alternativa. Ma poi Salvini sull'invasione dell'Ucraina da parte del dittatore nazisovietico Putin ha la stessa posizione dell'Anpi, di Landini, dei grillini, dei professorini comunisti, dei pacifinti. Ma questo va bene, perchè loro non sono fascisti, sono compagni, sì però compagni rossobruni, compagni di Salvini, compagni di Dugin, compagni del Togliatti che scriveva la lettera "ai fratelli in camicia nera", (chi se la ricorda?) del Bordiga che diceva che peggio del fascismo c'era l'antifascismo. Conoscere la storia per capire l'ipocrisia e la doppiezza comunista e dei pacifisti è importante, parallela a quella di una destra antioccidentale e costola della sinistra e delle sue diaspore.