Milano. La mia città. Sta vivendo un periodo difficile, come tanti del passato da cui poi è uscita più forte che mai. Abbiamo giustamente esultato negli anni scorsi per gli effetti benefici dell'Expo. Oggi però ci rendiamo conto che una città internazionale e turistica comporta dei problemi, se la sua economia non ha altri sbocchi, Venezia a suo modo Docet. La Milano industriale non esiste più, distrutta da Mani pulite e la delocalizzazione, qualcuno esulta perchè è meno inquinata in questo modo, ma la case del centro sono sempre più di proprietà di stranieri che vivono il borgo solo tre mesi all'anno e si svuota sempre di più.. intanto l'inflazione, forse ad essi connessa, è alle stelle, gli affitti sono al massimo, entrare in un supermercato oggi è come entrare in gioielleria.. Ma poi c'è un'altra inflazione, quella dei furti in metro, in strada e negli appartamenti. Forse il problema è anche un sindaco che non parla di tutto questo, ma solo di piste ciclabili e matrimoni gay, argomenti interessanti, ma solo se non assunti in maniera ossessivo-ideologica e di certo non prioritari. E' tempo di cambiare, Milano è sempre più un corpo estraneo alla Lombardia, invece di esserne il capoluogo, serve quindi una proposta di centrodestra che sappia riconciliare Milano e la sua vocazione internazionale con la sua regione, il suo territorio e la sua storia, rispetto ad una sinistra ZTL che odia la storia, il territorio, le ragioni della gente comune e i suoi problemi quotidiani. Amala.
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