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sabato 22 ottobre 2011

Togliatti e il destino dell'uomo, l'incontro coi cattolici

Togliatti e il così noto "dialogo" coi "cattolici", sancito dal discorso di Bergamo sul "destino dell'uomo" del 1963.

Parlare però di dialogo coi cattolici è fuorviante e generico. Fuorviante è il termine dialogo e generico il termine cattolico. Quello che fu, in realtà, era un incontro e un dialogo basato sugli elementi di novità della storia. Nella Resistenza partigiana antifascista avevano combattuto insieme atei, laici e cattolici. La Resistenza e la nascita della Repubblica democratica vedevano l'irruzione per la prima volta nella storia italiana delle masse popolari e la nascita della passione politica di massa.
Riproporre l'anticlericalismo ottocentesco e l'ateismo militante in quel contesto sarebbe stato regressivo, controproducente, assurdo, meccanico. Così come ultrasinistri, socialisti e radicali spesso effettivamente erano.
(Non a caso la fine del PCI ha fatto riemergere a sinistra quel modo di fare politica in senso lato arruffone, e tutte quelle puerilità e la faciloneria pressapochista della sinistra italiana pre-marxista, che Gramsci spesso aveva denunciato nelle sue dure polemiche con il PSI).


Tornando al termine cattolici, Togliatti, in seguito all'estromissione del Pci dal governo, non dialogava con la Dc, ne' con le gerarchie ecclesiastiche, spesso si rivolgeva direttamente alle gerarchie ecclesiastiche per by-passare la DC, al fine di mostrarla, agli occhi dei cattolici più progressisti e dinamici, come un mero strumento della Chiesa privo di autonomia politica e culturale, cosa che in quella determinata fase storica e per alcuni parziali settori di quel partito era anche veritiero.
Quindi non tanto dialogo coi cattolici, ma confronto con quella fondamentale parte di società italiana, che era in grande trasformazione e vitalità nel secondo dopoguerra, il tutto sul terreno delle conquiste democratiche e antifasciste e in un contesto internazionale di rischio di guerra atomica, con tutto quello che comportava.

Togliatti dunque aprì un confronto con il mondo cattolico, e nel mentre conduceva una dura opposizione al governo democristiano ed alle posizioni internazionali del Vaticano.
Questo per inciso ci dice due cose:

-Il pci era un partito molto agile

- In Italia esistevano due culture nel senso organico, pieno e formato del termine, quella Marxista e quella Cattolica.

Le altre arrancavano nel minoritarismo autoreferenziale, nella ripetizione meccanicistica dei propri dogmi, mentre il Pci diventava una grande partito di massa e popolare, mantenendo al contempo una forte identità.

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