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domenica 27 febbraio 2022

Ucraina resiste, Europa codarda o si sveglia?

Non si può dire solo stop war, ma serve schierarsi col popolo ucraino che combatte, condannando l'invasione russa. Noi siamo degli europei codardi, l'America e l'Inghilterra quantomeno schierano gli uomini in consistente numero ai confini, mentre la Germania faceva i gasdotti con la Russia, l'ex leader socialdemocratico Schroder è un dipendente di Gazprom, l'Italia ha frenato sulle sanzioni. Gli ucraini sono eroi, baluardo dell'Europa vera, che non viene fatta entrare in Europa dai burocrati che volevano far entrare la Turchia in Ue. Noi siamo solo dei bambocci con un esercito virtuale di nerds di sfigati e falliti che dietro una tastiera tifa per la Russia o di ipocriti pacifisti. Ma qualcosa si muove anche in Europa, l'uscita di scena della migliore amica di Putin e della Cina in Europa, la ex DDR Merkel, ha portato al blocco del gasdotto Russia-Germania grazie al nuovo premier tedesco, mentre in Italia Draghi denuncia l'imprudenza dei governi precedenti (per dabbenaggine o voluta) di legarsi mani e piedi al gas russo e finalmente rifornisce di armi gli ucraini dopo i primi tentennamenti.

Ma come dice qualcuno ora forse questa situazione ci può chiarire che Greta e tutto il mondo retorico della sostenibilità-inclusività-transizione eco è un nemico dell'occidente, e finalmente si torna a parlare di carbone, trivellazioni nel mediterraneo, centrali nucleari, per uscire dall'assurda e come detto imprudente dipendenza dal gas russo. Il prossimo step sarà riportare la produzione materiale e tecnologica dalla Cina all'Europa.

Attenzione anche a quei pacifisti che dichiarano solidarietà al popolo ucraino ma non vogliono rifornirgli di armi per difendersi. Non dimentichiamo che il pacifismo contemporaneo fu una invenzione di Stalin ai tempi del patto Molotov-Ribbentropp per sostenere l'invasione di Hitler dell'Inghilterra.

Il comunismo è morto, ma l'egemonia culturale comunista è più viva e vegeta che mai, ci dicono che bisogna rispettare l'autodeterminazione del popolo del Donbass, ammesso e non concesso che il Donbass sia russo o i filorussi non abbiano cacciato tutti gli ucraini in questi anni, che giustificazione avrebbe invadere tutta l'Ucraina e non "liberare" solo il Donbass?

"Denazificare" l'Ucraina dice Putin, ma il presidente ucraino è ebreo, i russi bombardano il memoriale della Shoah, l'estrema destra in Ucraina conta il 2%, mentre i fascisti e i nazisti di casa nostra fanno tutti il tifo per Putin. Siamo in pieno patto Molotov-Ribbentropp rosobruno, coi fascisti proPutin, i comunisti giustificazionisti, poi c'è l'area cuscinetto dei finti pacifisti, dall'altra parte un centrodestra confusionario che non ha mai avuto bussola.

giovedì 10 febbraio 2022

Basta odio, tanto odio

La sinistra imputa tutte le disgrazie del mondo al nazionalismo, quindi eliminato quello, a suo dire, vivremmo nel mondo del candore e dell'amore. Il richiamo a fascismo e nazismo è però antistorico, perchè ambedue i movimenti potevano definirsi alle origini costole della sinistra, non certo come nota di merito, ma nei suoi più retrivi aspetti demagogici, sia in senso anarcoide che in senso socialista-comunista. Il nazionalismo altresì si ricongiunse a loro dopo o come reazione al pacifismo integralista che dipingeva e tutt'ora dipinge in maniera riduttiva la prima guerra mondiale come un'assurda carneficina o uno scontro interimperialistico. Le fallaci tesi del Vaticano e di Lenin portarono tanti liberali e sinceri patrioti democratici nelle mani dei fascismi, poi Togliatti e Stalin riuscirono a riportarli nelle loro mani, riappropriandosi del patriottismo, ma solo per strumentalizzarli. Il '900 vide così i liberali estromessi dalla centralità politica che avevano avuto nell'800 e sballottati tra opposti radicalismi e melliflui democristianismi.

Ma ci sono tanti odi che, oltre al revanscismo nazionalistico, certamente da stigmatizzare, al contrario da parte sua la sinistra alimenta, senza probabilmente nemmeno accorgersene: l'odio di classe, o più in generale l'invidia e l'odio sociale, che non è solo contro i supericchi, ma spesso ancor di più contro i ceti medi, anzi coi superricchi la sinistra condivide una visione beata della globalizzazione e l'universalismo; poi l'odio ideologico, dato dall'incancrenimento e l'affezione intellettuale alle proprie tesi distrutte dalla Storia, ma anche l'odio razziale cammuffato da terzomondismo e lotta anticoloniale (le ultime nauesabonde dichiarazioni di Whoopi Goldberg sugli ebrei ne sono una certificazione ultima e a prova di smentita), che ci riportano ai tempi del fanatismo religioso.


martedì 1 febbraio 2022

C'è colonialismo e colonialismo

La grande capacità dell'Inghilterra di mantenere rapporti amichevoli con le sue ex colonie, dagli Stati Uniti all'India, dall'Australia alla Nuova Zelanda all'Irlanda, dimostra come c'è colonialismo e colonialismo, e come ammetteva lo stesso Marx, seppur dal suo punto di vista in chiave classista, il colonialismo non è sempre reazionario ma può essere fonte di progresso, portatore di diritti civili , individuali, democrazia, come la stessa "invasione" americana dell'Italia durante la seconda guerra mondiale dimostra, anche se questo manda in cortocircuito la sinistra italiana, ma anche la destra per due versi opposti. Ma c'è colonialismo e colonialismo, quello tedesco portò morte, distruzione, sterminii, quello francese razzismo, schiavismo, quello arabo-mussulmano anche schiavismo, sottosviluppo, come quello ottomano. Il colonialismo cinese invece porta sfruttamento del lavoro, bassi salari, quello russo fanatismo paranoico, violenza.

In termini di principio il colonialismo e l'imperialismo sono sempre sbagliati, come la stessa globalizzazione in termini universalistici, oltre il normale rapporto di import-export e interconnessione, ma intesa come utopismo assolutistico, però poi bisogna saper distinguere, come abbiamo visto, in base a quali contenuti ci sono al suo interno.

domenica 30 gennaio 2022

Generazioni, classi sociali, territorio, famiglie politiche, geopolitica

Dare addosso ai giovani è la moda del momento e di sempre da secoli. Io invece non sopporto i 70-80enni postsessantottini catastrofisti e apocalittici, i 50-60enni no vax ignoranti e beceri, i quarantenni frustrati perchè guadagnano meno dei loro genitori, i quindicenni scemi e arroganti alla Greta Thunbergh, viva i venti-trentenni, tecnologicamente avanzati, liberi e fuori dagli schemi. Il futuro è loro. Spaccate tutto.

In realtà il tema generazionale non mi ha mai molto interessato, anche le categorie sociali sono riduttive, intanto la politica è sempre più trasversale e il territorio e la nazione non si può negare, che che ne dicano i cantori dei continenti e della globalizzazione, ma siccome ci vogliono inquadrare allora è giusta una ridefinizione, che ci riporti alla famiglie politiche tradizionali ma al di fuori dello schema destra-sinistra: cioè prima liberali o socialisti, ma questi due al loro interno devono chiarificare molto, perchè ci sono liberali succubi dell'egemonia culturale dei comunisti, dall'altra parte socialisti che non sanno se aderire al liberalismo o essere dei comunisti riformisti. La destra invece non appartiene a nessuna famiglia politica, non puoi definirla fascista, questo è sciocco, rivendica giustamente la sovranità nazionale e la lotta all'invasione islamica, ma questo dovrebbe essere patrimonio comune dei popoli europei. Identitari, ma in realtà portatori del senso comune e del buon senso, ma allo stesso tempo senza una chiara collocazione geopolitica e frastagliati tra democrazia e populismo.

E poi la geopolitica, questa Europa eterna terza via, un po' patetica, senza un esercito, fa la voce grossa giustamente con la Russia, però le strizza l'occhio con le vie del gas, rifiutando il gas israeliano, e poi pretende di fare a meno dell'America. Tedeschi e francesi, si facciano da parte, l'Italia sia sempre atlantista, come l'Inghilterra, la vera rovina dell'Europa sono i francesi e i tedeschi, arroganti e microimperialisti. Sogno un Europa trainata da Italia e Inghilterra.

venerdì 14 gennaio 2022

Il grande paradosso che si potrebbe creare

Renzi quando era al 40% fece un referendum per creare una repubblica semipresidenziale con un sistema elettorale maggioritario, tutti i partiti si opposero e la maggioranza degli italiani, a parole antipartito, ma nei fatti no, andarono dietro ai partiti e siamo rimasti in un sistema semiproporzionale. Ma ora che Renzi è dato al 3-5%, proprio lui in questo sistema elettorale proporzionale potrebbe diventare l'ago della bilancia nella prossima legislatura quando nessuno sembra più in grado non solo di raggiungere il 40%, ma nemmeno il 25.

Il rigurgito grillo-fascio-comunista antiliberale degli ultimi cinque anni sembra finito, ma la riscossa liberale ancora tarda a venire, ne consegue una frammentazione in cui i liberali possono usare le armi degli antiliberali, come il proporzionalismo, a proprio vantaggio.

mercoledì 8 dicembre 2021

Intesa si mangia Ubi col Covid

Il mancato intervento tempestivo di fronte alla pandemia mondiale del covid 19 non fu dovuto da parte del governo 5stelle-Pd solo dalla sua alleanza con la Cina, cosa conclamata, ma anche per non permettere che una dichiarazione di stato d'emergenza consentisse alla banca Ubi di non essere acquisita da Intesa San Paolo, perchè Ubi adduceva proprio il caso di emergenza pandemica che il governo negava per bloccare l'operazione in termini legali. Ma una volta superati i tempi legali, il nuovo monopolista cattocomunista filocinese ha potuto appropriarsi della banca del territorio del Nord, anche ingannando gli investitori, convinti di comprare 17 azioni al prezzo di dieci, quando invece le dieci azioni di Ubi valevano di più delle 17 di Intesa san Paolo.

mercoledì 1 dicembre 2021

Le origini dell'ecologismo

 Da dove nasce l'ecologismo? Inteso come ideologia politica e non come cultura del rispetto per l'ambiente, anche se il rispetto andrebbe anche pure per l'essere umano e gli animali, che non sono ospiti ma liberi cittadini su questa terra, che che ne dica la psicotica svedese, ebbene l'ecologismo nasce dagli aristocratici inglesi. Spodestati dalla nuova borghesia industriale britannica nell'800, che intrapresero la rivoluzione industriale, ma nasce in seguito anche dai nazionalsocialisti tedeschi, che pur usando l'industria per costruire un arsenale bellico, anelavano come fine il ritorno alla civiltà rurale. Secondo lo storico Nolte anche il marxismo o più in generale il comunismo aveva nella rivoluzione industriale solo un mezzo per liberarsi del mondo aristocratico ma allo stesso tempo con il fine di creare una sintesi nel conflitto tra le due epoche e nel conflitto capitale-lavoro. Da qui nascerebbe anche la schizofrenia degli attuali progressisti, incapaci di creare quella sintesi e condannati al bipolarismo.

martedì 23 novembre 2021

Difesa della libertà sempre, strizzare l'occhio ai No Vax mai

E' un dato oggettivo che il lock down è stato una sospensione della libertà, d'altra parte l'allora governo Conte ebbe un comportamento disorientante, perchè quando il regime cinese ammise dopo mesi di omissioni l'esistenza del Corona Virus, dapprima fu più lealista del Re orientale, con tutto il corollario del "siamo tutti cinesi", "abbraccia un cinese", "tutti al ristorante cinese", "Milano non si ferma", "non assaltate i supermercati", più altre idiozie del genere, con gli imbecilli al "corona Party" e i cinici al "muoiono solo vecchi e deboli di salute", in stile rupe di Sparta. Poi quando il virus rischiava di uscire dai confini di Lombardia e Veneto, improvvisamente fu tutto un "state a casa", "destra irresponsabile", "chiudete tutto", con tanto di ideologismi selettivi, negozi di vestiti chiusi, librerie aperte, passeggiate vietate, supermercati e metropolitane aperte.

Ma poi sono arrivati i vaccini, al momento l'unica soluzione realistica per uscire dallo stato di emergenza di sospensione della libertà che tanto la sinistra ha strumentalizzato per imporre il proprio potere. E allora appare incomprensibile il comportamento di Salvini e Meloni, che strizzano l'occhio al movimento dei No Vax, longa mano di Cina e Russia in Italia, che ci vogliono tenere in questo stato di immobilismo. Solo coi vaccini si torna alla libertà, con quella campagna vaccinale che il governo filocinese Conte non portava avanti, regalandoci invece le mascherine tarocche del d'alemiano Arcuri e Lock down permanenti. Poi con il governo Draghi messo in piedi da Renzi e Berlusconi la campagna vaccinale è partita, condotta dall'alpino Figliuolo. Più alpini e meno burocrati di sinistra potrebbe essere uno slogan migliore di abbracciamo un cinese e No green pass.

lunedì 15 novembre 2021

Perchè il movimento ecologista non è credibile

 Ci sono quattro elementi che rendono poco credibile il movimento ecologista, vediamo quali sono:

1) Il primo è l'elemento geopolitico, Greta Thunberg e gli adulti che la idolatrano non dicono una parola sul maggiore inquinatore del pianeta, la Cina, che nemmeno si è presentata al convegno di Glasgow. Perchè?

2) Il secondo elemento è ideologico, un conto è il rispetto dell'ambiente, un conto è considerare l'essere umano un elemento organico dell'ambiente e un ospite sgradito della terra, rinnegando la libertà individuale e i valori occidentali, che ne fanno un attore protagonista, riciclando altresì il comunismo e certe teorie bibliche sotto le bandiere dell'ecologismo.

3) Il terzo elemento è nei modi e nei toni apocalittici e millenaristici, che più che con la scienza hanno a che fare con le sette religiose, che rende questo movimento odioso a tutti i veri laici.

4) Il quarto elemento, non da ultimo, è storico: la retorica da cancel culture che processa e condanna 200 anni di sviluppo industriale e tecnologico con fare arrogante e saccente, pur beneficiando ogni giorno degli effetti benefici di questo sviluppo, è forse l'aspetto più insopportabile agli occhi dei comuni mortali. Bisognerebbe spiegare a questi adolescenti fanatici e a questi vecchi sessantottini impenitenti che li manipolano che la storia si studia e non si demonizza e al tempo stesso che dalla storia e dagli orrori del totalitarismo bisognerebbe imparare invece di ripeterli.

sabato 13 novembre 2021

I confini del nuovo centro liberale contro le derive di destra e di sinistra

La sinistra perde la bussola quando si parla di immigrazione. Parlano di redistribuzione di migranti su tutto il territorio europeo, come se gli esseri umani fossero numeri e si potessero redistribuire proporzionalmente su tutto il territorio europeo come pacchi postali. E' ovvio invece che nessun migrante vuole essere "redistribuito" in un paesino della Calabria per farsi sfruttare dal sindaco di turno o dell'Ungheria. Tutti legittimamente vorranno andare in Lombardia, in Veneto o in Germania e dove c'è lavoro. Allora è chiaro che non siamo in grado fisicamente e realisticamente di accogliere 100mila immigrati all'anno. Ma la sinistra odia il buon senso, ma ama sentirsi buona e progressista, senza nemmeno sapere cos'è il progresso, anzi dopo la conversione religiosa all'ecologismo gretino, è diventata giudice di 200 anni di progresso industriale e tecnologico, di cui loro per primi godono dei benefici e che ai tempi di Marx sosteneva.

La destra perde la bussola quando si parla di Covid e vaccini. Salvini e Meloni strizzano l'occhio ai no vax, a chi si scaglia contro i medici, la scienza, i vaccini, proprio quelli che ci stanno togliendo da quella situazione di limitazione della libertà in cui il virus cinese ci ha portato grazie anche alla strumentalizzazione della sinistra filocinese.

Il nuovo centro liberale gioco forza deve prendere le distanze da queste due derive estremistiche. Berlusconi, Renzi, Giorgetti e pure Calenda - se la smetterà di fare il bullo antirenzi - dovranno costruire una coalizione che crei i suoi confini su questi due argini, poi su una base geopolitica atlantista, su una cultura basata sulla libertà individuale, la proprietà privata, l'abbassamento delle tasse generalizzata e la lotta alla burocrazia, l'aiuto alle famiglie e alle piccole-medie imprese, un sano patriottismo federalista, una solidarietà sociale solo a chi ne ha realmente bisogno e non ai furbetti.

lunedì 8 novembre 2021

L'odio delle pecore nei recinti contro Renzi

Continua la campagna mediatico-giudiziaria d'odio contro Renzi. Due punti, da una parte le sue conferenze in giro per il mondo (chissà perchè D'alema lo invitano solo in Cina e il trucido Bersani non lo invita nessuno), una in Arabia Saudita, dittatura ma paese alleato dell'occidente che sta intraprendendo un cammino di riforme, a differenza dell'Iran, del Venezuela, della Russia e della Cina, paesi nemici della Nato, dittature convinte, alleati dei grillini, che un'inchiesta dice da questi paesi prendevano anche i soldi, ma quello va bene e sta sui media per 24 ore. Poi ci sono le conferenze in Corea del Sud, e qui onestamente siamo al delirio, un paese liberaldemocratico, alleato dell'occidente, dove sia lo scandalo lo sanno solo i grillo-comunisti e i fascisti. Forse preferivano che Renzi andasse in Corea del Nord. Il secondo punto è la solita surreale farsa del "finanziamento illecito", come se un politico in un paese che si dice libero non potesse farsi finanziare da chi gli pare, insomma i consueti due cavalli di battaglia di chi vorrebbe fare dell'Italia una piccola Cina o più modestamente un Iran o un Venezuela, antioccidentalismo contro il "satana" amerikano-israeliano e lotta alla "corruzione".

Quindi siamo all'idiozia generalizzata, ma Renzi ha molte colpe, ha migliorato l'economia del paese con il Jobs act, una legge che nessun governo posteriore ha abolito, ha determinato il declino di Salvini, ha fatto cadere il governo Conte-Pd filocinese che stava svendendo il porto di Trieste all'impero orientale (chissà perchè i No vax hanno scelto i portuali triestini come loro strumento per danneggiare il governo atlantista di Draghi), ha portato Draghi a Palazzo Chigi, ha fatto rosicare lo stoccafisso Letta, non da ultimo ha evitato al Paese l'ingiusta punizione di avere Prodi come presidente della Repubblica, inoltre non è un mediocre, non è ne' rosso ne' nero, è amico di Israele e degli Stati Uniti, indipendentemente da chi è presidente in questi due stati. Insomma è comprensibile che le pecore barricate nei recinti lo odiano e si sia fatto molti nemici da ogni parte, oltrechè dai leoni da tastiera alla Calenda. D'altronde perchè tanto accanimento per uno che i sondaggi danno al 3%? Ma proprio perchè nonostante ciò è un politico che ottiene risultati e raggiunge gli obbiettivi prefissati, al contrario della palude inconcludente romana. E' un centrista senza compromessi, non è un democristiano, che poi oggi i democristiani sono diventati di sinistra radicale, è democratico ma non populista, non è un mediocre, ma non è elitario, infatti gli hanno dato sia del tamarro che del fighetto. Diciamo la verità, gli italiani si sono dati la zappa sui piedi bocciando il suo referendum di riforma costituzionale solo per antipatìa personale facendo la figura di un popolo di bambini dell'asilo o di indottrinati, ma nonostante ciò Renzi non ha rinnegato la democrazia come fanno tutti quando perdono nelle urne. Uno così non può che essere odiato. Ma la cosa peggiore è che si professa ottimista e crede nel futuro, che in un paese pieno di lamentosi che vivono nel passato è davvero imperdonabile.