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lunedì 29 dicembre 2025

Opposti estremismi, ma con una differenza

Gli estremisti, lo sappiamo, esistono sia a destra che a sinistra, ma con una differenza che è emersa negli ultimi 30 anni, dopo la fine del partito comunista italiano: la sinistra non ha più saputo arginare, tenere a bada, conglobare e confluire i propri estremisti, mentre la destra e i suoi leaders degli ultimi 30 anni lo hanno saputo fare con la propria parte. 

La caduta dell'Unione Sovietica e la trasformazione trasformistica dei partiti comunisti nel mondo occidentale, sezioni prima manifeste e poi cammuffate dell'internazionale comunista, poi dopo la caduta del gigante dai piedi di argilla partiti pseudo riformisti, hanno sancito paradossalmente la fine degli ultimi residui del patto di Yalta, che aveva diviso il mondo in sfere d'influenza comportando un atteggiamento prudente della sinistra anticapitalista e antiliberale in occidente, ma da questo momento è esplosa una sinistra neomassimalista, non accompagnata da una vera sinistra riformista ne' da un partito comunista non avventuriero. La sinistra che si diceva riformista è al contrario sempre apparsa succube dei nuovi estremisti, mentre in realtà è sempre rimasta più o meno consapevolmente leninista o massimalista, ma senza più i limiti del patto di Yalta e di un partito comunista non avventuriero.

Parlavamo di leaders, questi del centrodestra, da Berlusconi a Fini, da Bossi alla Meloni, con qualche ambiguità forse in più Salvini, hanno sempre saputo mettere il cappello alla violenza, quella ideologica e organizzativa prima di tutto, perchè poi quella fisica è facile condannarla a posteriori. Dall'altra parte abbiamo avuto invece un D'Alema che andava a braccetto già 20 anni fa con i leaders di Hezbollah, un Veltroni e tutti gli altri che parlavano di una uscita radicale a sinistra dalla crisi sovietica, non è un caso che oggi abbiamo una Schlein completamente in balìa dei filo-terroristi e dei grillini, senza nemmeno aver studiato alla scuola del partito, ma solo all'autogestione del liceo.

Quella che doveva essere quindi la fine del comunismo e il trionfo del mondo liberale ha invece comportato una rottura di argini in occidente dell'antiliberalismo, un accumulo di forze nella Cina comunista, una ribalta della sinistra terzomondista alleata con l'Islam aggressivo e con una parte del cristianesimo, il quale si era convinto che una volta caduto il sovietismo il nemico principale da abbattere diventava l'occidente laico e liberaldemocratico, poi la crisi del 2008 ha fatto da propulsore economico a tutto questo.

In tutto questo ingarbuglio possiamo dire che però dopo 30 anni i nodi stanno venendo al pettine, la sinistra contemporanea potrà sempre meno nascondersi dietro le sue ipocrisie e i suoi infingimenti, perchè l'estremismo sta esplodendo, la destra deve continuare su un piano di sano conservatorismo democratico in un contesto liberale, non cadendo nelle provocazioni e continuando a tenere a bada i serpeggiamenti al suo interno.

Possiamo dire che le elezioni ancora oggi si vincono al centro, ma la base elettorale di centro non ha una struttura partitico-organizzativa, forse per la natura antiburocratica del mondo liberale, forse per i limiti dei suoi leaders. Per questo la sinistra anticentrista vuole togliere sempre più sovranità al potere politico democratico-nazionale e darlo a poteri sovranazionali, alla magistratura, ai nuovi poteri mediatici.

Ad Maiora


mercoledì 24 dicembre 2025

I bambini indottrinati dalla propaganda contro gli ebrei

Nei regimi totalitari le prime vittime innocenti sono i bambini, che vengono coinvolti dalle cose dei grandi e spinti in maniera orientata a credere a quello che i grandi vogliono, facendogli illudere in maniera indotta che questo arriva spontaneamente dalla loro purezza. I bambini quindi fin da piccoli vengono educati a credere nell'ideologia, spacciata per verità morale e assoluta. La propaganda di guerra fa un uso ed abuso dei bambini, lo abbiamo visto nel conflitto generato da Hamas contro Israele, dove esistevano i bambini di serie A, i bambini palestinesi, e i bambini di serie B, i bambini e i neonati israeliani massacrati, uccisi e presi in ostaggio dai palestinesi. Ma tutti i bambini sono vittime dei conflitti, non ci dovrebbe essere discriminazione tra loro. Bisognerebbe poi dire che i primi carnefici dei bambini palestinesi sono gli adulti palestinesi. Ma per qualcuno il terrorismo è una forma di guerra giustificata e buona, mentre la guerra è da condannare senza se e senza ma. Abbiamo invece assistito al sadismo di certe funzionarie dell'Onu, che censuravano chi parlava degli ostaggi ebrei in mano ai terroristi mussulmani, anche bambini, abbiamo assistito ad una empatia selettiva, che contraddice l'universalismo dei diritti umani, siamo tutti uguali ci dicono, ma per loro qualcuno è più uguale degli altri. Nelle nostre scuole pubbliche ci sono cattivi maestri che stanno insegnando ai bambini ad odiare gli israeliti, come negli anni '30 durante le leggi razziali fasciste. Si ribalta la realtà, la verità storica, allorquando invece i palestinesi hanno sempre rifiutato la soluzione due popoli due stati, hanno sempre rifiutato la presenza ebraica in Medio oriente, ma si fa pure passare Israele come uno stato razzista, ma è l'unico stato in quell'area geografica dove convivono liberamente tutte le religioni, dove c'è democrazia, libertà, rispetto per le minoranze. Ci troviamo di fronte ad una epoca di oscurantismo, fanatismo, ribaltamento della realtà, spacciata per bontà e pacifismo, Mala tempora currunt. Ma le cose ora stanno cambiando, Hamas è stata messa in condizione di non nuocere, Il narco-dittatore comunista del Venezuela Maduro è stato arrestato, di conseguenza il regime iraniano è in crisi, di conseguenza la Russia di Putin ha subìto un colpo da questi sommovimenti, sullo sfondo anche il regime comunista in Cina è stato colpito. Interessi economici? Certo, anche la libertà e la democrazia hanno bisogno degli interessi economici, che poi sono geopolitici, non viviamo di purezza e aria, non è un mondo per anime belle, ma ora sempre meno anche per i furbi e i doppiogiochisti.

sabato 6 dicembre 2025

Putin, più Stalin che Hitler, vediamo perchè, anche se le due cose non sono agli antipodi

Spesso si sente paragonare Putin a Hitler e la politica di chi vorrebbe un compromesso con il dittatore russo all'appeasement che gli europei ebbero con Hitler prima della seconda guerra mondiale. In realtà Putin è più Stalin che Hitler, come è ovvio che sia, per un russo che tra l'altro paragona la sua invasione dell'Ucraina alla liberazione di quel paese dall'occupazione nazista e dai suoi collaborazionisti da parte del suo precederessore. Ma qual è la differenza tra i due personaggi storici, oltre alle tante analogie? Stalin era più prudente, non combatteva mai più di un nemico alla volta, valutava sempre le forze militari contrapposte, non invadeva un paese se non convinto di vincere, era disposto a compromessi tattici ed accordi con le democrazie occidentali, mentre Hitler si rilevò un avventuriero, che aprì due fronti di guerra contemporaneamente sul fronte occidentale e orientale, e non scendeva a compromessi con nessuno. Stalin era realista, Hitler un megalomane. Questo ci fa pensare che la deterrenza, come ai tempi dell'Unione Sovietica, può essere una buona soluzione, non a caso le quinte colonne di Putin, della Cina e dell'Iran in occidente, i pacifisti e la sinistra oltranzista, sbraitano contro il progetto di riarmo dell'Europa, poi c'è la Lega che tiene i piedi in due scarpe ma è meno smaccata e più soffusa, ma tornando al progetto di riarmo a sua volta però non dovrebbe andare in collisione con la Nato e l'alleanza con gli Stati Uniti, ma convivere con esso, altrimenti sarebbe un cortocircuito ed un cul de sac per l'Europa. Un altro buon modo di togliere armi alla Russia ed ai suoi cavalli di troia in Europa, questa volta non sul piano letterale del termine ma comunicativo, sarebbe da parte dell'Europa smetterla una volta per tutte con le politiche lassiste sull'immigrazione e supine sul piano dell'islamizzazione in corso d'opera del vecchio continente, togliendo a Putin quell'aurea di difensore della cristianità e paradossalmente di vero difensore dell'occidente, lui che è ferreo alleato dell'Iran e dei suoi contigui come Hamas, un po' come Stalin che da ateo e leninista convinto seppe far leva sulla cristianità profonda del popolo russo per servire i suoi scopi.

Sarebbe quindi ora che l'Europa si svegliasse se non vuole suicidarsi ed essere vittima di sè stessa autocancellando la propria civiltà, così come da allarme lanciato dall'amministrazione Trump, allarme dipinto dai media stupidi o in malafede o accecati dall'odio contro il presidente Usa, come "Trump scarica l'Europa", ma pare al contrario invece finalmente recepito dalla Germania che in queste ore ha comprato da Israele il suo potente sistema antimissili con cui lo stato ebraico si difende da anni dagli attacchi palestinesi di Hamas con grande efficacia, evitando migliaia di vittime tra i civili israeliani.