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martedì 30 luglio 2019

Nevrosi e schizofrenia della sinistra italiana

Il nevrotico è colui che ricade sempre negli stessi errori, lo schizofrenico è chi ha una doppia identità. Tutto ciò combacia perfettamente con la sinistra italiana. La sinistra ripete sempre lo stesso schema e la stessa linea da 70 anni, vive nella sindrome del "ritorno del fascismo", alimenta perciò la violenza e il terrorismo, salvo poi schizofrenicamente dissociarsi e condannarla. Accusa la Dc, Forza Italia e ora Salvini di golpe contro la democrazia, ma l'unico tentato colpo è stato quello delle Brigate Rosse e poi Mani Pulite. Si presenta come paladina della libertà, ma il suo sogno recondito è mettere in galera o ammazzare tutti gli avversari politici, per giustificarlo deve dire che sono tutti ladri o fascisti.

E' ormai sempre più consapevole di essere una minoranza nel Paese e sempre più lo sarà, e come diceva Marx, un ceto sociale o una parte politica in via d'estinzione è disposta a tutto pur di mantenere il proprio potere.

La storica ipocrisia dell'Europa

L'identità della sinistra europea si compone di due aspetti fondamentali: l'odio per gli Stati Uniti d'America e l'odio per chi crea ricchezza, il tutto si condensa nell'odio verso la democrazia liberale. L'America è il paese fondato dai proletari che fuggivano dalla povertà e dallo sfruttamento degli europei e da tutti coloro che sfuggivano dalle persecuzioni politiche e religiose del continente che oggi si è autoproclamato culla della civiltà.

L'odio verso l'America è l'odio degli aristocratici e degli sfruttatori verso i poveri e gli uomini liberi, anche se nel corso del '900 hanno imparato a riverniciare il loro odio di classe con l'"antiimperialismo". In realtà, il continente imperialista è sempre stato l'Europa e a parte l'Inghilterra, patria del liberalismo (ma non solo e a quanto pare oggi anche di islamocomunisti come Corbyn), paesi come Germania e Francia, per dirne due, non hanno nulla da insegnare in fatto di democrazia, libertà e diritti individuali. In Francia tagliavano le teste due secoli prima dell'Isis, la Germania ha prodotto il peggiore crimine della storia, l'olocausto. Se l'Europa ha vissuto 70 anni di pace, liberalismo, democrazia e sviluppo economico lo dobbiamo all'intervento americano contro Hitler e Mussolini. Quali particolari meriti avrebbe l'Europa?

Oggi gli europei di sinistra fanno la lezione agli americani sull'immigrazione, ma dovrebbero solo stare zitti per come hanno trattato i loro avi, ma inoltre bisognerebbe chiedersi se i nuovi migranti hanno davvero voglia di integrarsi nel rispetto dei valori, delle leggi e degli ideali americani. Il problema, oltre al fatto che letteralmente non si può accogliere tutti e anche un bambino lo capisce, sta tutto qui, anche se c'è chi fa finta di non vederlo.

domenica 28 luglio 2019

Qualcuno regali un libro di storia a Franceschini

Quindi Franceschini voleva fare il nuovo compromesso storico con chi sta con i No Tav? Qualcuno gli regali un libro di storia o gli spieghi che il compromesso storico il Pci lo fece con la Dc, non con le Brigate Rosse.

Il prezzo della libertà

A Hong Kong, a Mosca, a Caracas, in Sudan c'è chi combatte e muore per la libertà, in Val di Susa c'è chi manifesta contro un treno. Ma è il prezzo da pagare per la libertà, anche gli imbecilli hanno diritto di manifestare.

Perchè a sinistra comandano i mediocri?

In una recente intervista al corriere Occhetto ha definito veterobabbioni la parte del Pci con cui si scontrò 30 anni fa. Effettivamente non ricordo che allora usò questa espressione, evidentemente ha aspettato che fossero tutti morti per usarla, ma che l'Achille fosse un coniglio già si sapeva.

Il punto è che da decenni ormai la sinistra esprime dei leader che rifulgono solo in mediocrità e stupidità. Ma perchè a sinistra emergono solo le nullità? C'è una spiegazione tecnica, nel partito i giovani che fanno carriera sono quelli che vengono cooptati dall'alto, la selezione non avviene per merito, ma per "eredità". Sale chi si mette acriticamente all'ombra di qualche dirigente o anche chi è letteralmente parente di qualcuno già nel partito. L'unica eccezione è stato Renzi, che ha osato presentarsi alle primarie senza "padri nobili" alle spalle, anzi, addirittura sfidando la dirigenza. E infatti è l'unico leader che a sinistra ha denotato un minimo di fosforo, pur poi perdendosi nel tritacarne che gli hanno confezionato, ma per il resto abbiamo solo una ormai lunga sequenza di falliti e leccaculo come Cuperlo, Orfini, Bersani, Orlando, Fratoianni. Ma il motivo è questo, correlato ad uno più ideologico. Alla base teorica della sinistra c'è l'uguaglianza, l'idea che dobbiamo essere tutti uguali e sullo stesso piano, la sinistra odia i diversi (a differenza di quello che ipocritamente narra), le persone intelligenti, chi emerge dalla mediocrità.

Per cui la parabola storica è stata discendente: infatti, comunque la si pensi e indipendentemente dal giudizio storico, Togliatti, Gramsci, Terracini e Tasca erano dei geni, poi vennero Longo, Secchia, Berlinguer, che erano mediamente intelligenti ma privi di creatività e incapaci di inventare una nuova linea politica chiara e coerente, infine sono arrivati i culattoni raccomandati come Occhetto, i megalomani come D'alema, e gli sfigati come Veltroni, infine, all'ultimo stadio, i dementi ritardati come Cuperlo, Orfini, Bersani, Fratoianni, Boldrini, Orlando, Zingaretti. Quale sarà il quinto stadio? Se ci sarà o nel frattempo la sinistra, o perlomeno questa sinistra, si sarà estinta?

lunedì 22 luglio 2019

L'egemonìa culturale in quattro righe

L'egemonia culturale è un parolone, ma in un certo senso si può spiegare in due righe. I neo"liberal"comunisti dicono che Trump e Salvini sono due fascisti, i neofascisti gli credono (e qui sta l'egemonìa, far sì che i tuoi nemici credano alla tua narrazione) e quindi inneggiano a loro come i nuovi duci, intanto i pecoroni "antifascisti" si preparano alla resistenza, in realtà ne' Salvini ne' Trump sono fascisti, ma l'isteria è innescata e se Salvini e Trump ingrossano le fila del loro gregge, la sinistra serra i suoi recinti.

La battaglia per l'egemonìa culturale però si arricchisce di un nuovo capitolo, nasce la figura del troll, Trump e Salvini si divertono a trollare i demosinistri, ritorcono l'isteria a loro vantaggio, ci sguazzano nell'ambiguità e acquisiscono consenso da destra, ma anche dal centrodestra, centro e dalla sinistra dissidente, perchè qui c'è anche il capitolo dell'idiozia masochistica della sinistra sull'immigrazione, la sinistra si suicida con il suo accoglientismo fuori dalla realtà, getta ulteriormente i moderati nelle braccia dei populisti.

Prossimo capitolo l'economia, ora la gente dice va bene Salvini sull'immigrazione, ma vogliamo la Tav, le riforme, le infrastrutture, il federalismo, lo sviluppo economico (altro che decrescita infelice), ma anche lo stato sociale, Trump infatti in America va a gonfie vele sull'economia, ora Salvini deve passare alla fase due, intanto a sinistra c'è Franceschini, il capitano può dormire sonni tranquilli.

venerdì 19 luglio 2019

Moscopoli e mosche in mano

In Italia stiamo assistendo ad un tentativo di colpo di Stato contro la volontà popolare? In parte sì. Negli ultimi mesi, in mezzo a tanta fuffa, una delle notizie più importanti e di cui ovviamente non si è minimamente parlato è il riposizionamento di Salvini in politica estera. Nei precedenti anni infatti Lega e 5 stelle hanno avuto una posizione estremamente ambigua nello scacchiere internazionale, che in un certo senso corrispondeva all'ambiguità della Russia, divisa tra occidente e oriente, ma ora i 5 stelle hanno decisamente virato verso la Cina, mentre Salvini verso l'America (e probabilmente anche in Russia si sta creando uno scontro simile). Cartina di tornasole ne è il Venezuela di Maduro, paese foraggiato dalla Cina, su cui i grillini si sono sempre astenuti dal condannare, ma con tendenze decisamente favorevoli verso la dittatura chavista, mentre la Lega pure, ma con parecchi mal di pancia al suo interno e posizioni più verso i dissidenti. Ora la svolta, la Lega dalla parte del liberaldemocratico Guaidò, i grillini sempre più filocinesi, con tanto di accordi e tappeti.. rossi.. stesi nel frattempo verso il timoniere Xi. Idem nello scontro Israele-Iran, con il leader leghista sempre più pro-Israele e i grillini sempre più pro-pasdaran.

Allora ecco che scoppia lo scandalo ad orologeria "moscopoli" su vicende ormai del passato e poco chiare, mentre un vecchio sovietico antioccidentale come D'alema già cerca di mettere in piedi la nuova alleanza M5s-Pd.. Come finirà? Lo vedremo nelle prossime ore... Magari l'EuroTurchiaIran resterà con un pugno di mosche in mano... Ma intanto scatta la provocazione, il premier Conte provoca sull'autonomia, per aprire un fronte interno alla Lega, ci vogliono nervi saldi.. C'è davvero l'accordo M5s-D'alema, o Renzi è riuscito a farlo saltare? Se sì far cadere il governo ora vorrebbe dire dare il là al golpe, ma in caso contrario..

Nel frattempo è chiaramente ben più importante quello che sta avvenendo sul piano internazionale, l'Iran continua la sua escalation di provocazioni, qualcuno vuole imporre un governo antiamericano in vista di un nuovo conflitto?

mercoledì 17 luglio 2019

La Cina è il nuovo nazismo?

La Cina è il nuovo mostro? Esso prende il peggio del capitalismo occidentale sfruttatore ottocentesco, con la alterigia e la supponenza degli intellettuali leninisti, lo unisce al revanscismo del nazionalismo terzomondista, si allea con gli sceicchi islamici, il neozarismo mafioso russo e i dittatori africani che affamano i loro popoli. Sì, forse, non c'è granchè di buono, ma gli europei, che i russi non a caso definivano "utili idioti", continuano a insultare gli americani e Trump.

Il neomoralismo tedesco che fa il gioco della Cina

Quale deve essere il ruolo di una potenza egemone? Di fronte alla colonizzazione dei paesi periferici dell'Europa da parte della Cina, la Germania risponde dando lezioni morali a quei paesi. Gli Stati Uniti ci diedero il piano Marshall, i tedeschi e i francesi ci hanno dato il fiscal compact, il trattato di Dublino e la loro arroganza.

lunedì 15 luglio 2019

Più Eni che Salvini nel rapporto con Putin/2

Segue dall'articolo precedente...

Ecco allora che chi ha sempre coerentemente denunciato le simpatie di Salvini per Putin, deve chiedersi perchè certa gente si sveglia solo ora, per non cadere in una trappola. Chi denunciava le interferenze russe nella politica occidentale sa che per anni è stato guardato come un animale strano, un povero pazzo, ora improvvisamente i salotti buoni sono interessati al tema e fa figo denunciare il complotto russo proleghista. Chi da sinistra giustificava l'invasione dell'Ucraina e della Crimea da parte di Putin ora improvvisamente si presenta come baluardo del patriottismo e dell'occidente antirusso, temi di cui non gli è mai importata una emerita cippa o appunto ne era ostile. Il tempo e la storia vanno sempre calibrati, recentemente Salvini ha fatto un viaggio in America e al contrario ha riposizionato le proprie tesi sul tema, invitando la Russia a rivedere la sua posizione sulla Crimea e sull'Ucraina e ricalibrando la sua simpatìa verso la Russia in termini di attrazione dell'orso in chiave anticinese e antiraniana.

Bisogna chiedersi allora perchè lo scandalo a orologeria scoppia proprio ora, e non due o quattro anni fa, quando era più logico. C'è chi sostiene che addirittura sia un avvertimento della Russia (e del capitalismo di stato italiano) verso Salvini, proprio nel momento in cui si allontana dal gigante coi piedi di argilla.

Certo, ora toccherà a Salvini decidere da che parte stare e chiarire la sua linea, ma i sinceri liberali devono farsi anche un'altra domanda e cioè quale è l'alternativa a Salvini? Esiste una reale alternativa a Salvini?

Siamo sicuri che la sinistra di Zingaretti, Prodi, Bersani e D'alema sia una vera alternativa? Guardate le loro posizioni in politica estera, sono tanto diverse su Medio oriente, Siria, Ucriaina, Iran, Cina, rispetto al Salvini più sovietico?




mercoledì 10 luglio 2019

Più Eni che Salvini nel rapporto con Putin

Siamo sempre stati in pochi a denunciare il filoputinismo della Lega di Salvini, ma non solo di Salvini: Forza Italia, estrema sinistra, estrema destra, ma anche pezzi del Pd (Cofferati, D'alema) hanno sempre avuto un certo riguardo verso la Russia, non proprio un paese liberaldemocratico.

Quello che emerge dalle intercettazioni di questi giorni è però qualcosa di più articolato rispetto alle mistificazioni dei giornali antileghisti. In realtà sarebbe l'Eni, l'azienda petrolifera italiana, ad aver finanziato la Lega, attraverso una triangolazione con i soci russi quali Rosneft e altre agenzie petrolifere, per evitare di tracciare i finanziamenti. In pratica l'Eni pagava il petrolio russo con cifre maggiorate e il surplus veniva girato alla Lega dai petrolieri di Putin, ma erano soldi dell'Eni.

Ci troveremmo di fronte al solito finanziamento illecito ai partiti da parte di un capitalismo italiano che intrattiene rapporti privilegiati con autocrazie e dittature varie, che scatenò tangentopoli, secondo la legislatura demagogica e ipocrita che i partiti debbano essere finanziati solo dai privati cittadini e dai propri militanti e non dalle grandi aziende. La grande ipocrisia che determinò il 1992, che poi il Pci fosse stato ricoperto di rubli dall'Unione Sovietica non sembrò interessare particolarmente la sinistra giustizialista.

Forse, più che del rapporto tra Salvini e la Russia, del facile moralismo, bisognerebbe interrogarsi sullo storico doppio giochismo del capitalismo (di Stato) italiano e dei suoi rapporti con le dittature antioccidentali.