Blog che si occupa di geopolitica, politica italiana, storia del comunismo, della sinistra italiana e osservatorio sui movimenti estremistici e sul nuovo antisemitismo
sabato 2 maggio 2015
Le lettere dei partigiani condannati
Leggendo le lettere dei condannati a morte della Resistenza emerge come quei partigiani, che di lì a poche ore sarebbero stati fucilati dai nazisti, rivolgevano i loro ultimi pensieri affidati alle carte a due cose in particolare: i propri cari (la famiglia, la fidanzata, i figli) e la patria. Patria e famiglia. Oggi credo che l'80% di chi sfila il 25 aprile considererebbe i valori dei partigiani retrogradi, xenofobi, omofobi. Il 25 aprile, nel nome del superamento della retorica, è passato negli anni attraverso tante strumentalizzazioni di chi se lo cuce addosso a proprio uso e consumo. L'ultima è quella di metterelo in relazione con l'ondata di immigrazione selvaggia a cui stiamo assistendo impotenti in questi mesi. Ma come la penserebbero i partigiani? Credo ci sarebbero delle sorprese.
sabato 25 aprile 2015
La morte del 25 aprile
Il 25 aprile dovrebbe essere una festa nazionale, di liberazione dal suolo italiano dell'occupazione tedesca e della caduta della dittatura ad essa alleata. Con il tempo è diventato tutt'altro, sono stati estromessi molti elementi fondanti della resistenza come i monarchici, i liberali e ora si sta tentando di estromettere gli ebrei. Come si possa essere arrivati ad una simile deriva molti lo indicano nel lavoro di egemonia culturale di Togliatti, che intestò discutibilmente ai comunisti la primogenitura dell'antifascismo e della resistenza. Il suo obbiettivo però era quello di mettere il partito comunista a capo di un vasto schieramento sotto il suo controllo e non di estrometterne delle parti, così se da una parte colorava artificialmente di rosso l'antifascismo, dall'altra faceva virare il suo partito decisamente verso il nazionalismo in un tragitto di cauto affrancamento dall'Unione Sovietica. Indubbiamente le responsabilità del togliattismo o dei suoi eredi ci sono, dal momento che il lavoro di egemonia perse la sua finalità nazional-popolare e divenne puro potere burocratico di sfere culturali del paese. La deriva settaria del 25 aprile però è iniziata con il '68 quando i movimenti antiamericani hanno voluto vedere nelle lotte di "liberazione nazionale" delle ex colonie una nuova lotta partigiana e non invece quella che era, una guerra geopolitica di aspiranti piccole potenze regionali sotto l'influenza dell'Unione Sovietica, la cui efficace propaganda le rappresentava come "antifasciste", ma che non c'entravano nulla con il contesto europeo della seconda guerra mondiale. Tra queste vi era la guerra imperialista dei paesi arabi per annientare il piccolo stato di Israele, usando la questione dei profughi palestinesi come una bomba ad orologeria, mentre Israele al contrario aveva assorbito nella propria vita sociale i suoi profughi ebrei scappati dai paesi islamici dopo il '48. Negli ultimi decenni quindi al 25 aprile sono comparse bandiere che non c'entravano nulla con la resistenza come bandiere vietnamite, bandiere cubane, bandiere della pace, bandiere di emergency e sopratutto bandiere palestinesi, i quali durante il secondo conflitto mondiale combattevano al fianco di Hitler. Ricordo anni fa, una delle ultime volte che partecipai al 25 aprile, le urla "fuori gli ebrei dal corteo" rivolte agli esponenti della Brigata ebraica, in un antisemitismo non più camuffato da antisionismo o da legittima critica allo stato di Israele. Oppure quando i palestinesi uccisero il cooperante Vittorio Arrigoni - all'epoca moderavo un forum politico legato a rifondazione comunista - i commenti furono tutto un "è stato il mossad", "sono stati gli ebrei" in una logica da far impallidire i protocolli dei savi di sion. Episodi che non potevano non far aprire gli occhi anche a chi come me era sempre stato molto critico con Israele e aveva parteggiato con la causa palestinese. E infatti la deriva è continuata e oggi siamo al punto che rappresentanti della Brigata ebraica e persino degli ex deportati nei campi di concentramento vengano minacciati dalle associazioni filo-palestinesi costringendo l'Anpi ad annullare il corteo romano del 25 aprile, mentre a Milano gli ebrei sono costretti a sfilare scortati dal servizio d'ordine del Pd. Questa è una cosa grave, gravissima, che dovrebbe suscitare un dibattito tra i cosidetti intellettuali di sinistra, che sembrano però troppo impegnati a fare le analisi del sangue a Renzi.
martedì 27 gennaio 2015
Tsipras sì, Renzi no
Renzi si allea con Alfano: "Vergogna!", "inciucio", traditore, venduto!", "regime".
Tsipras si allea con la destra: "Astuto", "bravo!", "mossa intelligente", "che figo", "bella ciao"
This is italian left-left
venerdì 9 gennaio 2015
Je suis Charlie, je suis juif
In questi giorni ho sentito condanne contro OGNI estremismo, contro OGNI fanatismo, contro TUTTE le religioni, ma non mi risulta che ci siano cristiani o ebrei che vanno in giro per il mondo a farsi saltare sugli aerei, a trucidare giornalisti, a farsi esplodere nelle piazze. C'è chi poi se la prende preventivamente con gli islamofobi e chi addirittura si scaglia contro il Dio denaro, ma sarebbe ora di condannare l'estremismo ISLAMICO, il fanatismo ISLAMICO senza se e senza ma, la religione ISLAMICA in certi suoi aspetti, perchè non è una religione di pace, ma una religione che incita ad uccidere gli infedeli, i blasfemi, gli apostati. In molti stati islamici la blasfemìa è condannata con la pena di morte e negli anni scorsi centinaia di migliaia di islamici sono scesi in piazza per chiedere la morte dei vignettisti di Charlie, per non parlare dell'antisemitismo diffuso in questi paesi. Le parole politicamente corrette di Hollande ("l'Islam non c'entra") sono quanto meno inadeguate, ma sono lo specchio di una classe politica ed intellettuale europea inetta che dagli anni '70 ha favorito l'infiltrazione islamica in Europa, fin da quando presentarono alle loro opinioni pubbliche un terrorista palestinese, affiliato alla fratellanza mussulmana, come una sorta di eroe laico alla Garibaldi. Questo terrorista era Arafat, che quando si ammalò venne a curarsi proprio in Francia - il paese più filo-arabo e antiamericano d'Europa - prima di morire. Ma non da meno è la cerchia dei complottisti-terzomondisti dalla galassia Grillo alle schegge della fu sinistra radicale, quelli che fanno del complottismo sulla strage di Parigi tirando in ballo il Mossad sono i nipoti di quelli che cent'anni fa parlavano di complotto giudaico, sono i nuovi nazisti insieme agli integralisti islamici.
venerdì 5 dicembre 2014
Note sulla destra, sinistra e partito della nazione
Le domande che provengono dai cittadini assumono oggi caratteri che polverizzano le vecchie concezioni di destra e sinistra. Che piaccia o meno la domanda di sicurezza e di mettere freno all'invasione degli immigrati non è ne' di destra ne' di sinistra, la richiesta di una classe politica non corrotta, non casta, non è ne' di destra ne' di sinistra, la domanda di modernizzare il paese sbloccando il mercato del lavoro e facendo le riforme non è ne' di destra ne' di sinistra. I concetti di destra e sinistra hanno iniziato un processo di autosuperamento nel momento in cui tutte le forze politiche hanno accettato il suffragio universale e la democrazia, e contemporaneamnte sono venute meno le rigide distinzioni di classe, ma già dal ventennio fascista l'Italia fu governata da una dittatura con elementi di destra e sinistra confusi tra loro quali era il fascismo, ma anche nel successivo cinquantennio non si dispiegava il rapporto destra-sinistra, ma l'Italia era governata da un governo di centro o centro-sinistra, con un opposizione di sinistra, mentre la destra semplicemente non esisteva. Questo vuoto è stato colmato da Berlusconi, e con la nascita di Forza Italia sembrava si potesse creare una situazione di bipolarismo destra-sinistra, ma la situazione era già fluida, la Lega Nord era un altro partito che usciva dagli schemi destra-sinistra e la stessa Forza Italia rispondeva ad una domanda di modernizzazione che ne facevano una destra sui generis, oltre ad essere più rappresentativa dei ceti popolari di quanto fosse la sinistra, mentre in seno alla sinistra dettava sempre più legge una cultura conservatrice che di sinistra aveva poco. L'esplosione del grillismo ha inferto un nuovo colpo alla divisione destra e sinistra, concetti che comunque rimangono, ma che vanno sempre più a definirsi come corollari, come un background che ognuno si porta, mentre sempre di più a dettare l'agenda politica sarà la domanda di risoluzione dei problemi concreti, intorno ai quali si costruiranno i partiti, che prima che partiti di destra o sinistra, dovranno essere partiti della nazione.
giovedì 20 novembre 2014
Il terrorismo paga
In serata, dopo che due palestinesi avevano fatto a pezzi cinque ebrei a colpi di mannaia, il governo spagnolo ha riconosciuto lo Stato di Palestina. Non c'è che dire, il terrorismo paga. D'altronde la fregola di riconoscere uno stato ai palestinesi da parte dei parlamenti e dei governi europei non si cura di prendersi la responsabilità di alcune domande. Che confini dovrebbe avere questo nuovo stato, quale ordinamento politico e sociale, quali forze armate? Ma sopratutto, da buon pietismo terzomondista non prende in considerazione cosa vogliono realmente i palestinesi: non uno stato, ma un califfo, non una democrazia, ma una teocrazia, non un esercito di difesa, ma di conquista. Appare allora evidente che ogni equidistanza nel conflitto israelo-palestinese è pura ipocrisia e la più totale priorità deve andare alla salvaguardia del diritto di Israele ad esistere ed alla sua difesa prima di ogni altra cosa.
domenica 26 ottobre 2014
La fine del sindacato
Vent'anni fa, alla nostra generazione furono date tre strade: lavoro precario, lavoro gratis, disoccupazione. Il sindacato ha fatto la guerra al lavoro precario, condannandoci così alla disoccupazione e al lavoro gratis. Non c'è nessuna battaglia per l'estensione universale dei diritti, ma solo la difesa dei privilegi dei garantiti delle generazioni precedenti. Come spesso capita con gli universalismi, si tratta alla belle meglio di utopismi, alla peggio di una truffa ideologica sulla pelle dei giovani. Preso com'è tra interessi particolari e universalismi utopistici illusori, la Cgil, anche per il suo essere una cinghia di trasmissione impazzita, ha perso del tutto la dimensione nazionale concreta che aveva avuto nel secondo dopoguerra fino ai primi anni '90, che gli aveva permesso di prendere decisioni nell'interesse della nazione, allacciando ad esso i ceti che rappresentava. Oggi la Cgil è un sindacatino autonomo di classe alla deriva, non più la classe operaia, ma il ceto improduttivo dei dipendenti pubblici, che vogliono costringere il paese ad una spesa pubblica abnorme, condannando il resto del paese produttivo a morire di tasse. I dirigenti di questa organizzazione sono dei rozzi burocrati che vivono della rendita che i Di Vittorio e i Lama gli hanno lasciato, ma questo capitale era tenuto vivo dall'essere un sindacato di carattere nazionale, perso questo il capitale è destinato ad esaurirsi. Inoltre, perso il controllo del partito principale della sinistra, il quale nel frattempo ha preso la via della vocazione maggioritaria. Rimangono solo alcune case matte nel campo mediatico, universitario e nella magistratura disposte ad appoggiarlo, ma si tratta di altrettante cinghie di trasmissione impazzite e destinate ad esaurirsi per gli stessi motivi.
sabato 16 agosto 2014
Tutto il potere al parlamento
Bisogna armare i curdi per fermare le bestie islamiche in Iraq, l'Ue e L'Inghilterra hanno già iniziato a farlo, l'Italia no, la Mogherini infatti ha solennemente spiegato che bisogna aprire una commissione parlamentare per decidere l'invio di armi o meno. #lacostituzionepiùbruttadelmondo
venerdì 1 agosto 2014
Il senso unico
Ucraina, separatisti russi abbattono aereo civile, 300 morti, 80 bambini. Reazione dei pacifisti: nessuna.
Venezuela, manifestazioni per la democrazia represse nel sangue dal regime militare. Reazione dei pacifisti: nessuna.
Iraq, dieci anni di guerra civile tra sunniti e sciiti, migliaia di morti e creazione di uno stato integralista islamico del Levante. Reazione dei pacifisti: nessuna.
Mosul, Iraq, pulizia etnica, cristiani cacciati dalla città dalle milizie islamiche. Reazione dei pacifisti: nessuna.
Siria, guerra civile, centinaia di morti ogni giorno da tre anni, molti dei quali bambini. Reazione dei pacifinti: nessuna.
Sudan, cristiani perseguitati. Reazione dei pacivendoli: nessuna.
Iran, regime islamico-fascista, condanne a morte a chiunque dissente, reazione dei pacifinti: nessuna.
Gaza, operazione antiterrorismo dell'esercito israeliano in seguito ad anni di lanci di razzi sulle città israeliane da parte degli integralisti islamici: 1000 morti, in maggioranza terroristi di Hamas e 50 bambini (fonti filo-palestinesi), usati come scudi umani dagli stessi terroristi islamici. Reazione dei pacifascisti: manifestazioni in tutta Europa al grido di "Israele nazista, olocausto palestinese", assalti alle sinagoghe, tanto per cominciare.
Venezuela, manifestazioni per la democrazia represse nel sangue dal regime militare. Reazione dei pacifisti: nessuna.
Iraq, dieci anni di guerra civile tra sunniti e sciiti, migliaia di morti e creazione di uno stato integralista islamico del Levante. Reazione dei pacifisti: nessuna.
Mosul, Iraq, pulizia etnica, cristiani cacciati dalla città dalle milizie islamiche. Reazione dei pacifisti: nessuna.
Siria, guerra civile, centinaia di morti ogni giorno da tre anni, molti dei quali bambini. Reazione dei pacifinti: nessuna.
Sudan, cristiani perseguitati. Reazione dei pacivendoli: nessuna.
Iran, regime islamico-fascista, condanne a morte a chiunque dissente, reazione dei pacifinti: nessuna.
Gaza, operazione antiterrorismo dell'esercito israeliano in seguito ad anni di lanci di razzi sulle città israeliane da parte degli integralisti islamici: 1000 morti, in maggioranza terroristi di Hamas e 50 bambini (fonti filo-palestinesi), usati come scudi umani dagli stessi terroristi islamici. Reazione dei pacifascisti: manifestazioni in tutta Europa al grido di "Israele nazista, olocausto palestinese", assalti alle sinagoghe, tanto per cominciare.
martedì 29 luglio 2014
L'antisemitismo contemporaneo
L'antisemitismo contemporaneo ha poco a che fare con le leggi razziali del ventennio e il genocidio di Hitler, ma riguarda più il tradizionale profilo ossequioso degli stati europei verso i regimi islamici, l'ipocrita ideologia terzomondista, ed è il lascito di decenni di disinformazione sovietica nell'opinione pubblica sulla questione mediorientale.
lunedì 14 luglio 2014
La propaganda di Hamas
La guerra è anche guerra di propaganda: Hamas diffonde in rete migliaia di foto risalenti al conflitto siriano e iracheno (dei quali finora non è importato granchè alle anime belle) e le spaccia per foto di Gaza. Hamas usa i civili come scudi umani sulle postazioni militari per poi accusare Israele di genocidio, mentre i capi di Hamas si nascondono nei tunnel.
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