In questi giorni i giovani sostengono la prova di maturità, corriere e repubblica sono incoraggianti e congratulanti verso i nostri ragazzi, eppure l'altro ieri il clima mediatico era emotivo e generalizzante, erano palate di fango contro i giovani, dopo i fatti del dramma del bambino morto nella collisione stradale. Due settimane fa però i giovani secondo corriere e repubblica erano gli eroi, gli angeli che spalavano nel fango per le vittime dell'alluvione della Romagna, poi i giovani sono diventati dei delinquenti, allora i tromboni e i mopralisti si sono lanciati in prima linea per la consueta campagna estiva antigiovani.
Veltroni intervista Crepet, colpa dei genitori della generazione dei contestatori che fanno gli amici dei figli ci dice. Un paio di calcoli, la generazione della contestazione ha minimo 70 anni, oggi sono nonni, Crepet è forse sfasato nel tempo? Di quali genitori parla? Per Crepet i contestatori che hanno contestato i propri genitori ora dovrebbero contestare i figli, che però sono i nipoti, l'importante è contestare, criticare, pontificare.
Per fortuna il mondo reale va da un'altra parte, la gente ha sempre meno voglia di conflitti e colpevoli, ma vuole meno tasse e più soldi in busta paga, più sicurezza nelle strade e nelle proprie case. La politica, l'ideologia, è stata la religione del novecento, oggi resiste minoritariamente ma compattamente alla nascita del nuovo secolo, e lo fa dietro le vestigia dei toni apocalittici sulla società e l'età che viviamo e prima ancora dell'antipolitica, che però sempre politica è, ma sottoforma di un qualunquismo ideologizzato e politicizzato, al contempo di una ideologia qualunquistizzata, che arriva alla mostruosità di non provare sentimenti umani verso la morte di un avversario.
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