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venerdì 23 ottobre 2020

Scomporre e ricomporre, la sfida del ventunesimo secolo

Il totalitarismo novecentesco è stato sconfitto attraverso una triade, un'amalgama non scontato, ma costruito giorno per giorno sul piano politico e culturale, oltrechè geopolitico. Si trattava di una triade formata da capitalismo, democrazia e liberalismo. Negli ultimi 30 anni invece un pezzo del neocapitalismo si è alleato al comunismo cinese, un pezzo della democrazia al populismo fascistoide e il liberalismo è stato strumentalizzato o si è alleato al neoegualitarismo nichilista e terzomondista. 

Scomporre questi tre attacchi e ricomporre le tre componenti è la sfida del nuovo secolo.

Glossario della neolingua orwelliana dei neoegualitaristi/2

Meritocrazia: Vecchio cavallo di battaglia della destra repubblicana reganiana, con cui di fatto negli anni '80 sul piano delle battaglie delle idee fu sconfitto l'egualitarismo sovietico, in nome dell'idea americana che ogni opportunità va data a ognuno se ognuno si dà da fare e questo ognuno merita di più in base a quello che dà concretamente, contro il livellamento socialcomunista che premia i mediocri e umilia i talenti secondo la formula "a ognuno secondo i suoi bisogni e da ognuno secondo le sue posibilità", che poi non si capisce quali siano i suoi bisogni o se non sono privilegi e quali le sue possibilità. Ma oggi la Cina e l'Europa lo ribaltano nel nome della tecnocrazia, nel nome delle elite, dell'idea che la liberaldemocrazia non funziona perchè elegge gli incompetenti e invece un sistema dittatoriale come quello cinese o tecnocratico come quello europeo funziona meglio ed è più efficiente. Così la burocrazia si prende la sua rivincita e si traveste da meritocrazia, occultando il consueto sistema di cooptazione con cui si perpetua e il modello di conformismo ideologico con cui si irregimenta. 

L'operazione concentrica si è sdoppiata facendo sponda con il movimento della democrazia diretta, contraltare e rovescio della medaglia della tecnocrazia e dell'elitarismo, esaltando una democrazia utopica, improbabile e leninista da una parte e convergendo con lo stesso pedagogismo avanguardista leninista riproposto in chiave tecnocratico, così si è accerchiata la democrazia rappresentativa liberaldemocratica delegittimandola su tutti e due fronti.

lunedì 19 ottobre 2020

La posta in palio

Per chi ancora non lo avesse capito, questo governo completamente delegittimato e impopolare, punta a vivacchiare fino al febbraio 2022, usando la retorica dell'emergenza Covid e in futuro chissà cosa ancora, non tanto per il recovery fund del 2021, di cui ancora non si capisce la portata, ma perchè nel febbraio 2022 si eleggerà il nuovo presidente della repubblica. 

Questi posteggiatori abusivi di poltrone sanno perfettamente che perderanno le prossime elezioni, la loro unica ancora di salvezza è avere un presidente della repubblica controllato da loro che metta il veto alle leggi del prossimo governo di centrodestra.

Difatti a differenza di quello che vuole la vulgata, il presidente della Repubblica in Italia non è una figura simbolica, ma ha un potere enorme, anche se fino a Napolitano i precedenti Quirinali non lo avevano mai utilizzato fino in fondo. Ma il presidente della Repubblica invece decide quando sciogliere le camere e indire nuove elezioni, ha diritto di veto su ogni legge del parlamento e sulla composizione di ogni maggioranza parlamentare.

Per questo congelare tutto fino al febbraio 2022 è l'unica speranza di salvezza per il regime in salsa DDR-Iran-Cina dei grullopiddioti (espressione non mia, ma come si chiamavano tra loro quando fingevano di odiarsi) e i gruppuscoli di estrema sinistra che lo sostengono, aspettando di sapere cosa vorranno fare da grande Renzi e Calenda.

Dall'altra parte la riforma costituzionale non sarà un tema "sociale" e stringente, ma sul piano politico è prioritaria, da compiersi attraverso la elezione a suffragio universale del presidente della repubblica, svolta presidenzialista della repubblica, scioglimento delle camere e nuove elezioni in caso di caduta di un governo, abolizione dei senatori a vita.

Grande fu l'occasione persa quando una destra miope ed egemonizzata dalla sinistra non appoggiò la riforma costituzionale di Renzi e si fece irretire dai vecchi marpioni della sinistra catto-troschista. Ahimè. Lo schematismo destra-sinistra in salsa italico-novecentesca ancora ha fatto danni e non permette a questo paese di maturare, ma ne fa il Venezuela rossobruno d'Europa.

Finchè questo paese continuerà ad essere il paese del capitalismo di Stato e dell'Eni filoislamica di Mattei e non l'Italia degli Einaudi, rimarremo sempre una via di mezzo tra uno stato clerico-socialcomunista e una finzione di democrazia liberale, ma non non l'Italia reale dei ceti produttivi e industriali, delle piccole e medie imprese, dei comuni, delle regioni, del manifatturiero, degli artigiani, del turismo, della cultura, della ristorazione, dell'agricoltura e dell'alimentare.

venerdì 16 ottobre 2020

Lo smart regime

Qualunque sia la piega che prenderà la cosidetta seconda ondata del Virus cinese, è evidente ormai il pretesto che questo governo sta portando avanti, sospesi come siamo tra la DDR del ministro Speranza che invita alla delazione tra vicini di casa che ospitano più di sei persone (forse perchè alle riunioni del suo partito non ci vanno più di sei persone), il guitto governatore di Campania che rispolvera l'espressione fascistesca da anni '30 "americanata" per scagliarsi contro Hallowen, e gode nel vietarlo in nome della sanità pubblica, il Premier Conte che minaccia i cittadini di rinchiuderli in casa se non si comporteranno bene. Siamo tra Germania dell'Est, regime fascista, modello comunista cinese e coprifuoco iraniano con Bar chiusi alle 21 (a quando la proibizione degli alcolici e delle attività sessuali?). Indipendentemente dalla situazione reale l'obbiettivo è terrorizzare la gente, decidere cosa è superfluo e cosa è essenziale nella vita degli altri, ma questa è tutta gente che a gennaio non chiudeva le frontiere con la Cina e tacciava di razzismo chiunque lanciasse l'allarme, eppure ora si fanno tamponi sei volte tanto, le terapie intensive non sono piene e la maggioranza dei malati è a casa, d'altronde oggi sappiamo dai documenti desecretati che medici e scienziati non volevano la reclusione totale nemmeno a marzo, ma fu scelta del governo. 

Al centro economico della questione quello che chiamano "smart working", cioè la reclusione forzata dei lavoratori in casa, sotto controllo digitale, senza orari di lavoro, senza contatti con i colleghi, il nuovo sfruttamento del neocapitalismo digitale innamorato della Cina comunista. 

mercoledì 14 ottobre 2020

Glossario della neolingua orwelliana dei neoegualitaristi

La neolingua orwelliana politically correct del neocomunismo demarxistizzato, o quantomeno pauperizzato e depurato di tutti gli aspetti "borghesi", "sviluppisti" e "storicisti" di esso, si compone di alcune parole chiave che sono chiaramente un derivato della cultura liberale, ma che in mano ai fautori del nuovo egualitarismo sono strumentalizzate, ma non solo, deturpate, stravolte e completamente modificate nel loro contenuto e indirizzo. Vediamone alcune:

Multiculturalismo: A parole vorrebbe dire una società dove convivono diverse culture differenti nel nome della pace e della tolleranza reciproca, in realtà si tratta di una monocultura dove sono contemplate solo l'ideologia unica della nuova sinistra ecologista, un'unica religione che è quella islamica e un'unica filosofia che è un miscuglio di buddismo, confucianesimo e paccottiglia orientaleggiante. Tutto il resto è considerato retrogrado, reazionario, di destra, e da rieducare o cancellare.

Diversità: La diversità è un valore liberale chiaramente incompatibile con l'eguaglianza, il quale invece è il valore assoluto per la nuova sinistra globalista, quindi chiaramente anche in questo caso non si tratta di diversità, ma esaltazione di tutto ciò che non è bianco, maschio, eterosessuale, occidentale, esaltazione di tutto ciò che è secondo il clichè "minoranza", ma che in realtà si tratta della nuova maggioranza.

Inclusività: Altra parola chiave, che a parole vuol dire accettare tutti o accogliere tutti, tutto molto bello in chiave liberale, ma che in chiave neoegualitarista sostanzialmente vuol dire chiudere tutti nello stesso recinto e omologare tutti come delle pecore fatte con lo stampino.

Sostenibilità: Mantra ecologista che sostiene che 200 anni di sviluppo industriale ed economico avrebbero apocalitticamente portato la terra sull'orlo del collasso senza nessun beneficio per l'umanità, compresa quella che protesta contro questo modello di sviluppo, che di questi benefici ne gode ogni giorno. In realtà operazione di marketing per vendere azioni in borsa di quelle aziende apparentemente ecologiche, per drenare finanziamenti verso quelle aziende apparentemente ecologiche e distruggere le piccole e medie imprese che non hanno i mezzi per riconvertirsi nel dogma della sostenibilità, il tutto ovviamente senza dire una parola sull'inquinamento che la Cina produce con il suo sviluppo senza regole basato sullo sfruttamento degli operai.

Antirazzismo: Il razzismo storicamente è odio verso gli ebrei, i negri, gli armeni, quindi antirazzismo dovrebbe dire combattere tutto questo, ma in questo caso si tratta semplicemente di etichettare come razzista chiunque non si adegui all'idea che le nazioni vadano abolite in nome della globalizzazione, di chi pone problematiche su temi come l'immigrazione, il rapporto tra religioni, la diversità stessa tra i popoli e i sistemi politici dittatoriali da una parte e liberali dall'altra. L'"antirazzismo" di oggi è anche un razzismo all'incontrario, contro gli ebrei, i bianchi, gli americani.



lunedì 12 ottobre 2020

Negazionisti e allarmisti, due facce della stessa medaglia

La terza guerra mondiale è iniziata, o quarta guerra mondiale volendo considerare la guerra Usa-Urss la terza. la Cina ha tirato la bomba Covid su India, Giappone, Europa, Usa, Brasile, Israele. Non si sa se è stata una cosa preparata o un incidente che il governo cinese ha cavalcato a suo favore, ma oggi sappiamo che in Cina stanno già distribuendo il loro vaccino a militari, medici e funzionari del governo e sopratutto non ci sono più nuovi casi di malati. Altro che siamo tutti uguali, altro che globalizzazione da beoti beati egualitaristi, invece nella realtà è scontro tra nazioni e continenti e a dichiarare guerra è il mostro confuciano totalitario comunista alleato del neocapitalismo digitale come Amazon, Facebook, google.

I negazionisti da una parte e i fomentatori del panico e fautori del lock down totale dall'altra sono due facce della stessa medaglia che fanno il gioco della Cina. Negare il Virus vuol dire deresponsabilizzare il regime comunista cinese, altresì creare eccessivo allarmismo vuol dire distruggere l'economia occidentale e prendere a modello il sistema dittatoriale di controllo della popolazione in stile cinese. Vanno evitati tutti e due gli estremi opposti.

Ha ragione Boris Jonhson quando dice che in Inghilterra ci sono più casi che in Italia perchè gli inglesi amano di più la libertà degli italiani. Non è il caso di offendersi. E' un dato di fatto che l'Inghilterra ha una tradizione di democrazia e libertà secolare che l'Italia non ha, oppressa da secoli dalle chiese fasciste, comuniste e cattoliche, e i finti ammiratori dei paesi anglosassoni come Beppe Severgnini non possono che mostrare in questi casi il loro peggiore vero volto sciovinista su un giornale pseudoliberale come il corriere della sera.