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lunedì 10 luglio 2023

Ipotesi per una nuova storia d'Italia

Caduto il fascismo, molti hanno notato che tanti ex fascisti sono passati dalla parte dell'antifascismo. La cosa però è stata letta moralisticamente come una forma di opportunismo, un saltare sul carro del vincitore. In realtà si potrebbe leggere come un conflitto interno al fascismo, con una sua corrente trasferitisi surretizziamente all'antifascismo, ma mantenendo la psicologia di una parte del fascismo ed anche le sue idee.

Come dire, dopo la seconda guerra mondiale abbiamo avuto due fascismi che si scontrano, il fascismo movimentista fattosi "sinistra antifascista" principalmente dentro il Pci, ma non solo, contro il fascismo regime fattosi una delle correnti della Dc, ma non solo, mentre gli autentici antifascisti sono rimasti ai margini e nelle minoranze di questi partiti.

Il fascismo movimentista, giacobino, socialistoide ha rotto con il fascismo fattosi regime, impero, nazionalista e va ad ingrossare le fila dell'antifascismo, rivendicando il fascismo delle origini portandolo nell'antifascismo. D'altra parte non dimentichiamo che un politico dalle tempistiche sempre azzeccate come Togliatti proprio a metà degli anni 30 fece il famoso appello ai "fratelli in camicia nera", cogliendo il disagio dei fascisti della prima ora e della gioventù fascista cresciuta nel mito del fascismo della prima ora, cercando di coinvolgerli nella lotta contro il regime in chiave però anticapitalista e antiamericana, senza dimenticare che in precedenza il partito comunista aveva condotto la propria lotta dall'interno invece entrando nei sindacati fascisti, sempre confermando una certa compenetrazione tra fascismo e comunismo, senza nulla togliere alle differenze.

Uno storico come Renzo De Felice fu accusato di riabilitare il fascismo perchè fece una distinzione tra fascismo movimento e fascismo regime, ma in realtà la riabilitazione era in chi la vedeva, in chi proveniva dal fascismo movimento ma voleva accreditarsi come antifascista puro, l'isteria che è la stessa di chi vede oggi il razzismo in chi distingue, ma è suo il razzismo di provenienza.


 

sabato 8 luglio 2023

Berlinguer e Scalfari, i falsi liberali

I berlingueriani erano leninisti che pretendevano di farsi passare anche come liberali e di occupare pure lo spazio dei socialdemocratici. Quindi a differenza dei leninisti però, volevano raggiungere il potere con metodi democratici e con una politica delle alleanze basata sul pragmatismo, questo ultimo secondo la lezione di Togliatti, ma a differenza di Togliatti ci immettono un radicalismo azionista e un moralismo fanatico che ne' in Lenin, ne' in Stalin ne' soprattutto in Togliatti c'era. 

In sostanza metodi democratici per instaurare una dittatura, come Togliatti ha insegnato, ma con il fanatismo violento, moralista e intollerante degli azionisti. Come descriveva bene Renzo De Felice, il maggiore storico italiano del fascismo, il partito d'Azione era composto in larga parte da ex studenti militanti fascisti, convertitisi all'antifascismo ma che del fascismo hanno mantenuto la mentalità, la psicologia, la origine movimentista, l'idea che l'avversario vada squalificato moralmente, delegittimato, che chiunque cerchi di comprendere le ragioni dell'avversario vada considerato un complice del nemico. E' la mentalità della Repubblica (di Salò?) di Eugenio Scalfari, ex dirigente dei Gruppi Universitari Fascisti, poi azionista e "antifascista" dell'ultima ora, unito alla narrativa berlingueriana della questione morale, del paese nel paese, l'alternativismo che porta alla psicosi collettiva di chi si fa contemporaneamente Antistato ma allo stesso tempo crea uno stato nello stato attraverso l'occupazione dei gangli statali nella magistratura, nella burocrazia, nell'editoria e così via.


giovedì 6 luglio 2023

Invasione o stile di vita occidentale? Pacifismo o dittatura?

C'è chi dice che la Nato vuole invadere la Russia, anche i cinesi si sentono invasi dopo aver accolto con se le aziende occidentali e le loro conoscenze tecnologiche pensando di usarle politicamente contro lo stesso Occidente, ma cosa sta invadendo queste autarchie? Lo stile di vita occidentale, the way of life. Sempre più giovani in Ucraina, in Russia, in Cina, in Iran, in Venezuela, Cuba, Palestina e in altri paesi vogliono avere lo stile libero dell'Occidente, allora siamo sicuri che l'Occidente stia perdendo? Certo, la globalizzazione degli anni '90 è stata uno svantaggio per i ceti medi e le classi operaie del mondo libero, ora la frustrazione e la delusione porta molti nell'Ovest a rigettare il modello liberale, intanto i migranti vengono qui con mille aspettative scoprendo però una realtà che sta arretrando, mentre contemporaneamente nei paesi d'origine le cose iniziano a svilupparsi, quindi tutto è in divenire e incrociato, ma una cosa è certa, nessuno nel mondo vuole più le dittature e le autarchie, a parte le elites, i frustrati e gli invidiosi da qualunque parte collocati. 

Serve allora ridare potere d'acquisto ai ceti medi, le classi operaie e gli immigrati in Occidente e al contempo più democrazia e libertà ai paesi in ex via di sviluppo. Come dire, l'Ovest sta perdendo potere economico, allora qualcuno, sia a destra che a sinistra, ne vuole aproffittare strumentalmente per togliere pure libertà e democrazia sfruttando il disagio da una parte e dall'altra, invece il resto del mondo sta crescendo economicamente, ma ha sete di libertà e democrazia di cui ne è carente e a cui viene negato dalle elites locali e dai finti pacifisti al servizio delle dittature, quegli stessi finti pacifisti che alimentano l'odio per la democrazia liberale.

domenica 2 luglio 2023

Dio salvi gli ultras

Le violenze in Francia sono giustificate da un mondo mediatico imbevuto di giacobinismo ritardato, che quindi sintonizza il proprio giacobinismo con la rivolta islamica, ma questa volta gli ultras vinceranno, bastoni alla mano hanno iniziato a difendere negozi ed esercizi commerciali dalla follìa di dementi islamici che bruciano prima di tutto le auto dei loro quartieri, quindi dei loro padri e fratelli maggiori. Ultras che oggi sono sintonizzati colla contemporaneità, quindi non reazionari a difesa della monarchia come nel 1789, ma reazionari a difesa della Repubblica, della democrazia. Essere reazionari oggi in Francia vuol dire reagire alla rivoluzione giacobino-islamico-antisemita, per difendere la repubblica democratica, Dio salvi gli ultras reazionari. Per la democrazia. Per la Libertà.

domenica 25 giugno 2023

La Wagner attacca Putin, comunque vada...

Comunque vada a finire Putin ne esce come un leader debole e sfiduciato che non controlla le sue truppe. Un danno d'immagine e reputazione irreparabile e che è la cosa peggiore che possa capitare ad uno come lui che ha costruito il suo mito sull'idea di un leader forte supportato da un consenso monolitico. Già che non fosse uno statista come lo dipingevano i media occidentali (sia quelli pro che quelli contro, che quelli "neutri") lo si era capito con la visionaria idea di entrare a Kiev in tre giorni accolto dagli ucraini come il liberatore di un fantomatico governo neonazista. Ma passare per un debole indeciso e spaventato è molto peggio. L'immagine e la propaganda sono tutto in una dittatura, più degli esiti militari.

Oggi sappiamo che in Russia ci sono almeno quattro opposizioni. L'opposizione democratica e pacifica, di chi va in galera per anni per reati di opinione, l'opposizione di quei ex oligarchi caduti in disgrazia e l'opposizione dei patrioti russi antiPutin che praticano il sabotaggio e la guerriglia armata, ma ora anche la faida interna della Wagner. Sicuramente ce ne sono altre non captate dai distratti radar dei media europei, che per anni ci hanno raccontato di un consenso granitico al dittatore. 

D'altra parte media e cancellerìe europee fino al giorno prima dell'invasione negavano che Putin avesse intenzione di invadere l'Ucraina, deridevano le informative della Cia e dei media americani che lanciavano l'allarme sullo spostamento di truppe russe. L'Europa, se Putin avesse finalizzato il suo piano di un blitz repentino, erano già pronte ad accomodarsi come sempre con lo zar, d'altronde la Germania in questi mesi ha continuato il suo ventennale doppio gioco vendendo tecnologia militare ai paesi alleati della Russia, mentre gli aiuti militari dei paesi europei all'Ucraina sono al minimo indispensabile, al contrario di quello che raccontano le solite truppe di finti pacifisti da sempre al servizio della Russia.  


lunedì 19 giugno 2023

Dai giovani angeli del fango al fango sui giovani

In questi giorni i giovani sostengono la prova di maturità, corriere e repubblica sono incoraggianti e congratulanti verso i nostri ragazzi, eppure l'altro ieri il clima mediatico era emotivo e generalizzante, erano palate di fango contro i giovani, dopo i fatti del dramma del bambino morto nella collisione stradale. Due settimane fa però i giovani secondo corriere e repubblica erano gli eroi, gli angeli che spalavano nel fango per le vittime dell'alluvione della Romagna, poi i giovani sono diventati dei delinquenti, allora i tromboni e i mopralisti si sono lanciati in prima linea per la consueta campagna estiva antigiovani.

Veltroni intervista Crepet, colpa dei genitori della generazione dei contestatori che fanno gli amici dei figli ci dice. Un paio di calcoli, la generazione della contestazione ha minimo 70 anni, oggi sono nonni, Crepet è forse sfasato nel tempo? Di quali genitori parla? Per Crepet i contestatori che hanno contestato i propri genitori ora dovrebbero contestare i figli, che però sono i nipoti, l'importante è contestare, criticare, pontificare. 

Per fortuna il mondo reale va da un'altra parte, la gente ha sempre meno voglia di conflitti e colpevoli, ma vuole meno tasse e più soldi in busta paga, più sicurezza nelle strade e nelle proprie case. La politica, l'ideologia, è stata la religione del novecento, oggi resiste minoritariamente ma compattamente alla nascita del nuovo secolo, e lo fa dietro le vestigia dei toni apocalittici sulla società e l'età che viviamo e prima ancora dell'antipolitica, che però sempre politica è, ma sottoforma di un qualunquismo ideologizzato e politicizzato, al contempo di una ideologia qualunquistizzata, che arriva alla mostruosità di non provare sentimenti umani verso la morte di un avversario. 

mercoledì 7 giugno 2023

Contronarrazione della storia degli ultimi 75 anni

Per Benedetto Croce il fascismo era una parentesi in una storia d'Italia e di un popolo dalla tradizione cristiana e liberale. Per la sinistra invece gli italiani sono in maggioranza e intrinsecamente fascisti e per questo la democrazia e la sovranità popolare va contenuta dalla costituzione e da entità sovranazionali come l'Unione Europea o da organi non elettivi come la magistratura e la burocrazia statale, per evitare che il popolo cosiddetto fascista prenda il potere. Ma cosa ci dice la storia? 

Il fascismo cade nel 1945, da allora i movimenti neofascisti al responso elettorale non escono mai da nicchie ultraminoritarie, ma all'inizio degli anni '70 basta un banale risultato dell'8% da parte del Msi per scatenare un' isteria "antigolpista" da parte della sinistra comunista, eppure nel 1948 il popolo italiano aveva scelto il campo atlantista moderato contro l'opzione di una dittatura filo-sovietica e contro ogni regressione neofascista dall'altra parte. Togliatti allora contrattaccò all'inizio degli anni '60 cercando di staccare il Vaticano dagli Stati Uniti, proprio ciò sfociò nei movimenti antiamericani cattocomunisti del '68, ma anche per effetto contrario nella emorragia missina dalla Dc, ma un Msi quindi con una forte componente filoUsa e filoIsraele, intanto parte di questi movimenti sessantottini fuoriuscirono dal Pci filosovietico per entrare in orbita filocinese, il delitto Moro crea un cortocircuito e una controisteria dissociativa nella sinistra, perchè le Br erano un movimento autoctono nato nel seno del Pci che però scompaginava le tattiche geopolitiche del Pci, intanto il Psi di Craxi cerca di creare una sinistra riformista e autonoma dai comunisti, che nel frattempo si dimenano in enormi contraddizioni interne un po' tratteggiate qui sopra, poi tangentopoli illude la sinistra comunista di poter prendere il potere, ma ancora una volta nel 1994 gli italiani fanno una scelta di campo anticomunista, ma non per il fascismo ma per la libertà, eppure la sinistra accusa la destra liberale di aver sdoganato la destra fascista, ma poi per ottenere consenso il capo dei neo fascisti Fini deve in realtà abiurare il fascismo, prenderne le distanze, allora in chiave antiBerlusconi diventa perfino un utile idiota della sinistra e un rispettabile conservatore nei salotti perbene di sinistra, ma come si vede un fascista in Italia per allargare il consenso nel campo della destra storica, dei conservatori, dei liberali, deve prendere le distanze dal fascismo, proprio come ha fatto la Meloni, che ancora una volta porta la destra nel campo occidentale contro la Russia postsovietica e fasciocomunista di Putin, dopo le sbandate di Berlusconi, Salvini e di un certo mondo cattolico egemonizzato dai comunisti, disorientando al contempo una sinistra dividendola al suo interno, tra filoputiniani, antiputiniani e ambigui.

In definitiva, c'è una sinistra che sa di essere minoranza nel paese e che da una parte cerca di attrarre a sè il variegato mondo centrista, cattolico, moderato, conservatore, liberale e dall'altra la sinistra radicale, per creare una maggioranza raccogliticcia, ma in nome di cosa? Dello spauracchio inventato fascista, quindi in nome della democrazia e della libertà ci spiega che la sovranità popolare va limitata, perchè s'inventa una maggioranza nel paese di fascisti per giustificare la sua dittatura di leninisti pedagoghi che devono rieducare il popolo. Da una parte denigra il mondo centrista come della sinistra radicale accusandolo di destrismo e fascismo, ma dall'altra lo richiama all'ordine in nome di un inventato pericolo fascista. 

Cosa scompagina il piano? La politica internazionale: quando il centrodestra non sbanda e capisce che deve collocarsi su un piano occidentale atlantico liberaldemocratico (1948, 1994, 2022) trova la maggioranza nel paese, un paese che conosce i suoi interessi e la sua collocazione. Quando invece il centrodestra si mette a cazzeggiare sulla sua collocazione geopolitica e dall'altra la sinistra riesce a convincere i centristi e la sinistra radicale che c'è un pericolo neofascista nel paese, può ottenere una aleatoria maggioranza.


lunedì 24 aprile 2023

In una parola, Milano

Milano. La mia città. Sta vivendo un periodo difficile, come tanti del passato da cui poi è uscita più forte che mai. Abbiamo giustamente esultato negli anni scorsi per gli effetti benefici dell'Expo. Oggi però ci rendiamo conto che una città internazionale e turistica comporta dei problemi, se la sua economia non ha altri sbocchi, Venezia a suo modo Docet. La Milano industriale non esiste più, distrutta da Mani pulite e la delocalizzazione, qualcuno esulta perchè è meno inquinata in questo modo, ma la case del centro sono sempre più di proprietà di stranieri che vivono il borgo solo tre mesi all'anno e si svuota sempre di più.. intanto l'inflazione, forse ad essi connessa, è alle stelle, gli affitti sono al massimo, entrare in un supermercato oggi è come entrare in gioielleria.. Ma poi c'è un'altra inflazione, quella dei furti in metro, in strada e negli appartamenti. Forse il problema è anche un sindaco che non parla di tutto questo, ma solo di piste ciclabili e matrimoni gay, argomenti interessanti, ma solo se non assunti in maniera ossessivo-ideologica e di certo non prioritari. E' tempo di cambiare, Milano è sempre più un corpo estraneo alla Lombardia, invece di esserne il capoluogo, serve quindi una proposta di centrodestra che sappia riconciliare Milano e la sua vocazione internazionale con la sua regione, il suo territorio e la sua storia, rispetto ad una sinistra ZTL che odia la storia, il territorio, le ragioni della gente comune e i suoi problemi quotidiani. Amala.

venerdì 21 aprile 2023

Per la sinistra di oggi i marxisti sono dei razzisti e colonialisti

Carlo Marx un razzista e colonialista occidentale? Per la sinistra politically correct zelante alla cancel culture attuale sicuramente sì. Le teorie dell'intellettuale comunista tedesco, secondo cui ogni uomo è un prodotto dell'ambiente sociale da cui proviene (tranne ovviamente gli intellettuali borghesi rivoluzionari-politici di professione, ma questo è un altro discorso) sarebbero considerate una discriminazione di stampo sociologico da parte delle nuove leve della sinistra. Figuriamoci Gramsci, che addirittura considerava la nazionalità di ognuno un prodotto storico e non ideologico, tanto meno razziale. Che dire poi dell'idea di progresso di Marx, che pensava la rivoluzione industriale e il colonialismo anche un'opportunità di sviluppo dialettico per l'umanità e il proletariato. 

Quindi la nuova sinistra del ventunesimo secolo ha sposato un nuovo individualismo, dove l'individuo non può essere associato ad alcunchè? Sarebbe bello, ma purtroppo no. In realtà l'idea è che l'individuo debba annullarsi in un neoegualitarismo globalista e universalista, in un'idea e in una causa di persona-umanità omologata senza nessuna connotazione familiare, geografica, nazionale, sociale, religiosa, ma ora anche storica, ma anche sull'altro versante senza idee e interessi (in tutti i sensi) individuali. Quindi un nuovo totalitarismo che scende strumentalmente a patti con l'individualismo di massa sorto a cavallo dei due secoli per distorcerlo in modo che l'unica discriminazione permessa è quella ideologica, per cui chi non la pensa come il pensiero unico politically correct va espulso dal vivere civile e sanzionato penalmente, ovviamente tutto in nome dell'inclusività. Includere per espellere, espellere per includere chi si omologa.

Ci troviamo di fronte ad una sorta di annientamento dell'individuo in nome fraudolento della libertà personale, in  nome di un'idea di persona unica omologata universale. L'individuo non può avere nessuna radice e connessione territoriale, familiare, sociale, religiosa, ma poi si va oltre, ora nemmeno storica, sociologica, ma al contempo non può avere nemmeno nessuna connessione con sè stesso, un'identità propria, un interesse e profitto proprio, ma deve conformarsi ad un'idea di umanità-persona perfetta ed all'unica ideologia imperante. E' l'annullamento dell'individuo in una idea ideologica di persona universale. Alla libertà si sostituisce il concetto di liberazione, la rottura di ogni legame tranne quello verso l'ideologia unica. All'individuo si sostituisce la persona che è per qualcosa senza legami se non con il per, per la causa, contro l'individuo indivisibile ma con le sue connessioni non causali, ma senza causa.

La parola persona, infatti, deriva dall'etrusco, dove la persona era una maschera teatrale, la persona è la maschera che l'individuo mette in società, è il personaggio, è l'individuo inteso solo in legame con la società, che è universale nel caso del totalitarismo, quindi senza legami ne' con sè stesso ne' con la propria famiglia e la propria comunità particolare, mentre la parola individuo dal greco significa ciò che non si può dividere, è l'unità con sè stessi.

Da dove nasce tutto questo? Il socialismo nel secolo scorso ha perso attrattività tra le popolazioni perchè non valorizzava il singolo, perciò tutta l'ultima controffensiva nel nuovo secolo del socialismo è connotata invece dal cercare di convincere che nel capitalismo-democratico-liberale in realtà l'individuo non è valorizzato, anzi è discriminato, bullizzato, considerato nella maggior parte dei casi un fallito, e viceversa nel dare un'idea di iniziativa personale al socialismo. E' sotto attacco l'idea stessa di meritocrazia, che sarebbe foriera di ansia tra i giovani (un tema che invece andrebbe allargato e approfondito diversamente). Ma nel liberalismo l'individuo si realizza di per sè stesso, attraverso i propri progetti, senza perdere i legami familiari, territoriali, sociali, amicali, comunitari e così via, mentre nel socialismo l'individuo si realizza solo nella causa socialista, comunista o adesso ecocomunista. 

sabato 25 marzo 2023

Io vorrei, ma non voglio

Vorrei un mondo insostenibile, esclusivo, diseguale, asimettrico, locale, vorrei inquinare il pianeta quanto basta per migliorare la vita di ogni umano e non essere suo ospite contrito e coi sensi di colpa, non voglio cambiare gli umani, perchè amo i loro peccati e i loro difetti, voglio invece discriminare gli ecogretini, gli invidiosi e frustrati egualitaristi.

A chi imbratta le opere d'arte e i nostri palazzi, taglia le gomme delle automobili in nome di un falso ideale lo manderei a lavorare in una miniera di carbone 18 ore al giorno producendo più co2 possibile, a chi dice che dobbiamo abolire i confini e aprire le frontiere a chiunque senza distinzioni e magari non aiutano nemmeno le loro colf e badanti ad ottenere il permesso di soggiorno pagandole in nero lo manderei a vivere in uno di quei quartieri di periferia infestati da uomini immigrati talebani, stupratori, ladri; ai no vax toglierei anche l'aspirina, il viagra e tutte le medicine, se odiano la scienza farmaceutica occidentale si curino con le tisane degli indiani d'America o la medicina orientale, a chi dice che in Occidente le donne sono sfruttate come in Afghanistan e nei regimi islamici la/lo manderei in sposa di un militante dell'Isis o di un talebano, così ci spiega la differenza, ai pacifinti che fingono di condannare Putin, ma non vogliono mandare armi agli ucraini li metterei sotto le bombe dei russi, senza luce e gas e riscaldamento, a chi nega il diritto ad esistere di Israele lo manderei in gita in un campo di concentramento, ma non come turista.

Ovviamente è tutto col condizionale, io sono liberale, non lo farei mai, sono persino per la libertà di parola per i negazionisti dell'Olocausto e addirittura per quelli che ci narrano che c'è in atto un femminicidio da parte del maschio occidentale, ma ci dicono che dobbiamo rispettare le culture maschiliste degli altri popoli in nome del multiculturalismo, così come per quelli che ci dicono che i cambiamenti climatici sono la fine del mondo, figuriamoci, che ora si sono inventati un ennesimo -cidio, "l'ecocidio", perchè tutti questi vogliono essere l'ebreo di qualcuno, ma se vai a vedere sono proprio tutti quelli che odiano gli ebrei.

Ma questa è e sarà sempre la superiorità dell'occidente liberaldemocratico e individualista, dare la libertà agli ignoranti, i presuntuosi e i deliranti, come giusto che sia. Che che se ne dica, sarà sempre questa la manifesta superiorità del mondo libero, la loro rabbiosa umiliazione, la carta vincente, il motivo per cui tutti i nostalgici del comunismo, del nazismo e del fascismo, le femministe arrabbiate e gli ecotalebani, tutti quelli che inneggiano al regime russo, cinese, venezuelano, siriano, iraniano, poi si guardano bene dall'andare a viverci in questi paesi, mentre tutto il mondo vuole venire a vivere negli Usa e in Europa, con buona pace anche di quelli che vorrebbero dividere gli Usa dall'Europa. 


martedì 7 marzo 2023

Nessuno va a vivere in Russia

Io mi chiedo sempre una cosa. In Italia c'è un sacco di gente che tifa per Putin, per la Cina di Xi jinping, per l'Iran degli ayatollah, per il Venezuela di Maduro, però quasi nessuno di loro va a vivere in Russia, in Cina, in Iran, in Venezuela, a dire il vero non ci vanno manco in vacanza, e a ben vedere anche gli oligarchi russi, iraniani, cinesi, islamici, mandano i figli a studiare nelle università americane, comprano casa a Londra, a Milano, a Parigi, vanno in vacanza in Toscana e in Sardegna, ma che sarà mai? Non sarà che sono dei dittatori sfigati che si nutrono di rancore perchè si sentono e sono inferiori nel confronto con l'occidente democratico, ma si rivalgono sui propri popoli opprimendoli, depredandoli e affamandoli, aizzandoli a loro volta contro l'occidente liberale per non assumersi le proprie responsabilità, come Assad in Siria?