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sabato 15 giugno 2019

Io sono un conservatore, non un reazionario

E' certo che il governo, non lo stato, il governo rappresentante del popolo, democratico, deve regolare il mercato. Siamo tutti d'accordo che le grandi corporations vanno tassate di più e non devono avere troppo potere. La cultura del limite, e perchè no dei confini, dovrebbe essere il minimo comune denominatore. E' chiaro anche che non tutto può essere sottoposto alle leggi di mercato. Per esempio il lavoro giornalistico e intellettuale non può sottoporsi totalmente al mercato, perchè compito dell'intellettuale è anche dire quello che la gente non vuole sentirsi dire, ma altresì capire anche le cause delle idee e delle opinioni della gente senza giudicare.

Un sano conservatorismo mi ha sempre portato a non buttare a mare tutto quello che era l'esperienza del comunismo novecentesco, oggi che invece intellettuali alla moda come Stigliz e Piketty ci dicono che dobbiamo buttare a mare tutto ciò che è liberalismo economico io mi oppongo. Non voglio tornare allo stato etico, al noi che viene prima dell'io, alla demonizzazione dei ricchi, allo statalismo assistenzialista. Senti questi moderni profeti e non dicono una parola sulla Cina, sul suo modello oppressivo, sulle battaglie di Hong Kong, dove stanno scoprendo che passare dal colonialismo britannico (e liberale) all'imperialismo comunista è forse peggiorare la propria condizione e non migliorarla.

Ti danno del reazionario per questo, ma reazionario è una cosa diversa, reazionario è chi vorrebbe tornare nel passato, reazionari sono quelli che vogliono riproporre i modelli socialisti e socialdemocratici del '900, gli ecologisti estremisti che odiano la modernità, chi odia il progresso industriale e tecnologico, la società dei consumi, invece il conservatore è colui che vive nel presente ma non rinnega il passato e sa coniugare modernità con ciò che è giusto conservare, senza nostalgismi e rancori.

Perciò il conservatore di oggi è chi difende la modernità, mentre il rivoluzionario è un reazionario e non è così dissimile dai populisti.


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