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martedì 20 gennaio 2026

La Persia sparisce completamente dai media di sinistra

La rivolta democratica del popolo persiano è già sparita dai radar dei giornali italiani, in particolare quelli di sinistra. Hanno dedicato un paio di giorni alle migliaia di morti che gli Ayatollah islamici hanno fatto del loro popolo, coadiuvati dalle milizie mercenarie degli sciiti iracheni, quelli che Obama ha messo al potere in Iraq, e degli Hezbollah libanesi filo-palestinesi. D'altronde bisognava solo fare una passerella fugace per negare di essere degli ipocriti faziosi, un cerchiobottismo buono per la zona grigia del fondamentalismo, poi si torna come sempre ad attaccare Israele e l'America. L'indifferenza/indignazione selettiva, il cinismo da realpolitik dei buonisti fintopacifisti è qualcosa di mostruoso. Gli interessi economici dell'Unione Europa e della Cina fanno da base, mentre dall'altra parte diciamo che l'America fa quello che può ma non vuole più fare l'impossibile. Il segretario generale dell'Onu non ha ritenuto di dire una sola parola sulla Persia, dimostrando l'infamia di questa organizzazione inutile, o utile solo ai regimi e alle dittature, come inutili sono le ong come Save the children, Emergency, Medici senza frontiere, o utili solo alla causa delle cricche terzomondiste. Anche sul Venezuela cade il silenzio, come sui massacri dei cristiani in Nigeria, sul Sudan martoriato dalle guerre interne poi non si è mai parlato. Questa sinistra imbelle, vanesia e innamorata dei dittatori, ossessionata nevroticamente dall'odio per tutto ciò che è occidentale, verrà giudicata dalla storia.

lunedì 12 gennaio 2026

Donna, vita, libertà, il canto della Persia democratica

In Persia il popolo scende in piazza al grido di donna, vita, libertà, rischiando i propri corpi e la propria vita, le donne vogliono uscire dall'oppressione degli ayatollah, i giovani vogliono vivere all'occidentale, quello che vogliono è la nostra libertà che qui in occidente tanti privilegiati disprezzano, qui da noi invece nelle piazze si urla solo pace ossessivamente e a tutti costi e si sputa odio verso l'America e Israele, rinchiusi in un asfittico neobigottismo, con tutto il circo di giro di attoruncoli e musicanti di regime al seguito, ma la storia non va mai come la predicono i falsi profeti, i seguaci dei falsi ideali, qui da noi invece le femministe di sinistra sono schiave degli imam e delle cariatidi del terzomondismo, gli studenti sono indottrinati e sempre più acefali, i sepolcri imbiancati del '68 imperversano e occupano ancora redazioni, università, tribunali, facendo la muffa, ma nel mondo c'è un vento fresco e libertario, che non ha la puzza sotto il naso di accompagnarsi ai legittimi interessi economici dell'occidente, anzi da quello spera di avere quel benessere, quella libertà e quella prosperità che i burocrati social-comunisti, gli autocrati e i teocrati si tengono tutto per sè negandolo alla loro gente, ma oggi la gente perbene può sperare. Tutto è ancora in divenire ma la mossa geniale di Trump di colpire l'anello debole dell'impero cinese, il Venezuela, starebbe creando un effetto domino che può polverizzare i vassalli dell'impero del sol levante, ma è presto per dirlo, di certo sappiamo che chi qui da noi pontifica di essere dalla parte giusta della storia appare sempre più come una caccola della storia. 

Ad Maiora