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venerdì 17 febbraio 2017

I motivi della scissione pd

In un lungo intervento, Bersani ha chiarito i motivi dell'imminente scissione. Innanzitutto, la data delle elezioni, Renzi vuole andare a votare il prima possibile, la minoranza Dem vuole portare a compimento la legislatura. Il secondo motivo è identitario. La minoranza vuole un profondo cambio d'identità del Pd, non più partito riformista e occidentale, ma partito che strizzi l'occhio al grillismo, alla cultura noglobal. In terzo luogo Bersani e compagni vogliono un ritorno all'Ulivo e all'Unione, quindi rifare l'alleanza con l'estrema sinistra, rifare il partito delle tasse, della spesa pubblica, della difesa dei privilegi dei dipendenti statali, della scuola fabbrica di cultura omologata e cattocomunista, che coccoli gli studenti che sfasciano le biblioteche. Dunque non solo uno scontro di potere e antropologico, che sicuramente è, ma due visioni incompatibili della società e della sinistra. L'ultimo punto elencato da Bersani è a dir poco provocatorio, si chiede di archiviare il renzismo in toto, a suo dire frutto di due anni di sconfitte, dimentico del 25% preso da lui nel 2013, che Renzi ha portato al 40%, dell'umiliazione che l'ex segretario ha inflitto al partito ridicolizzandosi di fronte a Beppe Grillo. La minoranza Dem vuole rispondere al populismo di destra con un populismo de sinistra, dimostra che la Bolognina è stata per lei mero opportunismo, non avendo mai superato l'anticapitalismo e avendo distrutto un partito che già aveva raggiunto una maturità riformatrice e ora pensa di cavalcare la protesta antisistema con i suoi tatticismi di palazzo.

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