Se c'è una ipocrisia marcia e moribonda è quella incartapecorita della polemica dei grillo-sinistraniciuti contro la visita di Renzi in Arabia Saudita. Mai si era raggiunto un livello più basso-provincialotto da parte di chi passa mesi in Iran a farsi dettare la linea dagli Ayatollah che impiccano i gay sulle gru e perseguitano le donne, da parte di chi voleva vendere il porto di Trieste al regime liberticida e infetto cinese con cui fa affari con le mascherine, da parte di chi ha rapporti ambigui con la Russia di Putin. L'Arabia Saudita è certamente una dittatura, ma per chi non vive sulle nuvole e non è un totale ignorante di Geopolitica è indubbio che rispetto ai paesi sopracitati ha fatto passi più in avanti sui diritti umani e di apertura verso l'occidente. Diciamo la verità che tutti gli ipocriti antisemiti non dicono: l'unica colpa dell'Arabia saudita agli occhi dei Fratoianni e dei Calenda è quello di essere un paese che ha normalizzato i rapporti con Israele e gli Usa di Trump. Ma che credibilità ha gente che giustifica il terrorismo islamico e ora solo per una polemica da bambini dell'asilo contro l'odiato Renzi si reinventa censore dei regimi islamici, o meglio, di uno solo. Ma come si fa ad essere così patetici e squallidi?
Blog che si occupa di geopolitica, politica italiana, storia del comunismo, della sinistra italiana e osservatorio sui movimenti estremistici e sul nuovo antisemitismo
domenica 28 febbraio 2021
lunedì 15 febbraio 2021
I ribelli della montagna
Dai luoghi che furono delle Repubbliche Partigiane parte la resistenza contro il ministro brigante che a poche ore dalla riapertura della montagna decide di chiudere tutto, con massimo disprezzo per il lavoro, per le comunità, senza una parola di più da asettico burocrate. Ma stiamo parlando di chi invitava alla delazione i cittadini, come nel regime fascista o nella DDR. Solo chi non ha mai lavorato un giorno in vita sua può avere una tale insensibilità, non si tratta di entrare nel merito della scelta, ma nella tempistica, cosa importantissima per chi sa cosa è il lavoro, cosa che il brigante non sa cos'è.