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lunedì 15 luglio 2019

Più Eni che Salvini nel rapporto con Putin/2

Segue dall'articolo precedente...

Ecco allora che chi ha sempre coerentemente denunciato le simpatie di Salvini per Putin, deve chiedersi perchè certa gente si sveglia solo ora, per non cadere in una trappola. Chi denunciava le interferenze russe nella politica occidentale sa che per anni è stato guardato come un animale strano, un povero pazzo, ora improvvisamente i salotti buoni sono interessati al tema e fa figo denunciare il complotto russo proleghista. Chi da sinistra giustificava l'invasione dell'Ucraina e della Crimea da parte di Putin ora improvvisamente si presenta come baluardo del patriottismo e dell'occidente antirusso, temi di cui non gli è mai importata una emerita cippa o appunto ne era ostile. Il tempo e la storia vanno sempre calibrati, recentemente Salvini ha fatto un viaggio in America e al contrario ha riposizionato le proprie tesi sul tema, invitando la Russia a rivedere la sua posizione sulla Crimea e sull'Ucraina e ricalibrando la sua simpatìa verso la Russia in termini di attrazione dell'orso in chiave anticinese e antiraniana.

Bisogna chiedersi allora perchè lo scandalo a orologeria scoppia proprio ora, e non due o quattro anni fa, quando era più logico. C'è chi sostiene che addirittura sia un avvertimento della Russia (e del capitalismo di stato italiano) verso Salvini, proprio nel momento in cui si allontana dal gigante coi piedi di argilla.

Certo, ora toccherà a Salvini decidere da che parte stare e chiarire la sua linea, ma i sinceri liberali devono farsi anche un'altra domanda e cioè quale è l'alternativa a Salvini? Esiste una reale alternativa a Salvini?

Siamo sicuri che la sinistra di Zingaretti, Prodi, Bersani e D'alema sia una vera alternativa? Guardate le loro posizioni in politica estera, sono tanto diverse su Medio oriente, Siria, Ucriaina, Iran, Cina, rispetto al Salvini più sovietico?




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