Siamo in guerra. Ci hanno dichiarato guerra e in guerra o si vince o si perde. Per vincere questa guerra prima di tutto bisogna capire chi siamo noi, per cosa combattiamo e chi è il nemico. Il nemico non è una semplice banda di disperati, di terroristi, ma è uno Stato Totalitario, come lo era il nazismo. Uno stato totalitario islamico. Ci sono tre banalizzazioni-falsificazioni che fiancheggiano la guerra dello stato islamico, minacciano dall'interno l'occidente e vanno eliminate. 1) I terroristi non sono mussulmani. Questa è la prima falsità, i terroristi sono mussulmani, anche se è vero che non tutti i mussulmani sono terroristi, ci sono ovviamente anche persone pacifiche, ma anche tante zone d'ombra e ambiguità che si nascondono dietro un estremismo non-violento che fa da zona-cuscinetto. Ma i terroristi sono mussulmani fondamentalisti e integralisti, che non significa una distorsione o degenerazione dell'Islam, bensì sono islamici che interpretano alla lettera il Corano, che non è un libro di pace, portandolo alle estreme e coerenti conseguenze, senza metterlo in relazione con la modernità. Dire che i terroristi non sono islamici vuol dire negare il problema. Ma c'è anche un altro versante della falsa idea "i terroristi non sono mussulmani": lo sciacallaggio complottista, amplificato da internet, che dice l'Isis è Israele o gli Usa. Le teorie del complotto da sempre vanno di pari passo con il totalitarismo e sono anche loro una zona d'ombra e di ambiguità. A volte le menzogne prendono un pezzetto di verità per rendersi autorevoli. Dal momento che gli Usa sostengono una coalizione di forze antiAssad e alcune di queste hanno trasferito armi e bagagli per unirsi all'Isis, la menzogna Isis=Usa e Israele è ben confezionata da Assad e dai suoi alleati russi e iraniani, che in questo modo dimostrano di voler colpire più l'Occidente che l'Isis.
- Altra falsità, ancora più pericolosa. La guerre dell'Occidente sono la causa del terrorismo. Le guerre dell'Occidente sono il pretesto per la guerra santa, che nasce invece dalla volontà di perseguitare ebrei, cristiani, altre minoranze religiose e atei. Il terrorismo islamico nasce ben prima della guerra all'Afghanistan e all'Iraq, la violenza islamica verso le altre religioni è qualcosa che dura da secoli, dai tempi di Maometto. Gli islamici non tollerano la presenza di altre religioni se non in uno stato di sottomissione e asservimento. Da qui sono nate le continue aggressioni allo stato d'Israele, presenza intollerabile in quell'area per i seguaci di Maometto.
- La terza banalità-falsificazione è che il terrorismo islamico è causato dalla povertà, dall'emarginazione e dalla discriminazione. Gran parte dei terroristi di Al qaeda e Isis sono laureati, ingegneri, medici, esperti di comunicazione, rampolli di famiglie di sceicchi, tutto fuorchè poveri e discriminati. Anche questa falsità come quelle precedenti sono spesso veicolate proprio nelle università occidentali dove i terroristi hanno studiato, nel mondo dei pacifisti a senso unico, dei terzomondisti ideologizzati, degli antisionisti, nelle chiese, ma anche nella destra neofascista. Non stupisce perciò che gran parte degli integralisti islamici siano immigrati di terza e quarta generazione, che si sono radicalizzati non in mediooriente, ma in Occidente, dove l'estrema libertà permette la diffusione di idee anche anti-occidentali, antisemite e antisistema, in un processo di ritorsione, dove l'eccesso di libertà alimenta il ritorno del totalitarismo.
Blog che si occupa di geopolitica, politica italiana, storia del comunismo, della sinistra italiana e osservatorio sui movimenti estremistici e sul nuovo antisemitismo
giovedì 19 novembre 2015
lunedì 16 novembre 2015
L'unità che manca
Quello che manca all'occidente è il senso di sè, la memoria condivisa, il senso del filo conduttore. In Russia hanno creato un unità storica tra zarismo, comunismo e putinismo, la Cina ha fatto un percorso simile rispetto alla sua storia, unendo confucianesimo e comunismo, l'Islam si muove attraverso l'unità negativa dell'odio verso l'occidente, il quale invece non riesce ad unire le proprie diversità e contraddizioni non capendo che così facendo si espone alla propria morte. Radici giudaico-cristiane e ateismo, liberalismo e marxismo, destra e sinistra devono trovare un terreno comune, o verremo distrutti. Invece assistiamo a spinte autodistruttive, ad un rifornimento costante d'acqua per i pesci del terrorismo fatto di retorica dell'accoglienza, terzomondismo, pacifismo a senso unico, snobismo verso i temi della sicurezza. Idee superate formano un beato ottimismo in questi giorni, l'idea che il modello di democrazia e libertà sia vincente nel suo esempio, come fu con l'Unione Sovietica, non capendo che oggi i terroristi usano i mezzi di comunicazione, internet, le nostre libertà e la retorica dei diritti per ritorcela contro di noi.
sabato 14 novembre 2015
La negazione-giustificazione del terrorismo
Il terrorismo può portare ad una reazione, ma anche ad un processo di sottomissione o di negazione da chi ne è colpito. Il processo di negazione è evidente, si nega la matrice islamica della violenza terroristica, così come negli anni '70 da parte della sinistra si negava la matrice comunista delle brigate rosse. Le "sedicenti" Brigate rosse si diceva, rimandando complottisticamente ad architetture atlantiche o di terzi. Non si capiva come delle persone potessero agire conseguentemente e coerentemente rispetto a quello che fior di intelettuali e cattivi maestri definivano il "regime democristiano" o la "resistenza tradita" in merito al partito comunista togliattiano. Lo stesso discorso lo si può rivedere adesso, la crema della intellettualità ci spiega che è tutta colpa dell'Occidente, che non dovevamo intervenire in Iraq, che Israele è uno stato nazista che opprime i palestinesi, che l'Islam è buono e pacifico, ma siamo noi che ce lo meritiamo.
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