In Italia al giorno d'oggi i due principali partiti in competizione nell'arena politica non provengono da storie democratiche e liberali. Da una parte, a sinistra, il Partito Democratico è in larga misura l'erede del partito comunista italiano, che nacque nel 1921 come sezione dell'internazionale comunista con il fine di instaurare una dittatura filo-sovietica nel nostro paese, dall'altra parte Fratelli d'Italia è erede del Movimento sociale italiano, fondato da una parte dei reduci della dittatura fascista. Ambedue accusano l'altro di non essere sinceramente democratici e di non aver mai reciso i legami con il proprio passato, ambedue in parte con buone ragioni così come esagerazioni anche. Da una parte gli eredi del Pci, come patente di democraticità rivendicano l'appartenenza alla resistenza partigiana contro il fascismo durante la seconda guerra mondiale, ma sappiamo che questa appartenenza era strutturata come veicolo verso il trapasso alla dittatura comunista, cosa che non avvenne solo in seguito al patto di Yalta, nel quale il leader sovietico Stalin concordò con le potenze anglo-americane le rispettive sfere di geoinfluenza lasciando l'Italia nel campo atlantico, in cambio i partiti atlantisti accettarono che il partito comunista guidato da Togliatti ricevesse comunque cospicui finanziamenti dall'Urss, deponendo però le armi. Il movimento sociale invece fece fin da subito una precisa scelta di campo atlantica e dalla parte delle democrazie occidentali, ma non ruppe con il proprio passato fino agli anni '90, quando l'allora leader Gianfranco Fini alfine condannò la dittatura, l'alleanza con Hitler e le leggi razziali contro gli ebrei. Nel frattempo il partito comunista negli anni '70 si era opposto al risorgere della lotta armata all'interno del movimento operaio, ma rinunciò solo dopo la caduta dell'Unione Sovietica al comunismo, essendo venuti meno i finanziamenti da quel paese che ne permettevano la capillare propaganda e penetrazione nei gangli della società e dello stato. Una penetrazione che gli consentì comunque all'inizio degli anni '90 un colpo di coda andando a colpire altrettanto i finanziamenti degli altri partiti storici attraverso una azione giudiziaria-mediatica ancora oggi da studiare e capire. La discesa in campo di Berlusconi creò un centro diverso dai due contendenti rimasti sul campo, così come l'emergere di un partito territoriale come la lega nord, ma la nuova legge elettorale dei primi anni 90 di tendenza maggioritaria portò al creare due poli contrapposti, formati da due coalizioni molto litigiose al loro interno, una guidata da Berlusconi e una dagli eredi del Pci. Il declino di Berlusconi negli anni dieci ha creato un vuoto politico-elettorale enorme al centro, prima il Pd guidato da Renzi ha provato a riempirlo, ma Renzi ha dovuto soccombere all'opposizione interna che invece puntava su una nuova polarizzazione radicale e quindi all'alleanza con i grillini, quindi è soppraggiunta la Meloni, che lo ha riempito traghettando ulteriormente gli eredi del Msi verso posizioni di conservatorismo democratico centrista. Tornando quindi alla nostra digressione iniziale, si vede non a caso come oggi a sinistra si fatica ancora a condannare crimini storici come le foibe, si parla poco di cosa è stato il comunismo nel '900, mentre dall'altra parte si è arrivati ad un punto di non ritorno verso la condanna delle leggi razziali antiebraiche, a sinistra intanto si torna a parlare di uscita dalla Nato e si guarda alla Cina e all'Islam politico, mentre a destra ormai ci si pone in una ottica e collocazione fermamente atlantista e occidentale, al punto che la Meloni oggi è il pontiere che cerca di ricomporre la frattura tra America e Europa, mentre la sinistra italiana alimenta forsennatamente questa frattura, tornando a toni da antiimperialismo e antisionismo da anni '70, che si credevano relegate alle sue parti oltranziste e nostalgiche. Questa è quindi la situazione odierna, vedremo se la sinistra continuerà in questa deriva e la destra in questa svolta al centro, ancora non è detto in nessuno dei due fronti, pulsioni estremiste ci sono ancora a destra, mentre a sinistra non tutti si adeguano al neo-oltranzismo.